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300 WINCHESTER MAGNUM, un poliedrico all-rounder

300 WINCHESTER MAGNUM, un poliedrico all-rounder

Se, in un ipotetico dibattito tra esperti balistici e cacciatori di ungulati, si dovesse stilare una classifica dei calibri preferiti, il 300 Winchester Magnum occuperebbe senz'altro una delle posizioni più alte, se non la prima in assoluto.

Nel secondo dopoguerra, verso la metà degli anni '50, i calibri contraddistinti dall'aggettivo latino "Magnum"(= grande, di genere neutro) per molti sinonimo di potenza, erano piuttosto rari. All'infuori del 375 H&H Magnum del 1912 e del discendente 300 H&H Magnum del 1925, allora ancora sulla breccia, solamente un calibro era abbastanza conosciuto: il 300 Weatherby Magnum, studiato nel 1944 e con munizioni disponibili a partire dal 1948. Cogliendo l'opportunità di rinverdire gli allori del 300 H&H Magnum, peraltro poco diffuso negli States, e di offrire alla potenziale clientela armi e munizioni molto più abbordabili rispetto a quelle proposte da Roy Weatherby, i tecnici della Winchester, dal 1956 al 1963, misero a punto una linea dicalibri che ebbero come capostipite il 458 Winchester Magnum del 1956, derivato dal bossolo cinturato (belted) del 375 H&H Magnum offerto nel modello 70 "African", un calibro inizialmente molto apprezzato.

Negli ultimi vent'anni però il 458 Winchester Magnum è stato molto discusso e addirittura denigrato a causa della scarsa capacità di penetrazione delle palle di bassa qualità utilizzate, e oggi è praticamente considerato "out". Ma con la ricarica, usando polveri e palle moderne, il 458 Win. Mag. può essere sicuramente rivalutato.

Nel 1958 seguirono il 338 Winchester Magnum con il modello 70 "Alaskan" ed il 264 Winchester Magnum con il modello 70 "Westerner", il primo 6,5 mm americano dopo la rapida scomparsa del 256 Newton del 1913. Per colmare il gap tra il 264 ed il 338 ed anche per arginare il dirompente successo del 7 mm Remington Magnum apparso nel 1962, la Winchester si affrettò a lanciare un anno dopo il 300 Winchester Magnum che, divenuto il simbolo stesso della Casa americana assieme ai sempreverdi 270 e 308 Winchester, nemmeno in anni critici ha avuto flessioni significative nelle vendite, migliorandole anzi anno dopo anno. Il basso costo delle bolt-action e delle munizioni Winchester, unite alle elevate prestazioni balistiche, infersero al 300 H&H Magnum ed al neonato 308 Norma Magnum del 1960 un colpo mortale da cui non si risollevarono più, andando ad occupare uno spazio ristretto di "aficionados" sopravvissuti fino ad oggi, nonostante la nascita di altri calibri Magnum, come il 300 Remington Ultra Magnum, il 300 Winchester Short Magnum ed il 300 Remington SAUM.

Oggi, 2011, per motivazioni inspiegabili e senza logica balistica se non imputabili totalmente alla nascita del 7 mm Remington Magnum, il 264 Winchester Magnum è inspiegabilmente scomparso ed il 458 Win. Mag. lo sta seguendo sul viale del tramonto. Il 338 Win. Mag., invece, pur godendo ancora di buona salute a differenza del 340 Weatherby Magnum già un po' in ombra, è stato messo alle corde dalle prestazioni impressionanti del 338 Remington Ultra Magnum. Il 300 Winchester Magnum, al contrario, naviga in acque tranquille essendo il calibro più venduto in Europa Occidentale assieme al 7 mm Remington Magnum. In America, però, il 300 Win. Mag. deve condividere lo scettro con i tre beniamini di oltre venti milioni di cacciatori, il 30.06 Springfield, il 308 ed il 270 Winchester che, malgrado l'età avanzata, per ora non hanno la minima intenzione di abdicare.

Caratteristiche balistiche

Il 300 Winchester Magnum fu studiato dai tecnici americani per fornire agli appassionati un calibro che potesse destreggiarsi bene anche con la grossa selvaggina dei vastissimi territori del Canada e dell'Alaska quali alci, wapiti, big horn, caribù, Dall sheep e mountain goat. Se, fino all'inizio degli anni '60, chi progettava un viaggio nel grande Nord si doveva accontentare del 30.06, mentre una sparuta minoranza poteva contare sul 300 H&H Magnum o sul 300 Weatherby Magnum, era evidente che il mercato avrebbe accolto favorevolmente un calibro più potente e teso dell'onnipresente 30.06, soprattutto se offerto in un'arma robusta, precisa e a prezzo contenuto, fattori vincenti da sempre se sposati ad una buona qualità.

Con il modello 70 "Westerner" in 300 Win.Mag. la Casa col logo del "Pony express" allargò gli orizzonti di migliaia di cacciatori che, dopo white-tail deer, orsi neri e prong-horn, sognavano i trofei del grande Nord per concretizzare ciò che per molti era semplicemente un'utopia.

La produzione da parte delle "big three" d'oltreoceano, Winchester, Remington e Federal, seguite diversi anni dopo da RWS e Norma, propose immediatamente una discreta scelta di munizioni di buone caratteristiche balistiche che confermarono la validità del 300 Winchester Magnum in tutto il mondo e monopolizzarono il mercato dei calibri medi "Magnum".

Tanto per avere un punto di riferimento sulle munizioni del passato, che in genere montavano palle soft point come la "Core-Lokt" della Remington o la "Silver-Tip" della Winchester, strutturalmente semplici e meno efficaci di quelle odierne, possiamo annotare i dati di oltre trent'anni fa dell'ogiva Remington PSPCL (Pointed Soft Point Core Lokt) da 180 gr (11,664 g): Velocità a m 0-100-150-300 pari a 936-863-828-728 m/s ed energia di 5109-4343-3998-3090 Joule, Gee a 195 m e traiettoria a m 100-200-300 di cm +3,8 -0,6 -20,5, valori veramente elevati sia per le velocità raggiunte che per le alte energie espresse.

Per paragone, una palla del 30.06 di pari peso (180 gr) e struttura, a 300 m raggiungeva 509 m/s e 1510 Joule, velocità ed energia inferiori del 30% e del 52% rispetto al 300 Winchester Magnum. Oggi i progressi raggiunti dalle polveri e soprattutto dalle palle, migliorate notevolmente nella loro capacità lesiva grazie ad ogive monolitiche, nuclei speciali e mantelli saldati chimicamente, hanno fatto compiere nella balistica terminale un salto di qualità inimmaginabile fino a vent'anni fa.

Le munizioni che esprimono meglio le potenzialità del 300 Win.Mag. sono quelle di 180 gr, ma anche le 165 e le 150 gr hanno valide applicazioni venatorie su selvatici di peso medio, daini-mufloni-camosci per intenderci, a grande distanza. Il ventaglio di ogive disponibili è amplissimo dato che tutte le fabbriche, americane ed europee indistintamente, producono munizioni per il 300 Winchester Magnum.

Vediamone i dati essenziali di alcune:

* Palla WINCHESTER Teilmantel da 150 gr (9,72 g): Velocità m 0-100–200-300 m/s 1003-899-803-714, Energia 4879-3919-3127-2472 Joule, Gee m 197, Traiettoria a m 50-100-150-200-300 cm +0,7 +3,7 +3,4-0,3 -20,9.

* Palla BLASER Cdp da 165 gr (10,692 g): Vel. a m 0-100-200-300 m/s 970-874-785-700, Energia 5030-4083-3294-2619 Joule, Gee m 196, Traiettoria a m 50-100-150-200-300 cm +0,8 +3,7 +3,4 -0,4 -20,4.

* Palla RWS Kegelspitz da 165 gr (10,692 g): Vel. a m 0-100-200-300 m/s 970-871-779-693, Energia 5033-4058-3246-2569 Joule, Gee m 198, Traiettoria a m 50-100-150-200-300 cm +0,9 +3,9 +3,7 -0,2 -20,5.

* Palla HORNADY Interbond da 165 gr (10,692 g): Velocità a m 0-100- 200-300 m/s 945-872-804-737, Energia 4774-4065-3455-2903 Joule, Gee m 183,Traiettoria a m 100-200-300 cm +3,3 -2,0 -15,8.

* Palla NORMA Oryx da 180 gr (11,664 g): Velocità m 0-100-200-300 m/s 888-815-745-679, Energia 4598-3873-3236-2688 Joule, Taratura m 100, Traiettoria a m 50-100-150-200-300 cm -0,1 +0 -3,9 -12,3 -45,6.

* Palla RWS Uni Classic da 180 gr (11,664 g): Velocità m 0-100-200-300 m/s 940-849-763-683, Energia 5153-4203-3395-2720 Joule, Gee m 192, Traiettoria a m 50-100-150-200-300 cm +1,0 +3,9 +3,4 -0,9 -22,6.

* Palla RWS Evolution da 183 gr (11,858 g): Velocità m 0-100-200-300 m/s 930-843-762-685, Energia 5128-4213-3442-2782 Joule, Gee m 192, Traiettoria a m 50-100-150-200-300 cm +1,0 +4,0 +3,4 -0,9 -22,8.

* Palla SAKO Arrowhead II (denominazione della Casa finlandese per la SWIFT Scirocco II) da 180 gr (11,664 g): Velocità m 0-100-200-300 m/s 900-838-779-722, Energia 4723-4095-3539-3040 Joule, Gee m 183, Traiettoria a m 50-100-150-200-300 cm +0,3 +3,5 +1,9 -5,7 -29,3.

* Palla WINCHESTER Partition Gold da 180 gr (11,664 g): Velocità m 0-100-200-300 m/s 936-864-798-723, Energia 5109-4353-3713-3048 Joule, Taratura m 100, Traiettoria am 100-200-300 cm 0 -9,15 -26,56.

* Palla WINCHESTER Supreme Accubond da 180 gr (11,664 g): Velocità m 0-100-200-300 m/s 899-836-777-719, Energia 4713-4075-3520-3014 Joule, Taratura m 100, Traiettoria a m 100-200-300 cm 0 -9,66 -28,86.

* Palla NORMA Oryx da 200 gr (12,96 g): Velocità m 0-100-200-300 m/s 850-758-671-590, Energia 4681-3723-2917-2255 Joule, Gee m 170, Traiettoria a m 50-100-150-200-300 cm +1,2 +4,0 +3,0 -5,0 -37,5.

Dall'esame sommario di questi dati, escludendo la Noma Oryx da 200 gr, pesante per il calibro ma perfettamente gestibile, si può rilevare che le velocità a 300 m spaziano dai 590 m/s della palla NORMA Oryx da 200 gr ai 737 m/s della palla HORNADY Interbond da 165 gr e le energie, sempre a 300 m, variano dai 2255 della NORMA Oryx da 200 gr ai 3048 Joule della WINCHESTER Partition Gold da 180 gr.

Tutte le pecore selvatiche asiatiche sono alla portata del 300 Winchester Magnum con palle da 180 gr, come pure grandi cervi, cinghiali, stambecchi, daini e mufloni europei. Parimenti sono cacciabili tutte le grosse antilopi africane quali kudu, waterbuck, oryx, nyala, sable, gnu ed hartebeest, con qualche riserva per le giant-eland di Derby della Repubblica Centro-Africana e del Camerun, rivelatesi, come poche altre, estremamente resistenti alle ferite inferte anche da un calibro medio Magnum.

Diversamente, per le cacce ai grandi grizzly in Alaska, Yukon e Territori del Nord-Ovest e agli orsi polari negli immensi spazi della Provincia canadese di Nunavut, il 300 Winchester Magnum non deve essere preso in seria considerazione, perché i pesi delle palle utilizzate, da 180 a 220 gr, non sono assolutamente in grado di fermare un eventuale attacco fulmineo di simili bestioni. A titolo di esemplificazione riporto testualmente una notizia apparsa sul n. 2 di quest'anno, 2011, a pag. 6 di "Jagen Weltweit", un autorevole periodico tedesco che leggo da vent'anni: " Sulle colline Saddle dell'Alberta un grizzly kapital ha compiuto molte malefatte. Aveva sulla coscienzal'uccisione di 3 cavalli, 5 vacche, 13 pecore ed una sfilza di pollame prima di essere abbattuto. Il cacciatore ha avuto bisogno di 5 colpi di 338 Winchester Magnum per averne ragione. Il grizzly ha accusato un peso di 1330 libbre (603 kg) ed una lunghezza di 11 piedi e ¾ (358 cm) con unghioni spaventosi."

Oltre 6 quintali e 3,6 metri equivalgono ad una Fiat Seicento, un lezioso orsacchiotto da posare sulla cappelliera della nostra berlina! Tenendo conto della loro forza e velocità straordinarie,vedere ergersi all'improvviso da un intrico di ontani un animale che di norma, ritto, può superare facilmente due metri e mezzo di altezza, non provoca sicuramente la medesima emozione di quando si cattura una bella trota fario in un torrente di montagna...!

Chi ha avuto occasione di osservare un grizzly con un caribù di un paio di quintali azzannato e trascinato con le fauci come farebbe un gatto con un piccione, può immaginarsi i rischi che queste cacce comportano. Pertanto chi volesse affrontare questi plantigradi con un ragionevole margine di sicurezza, è meglio che si affidi almeno ad una bolt-action seria in 375 H&H Magnum, avvalendosi dell'indispensabile esperienza di una guida locale, armata magari di un'express di pari calibro per le situazioni di emergenza, come quando si ha la necessità assoluta di doppiare il colpo molto velocemente in occasione di cariche ravvicinate nel sottobosco, che, inevitabilmente, capitano quando non si sanno prevedere.

Pertanto il 300 Winchester Magnum può essere utilizzato solamente per tutte le cacce ad animali a pelle tenera non pericolosi, anche se qualche "temerario"..., eufemismo gentile ma poco colorito, ha sfidato la sorte cacciando leoni o addirittura bufali! Costoro dovrebbero essere sottoporsi ad una serie di esami dell'encefalo e seguire un intenso programma pluriennale di riabilitazione mentale in una clinica specializzata con alti muri...!

Sorvolando sul consiglio terapeutico per queste patologie venatorie, causate da tare ereditarie gravi purtroppo non rare, sulle Alpi molti usano questo calibro anche per la caccia al camoscio e, vista la velocità e la radenza delle palle di 150 o165 gr, i tiri a grande distanza possono essere effettuati con successo, grazie ad un calo di traiettoria medio di 20-23 cm a 300 m tarando l'arma a 200 m.

Inoltre possiamo contare su una precisione molto elevata che ha distinto il 300 Win. Mag. fin dalla sua comparsa, virtù avvalorata da molte vittorie nelle competizioni di tiro a 1000 yd nel corso di quasi mezzo secolo. In sintesi, lasciamo al loro destino i "big five", i grizzly, gli orsi di Kodiak, gli orsi polari, i banteng, i gaur, i bufali d'acqua australiani ed i giant eland, ma usiamo il 300 Winchester Magnum con cieca fiducia su tutti i grandi ungulati a pelle tenera e certamente ne trarremo grande soddisfazione.

Caratteristiche del bossolo.

Come abbiamo precisato in precedenza, i tecnici della Winchester attuarono l'idea di una linea di nuovi calibri magnum, 264-300-338 e 458, basandosi sull'uso di un'azione standard simile per dimensioni a quella adottata per il 30.06 che consentiva di utilizzare un bossolo di 66,55 mm e munizioni lunghe fino a 84,836 mm. Il bossolo che doveva portare l'impegnativo attributo di "Magnum", allora molto in voga, secondo alcuni fu ricavato da quello del 300 H&H Magnum, che dagli originali 2,85 pollici, o 72,39 mm, fu accorciato a 2,62 pollici o 66,55 mm, secondo altri dal bossolo del 458 Win. Mag. che a sua volta era figlio del 375 H&H Mag.

Il diametro del fondello e della cintura rimasero invariati a 13,51 mm mentre l'angolo di spalla di soli 8°30' del 300 H&H Magnum passò ai 25° del nuovo calibro americano, con un aumento della capacità di carica non trascurabile. Anche l'indice di conicità subì una brusca variazione, perché cambiò da 1,61 mm (valore ottenuto sottraendo al diametro del bossolo immediatamente al di sopra della cintura quello del bossolo all'inizio della spalla) su 47,87 mm (lunghezza dall'orlo superiore della cintura all'inizio della spalla) del 300 H&H Mag. a 0,61 mm su 50,19 mm del 300 Win. Mag.

Per rendere più evidenti le misure originali del 300 H&H Magnum e quelle modificate del 300 Winchester Magnum è certamente molto più chiaro uno specchietto riassuntivo, incui ogni dato è espresso in millimetri:

Elementi del bossolo 300 H&H Mag. 300 Win.Mag.

Altezza totale 72,39 66,55

Altezza inizio colletto 62,96 59,84

Angolo inclinazione colletto 8°30' 25°

Altezza colletto 9,43 6,71

Altezza inizio spalla 53,46 55,78

Altezza spalla 9,50 4,06

Diametro fondello e cintura 13,51 13,51

Diametro sopra la cintura 13,03 13,03

Diametro a inizio spalla 11,42 12,42

Diametro colletto 8,59 8,63

Spessore fondello 1,27 1,27

Altezza da fondello a belt inluso 5,59 5,59

Un piccolo difetto del 300 Win.Mag. è dato dall'altezza limitata del colletto di 6,71 mm. Per ottenere un sufficiente inserimento della palla nel bossolo si riduce il volume utilizzabile per la polvere e, in caso di ricarica con palle molto lunghe, come le monolitiche da 200 o 220 grani per esempio, si è costretti a praticare la crimpatura dell'ogiva per non invadere eccessivamente lo spazio destinato alla carica di lancio, operazione attuabile facilmente con i dies appositi se la palla presenta il classico anello zigrinato. Un altro piccolo difetto è costituito dalla riluttanza di questo calibro alle canne corte di 55-60 cm (22" o 24") amate dagli Americani, ma che in pratica gli tarpano le possibilità di esprimere il meglio di sé.

Il test migliore per verificare i dati esposti sulle scatole delle munizioni è molto semplice: recarsi in un poligono con linee fino a 300 m con un cronografo di qualità ed effettuare serie di almeno sei colpi per ogni tipo di munizione, verificando le velocità alla bocca dell'arma e la precisione alle varie distanze. Vedrete che non mancheranno grosse sorprese, perché chi fabbrica munizioni è affetto spesso da eccessivo ottimismo!

Questa patologia, più diffusa di quanto non si creda, è dovuta, durante le prove di laboratorio, all'uso di canne manometriche di grossa sezione più lunghe di quelle utilizzate a caccia, che danno sempre velocità maggiori rispetto alle armi standard con munizioni commerciali.

Non prendiamo quindi per oro colato quanto indicato dai costruttori di munizioni per i loro prodotti, ma riserviamoci un giustificabile scetticismo fino a prova avvenuta. Altro dato significativo del 300 Winchester Mag. è il passo di rigatura medio di 10 pollici, o 25,4 mm, equivalente a quello del 300 H&H Mag. e del 300 Weatherby Mag.,dimostratosi idoneo per ogni tipo di palla da 150 a 220 gr.

I pieni ed i vuoti di rigatura misurano rispettivamente 7,62 e 7,82 mm ed il diametro delle palle è di mm 7,85 o 308" millesimi di pollice, disponibili in tutte le tipologie oggi prodotte, mentre la lunghezza massima della munizione completa non deve superare 84,84 mm. Il "free-boring" massimo consentito è di 0,10 mm, misura da evitare sempre e comunque per motivi di sicurezza, con una pressione limite di 4.300 bar.



I costruttori del calibro

In tutto il mondo non esiste una sola grande azienda od un singolo artigiano che non abbia in catalogo una o più tipologie di armi in 300 Winchester Magnum. Il primo costruttore fu ovviamente la Winchester che, nel1963, utilizzò il modello 70 già collaudato con il 264 Win.Mag. ed il 338 Win.Mag. raggiungendo subito grandi livelli di vendita ed inducendo i concorrenti a buttarsi a capofitto nella costruzione di bolt-action nel nuovo calibro. Remington, Sturm Ruger e Marlin in America, così come Mauser, Sauer, Steyr Mannlicher, Heym, Voere e molti altri si affrettarono ad inserire nelle loro linee di produzione armi in calibro 300 Win.Mag. che, verso la metà degli anni '60, si era già imposto ovunque. Anche in Scandinavia Sako, Husqvarna e Tikka proposero il calibro americano che, con palle da 165 a 200 gr, pareva nato appositamente per la caccia all'alce, alla renna selvatica, al cervo, al daino ed al cinghiale. Da diversi anni, nell'Est europeo, C.Z., Brno e Zastava producono carabine in 300 Win.Mag., diventato un punto fermo dei calibri medi ad alte prestazioni per l'alta affidabilità dimostrata sui grandi cervi e cinghiali dell'areale danubiano-carpatico.

Per le carabine classiche con otturatore Mauser, tutti i grandi artigiani tedeschi, come Hartmann & Weiss di Amburgo, o di Ferlach, come Fanzoj, Borovnik, Outschar e soci, assieme agli italiani Concari e Perugini & Visini ed ai belgi Dumoulin e Lebeau-Courally, solo per ricordare alcuni tra imigliori, producono su ordinazione bolt-action di altissima qualità e kipplauf di squisita fattura che nel mercato europeo tengono testa alle carabine di Holland & Holland e Rigby, due firme inglesi immortali.

Da poco più di cinquecento Euro a cifre altissime, non esiste che l'imbarazzo della scelta. Si passa dalla onesta carabina di grande produzione ai pezzi unici commissionati dai potenti della Terra: re, principi, emiri, sultani, magnati e politici vari che esigono vere e proprie opere d'arte, senza badare a spese. Armi gemelle, trigemine o addirittura quadrigemine, mi si consentano questi termini impropri, portate a termine dalle migliori maestranze di Ferlach dopo quattro-cinque anni di lavoro estenuante e consegnate dietro lauto compenso (si parlava di 3-4 milioni di euro) al Principe "X" dell'emirato"Y" per il compleanno dell'Augusto Padre. Badate bene che non sto delirando: diverse fotografie e il relativo articolo su queste strabilianti armi, a cui vennero dati nomi di donna, apparvero su un numero di pochi anni fa di "Jagen Weltweit", la migliore rivista tedesca di caccia mondiale.

Che la nostra carabina porti i segni di cento accostamenti tra i graniti di alta quota con "morsi" paragonabili al lavoro di grossi castori a digiuno da mesi , o che sia un pezzo esponibile nelle vetrinette di Rigby, la nostra carabina in 300 Win. Mag. ci consentirà di vivere con successo giornate indimenticabili, qualunque sia l'ungulato incontrato. Non possiamo comunque dimenticare che questo calibro è incluso nei cataloghi di costruttori di carabine semiautomatiche, veri muli da caccia prodotti da Remington, Winchester, F.N., Benelli e soci, armi molto valide nelle diffusissime battute al cinghiale ma che, nei canoni estetici, non superano l'avvenenza di un palo telegrafico...!

Gli utilizzatori del calibro

A differenza di altri calibri che lo precedettero di molti anni, quali il 300 H&H Magnum o il 300 Weatherby Magnum apprezzati dagli anni '30 agli anni '50 del Novecento da molti aristocratici europei, capitani d'industria o celebri attori dello star-system americano, oltre che da molti presidenti, il 300 Winchester Magnum divenne il calibro tuttofare per eccellenza del cacciatore americano che ambiva spingersi nel grande Nord.

Chi, finanziariamente, poteva permetterselo passava successivamente alla caccia delle grandi antilopi in Africa, in cui il 300 Win. Mag. confermò le sue credenziali di buon killer con le palle più pesanti, dai 180 gr in su, senza peraltro superare il glorioso 300 H&H in "killing power". Anche in Asia, sulle più coriacee specie selvatiche, il 300 Win.Mag. si fece apprezzare nei tiri a lunga distanza in alta montagna, anche oltre i 4000 m di quota, dove argali e pecore di Marco Polo non hanno mai amato posare per foto ricordo...!

In Europa, al contrario, l'affermazione del calibro americano fu più lenta, perché l'8x68S ed il 300 H&H Magnum, assieme al 7 mm SE vom Hofe, erano superiori al calibro americano in popolarità e si erano già affermati per l'assoluta efficacia sui selvatici maggiori, specie per quanto riguarda l'8x68S, ritenuto da molti appassionati il migliore calibro per la caccia al cervo.

Ciò che il 300 Winchester Magnum non potrà mai vantare è l'aura magica e la patina regale degli anni che lo hanno diviso da un'epoca ormai lontana, l'alone ricco di storia, se non di leggenda, che il tempo distende su tutto ciò che ha rappresentato un'era di cui le armi da caccia per l'Africa, con definizioni pittoresche dei calibri, sono state nobili testimoni: "Express", "Black Powder", "Cordite", "Nitro Express", furono autentiche note musicali incise su canne e bascule da uomini, talvolta di tre generazioni, che negli stanzoni della Holland & Holland o di Purdey lavoravano fianco a fianco per dodici, quattordici ore al giorno.

Questa è la differenza che passa tra i calibri classici ed un calibro moderno, tra un'arma di quei tempi ed una recente, tra una bolt-action "Super Thirty" di Holland & Holland degli anni '30 ed una qualsiasi altra carabina dei nostri giorni, per bella che sia e con una firma nota da Londra a Sidney.

Ciò non toglie comunque che gli estimatori del 300 Winchester Magnum siano davvero moltissimi, dall'Alaska alla Nuova Zelanda, dalla Norvegia al Sudafrica. Anche in Italia ha un grande seguito e viene usato soprattutto per la caccia al cervo in montagna, dove i tiri sono spesso impegnativi data l'innata sospettosità di questi scaltri ungulati che fiutano, ascoltano ed osservano di continuo il loro territorio, facendosi, anno dopo anno, sempre più difficili da avvicinare.

Fra questi cacciatori di montagna ce n'erano alcuni di mia conoscenza che, nei primi anni '70, si erano dotati di una bolt-action in questo calibro. Con un'ottica variabile di qualità a forte ingrandimento, come lo Zeiss Diavari 2,5-10x52, allora molto più costoso di una carabina Winchester 70, cacciavano unicamente camosci con ottimi risultati, in anni in cui tra apertura e chiusura passava al massimo una settimana. La penetrazione in Germania del 300 Win.Mag. fu ovviamente molto lenta a causa del forte attaccamento dei Tedeschi ai i loro calibri tradizionali, quali il 7x64 e l'8x57JS con le rispettive versioni per armi basculanti 7x65 R ed 8x57JRS, e all'8x68S, reputato nell'Europa centro-settentrionale ed in Francia il miglior calibro medio per qualsiasi grosso selvatico a pelle tenera, dal daino al cervo, dal muflone all'alce.

Sembrava una battaglia persa in partenza, ma il 300 Win.Mag. seppe farsi strada tra il diffuso scetticismo di molti cacciatori che, per quanto riguardava le armi rigate da caccia, mal digerivano questa "pacifica" invasione americana. Anno dopo anno, il nuovo calibro Magnum della Winchester era riuscito comunque a crearsi un'ottima reputazione nella caccia al cervo ed al cinghiale, da molti decenni divenute cacce tradizionali tra il Reno e l'Oder.

Oggi infatti risulta essere uno dei calibri più amati da coloro che praticano battute e cerca dei grandi ungulati sia in Germania che all'estero. Come un sughero che torna sempre a galla, le ottime qualità balistiche del 300 Win. Mag. sono inevitabilmente emerse dal mare dei dubbi, superando la latente avversione dei Tedeschi per i calibri americani, e conquistando anche il favore di molti esperti di balistica, inizialmente ostili all'espansione del calibro americano.

Conclusione

In queste note abbiamo cercato di evidenziare pregi e difetti, meglio classificabili come "nei", del 300 Winchester Magnum che dal 1963 presta il suo encomiabile servizio a decine di migliaia di cacciatori sparsi in tutto il mondo. E' davvero un gran calibro, preciso come pochi nella sua classe, potente, costante, estremamente versatile e nonostante i recenti "super corti" come il 300 Winchester Short Magnum, il 300 Remington Short Action Ultra Magnum ed il mastodontico 300 Remington Ultra Magnum dalle prestazioni stupefacenti, a cui spetta di diritto la palma di primo della classe, l’ormai cinquantenne calibro della Winchester è ancora sulla breccia, e non vuole arrendersi al pari del settantenne 300 Weatherby Magnum, col quale ha condiviso mezzo secolo di successi in tutti i Continenti.

Se non volete perdere tempo nella scelta di un calibro davvero "all- rounder" che vi possa accompagnare a caccia per molti anni ovunque nel mondo, comprate una bella bolt actionin 300 Winchester Magnum, quella che più vi aggrada, e dotatela di un'ottica ad ingrandimento variabile "marca Leone..." con attacchi di pari valore. Non la cambierete più, statene certi, e tra cinquant'anni, sfogliando con nostalgia le pagine ingiallite del vostro diario di caccia, forse vi chiederete: "Possibile che tutti i miei trofei li debba al 300 Winchester Magnum?

E' vero...è vero!" Non vi meraviglierete della risposta scontata e, dopo aver riposto il vostro manoscritto consunto dal tempo, rivedrete nella memoria come per incanto il primo cervo, il primo camoscio o l'ultimo cinghiale, e i giorni felici della vostra giovinezza. Molti cacciatori, prima di voi, si erano già posti la medesima domanda, e la risposta era stata la stessa.

 

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