Venerdì, 22 Settembre 2017 00:00

ANUU: ANCHE IL PARLAMENTO SI OCCUPA DELL'ISPRA

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Ancora una volta il comunicato dell’ISPRA di fine agosto sulle limitazioni all’attività venatoria a causa della siccità e degli incendi che hanno colpito il nostro Paese, che pare una fotocopia di altri analoghi ogni qualvolta sembrino sussistere perniciose situazioni meteo, o in inverno o in estate, stante la sua infondatezza, tutta dimostrata con i disastri meteo causati dalla intensa perturbazione di inizio settembre, ha mosso giustamente il parlamentare bresciano, on. Guido Galperti (PD), a presentare una puntuale interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente, on. Gian Luca Galletti. In tale richiesta il parlamentare, in buona sostanza, vorrebbe conoscere quale iniziativa si intende intraprendere per evitare che si ripetano analoghe perniciose iniziative da parte dello stesso firmatario e della sua struttura, atteso che l’ISPRA è un Ente pubblico di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, di autonomia tecnica, scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale e patrimoniale, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare dal quale, per la sua specifica posizione, si pretende un comportamento “super partes” evitando così notizie infondate, prive di riscontro scientifico e che, alla fine, assumono un tono talmente tendenzioso per la provenienza di ogni suo documento da far dubitare sulla veridicità dello stesso.

Ed ecco il testo integrale dell’interrogazione: “Al signor Ministro dell’Ambiente on. Gian Luca Galletti, premesso che, in data 27/08/2012, a firma del dott. Silvano Toso, l’ISPRA diramava la nota, contrassegnata come all. 1, avente come oggetto “Limitazioni dell’attività venatoria in relazione alla situazione climatica esistente; in data 28/08/2017, a firma del dott. Piero Genovesi, l’ISPRA parimenti emetteva una nota, contrassegnata come all. 2, avente come oggetto “Limitazioni all’attività venatoria a causa della siccità e degli incendi che hanno colpito il Paese”; che i due documenti, in particolare nella parte in cui si evidenziano le misure da adottare, sono perfettamente identici; che, viceversa, i mutamenti climatici e le conseguenze che ne derivano richiedono alla Comunità scientifica un continuo aggiornamento di condizioni, di dati, di verifiche e di rimedi prescrittivi; tutto ciò premesso si INTERROGA per sapere: se il Signor Ministro è a conoscenza di codesta circostanza; quali siano state le modalità di ricerca messe in campo dallo stimatissimo Istituto di ricerca per redigere la nota in questione; se l’assoluta coincidenza di due testi, vergati a cinque anni di distanza e da due diversi studiosi, possa essere considerato come un fatto assolutamente eccezionale che però conferma, in materia, una linea non precostituita ma costante, precisa e, soprattutto, immutevole.”

Si attende, pertanto, la risposta che dovrebbe interessare soprattutto il Presidente dell’ISPRA, responsabile del buon governo di questo Istituto scientifico di lontane ed illustri discendenze. La deriva populista non si addice al mondo scientifico. Analoga interrogazione è stata presentata dal Sen. Luciano Rossi (AP-CPE-NCD).

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