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Il Camoscio

Sulle nostre Alpi, al di sopra della fascia vegetazionale, possiamo incontrare un altro splendido ungulato: il camoscio delle Alpi. In Italia ce n’è un’altra specie con caratteristiche un po’ diverse: il Camoscio d’Abruzzo. Ne esistono inoltre altre sottospecie sui Pirenei, nei Carpazi e in altri massicci montuosi dell’Europa.
Il camoscio appartiene alla famiglia dei bovidi, le cui caratteristiche distintive principali sono di avere le corna permanenti e cave. Esse non sono costituite di sostanza ossea, come nei cervidi, ma da “astucci” di materiale corneo (cheratina) innestati su un “cavicchio” osseo che si forma nella parte frontale dell’animale, come avviene nelle capre. Le corna, nel camoscio, sono presenti sia nei maschi che nelle femmine, sono di colore nero e uncinate; iniziano a crescere fin dal primo anno di vita, piccole punte di pochi centimetri nella prima estate, ma la crescita si blocca nel periodo invernale per riprendere lo sviluppo a partire dalla primavera successiva.

 


I camosci sono animali gregari, che amano vivere in branchi, in genere costituiti da femmine, piccoli dell’anno e animali giovani, di uno o due anni. All’età di tre anni in genere le femmine iniziano a partorire, un piccolo ogni primavera, e restano nel gruppo in cui sono nate, mentre i maschi si allontanano e cominciano a vivere da soli. Solamente nel tardo autunno, verso novembre - dicembre, i maschi tornano a riunirsi ai branchi delle femmine per accoppiarsi. In questi mesi possiamo osservare i maschi che lottano tra loro per accaparrarsi gruppi di femmine; gli inseguimenti e le sfide sono all’ordine del giorno, ed è un vero spettacolo poterli osservare.
Ogni anno, agli inizi di giugno le femmine si isolano dal gruppo per mettere al mondo i loro piccoli, accudirli e proteggerli dai pericoli con molta attenzione; quando questi hanno più di un mese tornano a riunirsi i branchi.

 


SCHEDA

Nome scientifico: Rupicapra rupicapra

Inglese: Assente (Chamois)    Francese: Chamois

Dati biometrici
Peso: da 30 a 40 Kg ed oltre nei maschi; dai 25 ai 35 nelle femmine
Altezza al garrese: 70 – 85 centimetri
Lunghezza: 115 – 140 centimetri.

Le corna del camoscio
A differenza dei cervidi, che perdono ogni anno il loro trofeo, per farlo subito ricrescere, nei bovidi le corna sono permanenti. Esse sono costituite da “cheratina”, simile a quello delle unghie, innestato su una base appuntita di osso posto frontalmente all’animale.
La crescita avviene solamente nella bella stagione, quando la disponibilità alimentare è buona, mentre si arresta nei mesi invernali. Si viene così a formare, sul corno, un piccolo anello che segna una strozzatura, chiamato l’anello dell’inverno, o anello della fame, che ci permette di contare gli anni dell’animale (ad ogni anello di pausa della crescita corrisponde un inverno). Metodo valido anche per lo stambecco e il muflone, gli altri bovidi selvatici diffusi nella regione alpina e appenninica.
La crescita maggiore avviene dopo il primo inverno, quando il camoscio compie un anno (a quest’età viene chiamato “yearling”). A partire dagli anni successivi la crescita si riduce gradualmente, fino ad essere millimetrica a partire dal quinto anno.
Non sempre è semplice distinguere il sesso di questi animali, ma generalmente ci possono aiutare alcune caratteristiche. Le femmine hanno generalmente il collo più sottile del maschio, in particolare all’altezza della glottide, e per urinare si accucciano, mentre i maschi accennano solamente ad un leggero abbassamento della groppa.
Le corna dei maschi, normalmente, sono più grosse alla base, sono meno aperte in alto e sono più uncinate di quelle delle femmine; ma non è raro che queste caratteristiche a volte non siano del tutto definite.

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