Mercoledì, 09 Agosto 2017 00:00

CAMPANIA: EPS SCRIVE ALLA REGIONE

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Problematica dei danni causati alla fauna selvatica dagli incendi e dal perdurare dell’eccezionale ondata di siccità. Riunione del giorno 8 agosto 2017 presso l’Ufficio Centrale Foreste e Caccia

Forti del rapporto di reciproca fiducia e collaborazione costruito durante gli anni, come rappresentanti del mondo venatorio regionale, a fronte della siccità e dei numerosi incendi che hanno purtroppo interessato la nostra regione, intendiamo puntualizzare quanto segue:

La piaga degli incendi boschivi danneggia in maniera grave l’intera comunità, privandola di ettari ed ettari di territorio agro-silvo-pastorale sia in aree protette sia in zone adibite a caccia programmata, degradandole dal punto di vista paesaggistico e sotto il profilo della biodiversità;
Per tutti questi incendi, che nella stragrande maggioranza dei casi sono dolosi, non si trovano quasi mai dei responsabili da punire in maniera esemplare, con la reclusione fino a 15 anni nei casi più gravi come previsto dall’articolo 423 bis del nostro codice penale;
Molte associazioni venatorie, sono già attive nell’ambito della Protezione Civile con particolare riferimento ai servizi volontari di pattugliamento antincendio, anche il Nostro Ente sin da ora si rende disponibile per dar vita ad un pool di presidio del territorio regionale, anche in collaborazione con altre associazioni non venatorie, volto a prevenire gli incendi e a segnalare tempestivamente i focolai alle competenti autorità. Tale servizio di volontariato è contemplato pure nel calendario venatorio 2017-2018 approvato con delibera di G.R. n. 335 del 14.6.2017;
Riguardo l’attività venatoria in condizioni di siccità per la fauna selvatica, c’è da rilevare come – per fortuna – a distanza di quasi mese dall’apertura della stagione siano finalmente cominciate le precipitazioni e, pertanto, il problema di approvvigionamento idrico della fauna selvatica sia un discorso assolutamente relativo e da monitorare progressivamente. Ad ogni buon conto, la fauna selvatica da penna è in grado di procurarsi da bere in maniera molto semplice, compiendo di volo gli spostamenti necessari per abbeverarsi, mentre per quanto riguarda i mammiferi e tutta la fauna stanziale, la caccia alla lepre, al cinghiale, al fagiano e alla starna, comincerà dopo la fine di settembre, ovvero il primo di ottobre.-
Di converso, nel mese di settembre le sole tre giornate di caccia alla specie tortora, con le cinque giornate ai corvidi e dalla terza domenica di settembre alla sola quaglia, non rappresentano, certamente, un incremento all’eventuale problematica di cui all’oggetto.
Infine, in riferimento alle aree percorse da incendi, si vuole ricordare che la materia in questione è già adeguatamente normata dalla legge italiana, che giustamente protegge i soprassuoli delle zone interessate con il comma 1 dell’articolo 10 della legge 280/2000, la cosiddetta “legge-quadro in materia di incendi boschivi”. Tale comma recita testualmente che “Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia”. A tal proposito, anche la legge regionale 26/2012 e s.m.i. prevede divieti di caccia nelle aree verdi percorse da incendi per dieci anni.
L’eventuale palliativo alla problematica di cui all’oggetto, andava ritrovato, molto probabilmente, nell’attuazione della Legge Regionale 11/1996 e s.m.i. che persegue le specifiche finalità:

a) la conservazione, il miglioramento e l’ampliamento del bosco, l’incremento della produzione legnosa, la valorizzazione delle bellezze naturali e paesaggistiche, la tutela e l’incremento della fauna selvatica anche attraverso la costituzione di apposite strutture;
b) la difesa del suolo e la sistemazione idraulico-forestale, la prevenzione e la difesa dei boschi dagli incendi;
c) la conservazione ed il miglioramento dei pascoli montani;
e non nell’applicazione dell’art. 19 della Legge 157/92, che difatti deroga alle regioni la facoltà di vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie di fauna selvatica, per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità.

FACCIAMO PREVENZIONE E NON DEMAGOGIA !!!!!!!!!

La riunione convocata per il giorno 8 agosto presso l’Ufficio Centrale Foreste e Caccia, sa più di ratifica che di concertazione. Infatti, ci è dato sapere, che i servizi territoriali provinciali, testè incaricati, abbiano già provveduto all’avvio del procedimento di cui all’art. 19 della succitata legge nazionale.

Per quanto alla riunione programmata con le Associazioni Venatorie Regionali del giorno 8 agosto, presso l’Ufficio Centrale Foreste e Caccia, per sopraggiunti ed inderogabili impegni, non possiamo prenderne parte. Restiamo a Vostra disposizione per un eventuale incontro sulla materia.

Alla luce di quanto sopra, siamo comunque fiduciosi che il buonsenso, prevalga sulla sterile polemica e propaganda di questi giorni priva di fondamenti scientifici e programmatici.-

Con tutta la stima che ella merita, porgiamo distinti saluti…..

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