Venerdì, 29 Settembre 2017 00:00

Caccia di montagna: in forma per la stagione (parte seconda)

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Nella prima parte abbiamo parlato dell'importanza della preparazione fisica per affrontare la caccia alpina, e abbiamo chiuso parlando di battiti cardiaci e frequenza allenante, quasi dovessimo diventare atleti.
Nel nostro caso il discorso è un po' diverso, perché ovviamente non si chiede così tanto a chi esercita un’attività di pura passione com’è la caccia, ma è chiaro che debba sempre tener conto dei “segnali” inviati dal nostro corpo; se si…accende qualche spia, così come capita quando guidiamo un auto, significa che abbiamo terminata la benzina o c’è qualche problema al motore. Meglio fermarsi!
Di certo non si nasce atleti, o nemmeno schiappe, e se pur la natura contribuisce in tutto ciò dotando alcuni di fisici naturalmente predisposti a svolgere attività sportive, ed altri che invece lo sono  molto meno, tutte queste qualità possono essere affinate con allenamento e preparazione.
La caccia alpina è un esercizio fisico impegnativo e faticoso, e seppur lassù… non ci sia nessuno che ti insegue, è logico affrontarla preparati; il cacciatore coscienzioso questo lo sa bene, e quindi cerca giungere all’appuntamento con l’inizio della stagione in buone condizioni fisiche, a partire da quello che è un giusto peso corporeo. 
Chiunque abbia compiuto anche solo qualche escursione in montagna sa bene quanto diventi duro salire gravati da pesi superflui, e dunque se durante l’inverno ha accumulato dei chili in più ora è necessario che li smaltisca in fretta, perché anche solo uno in eccesso può diventare una pesantissima zavorra.
È inutile cercare di non riempire troppo lo zaino, o scegliersi carabine e fucili leggeri, se poi ci si porta su molti chili di grasso attorno alla vita o sparsi qua e là, e chi scrive l’ha sperimentato di persona più volte.
Essendo alto oltre il metro e novanta, ed avendo una corporatura abbastanza robusta, oltre alla passione per  buona cucina e vini, il mio peso è sempre oscillato di molto attorno al quintale, con delle punte che hanno visto la lancetta della bilancia sfondare quel limite di una ventina di chili, peso certo più consono ad lottatore di sumo piuttosto che ad un cacciatore di montagna!
Quando stazzi così tanto quello che dev’essere un piacere si trasforma in sofferenza, e seppur per amore della caccia di fronte ad un’ostica salita con la forza di volontà l’affronti e superi stringendo i denti, quando poi devi discendere allora la situazione si fa drammatica, con le ginocchia che ti pare debbano sbriciolarsi da un momento all’altro, come fossero di vetro!
Se poi hai la fortuna e la capacità di abbattere il tuo camoscio, e devi portarlo all’auto magari all’interno dello zaino, allora il discorso si complica parecchio, e quella per te diventa impresa comparabile ad una delle “nove fatiche d’Ercole”. 
Lo capii specialmente una volta, anni fa, quando dovetti ridiscendere da quota 2800 sino ai 1600 metri dove avevo parcheggiato il fuoristrada, e con una camozza d’una ventina di chili al seguito. Avevo quindici anni meno di adesso, e quell’anno oltretutto mi ero presentato al cospetto del monte in ottima forma fisica, per intenderci con un peso di “soli” novantadue chili, roba che non ricordavo da quando, venticinquenne, frequentavo assiduamente palestre, campi da squash, piste da sci e pure le discoteche un paio di sere la settimana!
La discesa, ripidissima in alcuni punti, durò quasi cinque ore, con il camoscio sempre sulle spalle, ma quel giorno ero carico come una molla e non mollai un attimo. Scaricare lo zaino a terra fu uno dei sollievi più grandi mai provati in tutta la mia vita, quasi che dopo potessi addirittura mettermi a volare. 
Ne pagai le conseguenze nei giorni successivi, perché le ginocchia non ne vollero più sapere e mi tormentarono a lungo, ma favorirono anche una considerazione: i venti chili di quel camoscio io spesso li avevo distribuiti sul mio corpo, come se ogni giorno mi dovessi sempre muovere con uno zaino sulle spalle. 
Ecco che allora diventa necessario raggiungere il proprio “peso forma”, o quanto meno avvicinarsene il più possibile. Ma qual è il peso forma ?
La risposta sembra facile, ma  invece non lo è affatto, perché individuare il peso corretto di una persona è impresa ardua, quasi quanto lo è raggiungerlo. Ho provato a farlo anch’io, navigando sul web e trovando molti siti che propongono la formula giusta, od almeno quella che secondo loro dovrebbe esserlo.
C’è da perdersi, e quando trovi il sito che finalmente le compara l’una all’altra, allora la confusione è sicura: inserendo i dati richiesti, e cioè altezza, età, sesso ed altri parametri legati alla tua corporatura, ecco saltare fuori una dozzina di risultati diversi che, nel mio caso, vanno addirittura dagli 81,02 kg sino ai 101,9!
Com’è possibile ci possano essere queste differenze per me resta un mistero; ma anche pensare ch’io possa scendere ad ottantun chili, è come credere che un cammello possa passare attraverso la cruna di un ago!
L’altro valore in realtà risulta molto più alla mia portata.
La verità è che il peso forma diventa concetto quanto vago, perché poi esso va mantenuto per sempre, e dunque è opportuno prefiggersi un secondo obiettivo, mirando invece a raggiungere quel peso che ci fa star meglio, consentendoci l’esercizio di una giusta attività fisica senza affanni o correre il rischio di beccarsi il classico “coccolone”! 
Ecco che allora prima di affrontare una nuova stagione s’impone sempre una qualche…manutenzione, e così come per un’auto ormai vecchiotta, pure noi tutti necessitiamo d’una revisione e di un tagliando tale da metterci nelle migliori condizioni per vivere la caccia alpina come un piacere e non un sacrificio.
Dieta e movimento sono due regole basilari da seguire per volesse, o dovesse, ritornare ad un peso più consono e ad decente stato di forma, e bisogna cominciare per tempo, favoriti dal ritorno della bella stagione che invoglia questo tipo necessità.
Bisogna cominciare dalla tavola, e per me, come sono sicuro valga per molti altri cacciatori, ciò  vuol dire fare molte rinunce come evitare di…sbranare salumi e formaggi come fossimo cinghiali di fronte ad un campo di patate, oppure aprire una bottiglia di buon vino e finirsela da soli, ma anche abbinare una qualche attività sportiva che ci permetta di bruciare i grassi accumulati nei mesi precedenti.
Un po’ di bicicletta, tante camminate e, perché no, pure ginnastica o palestra; se poi c’è l’occasione anche qualche bella nuotata al mare sortisce effetti positivi.
I sacrifici fatti saranno ripagati tutti dalla soddisfazione di salire al monte senza più il fiatone, di poter raggiungere e servire il cane senza che nel frattempo…faccia buio, di poter insidiare un camoscio senza temer di doverlo poi riportare a casa.
 
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