Luca Gironi

Luca Gironi

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Purtroppo nemmeno la piccola Repubblica di San Marino, sembra essere esente dai problemi causati dagli animalisti. Ne sono testimonianza questi due articoli che contengono un attacco della protezione animali locale alla caccia al cinghiale e la tempestiva replica della Federazione SanMarinese della Caccia.

http://www.smtvsanmarino.sm/attualita/2017/11/21/caccia-cinghiale-apas-pratica-rischiosa-persone

 

http://www.smtvsanmarino.sm/comunicati/2017/11/22/caccia-cinghiale-cacciatori-replicano-apas

 

 

Mercoledì, 22 Novembre 2017 00:00

In Edicola Diana 21-2017

Numero interessante, quello in edicola dall'11 Novembre. Si parlerà dei poteri degli organi di vigilanza insieme al nostro legale, di dove cercare la regina del bosco e, per gli amanti della migratoria, di capanni a bordo mare, di fischioni e di uscite tardo autunnali. Come sempre non mancherà la cinotecnica, sia di piuma che di pelo, e Marco Benecchi ci porterà in giro per la il mondo a praticare la caccia a palla. Per finire uno sguargo alla tecnica, con gli Zeiss Conquest V6 Targhet e il Beretta 486 parallelo.

 

 

La Fondazione UNA Onlus, in occasione dell’evento “Caccia & Country” in programma il prossimo fine settimana presso la Fiera di Forlì, ha organizzato una conferenza stampa di presentazione del progetto “La Biodiversità è UNA”. L’incontro si terrà sabato 25 novembre 2017 alle ore 12,30 presso la sala Convegni della Fiera di Forlì.

Il Progetto, compreso in un programma educativo rivolto alle scolaresche primarie e secondarie di I grado, ideato dall'Avv. Giovanni Ghini, che ha coinvolto importanti realtà romagnole quali la Cooperativa Atlantide, che si è occupata della fase di studio e realizzazione delle varie azioni, ma anche Coldiretti, l’ente Fiera di Forlì, con il supporto di molte realtà del comparto, come la Fe.R.A.Ve.Ri emiliana e alcune aziende associate al CNCN.

Il progetto didattico, di durata triennale, avviato a Forlì per l’anno scolastico 2017-18, ha lo scopo di aumentare la consapevolezza ambientale degli studenti, sensibilizzandoli alla tutela delle risorse e alla salvaguardia della biodiversità del proprio territorio, nel pieno rispetto di tutte le attività che vengono svolte su di esso, compresa quella venatoria.

Ma vediamo di che si tratta:

Fondazione UNA, Coldiretti e Fiera di Forlì entrano nelle scuole del territorio di Forlì con un progetto educativo volto ad aumentare la consapevolezza ambientale come processo di sensibilizzazione verso il problema della tutela delle risorse, in particolare della biodiversità e del territorio, e a promuovere un nuovo equilibrio fra l’agire dell’uomo e l’evoluzione della natura.

La questione ambientale riveste negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale, tanto che numerosi sono ormai gli appuntamenti internazionali in cui le grandi potenze mondiali dialogano per individuare soluzioni e raggiungere accordi. Fra questi, occupa una posizione di rilievo l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma di azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre del 2015 dai 193 Paesi membri dell’ON.

Purtroppo, la dibattuta questione ambientale vede troppo spesso una netta contrapposizione fra posizioni e idee contrastanti, che si fronteggiano senza riuscire a dialogare in maniera concreta e costruttiva. La Fondazione UNA, che per vocazione scommette sul confronto fra associazioni, istituzioni e persone diverse che lavorano in sinergia fra loro, rappresenta in questo contesto l’interlocutore ideale per promuovere la tutela e la gestione della natura per contribuire al benessere della comunità.

Il progetto è strutturato in tre annualità per permettere di approfondire tre diversi aspetti legati alla Biodiversità – biodiversità in parchi e aree naturali, agro biodiversità e biodiversità urbana. Per il primo anno è stato proposto in via sperimentale a 36 classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado della città di Forlì riscuotendo fin da subito grande interesse fra i docenti.

La Biodiversità è UNA prevede la realizzazione di diversi strumenti di lavoro tra loro interconnessi, pensati per rispondere alle esigenze di studenti e docenti ma in grado di coinvolgere, indirettamente, anche le famiglie. Saranno realizzati:

Il kit didattico “La Biodiversità è UNA”: composto da diversi materiali pensati per stimolare e supportare i processi di acquisizione delle competenze;
Un incontro operativo in aula per ciascuna classe per presentare il progetto e il Kit didattico;
UNA edutainment: portale interattivo che conterrà materiali, spunti di lavoro e giochi per scuole e famiglie
Iniziativa a premi: i pensata per incentivare la partecipazione e il coinvolgimento di scuole e famiglie e amplificare la visibilità del progetto.

Con una direttiva rivolta ai Parchi nazionali e alle aree marine protette, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti indica le priorità cui destinare le risorse finanziarie assegnate per gli interventi di tutela della biodiversità.

Per gli Enti Parco, il ministro conferma il quadro consolidato di azioni trasversali e di sistema previste nelle precedenti direttive: tra queste il monitoraggio della biodiversità con standard di valutazione della qualità naturalistica e dei servizi ecosistemici, l’ambiente alpino, l’impatto degli ungulati sulla biodiversità, la gestione del cinghiale e la convivenza con il lupo, gli uccelli quali indicatori di biodiversità, il monitoraggio e la conservazione dell’avifauna migratrice e della mesofauna, lo studio degli ambienti umidi, la conservazione della lepre italica e della lontra, i molti progetti attivi quali ad esempio le Faggete Unesco, Wolfnet 2.0 per la tutela del lupo in Appennino e l’International Waterbird Census.

Nello stesso tempo, Galletti chiede ai parchi ulteriori azioni di sistema e trasversali, quali l’analisi del legame tra biodiversità, resilienza e cambiamenti climatici, la mappatura della protezione costiera e della resilienza nei litorali sabbiosi delle aree protette, lo studio delle api come bioindicatore della qualità ambientale, la conservazione del capriolo italico e degli habitat prioritari come quelli per l’orchidea selvatica, l’analisi della presenza di insetti di valore conservazionistico e delle loro interazioni con specie di fitopatogeni.

Per le 27 aree marine, che interessano circa 228 mila ettari di mare e 700 chilometri di coste, la direttiva mira al completamento delle fasi del progetto “Contabilità ambientale nelle aree marine protette italiane”, che ha consentito, attraverso la raccolta dei dati sulle attività svolte e sulle risorse destinate alla ricerca e al monitoraggio della biodiversità, la realizzazione di un modello sperimentale di rendiconto naturalistico.

Sia per i Parchi che per le aree marine protette, è previsto che entro aprile 2018 si debba estendere un primo report delle attività in corso, mentre la relazione finale delle attività svolte è prevista per novembre del prossimo anno.

Il documento, redatto dalla Direzione “Protezione Natura e Mare” del dicastero guidata da Maria Carmela Giarratano, ricorda gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito della Strategia Europea per la Biodiversità 2020, la relativa Strategia nazionale e le raccomandazioni contenute nel “Primo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia”, nel quale si evidenzia l’importanza di “rafforzare il sistema delle aree protette a terra e a mare, valorizzandone il ruolo di tutela della biodiversità e dei servizi eco sistemici, migliorandone le connessioni attraverso i sistemi di reti ecologiche e di infrastrutture verdi, favorendone le politiche di sistema, in particolare nelle eco regioni, nella rete europea Natura 2000 e nella rete dei Parchi nazionali e regionali”.

(www.ladeadellacaccia.it)

Coldiretti: pressing sulla Regione, adozione indispensabile!

Continua il forte pressing di Coldiretti Toscana sulla vicenda dei danni arrecati dai predatori alle aziende agricole. Dopo una lunga vertenza, nei giorni scorsi Coldiretti aveva dichiarato lo stato di mobilitazione ed aveva presentato alla Regione un aggiornato documento di richieste per l’insostenibile stato nel quale sono costretti ad operare gli allevatori con i continui attacchi al bestiame da parte di animali predatori, lupi ed ibridi in particolare.
Oggi nuova iniziativa dell’organizzazione agricola che si è rivolta all’Assessore Remaschi con una lettera per sollecitare l’adozione del Piano Lupo da diversi mesi in stallo in sede di Conferenza Stato-Regioni. Obiettivo dell’organizzazione è di poter attuare sul territorio toscano tutti i punti del cosiddetto ‘Piano' in modo da contenere i danni per le imprese agricole e rendere possibile la coesistenza tra il predatore e l’attività di allevamento.
“Abbiamo denunciato da mesi – ha detto Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti regionale - in molte aree della Toscana una situazione di emergenza legata alle predazioni. Basti pensare che per il triennio 2014 - 2016 sono state presentate domande di indennizzo, riferite a 1.348 attacchi di predatori agli animali allevati, per un danno che supera i 3 milioni di euro. Numeri che parlano da soli e che non dicono tutto della situazione reale perché molti allevatori rinunciano addirittura a richiedere i rimborsi. Attacchi non solo di lupi ma anche individui ibridi e di cani domestici inselvatichiti – conclude Marcelli –“.
“Sono apprezzabili gli sforzi messi in campo fino ad oggi dalla Regione - dice Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – come quello annunciato di reperire ulteriori risorse per risarcire tutti i danni per le domande presentate al novembre 2016 ed ancora in attesa di essere liquidate. Restano però ancora alcuni capitoli aperti da noi denunciati come il risarcimento agli allevatori per le spese sostenute per lo smaltimento delle carcasse degli animali uccisi dai predatori e per le cure agli animali feriti, l’immediata realizzazione di piani di contenimento e controllo di cani vaganti e ibridi lupo/cane attraverso la collaborazione con i diversi Corpi di Polizia. Abbiamo evidenziato altresì la necessità di definire un programma finalizzato al sostegno del comparto della pastorizia che, anche per i problemi legati alla predazione, è interessato da una preoccupante crisi, con numerose aziende costrette a cessare le attività di allevamento, soprattutto nelle aree marginali. Tutte questioni aperte che richiedono risposte e non solo dal livello regionale – conclude De Concilio – è per questo che sollecitiamo, l’autorevole azione dell’Assessore Remaschi, da sempre favorevole al ‘Piano’, per una rapida adozione a livello nazionale”.

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