Giovedì, 02 Novembre 2017 00:00

COPPA MEDITERRANEO, UNA COMPETIZIONE SEMPRE PIÙ IMPEGNATIVA

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La prima edizione di questa avventura sembra dietro l’angolo, invece sono passati 11 anni e in questo lasso di tempo il Mediterraneo (o almeno la sua versione cinofila e agonistica) si è allargato a dismisura fino a lambire le coste della Danimarca o a mischiare le sue acque con quelle del Golfo di Biscaglia. E quest’anno l’11^ edizione della Coppa si è svolta proprio a un pugno di chilometri dall’Atlantico, nella regione francese delle Landes, un po’ più a sud di Cazalis che fu la sede della 5^ edizione.

Anche questa competizione – ma stavolta non è stata una sorpresa – si è disputata nel bel mezzo di un territorio coperto da pinete a perdita d’occhio in tutte le fasi possibili e immaginabili di accrescimento e, come se non bastasse, con un sottobosco di eriche e felci di altezza inversamente proporzionale a quella degli alberi. Un teatro di gara assai poco usuale per i nostri conduttori e per i loro ausiliari, specie per quelli di taglia piccola come i breton che, guarda caso, hanno patito assai più dei soggetti dotati di leve più lunghe.

L’organizzazione della Coppa è stata affidata alla Association Canine Territoriale des Landes che ha svolto in maniera diligente il compito non certo facilissimo di gestire una gara così impegnativa. A dirigere le quattro batterie, due di Inglesi e due di Continentali è stato chiamato un pool di giudici che, per imprevisti e spiacevoli contrattempi dei due rappresentanti della Serbia, ha subito qualche modifica in corso d’opera.

Per gli Inglesi erano impegnati: Paolo Berlingozzi (presidente – Italia) e il greco Giannis Foutris; Jean Lassandre (presidente – Francia), Deligey e Mario Testa. Per le razze continentali, invece, erano schierati: Serge Guilbert (presidente – Francia) e Kristen Steilnkuehler; M. Steilnkuehler e Bruno Maury.

Il lotto dei concorrenti vedeva coinvolte ben 14 rappresentative nazionali delle quali Croazia, Danimarca, Norvegia, Olanda, Romania e Svezia solo con cani delle razze continentali mentre Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Italia, Portogallo, Spagna e Svizzera avevano concorrenti con ausiliari Inglesi e Continentali.

Bisogna fare alcune doverose (ma anche simpatiche e curiose) note di “colore cinofilo”. La prima, riguarda una massiccia e insolita presenza di alcune razze che per lunghi anni sono immeritatamente rimaste nell’ombra: i Setter Gordon fra le razze Inglesi e i Langhaar e i Vizsla fra i Continentali. L’altra nota riguarda la compagine svedese nella quale figurava nientemeno che un Bracco Italiano, una femmina per l’esattezza, che in prima giornata è stata fra i tre soggetti in classifica con un più che onorevole Mb.

Questa la succinta cronaca tecnica delle due giornate di gara.

Inglesi

La 1^ Batteria (giudici Lassandre-Deligey) era composta da 8 turni e alla fine della prima giornata vedeva solo quattro concorrenti in classifica: Philippe Ruault (Francia) con la si Janga du Bief Joli – Cacit; Serge Rouby (Francia) con la p Id du Petit Tauzin – R.Cacit; Sara Chichester (Inghilterra) con la sg Little treasure of Gawcott – 3° Ecc.; Paolo Pardini (Italia) con il p Luk – Mb.

Anche in seconda giornata i concorrenti in classifica erano solo quattro con l’azzurro Samuele Aringhieri e il p Vinci delle Furie dei Biagioni – 1° Ecc. Cacit; Francisco Salvidea (Spagna) con il p Piero Primero de Iparraguirre – 2° Ecc.; Serge Rouby (Francia) con la p Id du Petit Tauzin – 3° Ecc.; Karin Nievergelt (Svizzera) con la sg Black Rider Noira – Mb.

 

La 2^ batteria, affidata al giudizio di Berlingozzi Foutris, comprendeva altri otto concorrenti e alla fine del primo giorno la classifica ne vedeva solamente quattro: Stefano Pianigiani della compagine azzurra con il si Pianigiani’s Castle – 1° Ecc.; Marcel Fricker (Svizzera) con il sg Fidelio di Clos de la Capitanerie – 2° Ecc.; Johnn Naylor (Inghilterra) con il p Goddribb Bari Bitterboom – 3° Ecc.; Antony Merle Des Isles (Francia) con la p Haway – Mb.

Il secondo giorno la classifica era assai più corposa e comprendeva: Marcel Fricker (Svizzera) con il sg Fidelio di Clos de la Capitanerie – 1° Ecc.; Gilles Mazerolles (Francia) con la sg Ice Tea – 2° Ecc.; Antony Merle Des Isles (Francia) con la p Haway – 3° Ecc.; Marc Ellenhoist (Germania) con la sg Jamainas Delia – 4° Ecc.; Carlo Ghinassi (Italia) con il si Bolt – Ecc.; Antonio Munoz (Spagna) con il si Hulk del Puig Seguer – Ecc.; Mario Manuel Lourenco (Portogallo) con la p Jessy Jay dos Potinhos – Mb.; Johnn Naylor (Inghilterra) con il p Goddribb Bari Bitterboom – Mb.

 

Le qualifiche delle due gare determinavano così un podio che non ammetteva dubbi per i due gradini più alti. Oro al francese Serge Rouby con la p Id du Petit Tauzin (per il regolamento della Coppa del Mediterraneo viene considerata la somma dei punteggi ottenuti nelle due giornate e quindi una R.Cacit e un 3° Ecc valgono 18 punti) e argento per lo svizzero Fricker e il suo imponente gordon Fidelio di Clos de la Capitanerie (15 punti). Restava da attribuire il bronzo e in ballottaggio c’erano Samuele Aringhieri con il nevrile ma riflessivo Vinci delle Furie dei Biagioni e il transalpino Philippe Ruault con la si Janga du Bief Joli, entrambi fermi a 12 punti, quelli che spettano alla qualifica Cacit. Nello scontro diretto non c’è stata storia e dopo pochi secondi la cagna francese ha dimostrato tutti i suoi limiti mentre Vinci si è prodotto in un potente exploit che gli ha permesso di sistemarsi con grande autorevolezza sul terzo gradino.

Da sottolineare che, a differenza di quanto previsto dalla “filosofia sportiva” della Fidasc e dal regolamento della Coppa, in tutti gli altri Campionati Europei su due giorni (Grande Cerca, Starne, Caccia Pratica) proprio questi due concorrenti, titolari della qualifica massima, si sarebbero contesi non il terzo ma proprio il primo posto!

A livello di Team nazionali, visto che la matematica non è un’opinione – a differenza di alcuni giudizi sicuramente opinabili – la rappresentativa Azzurra della Fidasc (Samuele Aringhieri, Carlo Ghinassi, Paolo Pardini e Stefano Pianigiani) si è messa al collo la medaglia d’argento grazie ai 28 punti conquistati nelle due giornate. L’oro è andato alla Francia (46 punti) e il bronzo alla Svizzera (17).

 

Continentali

La 1^ Batteria, affidata al giudizio di Guilbert e K. Steilnkuehler, era stata suddivisa in 11 turni e, alla fine della 1^ giornata, solo 4 equipaggi erano in classifica: Loic Pressac (Francia) con la gk Ilann des Chaumes de Richebourg – 1° Ecc. Cacit; Javier Nunez Garcia (Spagna) con l’eb Grau des Puig Seguer 2° Ecc.; Jorge Manuel Picarra Silva (Portogallo) con l’eb Geff du Canal de Lunel – 3° Ecc.; Kai Uwe Steeg (Germania) con il bu Baru vom Schimberg – mb

5 equipaggi, invece, figuravano in classifica al termine della seconda giornata: Bjorn Eckert (Germania) con il bu Campo vom Schimberg – 1° Ecc. Cacit; Loic Pressac (Francia) con la gk Ilann des Chaumes de Richebourg – 2° Ecc. R. Cacit; Lisbeth Wallter Tjader (Svezia) con la k Snog Myra – 3° Ecc.; Jean Claude Piat (Francia) con Habby du Pas des Cabanelles – 4° Ecc.; Engel Saethereng (Norvegia) con la eb Peppa – mb.

 

La 2^ batteria, (giudici M. Steilnkuehler e Maury) comprendeva 10 turni e, al termine del primo giorno vedeva una classifica cortissima con solo 3 equipaggi: Linsey Whitlay (Inghilterra) con il langhaar Questor Llewelyn 1° Ecc. R. Cacit; Erik Petermann (Danimarca) con la k Petermann’s Okie – 2° Ecc.; Joacim Nordell (Svezia) con la bi Angwill’s Chicka Boom Mb.

Ancora tre soli equipaggi nella classifica del secondo giorno: Patrick Fedou (Francia) con il dr Hespoir dy Croire de la Ronde des Becasses – 1° Ecc. Cacit; Patrick Fedou con la eb Ivoire du Pic des Sources – 2° Ecc. R. Cacit; Giuliano Goffi (Italia) con l’eb Gephore de Keranlouan – 3° Ecc.

Tutto facile per il francese Loic Pressac con la sua potente griffon korthals Ilann des Chaumes de Richebourg con una R.Cacit in primo giorno e il Cacit nel secondo e un bottinop di 23 punti.

Un po’ più complessa la determinazione della classifica finale individuale del Continentali. Un primo barrage ha visto contrapposti due Cacit di batteria: Bjorn Eckert (Germania) con il bu Campo vom Schimberg e Patrick Fedou (Francia) con il dr Hespoir dy Croire de la Ronde des Becasses che, vincendo il barrage si è aggiudicato il Cacit mentre la Riserva è andata al tedesco che si è quindi trovato a pari merito con un’altra Riserva, la britannica Linsey Whitlay con il langhaar Questor Llewelyn. Lo spareggio è andato alla conduttrice che è quindi riuscita a salire su terzo gradino del podio individuale.

Colpo grosso dei padroni di casa anche nelle squadre Continentali con un totale di 49 punti. Al secondo posto la Germania con 13 punti e infine la Svezia con 11 punti. A questo proposito c’è da dire che per un errore di segreteria, il bronzo è stato inizialmente assegnato alla Gran Bretagna che quindi appare impropriamente nelle immagini delle premiazioni.

Nonostante non sia riuscita a ripetere lo straordinario exploit dello scorso anno in Danimarca dove si aggiudicò tutte e quattro le medaglie d’oro in palio, la nazionale azzurra ha dato prova di grande preparazione e sportività. Sia il vice presidente vicario Domenico Coradeschi, che guidava la delegazione nazionale, sia il presidente Felice Buglione, impegnato in alcune importanti riunioni presso il Coni, si sono quindi dichiarati ugualmente soddisfatti e sempre determinati a mantenere l’indiscussa supremazia della cinofilia italiana.

«Era abbastanza prevedibile – ha dichiarato il presidente Buglione appena appresi i risultati – che non saremmo riusciti a ripetere l’en plein dello scorso anno ma la cinofilia italiana è ancora saldamente al comando dell’albo d’oro della Coppa del Mediterraneo con 41 medaglie (19 d’oro, 11 d’argento e 11 di bronzo) seguita proprio dalla Francia che stavolta ha saputo sfruttare al massimo il “fattore campo” ma resta distanziata di ben 26 lunghezze con 9 medaglie d’oro, 4 d’argento e due di bronzo. L’anno prossimo saremo ancora più agguerriti e preparati per consolidare e aumentare questa supremazia».

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