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Cacciatori di Toscana e Caccia Sostenibile

Cacciatori di Toscana e Caccia Sostenibile
 
CACCIATORI di TOSCANA

Manifesto  per una Nuova Caccia Sostenibile

La Toscana è terra. Sono le persone. E’ una civiltà: custodita, tramandata. Sono i paesaggi dalla montagna al marea campagna: sono le colline. Spazi disegnati dall’uomo, suggeriti dalla Natura. La Toscana è aria: diversa, mai opaca. E’ pietra, posata a secco dalle mani. Materia sudata, scolpita, affrescata. Comuni di pietre appoggiati ai monti, sui colli, adagiati in pianura. Comunità di gente diversa, mai indifferente. Polemica, mai arrogante. Intelligente poiché pensante, partecipante. La vita dei Borghi e oltre le Mura i campi, i boschi, gli animali. Risorse di Toscana. Anche adesso. I toscani si specchiano nel proprio paesaggio, guardandosi negli occhi, sempre. Di terra disegnata si tratta; lavorata dalla Preistoria ad oggi con grazia, costanza, economia. Tra l’Appennino e il Tirreno, tra il Tevere e l’Arno, tra l’argilla e il serpentino, tra la vite e l’olio, con lo stesso sole che si alza dai castagni e si congeda alla Macchia. La Toscana è storia. Sono gli uomini. E’ una società: solidale e trasversale. Sono i paesaggi interiori, dal ricco al povero. E’ la piazza: sono i campanili. Di cose chiamate con il loro nome: di parole vere, di ironia. Devozione e blasfemia.  Si dipinge una volta e si spezza il cinghiale. Si restaura un muro e si cava la pietra. Si cuce un malato e si scuce un filetto. Si pianta un cipresso e si taglia una quercia. Ci si sporca le mani perché le laviamo alle Fonti. Sappiamo chi siamo perché sappiamo chi eravamo. La Toscana è un museo all’aperto. Quasi non hai bisogno di studiare, la bellezza qui è professoressa: basta guardare. La Toscana sarà, solo se sarà se stessa. Eravamo etruschi, ora siamo cittadini globalizzati, ma dalla forte identità. Toscana è provincia, non è provinciale. Culla del Rinascimento, nido geniale ancora caldo. La testa sveglia, il cuore caldo, la lingua armata. Riflessione attiva, azioni dinamiche, contrasti. Con Firenze, contro Firenze, lungo il percorso dell’Arno ci incontriamo, ci confrontiamo. Popolo, comunque. Una terra dove tutti hanno cittadinanza. Dove minoranza è risorsa, il piccolo pensa da grande, orgoglio non è egoismo, carattere non è menefreghismo. I toscani sono tanti "uno", allergici ai complimenti, inclini solo ad una riconoscenza laica del valore dell’altro, racchiusa in una semplice frase, per questo ancora più potente di ogni superlativo "Quello non è un coglione…".  Conti, contadini, artigiani. Artisti, impiegati, operai. Osti, bagnini, bottegai. fungaioli, pescatori, tartufai.
CACCIATORI, figli di cacciatori, nipoti di cacciatori, a ritroso fino al Villafranchiano: era preistorica che ha scolpito le nostre pianure, arrotondato le colline, ornato la schiena appenninica di bianche conchiglie. Cacciavamo i Mammouth, poi i grandi cervi. Carne per cibo. Cibo per sopravvivere, necessario. Fauna della Natura, per l’Uomo, per la sua evoluzione. Spirali di morte, catene alimentari. In cima l’uomo. Cacciatore, raccoglitore, allevatore. L’uomo, animale sociale, dentro le regole della Natura: dall’alba al tramonto. L’evoluzione lo ha allontanato dallo spazio-tempo della sopravvivenza. Il pensiero ha aperto gli spazi e ridisegnato il tempo. E’ cambiato l’uomo, è cambiato il cacciatore, non è cambiata la Natura. Lei è rimasta la stessa, solo che ha perso il suo potere. L’abbiamo conquistata, piegata, "adoperata" a nostro piacimento. Le bestie non esistono più, il fuoco nella grotta è spento da tempo.  Ci nutriamo d’altro. Pensare che tutto si è svolto molto velocemente. Animali selvatici, animali addomesticati, da cortile: Pet. Uso, sfruttamento, allevamento: addomesticare la parte selvaggia. Bracconaggio per bisogno, per distanza sociale. Nel latifondo gli animali del nobile, la caccia del signore, i contadini esclusi. Nella mezzadria lo stesso: gli animali del padrone, il fucile del fattore, i contadini che vogliono cambiare. Caccia come conquista sociale: starne, lepri e attraversare i fondi, i confini, la roba degli altri. Ma sempre con rispetto: incontrandosi, parlando, raccontandosi. Il cacciatore toscano sapeva comunque tenere una brigata di starne, custodire le lepri, mantenere un fosso con una zappa, un campino di orzo di montagna, una stabbia di grano, una fonte allegra, un campo concimato col solo sudore. Caccia naturale, non invasiva, onesta, illimitata poiché nei limiti della ruralità. Albe strappate al podere, e il cacciator fischiando tra poderi cugini, familiari, uguali. Dopo la guerra, nello spopolamento di famiglie e di brigate di starne, di lepri orfane e di habitat abbandonati, di fuoristrada e fuorispirito, la caccia qui ha resistito. Il cacciatore si è interrogato, si è rimesso in discussione: ovvero in equilibrio. Animo e animali. Cura, conservazione: gestione. E’ il tempo della sostenibilità, che i vecchi cacciatori toscani non conoscevano ma la praticavano coi fatti. C’è da rinsaldare un legame con il bosco fuori dalle tangenziali, dentro un futuro già iniziato. Bere nuovamente a quella cultura diffusa fatta di rispetto e conoscenza. Trasformare la passione in azione, condurre la scienza come conduciamo i nostri cani. Edificare una nuova caccia, e i cacciatori come piccoli mattoni per costruire statistiche, analisi, modelli di gestione. Occorre studiare, analizzare e cambiare. Migliorare, soprattutto, con le grandi capacità insite nel nostro DNA. Cacciatori di Toscana "chiama" ad un cambiamento necessario, forte dei "richiami" dell’Europa che ha sempre tenuto conto del "valore toscana". Il nostro celebrato paesaggio è anche la casa di noi cacciatori. Tocca a noi spiegare le ragioni di una nuova caccia basata su ricerca scientifica e comportamenti responsabili. I tempi sono maturi, la globalizzazione e la dispersione di valori favorisce l’affermazione di identità. L’identità dei Cacciatori di Toscana è viva ed è pronta a contribuire in chiave sostenibile ad un nuovo rapporto uomo-natura, per camminare dentro i nostri meravigliosi habitat con i passi delicati del Prelievo e quelli decisi della Conservazione. Dalla caccia un esempio di futuro, da una terra d’esempio per tutto il mondo. Da sempre.
Dott. Paolo Pennacchini

Presidente Associazione Specialistica per la Caccia Sostenibile


BECCACCIAI D’ITALIA

Segretario Adjoint

FANBPO- Federazione Associazioni Nazionali Beccacciai Paleartico Occidentale

www.beccacciaiditalia.it

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+39-329-8627259

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