Domenica, 10 Marzo 2013 00:00

I Calibri Short-Magnum

Scritto da  Sergio Facchini

Fino a pochi anni fa i calibri Magnum erano sempre esaltati da molti cacciatori e dalle riviste specializzate. Andare a caccia di ungulati senza un 7 mm Remington Magnum era quasi un’onta. Anche se è vero che le loro prestazioni balistiche superano di molto, sulla carta, quelle dei calibri cosiddetti "standard", in pratica si dimostrano quasi sempre troppo potenti e distruttivi sulla nostra fauna alpina, camosci e caprioli per capirci. Solamente su grossi cervi maschi a grandi distanze si dimostrano utili per abbattimenti corretti.

Dato che gli americani hanno realizzato e continuano imperterriti a produrre calibri Magnum caratterizzati da bossoli molto lunghi e capienti, sono logicamente indispensabili azioni altrettanto lunghe e robuste capaci di sopportare pressioni altissime. Risultato? Carabine un tempo pesanti e ingombranti che montavano canne di 65 cm sempre odiate dai nipoti dello zio Sam, misura oggi in declino, anche se molti costruttori sembra abbiano intuito che i calibri Magnum sparano meglio con le canne lunghe. Che bella scoperta! Con gli "Short-magnum" che conosciamo si utilizzano invece azioni corte con polveri progressive e bossoli di diametro maggiore, ma molto più corti degli "standard" per ottenere una carica di polvere pari se non superiore a quelle dei Magnum classici.

Il bossolo più corto permette inoltre una combustione più omogenea della polvere che presenta una densità di carica altissima. Ma si presenta anche un problema non di poco conto, ossia che le palle molto lunghe e pesanti, invadendo notevolmente lo spazio destinato alla polvere, sono mal tollerate dai calibri Short-Magnum. Ne consegue che nel 7mm WSM e nel 300 WSM le ogive di peso e lunghezza massima di 175 e 200 gr utilizzabili senza problemi nel 7mm Remington Magnum e nel 300 Winchester Magnum non rendono altrettanto bene, perché le cariche di polvere dovrebbero essere troppo compresse per sviluppare velocità ed energie equivalenti a quelle dei Magnum tradizionali.

Non tenendo conto di questo difetto, ma puntando sugli altri punti di forza dei WSM, solamente un'azienda come la Winchester poteva lanciare su grande scala una linea di armi con calibri "Short Magnum".

Nel 2001, il 300 WSM Winchester Short Magnum, ovvero300 Winchester Magnum Corto, si è aggiudicato il titolo di"munizione dell’anno".

L’entusiasmo suscitato da questo nuovo calibro non dovrebbe però indurre a credere che ci si trovi di fronte a qualcosa di portentoso. Le prestazioni in termini di velocità, energie e radenze non sono state tali da gridare al miracolo.

Riassumendone le qualità possiamo affermare che il classico 300 Winchester Magnum regge bene il confronto, anche se il nuovo 300 WSM è leggermente più nervoso. Praticamente un duello ad armi pari. 

Senza dubbio sono più interessanti le prestazioni del nuovo 270 WSM, "munizione dell’anno 2002". Rispetto al 270 Winchester, il nipote, con palla da 130 gr Supreme Ballistic-Silvertip, spunta 998 m/s contro 929 m/s, circa il 7% in più ed un’energia di 4443 Joule contro 4137 Joule, maggiore di circa il 6,89 % di quella sviluppata dal 270 Winchester. Azzerando l’arma a 100 yd (91 m), il 270 WSM a 274 m (300 yd) piazzerà la palla 23 cm al di sotto del punto mirato, mentre il 270 Winchester la collocherà 5 cm più in basso del 270 WSM, cioè a 28 cm.

È giusto sottolineare che solamente il nuovo 270 WSM migliora leggermente le prestazioni balistiche del suo illustre progenitore, calibro indiscutibilmente efficacissimo per la caccia in montagna agli ungulati di peso medio e soprattutto per il camoscio. 

Alla linea produttiva degli "Short Magnum" della Winchester appartiene anche il 7 mm WSM, che affianca il 300 WSM ed il 270 WSM. Paragonandolo al 7 mm Remington Magnum c’è poco da mettere in evidenza su una sua presunta superiorità. Il 7 mm WSM non presenta alcun vantaggio e la sfida sembrerebbe persa in partenza. Solamente il tempo ci dirà la verità. Non c’è dubbio che la Winchester punti molto sulla propria linea di WSM: sono già stati presentati da poco i nuovi 223 WSSM (Winchester Super Short Magnum), 243 WSSM, 25 WSSM e 325 WSM, sulla carta ottimi. I vantaggi dei calibri WSM sui calibri classici sarebbero:

1. bossolo rimless più corto

2. eliminazione della cintura (belt)

3. azione e otturatore più corti

4. minori vibrazioni dell'arma

5. migliore precisione

6. arma più compatta e maneggevole

7. prestazioni da calibro Magnum in armi di costo contenuto.

 

A mio avviso, le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di questa nuova linea di calibri devono essere ricercate solamente nelle logiche di mercato. Suscitare curiosità e desiderio di "nuovo" sono basilari anche nel settore piuttosto statico della produzione di armi da caccia. Mi permetto di evidenziare la perplessità di molti cacciatori di fronte a questi nuovi calibri che di rivoluzionario hanno forse solamente il nome, anche se i progressi, specialmente per quanto concerne la precisione, sono costanti anno dopo anno. Guadagnare 5 cm di traiettoria o 200 Joule di energia non cambiano in misura radicale il modo di andare a caccia di camosci e di caprioli, ma costituiscono sempre un passo in avanti. Certamente con una precisione superiore migliorerà certamente la sicurezza di abbattimento del selvatico alle usuali distanze di tiro (200, massimo 250 m). Il 270 WSM, rispetto agli altri calibri della medesima linea, in futuro avrà probabilmente molti estimatori perché è giusto dar merito a coloro che, giorno dopo giorno, hanno profuso conoscenze e dedicato molto lavoro per portare a termine un progetto così ambizioso, ovvero calibri nuovi in armi nuove. Ma pur riconoscendo l'alto valore balistico dei calibri WSM, di cui il 270 WSM rappresenta probabilmente la punta di diamante, rimango tuttavia legato alle fedeli carabine Mannlicher-Schönauer in calibri tradizionali, eleganti, passatemi il paragone, come le mises uniche di Givency che Audrey Hepburn portava d'incanto con classe ineguagliabile. A caccia chiusa le lustro spesso e l’ultima arrivata, una Mannlicher Schönauer mod. MC 56 con attacchi originali a pivot laterale con matricola identica a quella della carabina, dotata di ottica Kahles variabile 2,3-7x36, mi ha conquistato. Possiede semplicemente il fascino irresistibile di un'arma d’altri tempi, senza pari. Mi è parso logico paragonare un calibro classico come il 270 Winchester al nuovo 270 WSM, e se è vero che il nuovo vince e vincerà comunque su ciò che è vecchio, soprattutto nel settore delle armi, è altrettanto vero che solamente il futuro decreterà il successo dei recenti calibri "Short Magnum" o confermerà ancora una volta l’attualità dei calibri classici, quali appunto il grande, concedetemi l'enfasi, 270 Winchester che quest’anno, 2013, compie ottantotto anni.

 

 

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