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Colombo: questa volta Benelli ha...scoperto l'America

 
Ogni cacciatore o tiratore sa bene come il fucile a canna liscia sia strumento polivalente, e questo vale in particolar modo per il semiautomatico, dove le personalizzazioni possono consentire molte varianti, intervenendo sulle canne, le strozzature, calciature così pure come sulle munizioni che vengono utilizzate. E quando si parla di semiautomatico un nome viene subito in mente a tutti, ed è quello di Benelli, leader assoluto e conclamato a livello mondiale.
La famosa casa urbinate, ora facente parte del gruppo Beretta, produce una gamma di fucili ampia ed articolata, e questo perché lì, nella patria di Raffaello Sanzio e di tanti altri artisti s’è capito come qualità e personalizzazione, unite ad un gusto impeccabile, siano chiave imprescindibile per un successo che ormai continua in tutto il globo terracqueo da oltre quarant’anni, facendo di Benelli fiore all’occhiello della prestigiosa produzione armiera italiana.
Ogni semiautomatico griffato Benelli nasce con l’ormai notissima chiusura geometrica a svincolo inerziale, da molti imitata e utilizzata su quegli autentici…gioielli da caccia, rendendoli fruibili per una vasta tipologia di utilizzi venatori, offerti con allestimenti che spesso li rendono unici.
Partendo da uno dei "campioni" di casa, il Montefeltro, classico esempio di fucile medio e polivalente, apprezzato dai cacciatori di tutto il mondo per la sua capacità di soddisfare al meglio le esigenze più diverse con versioni appositamente realizzate, è nato un prodotto particolare, specializzato, come la caccia cui viene dedicato: il "Colombo".
Qui il famoso navigatore genovese, scopritore delle Americhe, c’entra poco, semmai a dare il nome a questo bel semiautomatico è il colombaccio, selvatico ambito e cacciato da molti appassionati che ne hanno fatta una specializzazione, forma di prelievo venatorio tradizionale in alcune zone del nostro Paese.
Il colombaccio è un uccello di discrete dimensioni, molto sospettoso e dal volo veloce, capace di passare altissimo così come d’abbassarsi facilmente su zimbelli o richiami; ecco dunque che il tiro si presenta talvolta molto lungo ed impegnativo, a volte vicino e abbastanza istintivo.
Canne e strozzature varieranno, non troppo lunghe e con strozzature abbastanza aperte (diciamo ***, ****) per il selvatico che si posa sui rami, lunghe, almeno 70 cm e con forti strozzature (*) caricate con cartucce robuste come magnum e semi magnum per quelli insidiati ai valichi, dove i tiri s’allungano di parecchio.
Piumaggio che s’infoltisce in inverno, e una struttura da grande volatore, rendono il colombaccio selvatico robusto e dunque il piombo dev’essere quello giusto, con una preferenza di quelli intermedi, che vanno dal 5 al 7, con qualcuno che si spinge sino al 4, e cariche da 40-42 grammi.
Non volendo sacrificare troppo la velocità bisogna trovare il giusto compromesso tra lunghezza canna e carica che consenta la completa combustione del propellente, senza penalizzare maneggevolezza e brandeggio dell’arma, appesantita e modificata di baricentro quando la canna s’avvicina ai 75-76 cm, come capita per altri semiautomatici; anche qui possono essere i gusti personali a fare la differenza, ma "Colombo" è in grado di soddisfarli tutti.
Partendo da Montefeltro nasce il "Colombo", moderno semiautomatico in due lunghezze, 65 e 70 cm, ciascuna delle quali dotata di due diversi strozzatori (Long Shot e Wide Shot) lunghi cm 9 studiati appositamente per rendere al meglio con i piombi e le cariche più adatte per la caccia al colombaccio.

Va però detto che questi strozzatori sono destinati esclusivamente all’uso di pallini di piombo, o di quelli non tossici di durezza al cuore inferiore a 40HV, escludendo quindi tutti quelli che ricadono sotto la dizione steel shot. Le canne sono comunque punzonate col giglio (steel rated) e qualora si vogliano o si debbano utilizzare i pallini di acciaio si può ricorrere ai normali strozzatori da 7 cm. Benelli s’è proposta di ottenere, tanto con l’uno che con l’altro strozzatore, le velocità più elevate possibili e per farlo ha cercato di ridurre al minimo attriti e intasamenti interni. Ne conseguono rosate più uniformi, con pallini periferici poco deformati; ma non è finita qui perché tutto lo studio dei due strozzatori è volto a permettere al cacciatore di sfruttare al meglio tutti i caricamenti di qualità disponibili in commercio, e non solo alcuni.
In definitiva tanto Long che Wide Shot paiono esser nati per aprire al meglio lo sciame di pallini destinato agli ambiti colombacci esplosi da cartucce con numerazioni tra 4 e 7, tradizionali o dotate di contenitore, tutte con alte velocità. Sia la canna da cm 65 che quella da cm 70, costruite con accorgimenti che le rendono, come da tradizione Benelli, "solide" ed affidabili, sono camerate magnum e dotate di bindella ventilata da cm 7 con mirino ad alta visibilità in fibra ottica.
"Colombo" con canna da 65 pesa circa 3 chili e spara come minimo 36 grammi ad alta velocità, ed è dotato del sistema di riduzione del rinculo e del rilevamento Progressive Comfort messo a punto per i nuovi Raffaello. Questo sistema è abbinato a una calciatura in noce con trattamento WOODFX che esalta le naturali venature del legno e con finitura in olio. La calciatura è corredata di zigrini intagliati e di magliette portacinghia a sgancio rapido; nome sul fianco destro della carcassa, disegno stilizzato di un colombaccio su entrambi i lati della carcassa completano il discorso.

Con finitura antiriflesso di canna e carcassa il nostro semiautomatico si presenta agli occhi dell’appassionato, non come semplice versione di altro modello, ma come un vero e proprio fucile specializzato.
Le prove di tiro confermano le qualità del prodotto urbinate, ma di questo eravamo certi perché tutto quello che per gli altri appare difficile per Benelli è sempre…l’uovo di Colombo!

Scarica la scheda tecnica allegata

 

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