Martedì, 29 Ottobre 2013 00:00

Stanziale: la minilepre

Scritto da  Luca Gironi

CACCIA ALLE PICCOLE OMBRE

 

Nel mese di dicembre ci è capitata l’opportunità di sperimentare una forma di caccia, per noi sicuramente nuova e devo dire molto interessante, quella alla minilepre. Su invito dell’amico Andrea Macaione, ci siamo recati a Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, per partecipare ad un’uscita di caccia a questi animali con i cani da seguita.

 

Fino a qualche anno fa la minilepre era cacciata solo come selvatico di ripiego, era gradito quando veniva incontrato ma niente più, nessuno pensava a intraprendere questa caccia a un livello di specializzazione paragonabile a quello della lepre.

Adesso, invece, vuoi per l’espansione quasi incontrollata di questo piccolo ma interessante selvatico, vuoi per la scarsezza di prede alternative, che ha caratterizzato l’inizio dell’inverno, stanno emergendo cacciatori specializzati su questo piccolo lagomorfo.

Per capire le difficoltà e lo spirito di questa caccia è fondamentale capire con chi abbiamo a che fare. La minilepre è un piccolo lagomorfo circa 1-1,5kg di peso, che vive abitualmente nelle macchie di rovi, nei canneti o in qualunque altro posto intricatissimo, in cui un piccolo e agile animale possa sentirsi al sicuro dai predatori. Occorrono quindi cani di piccola taglia, resistenti alle spine e di indole combattiva, in grado di seguire la preda negli intrichi più fitti e farla uscire allo scoperto. Il tiro si svolge in una frazione di secondo, il tempo che impiegano questi animaletti velocissimi a passare da uno sporco all’altro, una sfida per ogni tiratore.

Giungiamo sul primo posto di caccia e lì per lì resto un po’ interdetto, il luogo non è certo quello che io, "montanino" abituato a grandi spazi, sceglierei come terreno di caccia. Ci troviamo in una stoppia di granoturco di circa due ettari, circondata da strade asfaltate, con al centro un fossato ricoperto da rovi. Andrea e il suo amico Cristiano devono notare la mia perplessità e ridacchiando mi dicono di andare a piazzarmi più avanti verso la fine del macchione. Da perfetto neofita che non sa cosa aspettarsi mi accingo ad attendere l’inizio della caccia. Andrea scioglie i suoi due piccoli jagd-terrier in cima alla macchia e questi si mettono subito in cerca. Subito si leva una sinfonia di uggiolii e i miei cinque compagni di caccia cominciano a esplodere colpi, io sono ancora fuori dall’azione di caccia e cerco di capire a cosa sparano, quando mio accorgo che uno dei foxterrier del "Lotterini", uno dei compagni d’avventura, si sta avvicinando.

Cristiano, che è il più vicino, mi avverte : "attento quando il cane abbaia, ha la minilepre a un paio di metri, se ce l’hai vicino sta per uscire" io porto immediatamente la mia attenzione ai guaiti che si fanno sempre più vicini e forti, al fox, infatti, si è aggiunto uno jagd, e con la coda dell’occhio, vedo una piccola saetta sfilarmi sulla destra come un missile. Resto di sasso, non mi aspettavo niente di simile. Non mi sono ancora riavuto dalla sorpresa, che a un metro dai miei piedi si affaccia un altro di questi animaletti, mi vede e rientra fulmineo, per riuscire dopo 5 secondi a tre metri di distanza. Questa volta lo sto aspettando e riesco a sparargli: l’ho visto uscire dai rovi e entrare nell’erba alta ed ho potuto sparare seguendo la traccia dell’erba in movimento. Mi avvio a raccogliere la preda, ma con mio grande sgomento mi accorgo di aver falciato solo un po’ di prato, quel piccolo diavoletto mi ha fregato.

Mi consolo però, perché non sono il solo scornato, in un fossato di cinque metri per cinquanta abbiamo trovato 10 minilepri, sono stati esplosi circa 15 colpi e il bottino è di tre capi. Ci spostiamo di un paio di chilometri e raggiungiamo un campo abbandonato in mezzo ai coltivi, si tratta di un enorme macchione intricatissimo, circondato da campi di grano appena germogliato. Questa volta non possiamo circondare il roveto, siamo troppo pochi e l’ampiezza della macchia complica il lavoro dei cani, fornendo infinite possibilità di fuga alle minilepri che riescono a sfuggire ai nostri ausiliari senza dover abbandonare il folto. Speranzosi ci disponiamo ai lati della macchia e sciogliamo i cani, preparandoci a compiere rapidi spostamenti per seguire il lavoro dei nostri amici a quattro zampe. I piccoli jagd si infilano dappertutto e dalla macchia escono alcuni merli, le nostre prede però sono altre e non dobbiamo distrarci, quindi per stavolta li lasciamo volare tranquilli. Pochi metri più avanti, un frenetico sbatter d’ali annuncia la comparsa di una bella fagiana, l’occasione è ghiotta, non si può restare indifferenti, infatti, Pasquale la abbatte con un tiro preciso. I cani, intanto, continuano a girare nei rovi e prima Cristiano e poi Andrea incarnierano una preda. Man mano che i cani proseguono, scorriamo fino alla fine della macchia e io vengo a trovarmi in un punto un po’ più pulito, con rovi più radi, sostituiti da erba che arriva sopra il ginocchio. Intorno a me ogni tanto qualcuno esplode un colpo senza però cogliere risultati, le minilepri si affacciano sul bordo dei rovi e rientrano immediatamente, rendendo molto difficile il tiro. I cani vengono verso di me un paio di volte ma non riesco ad avvistare niente, tutto a un tratto, con i cani da tutt’ altra parte, vedo un piccolo lampo marrone uscire dai rovi e attraversare lo spiazzo erboso, a una decina di metri sulla mia destra. Non riesco a vedere la minilepre ma mi metto "in punta" su un piccolo sentiero, che dovrà essere attraversato dal furbo animaletto per raggiungere la salvezza. Aspetto una manciata di secondi e, non appena fa capolino dall’erba, esplodo il colpo. Corro a vedere se questa volta è andata meglio e la trovo lì nell’erba pronta a farsi raccogliere. Ormai la giornata è giunta al termine, in poco più di due ore abbiamo abbattuto sette minilepri e un fagiano, non male per la metà di dicembre.

 

Armi, munizioni e sicurezza

 

Per questa caccia non sono necessarie particolari attrezzature, possono essere usati indifferentemente fucili calibro 12 e 20. Considerata la piccola stazza delle prede e la vicinanza del tiro, consiglio di usare fucili con canne cilindriche e cartucce dispersanti, con piombo compreso tra 10 e 8. Una raccomandazione particolare, che mi sento di fare a tutti coloro i quali vorrebbero provare questa divertentissima forma di caccia, è l’attenzione particolare per la sicurezza: il tiro avviene verso terra, in condizioni di scarsa visibilità e con cacciatori e cani piuttosto ravvicinati tra loro, quindi occhi aperti, una bella giornata di caccia deve restare tale e non trasformarsi in qualcosa di spiacevole.

 

 

 

La Minilepre

 

La Minilepre o Silvilago orientale (Sylvilagus floridanus, Allen,1890) è un leporide originario del Nord America, è stata introdotto negli anni 60, a scopo venatorio, in Italia, dove è conosciuto col nome di Minilepre (le prime immissioni avvennero in Piemonte, nel Pinerolose e lunglo il corso del torrente Pellice).

E’ molto simile al coniglio selvatico: ha una lunghezza di circa 35-40cm con un peso di 900-1500 grammi. Il colore del mantello sia nei maschi che nelle femmine è grigio con tonalità ocra e rossa e peli neri, con una vistosa coda bianca, a cui deve il nome inglese di cotton tail (coda di cotone).

Ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne: è, cioè, attiva al tramonto, all’alba e durante la notte. Durante i mesi estivi si ciba di una grande varietà di erbe, soprattutto giovani foraggere graminacee e leguminose, mentre, durante l’inverno, si rivolge a cortecce, germe e ramoscelli teneri. E’ molto rapida, sulle brevi distanze può raggiungere i 24 km/h. Contrariamente al Coniglio selvatico non forma colonie e quando in un territorio diventa troppo numerosa, tende ad allontanarsi per occupare nuove zone. .
Gli amori vanno da febbraio a settembre e i maschi sono poligami. Le femmine possono dare alla luce da tre a cinque piccoli, due-quattro volte all'anno la gestazione, infatti, dura solo 27 giorni. Il covo consiste in una buca profonda 10-15 cm resa più confortevole con erba e pelo. I coniglietti rimangono nel nido per circa 12-14 giorni, vengono allattati per tre settimane e raggiungono la maturità sessuale a 4-5 mesi. (fonte wikipedia)

 

Si ringrazia Caccia+ per aver fornito il contenuto

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