Martedì, 13 Settembre 2016 00:00

Caccia al cinghiale con l'arco

Scritto da  Antonio Vassallo
In Toscana, nella provincia di Firenze, all’interno della AZIENDA AGRICOLA BRUNELLI alla ricerca di enormi cinghiali cacciando con arco e frecce.
Una robusta pianta all’interno del bosco in prossimità di un sentiero naturale solitamente frequentato dai cinghiali ospiterà il nostro arciere-cacciatore
Nel centro di una antica azienda agricola sulle colline fiorentine in località Marciola si estende l’azienda agricola BRUNELLI gestita con passione e dedizione da LUCIANO BRUNELLI. L’azienda ha una estensione su una superfice di 597 ettari tra un alternarsi di boschi di querce, pini, oliveti e vigne con presenza di ampie zone completamente e volutamente libere da coltivazioni, indispensabili per la vita  degli animali selvatici, risorsa principale di questa bella tenuta. L’azienda agrituristico venatoria ROVETA I LAMI, proprio per la particolarità del territorio è particolarmente adatta nella caccia al cinghiale tanto che le battute di caccia dell’azienda fiorentina sono da sempre molto seguite da molti cacciatori italiani. Un altro fiore all’occhiello dell’azienda gestita da LUCIANO è senza dubbio la “MONTERIAS DI ROVETA” organizzata nel mese di dicembre di ogni anno e definita a ragione, da molti, la più bella d’Italia dove è possibile cacciare  una infinità di trofei di cinghiale, daino e muflone. 
Ormai da qualche anno avevamo intenzione di andare a trovare LUCIANO per una cacciata agli ungulati con arco e frecce ed ecco presentarsi l’occasione quando MATTEO uno degli arcieri cacciatori del nostro ormai consolidato gruppo ci comunica di aver preso contatti con Luciano per l’abbattimento di un enorme cinghiale. Quale migliore occasione quindi per documentare la battuta di caccia su un cinghiale che a detta di Luciano è veramente enorme!
Arriviamo quindi di buon ora alla casa di caccia dell’azienda dove ad attenderci troviamo MATTEO arrivato la sera precedente da Lecco, fresco e riposato e ben deciso a dare battaglia all’enorme “bestia nera” e LUCIANO che come consuetudine  ci mette subito a tavolino per una veloce colazione a base di pane e salumi, sicuramente un buon inizio giornata!!
Espletate le formalità della registrazione del porto d’armi con rilascio del permesso giornaliero di caccia prendiamo posto sul fuoristrada di LUCIANO che, come sempre disponibilissimo, ci accompagna sul luogo di caccia a pochi minuti dalla casa di caccia.
Decidiamo di cacciare, anche su esplicito consiglio di LUCIANO, da appostamento aereo anche perché sembra che questo grosso cinghiale abbia una certa predisposizione a reagire anche in malo modo e data la stazza dell’animale, un incontro molto ravvicinato a terra potrebbe essere molto pericoloso per l’arciere quindi limitiamo i rischi posizionandoci su altane e tree-stand. All’interno del boscoso recinto, in alcuni punti impraticabile, sono presenti, oltre alla” bestia” anche alcuni cinghiali notevolmente più piccoli e se capiterà l’occasione cercheremo di mettere a segno una freccia anche su un cinghiale di trenta-quaranta chili di peso.
Una robusta pianta all’interno del bosco in prossimità di un sentiero naturale solitamente frequentato dai cinghiali ospiterà il nostro arciere-cacciatore almeno in questa prima parte della giornata salvo nel pomeriggio, in caso di mancati avvistamenti, spostarsi in un altro punto del grande recinto. Assicurato alla pianta è stato posizionato un tree-stand a circa tre metri dal suolo ad una distanza di circa quindici metri dallo stretto sentiero tra la vegetazione boschiva. Prendiamo posizione sulla pianta intorno alle ore 8 del sabato nella speranza di effettuare i nostri abbattimenti nell’arco della giornata altrimenti continueremo l’appostamento anche il giorno successivo. Sotto alla nostra pianta il terreno è completamente boschivo, in leggera pendenza. La fitta e bassa vegetazione forma, in un tratto di una decina di metri di lunghezza, un sentiero naturale con dei grossi massi e terreno pietroso che limitano la crescita di una vegetazione impenetrabile offrendo quindi la possibilità di un tiro relativamente “pulito” ed è proprio in questo punto che speriamo passi la nostra selvaggina.
Matteo è “ appollaiato “ sul tree-stand da circa un’ora e a parte alcuni movimenti nella parte alta del bosco non è stato effettuato alcun avvistamento di cinghiali. Dalla sua postazione aerea Matteo è in grado di coprire visivamente una buona porzione di territorio in particolare la parte bassa del recinto compresa una piccola pozza d’acqua gradita dai cinghiali a giudicare dalle numerose orme riscontrate sul terreno.
Dalla parte opposta del recinto, nella zona alta e opposta a Matteo ho trovato posizione su un secondo tree-stand, non tanto per cacciare quanto per osservare il territorio, pronto ad avvisare l’amico di eventuali spostamenti della selvaggina. Ed è proprio dalla mia postazione che, osservando con il binocolo alla mia destra, noto alcuni movimenti tra la bassa vegetazione. Osservando con più attenzione noto alcuni cinghiali intorno ai trenta chili che lentamente sembrano intenzionati a scendere il crinale, forse diretti verso la pozza d’acqua. Tramite radio-trasmittente avviso Matteo della possibilità di vedere transitare gli animali  nelle vicinanze della sua postazione e senza perdere d’occhio i cinghiali attendo con pazienza notizie dall’amico.
Restiamo in attesa
Trascorrono pochi minuti e il cinghiale è sul sentiero in prossimità dei massi e se tutto va bene si porterà a circa dieci metri da Matteo.
I tre animali escono presto dal mio campo visivo nascosti dalla vegetazione bassa e fitta. Dall’ultimo avvistamento sembra che i tre selvatici abbiano deciso di risalire il crinale  costeggiandolo e quindi allontanandosi dalla pozza d’acqua. Nessun segnale da Matteo ma sbinocolando ancora tra la vegetazione riesco ad individuare un cinghiale a circa trenta metri dalla pozzanghera, si tratta di un animale leggermente più piccolo di quelli avvistati precedentemente.
Trascorrono ancora una ventina di minuti ed è lo stesso Matteo ad avvisarmi di movimenti intorno alla sua postazione. A circa trenta metri dalla pianta dove è posizionato l’arciere un cinghiale si sta muovendo tra la vegetazione e sembra deciso a transitare da sotto il tree-stand. Trascorrono pochi minuti e il cinghiale è sul sentiero in prossimità dei massi e se tutto va bene si porterà a circa dieci metri da Matteo. Intorno ai trenta chilogrammi di peso, si trova proprio sotto l’arciere. Il primo istinto di Matteo è chiaramente quello di entrare in carico con il compound pronto alla scoccata, poi decide di rinunciare ad un tiro facilissimo per non creare confusione nel recinto allarmando il grosso cinghiale, obiettivo primario della nostra giornata di caccia. Saggia e fortunata decisione in quanto dopo pochi minuti dal passaggio del cinghialotto Matteo riesce ad avvistare “il bestione” che però forse infastidito o allarmato da qualcosa scarta sulla destra rientrando tra la fitta vegetazione.
Siamo arrivati al pomeriggio e il movimento della mattina ha lasciato posto alla calma piatta, nessun avvistamento.
Dobbiamo attendere un altro paio d’ore prima che un paio di cinghiali appaiano come per incanto sotto il tree-stand. Questa volta Matteo non ha nessuna esitazione, anche perché siamo quasi a fine pomeriggio e decidiamo di dedicarci al grosso cinghiale il giorno successivo.
La scoccata è pronta e letale tanto che il cinghiale, raggiunto con estrema precisione nell’area vitale, crolla quasi immediatamente a terra completamente trapassato dal dardo che conclude la sua breve ma potente e veloce corsa disintegrandosi sul terreno sassoso. Così si conclude la giornata di sabato.
Prima di rientrare alla casa di caccia dell’azienda, dietro consiglio di Luciano posizioniamo il tree-stand quasi in prossimità della pozza d’acqua.
D’accordo con Luciano decidiamo di anticipare di almeno un’ora l’inizio della cacciata della Domenica posizionandoci silenziosamente sul tree-stand montato la sera precedente. Nella magica atmosfera dell’alba appena sorta un grosso fagiano maschio plana, sorvolando la nostra pianta, a pochi metri dalla pozzanghera e dopo essersi bagnato il becco inizia a perlustrare il terreno ai margini della pozza. Per una ventina di minuti il colorato selvatico ci delizia della sua presenza entrando ed uscendo dai cespugli poi improvvisamente se ne va via di “pedina” tra la fitta vegetazione nel classico atteggiamento di chi ha avvertito un pericolo. Pochi minuti e due cinghiali si avvicinano alla pozza d’acqua, uno dei due è un animale di tutto rispetto ma non è assolutamente il nostro “gigante”. La sosta dei due selvatici dura giusto qualche minuto e, silenziosi come sono arrivati, scompaiono inghiottiti dalla vegetazione fitta del bosco. 
Dalla parte opposta della pozza a circa 30 metri di distanza dal tree-stand alcuni movimenti tra i cespugli tradiscono l’avvicinarsi di qualcosa, forse ci siamo!!
Matteo poi mi racconterà di aver notato una massa scura attraversare la bassa vegetazione e di rendersi conto immediatamente che con ogni probabilità erano alte le probabilità che si trattasse della “bestia nera”.
Il momento è veramente emozionante e adrealinico ma il grosso cinghiale non sembra al momento intenzionato ad esporsi più di tanto costeggiando il sicuro riparo offerto dalla vegetazione senza uscire allo scoperto.
Trascorrono attimi che sembrano interminabili fino a quando il grosso animale mostra parzialmente e lateralmente l’area vitale libera da vegetazione di disturbo. Matteo, da esperto bow-hunter valuta prontamente la situazione e ritenendo che forse non ci sarà altra occasione entra immediatamente e lentamente in carica tendendo al massimo allungo il compound, il bersaglio si trova adesso a meno di 20 metri dalla freccia e anche se l’animale non è completamente esposto al tiro la distanza è talmente ridotta da rischiare la scoccata. Il rumore del rilascio della corda si confonde in un lampo con il sordo impatto della freccia sul cinghiale raggiunto in piena area vitale.
Alcuni minuti per permettere alla freccia di svolgere l’antico lavoro e decidiamo di scendere a terra a tracciare il selvatico.
Non facciamo a dire il vero molta strada in quanto recuperiamo il grosso selvatico a circa 50 metri dal luogo di impatto.
 
 
Info:
AZIENDA AGRICOLA BRUNELLI
A.A.T.V. ROVETA I LAMI
Via di Marciola, no.7 SCANDICCI FIRENZE
O55-769022
338-8781172
368-3288203
 
 

CACCIANDO ANIMALI DI GROSSA TAGLIA COME I CINGHIALI E’ PREFERIBILE POSIZIONARSI SU APPOSTAMENTI AEREI EVITANDO CONTATTI A TERRA CON SELVATICI CHE POTREBBERO RIVELARSI LETALI PER L’ARCIERE-CACCIATORE. MOLTE AZIENDE DISPONGONO SUL PROPRIO TERRITORIO DI CACCIA DI COMODE ALTANE IN LEGNO POSIZIONATE IN PUNTI STRATEGIGI DI PASSAGGIO DELLA SELVAGGINA. UN ATTREZZO VERAMENTE EFFICACE PER L’ARCIERE E’ SENZA DUBBIO IL TREE-STAND, LEGGERO DA TRASPORTARE, FACILE DA MONTARE SULLA PIANTA E VELOCE DA SPOSTARE SUL TERRENO DI CACCIA. ESISTONO VARI MODELLI DI TREE-STAND FISSI E MOBILI A PREZZI ACCESSIBILI ACCESSORIATI ANCHE DA LEGGERE E COMODE SCALETTE IN FERRO PER UN VELOCE POSIZIONAMENTO ALLA PIANTA.

 
 
 

 

CACCIANDO CON IL TECNOLOGICO ARCO COMPOUND E’ POSSIBILE POSIZIONARE SULL’ATTREZZO ALCUNI ACCESSORI VERAMENTE INDISPENSABILI IN CACCIA, COME AD ESEMPIO UN PARTICOLARE APPOGGIAFRECCIA CHIAMATO WHISKER BISCUIT REST CHE OLTRE A FAR USCIRE DALL’ARCO LA FRECCIA IN MODO FLUIDO CI PERMETTE DI MUOVERCI CON IL DARDO POSIZIONATO PER IL TIRO.

 

 

 

 

 

PER LA CACCIA AL CINGHIALE MATTEO HA UTILIZZATO UN ARCO MODELLO COMPOUND DA CACCIA BOWTECH DI 70 LIBBRE DI POTENZA, FRECCE EASTON AC 460, ARMATE CON LAME DA CACCIA ATRE PUNTE MUZZI 3 DA 100 GRANI, SGANCIO MECCANICO DELLA FRECCIA T.R.U. BALL

 

 

L'articolo è stato pubblicato su DIANA n.11/2016

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