Lunedì, 11 Settembre 2017 00:00

ARCI CACCIA. “Grillini” in Campania. Ancora una brutta pagina della politica. Dichiarazione congiunta del Presidente Nazionale Sergio Sorrentino e del Presidente Regionale Enrico Rosiello.

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“Della vecchia politica i Grillini sembrano i migliori interpreti.

Di calamità e problemi dei cittadini si alimentano, così come di qualsiasi cosa possa fare notizia. Sono “cacciatori di voti” irriguardosi delle difficoltà, dei sentimenti delle persone.

Con l’”Apertura” della stagione venatoria “mangiano pane e caccia” strumentalizzando la siccità, inviano messaggi privi di alcun supporto scientifico e razionale.

Gli italiani e i campani nel caso specifico sono stanchi di politici che leggono i “fondi del caffè” per autocelebrarsi interpreti dei pensieri umani e animali.

Mentre drammaticamente i cittadini pagano, anche con la propria vita, la mala gestione del territorio e il dissesto idrogeologico, ci sono i grillini così arroganti da ergersi a giudici delle politiche ambientali e del rapporto politica/creato.

La difesa del Creato “non è cosa loro”. Di questo patrimonio rispondono tutti i cittadini del mondo compresi i cacciatori, universalmente presenti perché la caccia controllata, è necessaria alla salvaguardia dell’equilibrio tra le specie. Non esistono “encicliche” anticaccia di alcun Papa.

Noi continueremo a difendere con argomenti e ragioni, l’attività venatoria indispensabile all’economia rurale.

Anche l’approccio di qualche intellettuale al tema riportato dalla stampa in queste ore è talmente in “overdose” di faziosità e di scarsa conoscenza scientifica da non essere credibile. Si parla di problematiche non ben conosciute, di specie di avifauna selvatica che forse non sanno transitano e lasciano l’Italia indipendentemente dalla siccità, per loro sono stanziali. Nei luoghi incendiati, non si caccia con il pieno assenso dei cacciatori e loro lo ignorano. La presenza di cinghiali secondo l’ISPRA specie autoctone è in forte presenza anche perché parchi e aree protette concorrono alla riproduzione.

Pur di colpire la caccia qualche ambientalista forse vorrebbe chiudere i parchi a vantaggio della speculazione edilizia? Il dubbio è lecito.

La caccia è parte della cultura positiva e produttiva di ambiente e fauna selvatica del territorio.

“Becchi” di fagiani tagliati, e pratiche di stregoneria pronta caccia forse si praticano nelle riserve di caccia che conosce la dottoressa Tamaro. Il Cacciatore Italiano grazie ad una legge scritta anche da una grande ambientalista, Laura Conti produce vita grazie ad agricoltori e cacciatori che investono in gestione faunistica, tutela dell’ambiente, vigilanza, presidio del territorio. Altro che mistificazioni raccontate sull’accesso a fondi agricoli e sulle distanze delle strade o dalle case che per andare a caccia sono rigorose e da rispettare.

Ma questo agli integralisti della cultura “disneyana” e anti-rurale, ai fondamentalisti, non fa comodo raccontarlo, perché non fa Avanspettacolo della natura”.

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