Mercoledì, 19 Febbraio 2014 00:00

30.06 Springfield, factotum assoluto

Scritto da  Sergio Facchini
Da oltre un secolo, nel mare magnum delle munizioni, spiccano due calibri che hanno segnato la storia del XX° secolo: in Europa l'8x57JS ed in America il 30.06. In entrambe le Guerre Mondiali furono usati in tutte le aree di conflitto e purtroppo la loro triste fama aumentò di pari passo agli anni di guerra. Dopo un uso militare predominante, il 30.06 divenne anche il beniamino di milioni di cacciatori nord-americani che ne acquistarono moltissimi a basso prezzo, quando nel 1952 il calibro nato a Springfield fu rimpiazzato dal 308 Winchester. Negli ultimi sessant'anni il 30.06 ha confermato un indice di gradimento altissimo negli U.S.A., dove divide il primato di vendite con l'onnipresente 308 Winchester, mentre in Europa, caratterizzata da una concorrenza commerciale molto forte, deve accontentarsi di una posizione di secondo piano, dovuta all'interesse per i calibri "nuovi" dimostrato da buona parte dei cacciatori del Vecchio Continente. Il bilancio è attualmente positivo, ma saranno i prossimi decenni che confermeranno o meno l'affezione da parte degli Europei.
Origini del calibro
Tutti sanno che il 30.06 è un calibro di origine militare, adottato nel 1906 per l'arma d'ordinanza Modello 1903 Springfield ad otturatore di tipo Mauser.
 
 
Inizialmente il Modello 1903 utilizzava una palla Round nose da 220 gr che raggiungeva i 701 m/s (2300 fps), poco tempo dopo sostituita da un'ogiva Pointed da 150 gr a 823 m/s (2700 fps). Tale modifica fu adottata per stare al passo delle munizioni tedesche ed inglesi, migliorate nel decennio precedente la "Grande Guerra". Nello stesso tempo anche ilcolletto subì una modifica essendo stato ridotto di 0,07 pollici, ossia di 1,778 mm. 
Con palla leggera da 150 gr e colletto accorciato, il calibro assunse la denominazione di "Ball cartridge, caliber 30, Model of 1906", abbreviata in "30.06", come precisa Frank Barnes in "Cartridges of the world" 8^ edizione alle pagine 57 e 289. La munizione poteva anche essere camerata e sparata, con scarsa precisione però, dal Modello 1903, ma non viceversa, in quanto la lunghezza dei bossoli era differente. Le due munizioni, per il Modello 1903 e per il 30.06, rimasero per molti anni nei cataloghi di diversi costruttori e la prima fu chiamata talvolta "30-45" perché la carica originale di polvere senza fumo era di 45 gr.
Nel 1926 il 30.06 cambiò di nuovo l'ogiva ed adottò, per ragioni militari, una palla Boat-tail da 172 gr con un angolo di coda di 9 gradi, assumendo la denominazione di "Ball, caliber 30, M1." La velocità iniziale di questa 172 gr era la medesima della palla da 150 gr, 823 m/s (2700 fps), ma in seguito venne ridotta a 804 m/s (2640 fps) a causa di problemi insorti per la difficoltà di mantenere pressioni tendenzialmente basse e sicure pur con alte velocità. Nel 1940 la palla a base piatta da 150 gr fu riadottata col nome di "Cartridge, Ball, Caliber 30, M2" e fu usata nel nuovo fucile semi-automatico "Garand" che non gradiva affatto le ogive da 172 gr, adoperate peraltro nei fucili mitragliatori, per l'elevata gittata massima di 6000 yd (5486m), ben superiore a quella raggiungibile dalle palle da 150 gr di sole...3500 yd (3200 m)!
Il "rimless" (senza collarino) 30-03 ed il 30.06 rimpiazzarono il vecchio "rimmed" (con collarino) 30-40 Krag come munizione ufficiale degli U.S.A., ma a loro volta furono sostituiti nel 1952 dal 7.62x51 mm, conosciuto come 7.62 mm NATO o 308 Winchester nella versione commerciale. Se il 30.06 fosse nato in Europa la sua corretta definizione sarebbe stata 7.62x63 mm.
I fucili Garand 30.06 furono forniti dagli U.S.A. a tutti gli alleati, specie al Regno Unito, Francia, Olanda, Cina, Australia e Nuova Zelanda che, terminata la guerra, iniziarono a fabbricarne le munizioni. Quelle militari prodotte in America, prima o durante la guerra, avevano una capsula corrosiva , mentre, a partire dal 1953, gli inneschi divennero sicuri ad eccezione delle munizioni Match dell'Arsenale di Frankford marcate FA 53, 54 o 56, che portavano ancora inneschi corrosivi.
Le prime armi da caccia
Oggi non esistono fabbriche od artigiani che non abbiano a listino uno o più modelli di armi da caccia in calibro 30.06. Questa è una verità sempre rimproverabile a saccenti detrattori che sparano ai caprioli perfino con dei 338 Lapua Magnum...Facendo un breve excursus storico possiamo affermare che il 30.06, come annotato in precedenza, è stato adottato nel1906 per il Modello 1903 Springfield, fucile d'ordinanza americano basato su un'azione di tipo Mauser. Ma il primo fucile sportivo camerato in 30.06 fu il Winchester Model 1895 lever-action nel 1908.
Successivamente, nel 1921, la Remington  introdusse la bolt-action Model 30 e la Winchester  offrì nel 1925 la bolt-action Model 54, mentre la Savage  , nel 1928, propose le bolt-action Model 40 e 45 Super-Sporter.  
Inoltre, da molti anni, la Ruger  offre la "Number One", singolare e granitica carabina a blocco cadente disponibile anche in calibro 30.06, mentre altri artigiani più o meno affermati si sbizzarriscono costruendo armi miste, kipplauf od express di pregio che incontrano il favore di tanti appassionati.
 Misure del bossolo ed altre caratteristiche
Il bossolo del 30.06 è caratterizzato da forme e misure regolari che a prima vista ne sottolineano il senso di solidità e di equilibrio. Due elementi che spiccano sugli altri sono il lungo colletto  e l'inclinazione della spalla , mentre laconicità pare non esista in quanto la differenza tra diametro di base e diametro all'inizio della spalla è solamente di 0,76mm.
Le misure in mm del bossolo sono le seguenti :
• lunghezza totale 63.35
• lunghezza al colletto 53.63
• lunghezza alla spalla 49.49
• spessore del fondello 1.24
• lunghezza del colletto 9.72
• lunghezza della spalla 4.14
• angolo di spalla 17°30"
• diametro del colletto 8.63
• diametro a inizio spalla 11.20
• diametro sopra gola 11.96
• diametro del fondello 12.01
 
 
Di questi dati il più eclatante risulta essere la lunghezza del colletto di quasi un centimetro (mm 9.72) e la spalla di mm 4.14 con un angolo di 17°30". La notevole area della spalla ed il suo angolo svolgono un ottimo lavoro come superficie di battuta in camera di scoppio, favorendo la coassialità tra palla ed asse centrale della canna. Il collo lungo, inoltre, permette un saldo collocamento senza crimpatura di palle molto lunghe e pesanti (da 180 a 220gr) , ottime per tiri a grandissima distanza su grossi selvatici a pelle tenera. Ovviamente simili proiettili hanno un C.B. elevato, prossimi a .500, e già settant'anni fa erano di notevole vantaggio rispetto alle palle meno aerodinamiche di altri calibri. Potenza e lesività che oggi, utilizzando le mostruose ogive monolitiche Barnes da 250 gr, risulterebbero ulteriormente migliorate per cacciare gli ungulati maggiori non aggressivi a distanze contenute. Ma, anziché spingere al limite un impianto medio con palle ultra-pesanti, non sarebbe più logico passare ad un calibro superiore come un 340 o, in Europa, al classico 9,3x62 di Otto Bock che spinge palle di 300 gr di grande efficacia? Potremmo paragonare l'utilizzo forzato in un calibro 30 di queste palle gigantesche all'installazione su di una utilitaria di un motore V6 di 3000 cc, invece di un normale 1000 cc. Ma l'America non è la terra degli eccessi dove anche l'incredibile diventa possibile? Tornando al 30.06, il passo di rigatura della canna è di 10 pollici (cm 25,4), simile a quello di tutti i famosi calibri 300 (300 H&H Mag.-300 Weatherby Mag.-300 Win.Mag.), adottato per favorire l'uso di palle medio-pesanti da 165 a 200 gr che da molti anni si sono rivelate le migliori. Il diametro dei vuoti di rigatura è di mm 7.82, i pieni misurano mm 7.62, mentre il diametro delle palle utilizzabili risulta di mm 7.85 mm (o .308"). Il free-boring non deve essere inferiore a 0.25 mm, la lunghezza massima della munizione non deve superare mm 84.84, mentre la pressione massima consentita è di 4.050 bar. Limiti che impongono grande attenzione a chiunque non voglia varcare i confini della sicurezza.
Prestazioni del calibro
Dato che il 30.06 è un calibro militare, qualunque studio su armi portatili e relative munizioni lo ha sempre riguardato direttamente, almeno fino al 1952 anno di nascita del 308 Winchester. Essendo inoltre un calibro medio, fu sufficiente sostituire le palle "full-metal" con ogive da 110 a 220 gr adatte alla caccia di tutti gli ungulati presenti in Nord-America. Fino alla metà degli anni '30, però, quando la Remington mise in commercio la famosa palla Soft Point Core Lokt, antesignana delle prime ogive a deformazione progressiva controllata, i cacciatori americani potevano contare solamente sulle classiche palle tipo "Soft-Point", oneste lavoratrici su tutti i selvatici, ma non molto adatte sulle lunghe distanze. La palle che fecero compiere al 30.06 un salto di qualità furono, senza dubbio, le Nosler Partition del 1949, da allora sempre più richieste fino all'arrivo delle palle Monolitiche che, di fatto, hanno tolto alle prime lo scettro di proiettili più efficaci sulla selvaggina pesante. Dal 1908, quando apparve il Winchester mod. 1895, l'evoluzione delle munizioni non ha subito sostanziali migliorie balistiche, pur ammettendo che le polveri moderne, studiate quasi per ogni singolo calibro, e le ogive attuali hanno ridato smalto a questo ferreo ultra-centenario.
Le velocità medie e le energie del 30.06, raggiungibili con la ricarica, possono essere così riassunte:
 
palla gr 110 V° 1006 m/s (3300 fps) Joule 3607
palla gr 125 V° 945 m/s (3100 fps) Joule 3617
palla gr 130 V° 914 m/s (3000 fps) Joule 3519
palla gr 150 V° 884 m/s (2900 fps) Joule 3798
palla gr 165 V° 853 m/s (2800 fps) Joule 3890
palla gr 180 V° 838 m/s (2750 fps) Joule 4095
palla gr 190 V° 792 m/s (2600 fps) Joule 3861
palla gr 200 V° 732 m/s (2400 fps) Joule 3472
palla gr 220 V° 732 m/s (2400 fps) Joule 3472
palla gr 250 V° 640 m/s (2100 fps) Joule 3318
Chiaramente appaiono superiori le energie sviluppate dalle palle di 165 e 180 gr (3890 e 4095 Joule) e la velocità della palla da 150 gr con 884 m/s. Le palle da 220 a 250 gr, dotate ancora di discreta velocità e buona energia, sono da preferire per tiri medio-corti (150-100 m) o ravvicinati su grossi cinghiali e cervi, specialmente se feriti, mentre le 165-180 gr di ultima generazione rappresentano la scelta migliore per tutti gli ungulati medio-pesanti. 
A puro titolo di curiosità e di comparazione con quelleo dierne, possiamo annotare i dati di due munizioni tipiche degli anni '60, proposte dalla Remington:
* Palla Remington PSPCL (Pointed SP Core-Lokt) da150 gr (9,72 g):
Velocità a m 0-100-150-300, m/s 905-806-761-627. Energia kgm 406-322-287-195. Traiettoria a m 100-200-300, cm +3.7 -5.7 -34.0. Gee 180 m.
* Palla Remington SPCL (Soft Point Core-Lokt) da 180gr (11,66 g):
Velocità a m 0-100-150-300, m/s 823-701-646-509. Energia kgm 403-292-248-154. Traiettoria a m 100-200-300, cm +3.6 -10.9 -52.4. Gee 160 m.
Come si nota la palla da 150 gr era tesa e potente, mentre quella da 180 gr, con scarsa tensione di traiettoria (-52,4 cm a 300 m), era presumibilmente destinata alla caccia di selvatici non troppo elusivi. Per non addentrarsi nell'incredibile selva delle munizioni prodotte dalle Case americane (Remington, Federal, Winchester, Hornady e molti altri), potremmo annotare invece le prestazioni balistiche, ottenute con canne di 60 cm, di alcuni prodotti di grandissima qualità proposti dalla RWS:
* Palla ID Classic (ex TIG-Torpedo Ideal Geschoss), gr 150 (g 9,7), C.B. 0.303–Gee m 184
Distanza m 0 50 100 150 200 250 300
Velocità m/s 910 858 807 759 712 667 623
Energia Joule 4016 3570 3159 2794 2459 2158 1882
Traiettoria cm +1,2 +4,0 +3,1 -2,1 -12,2 -27,8
* Palla KS (Kegelspitz), gr 165 (g 10,7), C.B. 0.329 – Geem 177
Distanza m 0 50 100 150 200 250 300
Velocità m/s 870 823 778 734 692 651 611
Energia Joule 4049 3624 3238 2882 2562 2267 1997
Traiettoria cm +1,3 +4,0 +2,7 -3,2 -14,3 -31,1
* Palla HMK (H-Mantel Kupfer-Hohlspitz), gr 18 (g11,66), C.B. 0.356 – Gee m 172
Distanza m 0 50 100 150 200 250 300
Velocità m/s 840 798 757 717 678 640 604
Energia Joule 4128 3725 3352 3007 2689 2396 2134
Traiettoria cm +1,4 +4,0 +2,3 -4,2 -16,0 -33,8
* Palla EVO (Evolution), gr 184 (g 11,9), C.B. 0.366 – Gee m 171
Distanza m 0 50 100 150 200 250 300
Velocità m/s 835 794 754 715 678 641 606
Energia Joule 4148 3751 3383 3042 2735 2445 2185
Traiettoria cm 1,4 +4,0 +2,2 -4,4 -16,3 -34,2.
* Palla UNI Classic, gr 200 (UNIVERSAL Classic, exTorpedo Universal Geschoss), (g 13,0), C.B. 0.380 – Gee m163
Distanza m 0 50 100 150 200 250 300
Velocità m/s 790 752 714 678 643 609 576
Energia Joule 4057 3676 3314 2988 2687 2411 2157
Traiettoria cm +1,7 +4,0 +1,5 -6,3 -20,1 -40,4.
Da questa succinta ma significativa panoramica possiamo dedurre che il 30.06 è in grado di soddisfare tutte le esigenze di chi oggi caccia a palla. Le magnifiche munizioni offerte dalla RWS sono una testimonianza indiscutibile dell'attuale validità e vitalità del calibro americano con milioni di estimatori tra le generazioni mature, ma che ha fatto breccia anche tra i giovani, amanti dei risultati pratici e non solamente delle pretese virtù balistiche di altri calibri declamati sulla carta. Le munizioni proposte dalla RWS si rivelano estremamente interessanti specie la 150 gr ID Classic, ottima per qualsiasi ungulato e perfetta per caprioli e camosci, la 180 gr HMK e la 184 gr Evo, poliedriche tuttofare per la caccia in montagna di cervi e cinghiali, e la 200 gr UNI Classic, toccasana per solenghi classe "Smart" che magari bazzicano nel nostro circondario. Quando un cervo kapital incassa una HMK od una EVO in un'area vitale, anche ad oltre 200 m, cosa volete che faccia? Dopo un colpo di martello di 2700 o più Joule, nella maggioranza dei casi si accascerà al suolo senza poter più rialzarsi. Lo stesso si può dire della palla UNI Classic da 200 gr, che ci toglierà da qualsiasi impiccio qualora ci trovassimo alle strette con solenghi feriti che spesso lasciano ricordi laceranti...ai nostri cani. Per qualunque ungulato, ovunque venga cacciato, la RWS ha studiato le munizioni adatte per risolvere qualsiasi situazione critica ed i loro primati di vendita lo confermano. Ovviamente il mercato americano delle munizioni 30.06 è immenso e le Case cercano di migliorarle costantemente. Tra di esse spiccano quelle dotate di palle NOSLER Accubond e Partition, SWIFT Scirocco ed A-Frame, BARNES TSX, WINCHESTER Fail-Safe, SPEER Grand Slam e Trophy Bonded Bear Claw ed altre ancora. Se negli U.S.A. però dovessero sceglierne solamente tre, penso che la REMINGTON Swift A-Frame da 180 gr e le pari peso FEDERAL Premium Trophy Bonded Bear Claw assieme alla BARNES TRX Monolithic Solid risulterebbero vincenti sulle altre con un netto margine.  Qualsiasi ungulato a pelle tenera, colpito entro i 250 m in un punto vitale da una di queste straordinarie palle americane, passerebbe in breve a miglior vita: alce, wapiti, caribù, big horn o cervo che sia. Infatti, con una buona bolt-action tarata a 200 m e munizioni di alta qualità, potremo trarre bei ricordi da gran parte delle occasioni venatorie.
 
I costruttori del calibro
Come abbiamo ricordato, dopo il Winchester a leva Modello1895, tutte le grandi Case americane si affrettarono ad includere il 30.06 nelle linee di produzione. Inizialmente usarono armi affidabili già in produzione come le carabine a leva, ma quando in America presero piede le bolt-action di derivazione Mauser, la Remington dapprima e successivamente Savage, Marlin, Ruger ed altri immisero sul mercato carabine robuste, precise e a prezzi molto più convenienti rispetto alle armi di produzione europea, bolt action che iniziarono a diffondersi in Europa Occidentale dopo la metà degli anni '50. Mauser e Sauer ripresero per prime la costruzione di armi civili da caccia nei calibri tradizionali e ciò ha del miracoloso (piano Marshall), se pensiamo che l'industria pesante tedesca fino al 1951-52 era ridotta ad un cumulo di macerie. I miliardi di dollari stanziati dagli U.S.A. per la ricostruzione della Germania Occidentale alimentarono tutta l'economia, e gli ingranaggi della produzione, divelti dalla guerra, si rimisero in moto.Gli altri centri europei di produzione di armi, Birmingham e Londra, Liegi e St. Etienne, Gardone, Steyr e Ferlach si ripresero più lentamente, ma anch'essi, nel volgere di poco più di un decennio dalla fine del conflitto, riattivarono la piena produttività. Diversa e difficile fu invece la ripresa delle piccole aziende artigianali europee ad eccezione delle famose Case inglesi (Boss, Holland & Holland, Purdey, Rigby, Westley-Richards) e belghe (Lebeau-Courally, Francotte, Mahillon, F.N.Herstal) che, forti dei loro nomi prestigiosi, furono in grado di proseguire la costruzione di tradizionali armi finissime, destinate in larga parte alla caccia grossa nelle immense Colonie africane appartenenti alla Corona Inglese, alla Francia ed al Belgio. 
Sempre nel dopoguerra, ogni tipo di arma rigata europea in 30.06 varcò l'Atlantico per arricchire le collezioni di ricchi americani che non badavano a spese pur di entrare in possesso di pezzi unici: fregi, intagli, intarsi, incisioni preziose e calci di noce turco o caucasico abbellivano le opere di Johann Fanzoj, Franz Sodia o di Lebeau-Courally, fucili da sogno attesi talvolta per anni e lasciati spesso ad oziare in vetrine regali. Ricordo la prima carabina ad otturatore tipo Mauser che vidi: era un'arma forse tedesca cal. 30.06, dotata di schneller e con un'ottica misteriosa, in mostra nella vetrina della piccola armeria di paese. Andavo spesso a rimirarla sognando improbabili avventure: era il 1959 e avevo dodici anni. Allora in Italia nessuna Casa produceva armi rigate da caccia in calibri medi, se non qualche artigiano alto-atesino che si cimentava con spartani combinati "buchsflinte", doppiette con la canna destra rigata, o di Gardone che lavorava su commissione. Nel 1964, se ben ricordo, la Zoli fu la prima Casa a produrre in serie un fucile sovrapposto combinato "bockbuchsflinte" in vari calibri rigati (modello Delfino), rafforzando anni dopo la sua presenza sul mercato con una carabina bolt-action di derivazione Husqvarna, anche in calibro 30.06, ovviamente. 
Oggi invece tutti i produttori hanno a listino uno o più modelli in 30.06, e volendo acquistare un'arma ci si può davvero sbizzarrire tra basculanti e carabine. Kipplauf, billing, drilling ed express con canna rigata nel calibro americano sono una garanzia assoluta di poliedricità d'uso in ogni ambiente e su qualsiasi selvatico, grazie alle numerose palle di peso e strutture diverse che ne hanno rafforzato la fama da oltre un secolo. Inoltre è sufficiente una canna di 60cm per ottenere prestazioni nella norma, ma anche con lunghezze inferiori (55 cm) le velocità e le traiettorie non diminuiscono vistosamente. Una canna di 65 o più cm di una bolt-action, però, con un'ottica adeguata ed una palla di ultima generazione da 180 gr, saprà esprimere il massimo della velocità ed energia per tiri a grande distanza su grossi ungulati. Indipendentemente dal marchio e dal modello, ogni carabina americana od europea in 30.06 svolgerà sempre il suo ottimo lavoro senza far rimpiangere altri calibri nel 98% dei casi. Oggi le carabine semiautomatiche sono molto amate dai cacciatori di cinghiali che nelle armi Remington, Winchester, F.N.Browning e Benelli hanno trovato i loro cavalli di battaglia, mentre le straight-pull Blaser e Merkel stanno conquistando larghe fasce di mercato. I basculanti, invece, vivono nel loro mondo appartato appartenente agli esteti amanti dei fucili tradizionali di classe. Express, drilling e combinati di Merkel, Sauer, Krieghoff e soci, per non parlare dei vari Fanzoj, Sodia, Scheiring e Hauptmann, sono spesso camerati nell'inossidabile 30.06 che, ammettiamolo candidamente, non è affatto inferiore ad alcun calibro tedesco fino all'8x57JRS, compreso il recente 30 R Blaser, e non teme avversari tra i calibri 30 standard. 
La grande efficacia del 30.06 su tutta la selvaggina non pericolosa è dovuta essenzialmente al diametro, alla lunghezza ed al peso delle palle che vantano elevati coefficienti balistici, specialmente con le più pesanti, ma soprattutto alle velocità medie con cui gli ungulati vengono colpiti. Tali velocità, infatti, consentono a qualsiasi ogiva di affungarsi perfettamente per cedere ai selvatici la massima energia senza causare danni ingenti, fenomeno di cui soffrono invece i calibri molto veloci.  Imbracciando una Remington mod. 700, una Winchester "pre-64", le recenti Blaser, Mauser M03, Sauer 202, Heym, C.Z., Zoli od un'ottima Sabatti saremo comunque bene quipaggiati e, consci dell'affidabilità dell'arma, potremo concentrarci maggiormente sulla caccia.
 Gli utilizzatori del calibro
Nato in America e disponibile dal 1908, il 30.06 si affermò abbastanza velocemente negli U.S.A. tra i cacciatori del Middle-West che, tra le loro prede d'elezione, potevano annoverare wapiti, mule-deer, antilopi prong-horn e bighorn, mentre negli Stati della North Pacific-Coast orsi neri, alci e caribù, specie in Oregon, Washington, British Columbia, Yukon ed Alaska ampliavano notevolmente gli obiettivi venatori. Bisogna comunque sottolineare che anche negli U.S.A. ed in Canada, negli anni successivi alla grande depressione del1929, pochi mangiavano primo e secondo ed un'infima minoranza poteva permettersi viaggi venatori al di là del proprio circondario. Negli anni tra il 1920 ed il 1940 chi mai poteva concedersi di andare a caccia in Alaska, negli immensi territori dello Yukon o del Nord Ovest Canadese? Professionisti, magnati dell'industria, banchieri o petrolieri che, in qualche modo, dovevano riempire qualche settimana d'autunno non dedicata ai Consigli di Amministrazione. Tuttigli altri cacciatori, che per trecento giorni all'anno si nutrivano di mais lessato e saltuariamente di spezzatino con patate al forno, dovevano accontentarsi della selvaggina locale costituita da conigli selvatici o, nella migliore delle ipotesi, da antilopi prong-horn e mule-deer. Solamente dopo la Seconda Guerra Mondiale le condizioni economiche migliorarono e coloro che cullavano il sogno di cacciare alci in Alaska, dopo decennali risparmi, riuscirono a concretizzare i loro desideri. Dati gli alti costi degli out fitter che fungevano da guide e dei trasporti in luoghi selvaggi, molti cacciatori, non vigendo ancora l'obbligo di legge di un accompagnatore autorizzato, si autoeleggevano a guide di se stessi. Delle 133 vittime di grizzly e kodiak, documentate negli ultimi 100 anni, ma probabilmente sottostimate come asserito dal National Geographic, non tutti furono cacciatori, ma buona parte sì. Considerato che abbattere un selvatico con zampe del diametro di trenta cm, unghioni grossi come wurstel lunghi dieci, peso variabile da 300 a 500 kg e capace di coprire 50m da fermo in 3 secondi, non è paragonabile ad un tiro su un capriolo in pastura, perché mai molti cacciatori si ostinano caparbiamente ad usare per i grizzly calibri del tutto inadatti, 30.06 compreso??? Nemmeno con una monolitica Barnes da 250 gr un cacciatore con un minimo d'esperienza affronterebbe un'ipotetica carica agghiacciante di tali bestioni, anche se alcuni pazzi incoscienti li sfidano addirittura con dei 7 mm...!!! Sarebbe come giocare alla "roulette russa" con un revolver a 6 celle con 6munizioni...!!! 
Ritornando al 30.06 ed alle sue potenzialità, bisogna sottolineare che è perfettamente idoneo per cacciare animali non pericolosi, ma per gli orsi bruni ed i "big five" (elefante, bufalo, rinoceronte, leone ed ippopotamo), selvatici da non sottovalutare mai e talvolta abbattuti per "Intervento Divino" da temerari aspiranti al suicidio, è saggio, anzi indispensabile, usare calibri molto, ma molto più potenti, partendo dal 375 H&H Magnum o, meglio ancora, dal 416 Rigby. Del resto ognuno può fare della propria vita ciò che vuole, come quegli "scriteriati" che, tra le due guerre, avevano fondato un club di "fans" del 22 Hornet, a Johannesburg credo. Costoro si sfidavano con questo mini calibrodi 5,6 mm a percussione centrale ad abbattere soprattutto elefanti, bufali e leoni, ma il numero degli imbecilli che persero la vita così stupidamente con quelle bravate non è noto. Il 30.06 accompagnò i primi cacciatori-turisti americani che sognavano alci, caribù e wapiti, come pure molti altri con l'Africa nel cuore, a cominciare da Theodor Roosveldt che preferì sempre la caccia ai loschi intrighi della politica o da Ernst Hemingway, amante convinto delle tre..."virtù"...(chiamiamo le cose col loro nome) che forse hanno ridotto e continueranno a ridurre l'uomo in cenere, ma che donano alla vita un sapore più soave del Sauterne: Bacco, tabacco e Venere, senza dimenticare la caccia, la pesca e la scrittura. Nell'Africa sub-sahariana, a partire dagli anni '50 il calibro americano si diffuse in ogni nazione e le munizioni divennero molto più reperibili di quelle del 300 H&H Magnum, che rimase il favorito dei cacciatori europei per le velocità e le energie espresse dalle palle di 180 e 220 gr.
In Europa, invece, il 30.06 stentò ad affermarsi a causa della predilezione diffusa per l'8x57JS e per il 7x64 nella caccia a cervi e cinghiali, ma già nei primi anni '60 la situazione cambiò e il "vecchio fedele" diventò un calibro amato perfino in montagna, dove i cacciatori di camosci usavano palle da 150 gr veloci e tese, specie le ottime e convenienti Winchester Silver-Tip delle confezioni gialle e rosse.  Anche le famose carabine Mannlicher-Schönauer modello GK, MC ed MCA degli anni '50 e '60 annoveravano logicamente il 30.06 tra i calibri proposti, armi splendide che accompagnarono molti fortunati in safari di due-tre mesi nelle quattro perle della Corona Inglese: Kenia, Uganda, Tanganika e Rhodesia, paradisi della caccia. Lo stesso possiamo affermare anche per l'ultima carabina classica di serie: la Mauser Modello 66 Europa, "canto del cigno" della tradizione tedesca ispiratrice di altre armi... al passo dei tempi... Tirando le somme il 30.06 si è distinto ovunque e vanta da molti decenni un numero impressionante di estimatori in tutto il mondo. Si parla infatti di decine di milioni di fans, tanto che, per il momento, non sembra voglia abdicare al titolo di migliore impianto balistico del ventesimo secolo.
Epilogo
A titolo di curiosità, la D.W.M, gigante tedesco della fabbricazione di munizioni, già diversi anni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, aveva in catalogo ben cinque munizioni in 30.06 a dimostrazione del fatto che in Germania seppero riconoscere le grandi qualità del calibro d'oltreoceano, oggi prodotto dalla R.W.S. in cinque grammature e sei tipologie di palla. Stare al passo dei tempi, in campo balistico, è interessante ed istruttivo per ogni appassionato e molti cacciatori appartengono a questa schiera. Altri invece, che badano al sodo e non si lasciano attrarre dal "nuovo", si comportano in genere come un vecchio amico che ad ogni apertura mi chiede di calibri, armi e munizioni. Colloquio che si esaurisce in pochi minuti, sigillato dalla sua scontata conclusione: " Mah! Mi sembra che la storia siasempre la solita. Bisogna andar vicino e tirare dritto!" Negli ultimi quarant'anni, infatti, non ha mai cambiato la compagna di caccia: carabina Mannlicher Schönauer Stutzen GK calibro 30.06, ottica Swarovski 1,5-6x42, reticolo n.4 con due tipi di munizioni. Per camoscio e capriolo usa RWS ID Classic (ex TIG) da 150 grani, mentre per cervo e cinghiale conta sulle NORMA Nosler Partition da 180 grani. E i risultati? Vi lascio immaginare. Salutandomi, con uno sguardo espressivo che vale "Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa cosa lascia, ma non ciò che trova", mi fa capire quanto apprezzi il 30.06 Springfield, dandomi la certezza che il nostro amore per la regina delle munizioni americane sia corrisposto pienamente.
 

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