Mercoledì, 08 Maggio 2013 00:00

8x68 S, il calibro...migliore?

Scritto da  Sergio Facchini

Fino a qualche decennio fa, la scelta del calibro tuttofare da parte di coloro che potevano permettersi cervi, alci e grandi antilopi doveva forzatamente limitarsi ai pochi calibri immessi sul mercato tra il 1925 ed il 1963, date di nascita del 300 Holland & Holland Magnum e del 300 Winchester Magnum. Il capostipite di tutti i grandi calibri medi fu senza dubbio il 300 H&H Magnum, figlio del 375 H&H Magnum del 1912, ideato in Inghilterra per venire incontro alle necessità venatorie dei suoi coloni, sparsi su due quinti della terra.

Dal 300 H&H Magnum derivarono altri famosi calibri come il 300 Weatherby Magnum e molti altri studiati da ingegnosi armaioli americani che si ispirarono al calibro inglese per sviluppare munizioni dotate di prestazioni balistiche di punta. Bene o male, coloro che miravano a velocità elevate e traiettorie molto tese scopiazzarono a piene mani il 300 H&H Magnum.

Le caratteristiche tipologie ispiratrici del bossolo erano l’elevata capacità, la notevole lunghezza, la cintura di rinforzo applicata sopra la gola di estrazione e l'angolo di spalla molto sfuggente. Roy Weatherby, al contrario, esasperò questa spalla utilizzando il "raccordo di Venturi" che, per merito dell'angolatura estrema, del conseguente aumento della capacità del bossolo e dei due arrotondamenti alla base della spalla ed all’inizio del colletto, consentiva ai gas prodotti dalla polvere una velocità di spinta superiore.

I gas, infatti, non venivano frenati dagli spigoli vivi della spalla di un bossolo standard ma, grazie a cariche maggiorate con polveri progressive, consentivano alle palle di raggiungere velocità altissime per quei tempi.

Riguardo la "cintura di rinforzo" dei Magnum, particolarità esecutiva allora ritenuta indispensabile dagli Americani, la maggioranza degli esperti balistici asseriva e sostiene tuttora con convinzione che la sua funzione fosse puramente "coreografica ". La cintura, quindi, non aveva altro compito che costituire una superficie di battuta del bossolo nella camera di scoppio, operazione svolta molto meglio dalla spalla di ogni bossolo standard che favoriva una migliore coassialità tra palla e canna. A conferma di quanto annotato, negli ultimi anni sono nati calibri Magnum che hanno rinunciato alla cintura di rinforzo, quali il 338 Lapua Mag., tutti i calibri dell'americana Dakota Arms, all'apice nella realizzazione di Magnum "intelligenti", ed i nuovi Ultra Magnum della Remington, dal 7 mm RUM al 375 RUM, oltre alla recente linea dei Magnum Blaser.

Riassumendo, gli orientamenti odierni delle Case costruttrici di calibri Magnum sono tre: bossoli con cintura, bossoli senza cintura e bossoli Short Magnum, proposti dalla Winchester con i WSM (Winchester Short Magnum) e dalla Remington con i SAUM (Short Action Ultra Magnum).

Dopo questo breve giro d'orizzonte sugli ultimi calibri Magnum e tornando all'8x68S, è doveroso sottolineare che quest'ultimo non è mai stato considerato un Magnum in senso stretto, anche se le sue caratteristiche balistiche lo pongono in un'élite di "super calibri".

Nato in Germania nella seconda metà degli anni '30 in un clima prebellico sfavorevole allo sviluppo di calibri da caccia, non si sa quando la casa madre RWS decise di immetterlo sul mercato civile, anche se, sul numero di Natale del 1939 della rivista "Deutsche Jagd", l'esperto di balistica Ing. Von Butlar ne accennò in poche righe.

Grazie alle prestazioni di punta, quali la velocità di oltre 900m/s e la massa dei proiettili di circa 13 g, l'8x68S, per mezzo di particolari palle al carburo di tungsteno, in grado di perforare le corazze leggere dei mezzi per trasporto truppe,fu usato come arma blocca-veicoli durante la Seconda Guerra Mondiale. Dalla fine del conflitto fino alla metà degli anni '50,dell'8x68S e del 6,5x68, nati dal medesimo progetto negli anni 1938-39, non si sentì più parlare a causa delle restrizioni imposte dall’"Alta Commissione degli Alleati", che dichiararono illegali i calibri da caccia tedeschi con velocità iniziali superiori agli 850 m/s. Con l'abrogazione di questa norma nel 1955, entrambi i calibri riapparvero sul mercato grazie alla RWS, e fu così che, sedici anni dopo la loro comparsa furtiva, l'8x68S ed il 6,5x68 iniziarono a farsi apprezzare da molti cacciatori, in Europa naturalmente, ma anche negli U.S.A. La ditta Stoeger, infatti, importò carabine Mannlicher Schönauer in entrambi i calibri, mettendoli in commercio a circa 300 $ americani dell'epoca. In America, quando negli anni '50 il 270, il 7 mm ed il 300 di Roy Weatherby erano già conosciuti, in Europa regnava ancora incontrastato il 300 H&H Magnum. La "crème" dei cacciatori del Vecchio Continente lo usava indifferentemente per ogni tipo di grossa selvaggina, dal cervo all'alce, ma soprattutto nei safari africani, per l'infinita schiera di antilopi presenti nel Continente Nero, o per impegnative cacce in Asia, dalle giungle indiane alle impervie valli dell'Himalaya. Nonostante l’8x68S fosse di gran lunga superiore per velocità e potenza al 300 H&H Magnum, il calibro inglese non perse lo scettro di calibro polivalente e fino agli inizi degli anni '70 non fu scalzato dalla sua posizione di privilegio che durava da mezzo secolo.

L'8x68S, inizialmente con palle di 180 e 200 gr capaci di velocità comprese tra 900 e 1.000 m/s, con energie alla bocca di 5700 Joule e di ben 2800 Joule a 300 m, seppe farsi apprezzare fin dal suo esordio da coloro che prediligevano la caccia al grande cervo nobile nelle immense distese boschive dei Carpazi e dei Balcani, dove i maschi kapital raggiungevano, allora come oggi, pesi imponenti di 250-280 kg, senza dimenticare gli enormi cinghiali di tutta l'Europa carpatico-danubiana, che talvolta superavano tali pesi. Anche con tutta la grande selvaggina africana, asiatica ed americana, eccetto i "big five" (elefante, bufalo, rinoceronte, leone ed ippopotamo), l'8x68S dimostrò ampiamente le sue capacità abbattendo ogni preda con un colpo solo,ovviamente se ben piazzato ed effettuato con una palla di altissima capacità lesiva, perfino sui bufali con palla Vollmantel da 200 gr, un grosso rischio corso talvolta da cacciatori imprudenti. Oltre che con la fauna esotica, il super-calibro medio tedesco si è creato una meritata fama di compagno fedele in tutte le cacce alpine. Chi infatti si sobbarca la fatica di portarsi a tracolla una carabina in 8x68S può stare tranquillo. Fino alla distanza che riterrete "ragionevole" per effettuare un tiro che inchiodi il selvatico sul posto, diciamo 250 m... o anche qualcosa in più, è ininfluente che il premio delle vostre fatiche pesi 30 o 200 kg. È saggio invece concentrarsi sul punto da colpire e lasciare che la palla RWS Ks di 180 gr, una BLASER Cdp di196 gr od una NOSLER Partition di 200 gr, compiano il loro lavoro. Con un trittico arma-ottica-attacchi di pregio tutto sarà più semplice per il cacciatore coscienzioso che non vorrebbe ricorrere all'aiuto dei meravigliosi cani da traccia hannoveriani o bavaresi. Non è difficile intuire che, al pari di molti altri cacciatori a palla, non ho mai nutrito molta fiducia nei piccoli calibri iper-tesi o nei calibri medi di potenza inadeguata al selvatico che si caccia. Il vecchio adagio latino "melius abundare quam deficere" dovrebbe essere messo in pratica sempre, specialmente nella caccia a palla. Chi si lamenta dei danni sofferti dai selvatici abbattuti, dovrebbe sapere che l’8x68S causa offese inferiori a quelle inferte da calibri minori quali il 7 mm Rem. Mag. Mag. od il 300 Winchester Mag. Anche nella caccia al camoscio, come sperimentato da molti, l'8x68S non si è mai dimostrato distruttivo, anzi, a tutte le distanze si è rivelato meno lesivo di altri calibri velocissimi. L'8x68S, pur vantando caratteristiche superiori ai suoi concorrenti americani , 300 Winchester Magnum e 300 Weatherby Magnum, ed ai due calibri europei 300 H&H Magnum e 308 Norma Magnum, oggi inspiegabilmente quasi spariti dal mercato, in passato è stato frenato nella sua espansione commerciale dalla scarsità di munizioni e dalla limitatissima offerta di palle per uso venatorio.

Oggi solamente RWS, BRENNEKE e BLASER fabbricano munizioni per l’8x68S, unitamente ad alcune Case tedesche minori. Sebbene la disponibilità di palle da caccia non sia paragonabile nemmeno lontanamente a quella dei calibri 300, molte Case americane hanno in catalogo una buona serie di proiettili di diametro 8,22 mm (323 millesimi di pollice), misura tipica dell'8x68S, con pesi variabili da 165 a 224 gr.

Coloro che ricaricano, invece, possono attingere a palle di alta qualità proposte da NOSLER, RWS, NORMA, SPEER, BARNES, SWIFT, HORNADY, SIERRA, WOODLEIGH, SM e REMINGTON. Sviluppando pressioni fino a 4400 bar, l’8x68S è un calibro dal rinculo vigoroso e non del tutto adatto ai neofiti, ma, dato che solitamente si caccia in autunno ed in inverno e che la sensazione del rinculo diminuisce con l'aumento del freddo, anche al poligono si può sostenere una breve sessione di tiro senza patemi d'animo. Va ricordato che con la ricarica possiamo confezionare munizioni sensibilmente più "morbide", comunque con velocità elevate e con prestazioni simili a quelle offerte dai prodotti commerciali, quindi piuttosto pepate... perché il calibro tedesco non tollera assolutamente cariche di potenza ridotta.

Le armi che adottano l'8x68S di solito sono carabine solide, ben fatte, con calci di volume adeguato e canne di 65-66 cm, misura standard adottata dai grandi costruttori europei, talvolta anche di 70 cm in produzioni artigianali, necessarie per bruciare meglio le dosi elevate di polveri con medio-alto livello di progressività.

Sauer, Mannlicher, Heym, Blaser e Voere, con alcuni artigiani di gran nome, propongono carabine in 8x68S, ma un solo italiano era in grado di produrre un kipplauf in questo calibro: il Sig. Pietro Concari di Lecco, che già nei primi anni '70 allestiva un modello in acciaio completamente ricavato dal pieno, utilizzato da clienti svizzeri per la caccia al cervo in montagna.

Era ed è un'arma semplicemente stupenda, fabbricata anche oggi dal figlio Giovanni e dal nipote Matteo, e chi ha avuto il piacere di vederne un esemplare sa cosa significa "stupenda". È vero che portare a spasso una carabina di 4 kg non è esattamente un piacere rispetto ad un basculante di 3 kg! Qualsiasi selvatico vi si pari davanti però, vicino o lontano, da un capriolo ad un alce, quando mirate sapete con assoluta certezza che l'8x68S vi ripagherà sempre della fiducia accordatagli. Le gioie venatorie ottenute con questo calibro sono ormai scolpite nella mia memoria, dolci ricordi che spero di rinverdire: una Sauer 90/02 con ottica Swarovski AV3-10x42 è già stata tarata!

Azionando lo stecher della nuova 8x68S, sarà forse con un fremito che ripenserò al giorno in cui, stremato ma felice, in tre ore portai da solo a valle un camoscio maschio di 36,6 kg del tutto svuotato, battesimo della Voere Titan II. A titolo di esemplificazione è riportata la tabella balistica della munizione Blaser con palla Cdp da 196 gr che riunisce in sé le qualità di una palla moderna. Velocità, penetrazione con fuoriuscita e potenza ai massimi livelli, con capacità di abbattimento sicuro anche con grossi ungulati a grandi distanze, oltre al peso residuo dell'ogiva quasi inalterato, sono caratteristiche non comuni. Ecco i dati di questa palla:velocità a m 0-100-200-300 m/s 950-875-805-687 con energie di 5730-4861-4114-2997 Joule. Le traiettorie a m 50-100-150-200-300 sono di cm +0,8 +3,7 +3, -0,4 -19,7.Gee a m 196. (La Gee non è altro che l'abbreviazione della definizione tedesca "Gunstigste Einschiess Entfernung" o Gee = distanza più favorevole di taratura).

Davvero un'eccellente munizione questa BLASER Cdp da196 gr. Per tutte le cariche rimangono inalterati alcuni dati specifici delle armi Magnum usate per le prove di tiro: lunghezza canna cm 65, distanza tra centro asse dell’ottica e centro asse della canna mm 40, angolo di tiro 0 gradi, con prova effettuata sul livello del mare (m 0). Un paragone: il 30.06 con palla RWS DK da 166 grani, soluzione ottima per le cacce alpine, spunta a 300 metri un'energia di 1818 Joule, contro i 2997 dell'8x68S.

Non chiedetemi perché sono sempre stato un sostenitore convinto di questo calibro, ma se credete nella tecnologia e nelle armi tedesche provate un 8x68S per un' intera stagione di caccia. Per molti appassionati potrebbe essere un colpo di fulmine, ne sono certo.

 

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