Martedì, 13 Giugno 2017 00:00

Arci Caccia Pistoia: Basta! L'Atc deve smettere di mettere le mani nelle tasche dei cacciatori e praticare vessazioni nei loro confronti.

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In questi giorni, sono giunte ai nostri uffici numerose lamentele da parte di non pochi cacciatori riguardo alle ultime decisioni prese dall’ATC Pistoia. In particolar modo alla campagna di aumenti tariffari che porterà al raddoppio della quota d’iscrizione alla caccia al cinghiale in braccata e all’istituzione di tariffe piuttosto onerose per l’utilizzo dei centri di sosta.
In relazione alla caccia al cinghiale in braccata anche a seguito di una lettera, firmata dai capi caccia di quasi tutte le squadre che effettuano la caccia in braccata, trasmessa all’ATC16, che condividiamo in larga parte., la scrivente esprime una ferma protesta sia per gli aumenti tariffari predisposti, sia per le interpretazioni estremamente restrittive sulla caccia di selezione agli ungulati.
La decisione presa sugli aumenti della quota a carico dei cacciatori, iscritti alle squadre che operano nell’area vocata, non trova giustificazione rispetto ai minimi danni registrati nelle zone vocate gestite dalle squadre, mentre vi sono problemi nelle aree non vocate: Non ci sembra opportuno scaricare la responsabilità economica su chi opera in modo corretto ottemperando alle richieste previste nel piano di gestione.
Inoltre, per quanto riguarda le deliberazioni dello scorso 28 Aprile (rese note solo in questi giorni) circa l’uso dei centri di sosta, che prevedono un pagamento anticipato di 25€ la caccia al capriolo, di 25€ per la caccia al daino, di 25€ per la caccia al muflone, di 50€ per la caccia al cervo, 10 € per chi voglia cacciare il cinghiale in forma singola e addirittura 100€ per l’iscrizione dei gruppi di girata, anche qui non possiamo che essere contrari.
La pubblicazione della delibera arriva praticamente a ridosso dell’apertura della caccia al capriolo, le cifre sono sicuramente eccessive e soprattutto non si può far pagare un servizio in previsione dell’utilizzo. Meglio, se proprio non si riesce a fare altrimenti, stabilire una tariffa da pagare in caso di effettiva fruizione del servizio. Ma comunque, per una questione di principio, Arci Caccia è contraria all’istituzione di nuovi balzelli e all’inasprimento di quelli esistenti se non come ultima risorsa. Prima di chiedere ulteriori sforzi ai cacciatori, occorre un’attenta verifica delle voci di spesa dell’ATC, ricercando in ogni modo possibile di reperire le risorse tagliando anziché tassando i già vessati cacciatori.
Infine, riteniamo non pienamente conforme a quanto previsto dal Regolamento per la caccia gli ungulati, decisione presa da codesto ATC di sospensione di numerosi cacciatori, per la corrente stagione venatoria, per non aver rispettato rigidamente il regolamento in materia di partecipazione ai censimenti, visto che registriamo casi dove il cacciatore ha regolarmente comunicato, sia al Responsabile di distretto, che all’ATC la propria assenza ad una o più giornate di censimento, recuperandole comunque in altri distretti, tra l’altro, in questi casi è stata data anche la disponibilità ad effettuare giornate di prestazione d’opera. E quindi ci sembra assurda la decisione presa e estremamente vessatoria nei confronti dei cacciatori.

Arci Caccia Pistoia

http://atcpistoia.it/wp-content/uploads/2017/06/DELIBERA-20-17.pdf

 

 

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