Luca Gironi

Luca Gironi

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Il TAR della Sardegna ha eliminato dal calendario venatorio la pernice e la lepre sarda, a causa della mancanza di un adeguato piano di prelievo. 

Arci Caccia e Federcaccia dell'isola affidano ai due comunicati stampa allegati la loro posizione sull'argomento:

 

https://www.arcicaccianazionale.it/arci-caccia-cacciatori-sardi-non-avranno-la-possibilita-cacciare-pernici-lepri-chiediamoci-perche/

 

https://www.ladeadellacaccia.it/index.php/la-federcaccia-sardegna-scrive-allassessore-spano-47749/

 

Venerdì, 22 Settembre 2017 00:00

ANUU: ANCHE IL PARLAMENTO SI OCCUPA DELL'ISPRA

 

Ancora una volta il comunicato dell’ISPRA di fine agosto sulle limitazioni all’attività venatoria a causa della siccità e degli incendi che hanno colpito il nostro Paese, che pare una fotocopia di altri analoghi ogni qualvolta sembrino sussistere perniciose situazioni meteo, o in inverno o in estate, stante la sua infondatezza, tutta dimostrata con i disastri meteo causati dalla intensa perturbazione di inizio settembre, ha mosso giustamente il parlamentare bresciano, on. Guido Galperti (PD), a presentare una puntuale interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente, on. Gian Luca Galletti. In tale richiesta il parlamentare, in buona sostanza, vorrebbe conoscere quale iniziativa si intende intraprendere per evitare che si ripetano analoghe perniciose iniziative da parte dello stesso firmatario e della sua struttura, atteso che l’ISPRA è un Ente pubblico di ricerca, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, di autonomia tecnica, scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale e patrimoniale, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare dal quale, per la sua specifica posizione, si pretende un comportamento “super partes” evitando così notizie infondate, prive di riscontro scientifico e che, alla fine, assumono un tono talmente tendenzioso per la provenienza di ogni suo documento da far dubitare sulla veridicità dello stesso.

Ed ecco il testo integrale dell’interrogazione: “Al signor Ministro dell’Ambiente on. Gian Luca Galletti, premesso che, in data 27/08/2012, a firma del dott. Silvano Toso, l’ISPRA diramava la nota, contrassegnata come all. 1, avente come oggetto “Limitazioni dell’attività venatoria in relazione alla situazione climatica esistente; in data 28/08/2017, a firma del dott. Piero Genovesi, l’ISPRA parimenti emetteva una nota, contrassegnata come all. 2, avente come oggetto “Limitazioni all’attività venatoria a causa della siccità e degli incendi che hanno colpito il Paese”; che i due documenti, in particolare nella parte in cui si evidenziano le misure da adottare, sono perfettamente identici; che, viceversa, i mutamenti climatici e le conseguenze che ne derivano richiedono alla Comunità scientifica un continuo aggiornamento di condizioni, di dati, di verifiche e di rimedi prescrittivi; tutto ciò premesso si INTERROGA per sapere: se il Signor Ministro è a conoscenza di codesta circostanza; quali siano state le modalità di ricerca messe in campo dallo stimatissimo Istituto di ricerca per redigere la nota in questione; se l’assoluta coincidenza di due testi, vergati a cinque anni di distanza e da due diversi studiosi, possa essere considerato come un fatto assolutamente eccezionale che però conferma, in materia, una linea non precostituita ma costante, precisa e, soprattutto, immutevole.”

Si attende, pertanto, la risposta che dovrebbe interessare soprattutto il Presidente dell’ISPRA, responsabile del buon governo di questo Istituto scientifico di lontane ed illustri discendenze. La deriva populista non si addice al mondo scientifico. Analoga interrogazione è stata presentata dal Sen. Luciano Rossi (AP-CPE-NCD).

 

 

Il presidente provinciale della Federcaccia di Chieti, Giannicola Di Carlo, risponde alla questione sollevata dal vicepresidente nazionale dell’Associazione Amici di scolopax in merito all’invito rivolto al presidente Fanbpo Paolo Pennacchini di partecipare alla Festa del cacciatore d’Abruzzo. Petrella aveva lamentato infatti dubbi sull’opportunità di tale presenza in relazione alle linee gestionali di FIdC Abruzzo e ai rapporti fra Federcaccia e Amici di scolopax.

Di seguito il testo della lettera.

Egregio sig. Petrella,

essendo noi di Federcaccia Chieti fermamente convinti che la caccia in Italia e in Abruzzo possa acquisire una maggiore credibilità e crescita culturale attraverso l’esercizio del confronto tra le diverse parti e posizioni, respingo al mittente le sue infondate preoccupazioni.

Vorrei ricordare che la FANBPO è il massimo organismo specialistico mondiale per la Beccaccia e che il Dott. Paolo Pennacchini ne è il presidente – cioè è l’esponente più autorevole di tutto il paleartico occidentale (Asia, Russia, Europa fino alle Americhe). Aver avuto la sua presenza in Abruzzo lo considero un bene per la nostra categoria!

Infatti in occasione del congresso mondiale FANBPO svoltosi a Firenze il 17 giugno 2017, ho avuto modo di condividere con il presidente nazionale FIdC Dall’Olio alcuni importanti concetti che abbiamo deciso di trasferire anche sul piano territoriale.

Se il nostro presidente nazionale è andato ad ascoltarlo e ad intervenire partecipando in maniera attiva e propositiva, non vedo perché lei, signor Petrella, si sia scandalizzato se FIdC Chieti lo ha avuto come relatore in Abruzzo. Non vorrei che questo argomento fosse strumentale per attaccare la Federazione provinciale che rappresento.

Come FIdC Chieti ripudiamo le censure e le divisioni e crediamo, invece, che le parole “unità”, “partecipazione” e “costruzione” siano i soli binari attraverso cui divulgare il giusto approccio all’attività venatoria nel terzo millennio. Un approccio basato sulla conoscenza e sull’impegno che, nel caso della Beccaccia potrà garantirci la continuità della sua caccia.

Noi vogliamo migliorare le nostre conoscenze rispetto a questa specie che appartiene a tutta l’umanità e non sicuramente ad una sola associazione!

Dobbiamo essere invece uniti per questa splendida creatura, lavorare per dissuadere, sensibilizzare e acculturare i bracconieri, gli sparatori, gli insensibili…

Tutelare e vigilare su questa specie potrà garantirci la continuità della nostra passione.

Noi di FIdC Chieti siamo solo di FIdC e non apparteniamo a nessuna iniziativa di interesse privato o ad altra associazione che non sia FIdC.

Cosi come abbiamo sempre fatto in tutte le occasioni istituzionali e no, il poco tempo a disposizione per la nostra passione lo dedichiamo per tutelare i diritti dei cacciatori onesti, cercarndo di accrescere la loro conoscenza e non di tenerli al buio e lontani dalle dinamiche e dagli sviluppi internazionali.

Dobbiamo costruire e restare uniti per divulgare il giusto approccio all’attività venatoria di questo terzo millennio, fatto di ricerca, conoscenza tecnica e lavoro con impegno concreto nel rispetto delle leggi, anche se non tutte sono ancora condivisibili.

In ultimo, volendo cercare di chiarire le dinamiche, le vorrei ricordare sig. Petrella che il sottoscritto, in occasione dell’ultimo consiglio regionale FIdC Abruzzo, aveva espresso la disponibilità assoluta a integrare il programma della “117a Festa del Cacciatore d’Abruzzo” con gli interventi suggeriti e preferiti da FIdC regionale.

Colsi l’occasione anche per invitarla a partecipare – direttamente o attraverso persona di sua scelta – all’incontro-dibattito assieme al Presidente della FANBPO dott. Paolo Pennacchini, così da offrire ai cacciatori un’importante occasione di confronto costruttivo e scambi di conoscenze scientifiche documentate sulla base dei diversi lavori svolti, dei risultati ottenuti e delle competenze. Valutazioni preliminari necessarie, prodromiche e utili al tentativo di uniformità e condivisione sulle future scelte.

Certo di aver placato le sue apprensioni e con l’auspicio di non alimentare inutili e reiterate posizioni che poco si addicono ad un confronto costruttivo e propositivo del mondo venatorio e dell’associazione che rappresento, colgo l’occasione per salutare cordialmente. (Giannicola Di Carlo – Presidente Federcaccia Provinciale Chieti)

 

 

Non è una novità che “sotto” elezioni i politici nascondano le proprie responsabilità parlando di altro.

Noè aveva salvato gli animali raccogliendoli sull’arca, ma non in cambio di voti. I politici animalisti, che vedono crescere l’astensione vertiginosamente, si sono rassegnati a non essere votati e quindi preferiscono siano gli animali a riempire la cabina elettorale.

Rispettiamo il piacere personale dell’ex ministro, mamma di tanti cani e gatti e altri animali e che, a quanto si legge, ha una bella villa che ospita anche lei.

Di certo gli animali stanno meglio in una casa di benestanti che, affidati a qualche associazione che li raccoglie a spese dei cittadini; in alcune ci sono problemi e interessi.

Nell’articolo apparso su Libero di domenica 17 settembre, relativo ad una riunione al teatro del Verme dove la Brambilla ha aperto (di nuovo) la campagna elettorale, hanno parlato di animali. Si è auspicato il rispetto delle popolazioni di gabbiani, numerosi per responsabilità delle discariche a cielo aperto fatte dall’uomo politico, non dei cittadini! (ma la Brambilla non è deputato?). Non si sono accorti nel simposio che i gabbiani sono dovunque e sempre più aggressivi anche verso le persone. Altra farsa dell’Assemblea la denuncia dello sterminio dei cinghiali.

I danni all’agricoltura non ci sono, o li fanno i fantasmi di “cinghiale”! L’assemblea ha sentenziato il divieto di caccia il sabato e la domenica, forse non consapevole che i cittadini cacciatori gli altri giorni lavorano per vivere e far arrivare a fine mese le loro famiglie. E per maturare la pensione, non hanno vitalizi loro.

Il partito degli animali abolirà le leggi sul lavoro approvate dalla Brambilla e pagherà gli “straordinari” a quanti vanno a caccia e fanno il controllo faunistico? Nell’assemblea è tornato anche il tema del finanziamento delle associazioni venatorie. Le tessere dei soci e l’”addizionale” che pagano i cacciatori sostengono le Associazioni venatorie senza alcun onere per altri contribuenti. Con le tasse sulla caccia si pagano concretamente i danni prodotti all’agricoltura dai selvatici. Quando, e a che titolo, si è permesso il consesso animalista di parlare di “foraggiamento” della FIDC. Uno “spot”, oltre a vedere i fantasmi hanno le allucinazioni fiscali.

E i partiti grandi e piccoli tacciono. Acconsentono? Tanto i gatti mangiano la lingua della on. Brambilla, quando tace per occultare le “avance” filo venatorie del suo partito.

Se in generale questa è la politica, davvero gli italiani vorranno gli animali in Parlamento. E se i più votati saranno i leoni, in molti tiferanno perché siano maggioranza assoluta.

Gatti sindaci, lupi nelle Regioni, tigri al Governo: dopo una selezione naturale ci sarà la rinascita della politica, spera il popolo saggio.

Se i partiti passeranno dai fondamentalismi all’uso della ragione, arrivando al confronto di merito per la tutela del creato, dei quali gli uomini dediti alla “cosa pubblica” hanno il diritto dovere di essere responsabili, nell’interesse di tutti, anche della loro specie.

 

Sergio Sorrentino

 

Roma, 21 settembre 2017

Mercoledì, 20 Settembre 2017 00:00

Sicilia: Il Tar respinge il ricorso degli animalisti

Le avvisaglie erano buone già quando non aveva concesso la sospensiva alla fine di agosto, adesso il Tar della Sicilia ha rigettato definitivamente il ricorso presentato dagli ambientalisti.

http://www.lasicilia.it/news/cronaca/108483/tar-respinge-ricorso-animalisti-stagione-della-caccia-apre-regolarmente.html 

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