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Autori (10)

Vito Moretti

Vito Moretti, è nato nel 1956 e da molti anni vive a Torino. Fin da piccolo ha praticato le cacce agli acquatici seguendo le orme del padre e frequentando le paludi pugliesi, calabre e lucane, sino al trasferimento in Piemonte dove, da molti anni, cura la gestione di laghi artificiali nella provincia di Vercelli. Esperienze di caccia all’estero, in Polonia, sul fiume Drava in Croazia, in Romania e Albania sul lago di Scuteri. Rilevatore dell’ACMA fin dalla sua nascita, ha promosso progetti di censimenti e ricerca sulle specie acquatiche, riuscendo spesso a far convergere l’ interesse del mondo venatorio con quello degli studiosi.

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Michele Bottazzi

Michele Bottazzi nasce a Salsomaggiore Terme in provincia di Parma il 12 Dicembre 1976. Laureatosi in Giurisprudenza, svolge attività di Consulente Legale per società e privati ed è uno dei primi Mediatori/Conciliatori Professionisti regolarmente abilitati. E' Autore del Libro "Le Aquile del Mosso" che ha avuto successo Nazionale e del Libro di Aforismi dal titolo "Farina del mio Sacco"; esperto di caccia, armi e munizioni, collabora da anni con le due maggiori riviste del settore venatorio distribuite in tutta Italia. Numerosi suoi articoli sono apparsi su importanti quotidiani.

Giornalista: ha scritto e scrive per La Caccia al Cinghiale - Cinghiale e Cani - Cinghiale International - Diana - Diana Armi

 

Scrittore: Le Aquile del Mosso (Libro di caccia più letto mai pubblicato) - Racconti del Bosco (Libro di caccia) - Farina del mio Sacco

Sito web di Michele Bottazzi

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Matteo Costa

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Sono nato a Mantova (MN) nel 1979 e ho da sempre manifestato un forte interesse
per la natura e gli animali. Già all'età di 8 anni leggevo “Diana”, finite le scuole
medie ho deciso di iscrivermi all'Istituto Tecnico Agrario Statale “G. Pastori” di
Brescia dove ho conseguito il diploma nel 1998 con la votazione di 49/60.
Trasferitomi a Torino mi sono iscritto alla Facoltà di Agraria al corso di Laurea in
Scienze Forestali e Ambientali dove ho conseguito nel 2005 la Laurea di Dottore
Magistrale in Scienze Forestali e Ambientali, con la votazione di 102/110, discutendo
la tesi di laurea “Gestione della fauna selvatica ungulata (cervidi e bovidi) nell'Alta
Valle di Susa” (relatore: Prof. ssa Ferrazzi Paola, correlatori: Prof. Rossi Luca, Dott.
Righero Gian Franco).
Nell'estate del 2006 ho collaborato, con il Civico Museo di Storia Naturale Città di
Jesolo (Direttore Dott. Basso Roberto), alla redazione della relazione d'incidenza
avente per oggetto il piano faunistico-venatorio della Regione Veneto (province di
Belluno e Padova).
Nel 2010 ho conseguito l'abilitazione alla professione di Dottore Agronomo e
Forestale.
 

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Marco Sartori

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Nato a Torino il 14 gennaio 1977, Marco Sartori è cacciatore e scrittore per passione. Seguendo il padre fin da bambino, ha imparato a conoscere e ad amare la montagna, impegnandosi non soltanto nell’attività venatoria, ma anche nelle numerose iniziative di censimento e studio della fauna organizzate dal suo comprensorio. Amante della letteratura fantastica, scrive storie d’avventura che trasmettano al lettore il suo interesse per la tutela della Natura. Ha pubblicato nel 2006 il suo primo romanzo, la Saga Oscura, di cui sta ultimando il seguito. Negli ultimi anni ha partecipato a concorsi letterari di diverso genere, ottenendo alcuni riconoscimenti tra cui le segnalazioni per tre racconti nelle ultime edizioni del premio Giacomo Rosini. Scrive occasionalmente su Sentieri di Caccia e Beccacce che Passione.
Nella vita lavora come operaio, è sposato ed ha una figlia.
 

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Marcello Villa

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Nato a Bavari (Genova) il 14 Marzo 1941 da padre cacciatore con il cane da ferma: pointer anche se non iscritto.

Negli ’50/”60 del secolo scorso, nel mio borgo d’origine, la passione per la caccia era molto diffusa, i racconti emozionanti dei vecchi prozii, di mio padre e degli zii, erano per me terribilmente contagiosi. Ho iniziato a cacciare con la fionda, a catturare uccelli, col vischio che avevo imparato a fare dall’olio di lino, col roccolo (Rete che si tende a chiudere un passaggio abituale) a fine state per merli novelli o, in primavera con l’aiuolo (due pagine di rete aperte ai lati lunghi di un’aiuola precedentemente preparata con giuoco vivo) per la cattura di fanelli, verdoni o cardellini.

A16 anni ho avuto in regalo il primo cane, era un griffone, si chiamava Mirco. Morì a soli 2 anni per cimurro. Andavo a caccia con un mio coetaneo a cui il padre aveva concesso il consenso per il porto d’armi ma non il permesso di tenere il cane. La prima uscita a caccia “fuori”, come allora si usava dire, senza la guida di adulti, la feci con il mio amico e Mirco andando a Gavi Ligure, a una quarantina di Km. da Genova: partenza in corriera, così si chiamavano allora i pullman, poi in treno da Genova ad Arquata Scrivia, poi ancora in corriera fino a Gavi. Per quel tempo e per l’età è un’avventura straordinaria, un sogno realizzato, un racconto di padelle che il mio amico non si è lesinato.

Ottenuta la maturità, nel 1960, ho avuto finalmente il porto d’armi ed insieme ad esso il mio primo pointer. Una femmina non iscritta che trovava molto e fermava poco, con la quale cacciavo le rosse in valle Staffora e in valle Trebbia dove mio padre mi aveva portato fin da adolescente.

Nel 1964 un amico mi regalò un cucciolo, MIKI, pointer m. Bianco-Arancio che, secondo il Dr. Cajelli che nel frattempo avevo iniziato a frequentare, possedeva un’ottima genealogia.

Miki diventò un bravo soggetto, vincente a quaglie, che allora erano di cattura e a selvaggina. Seppur presentato a poche prove, ottenne diversi Ecc., un CAC su starne a Volterra, una vittoria nella classica organizzata a Praglia dal Gruppo Cinofilo Genovese, giudicata da Giovanni Radice, davanti ai molti professionisti che all’epoca vedevano nella prova genovese un importante cimento.

Dal 1964 mi associo al Gruppo Cinofilo Genovese il cui presidente è il Dr. Fabio Cajelli.

Per un lungo, proficuo periodo ogni lunedì mattina faccio un salto alla sede, allora presso lo studio del Presidente, dove è facile incontrare, a commentare con Cajelli gli esiti delle esposizioni o prove della domenica, i frequentatori entusiasti o delusi, di quelle manifestazioni.

Sono affascinato dalle descrizioni morfologiche e delle sintesi delle azioni di lavoro dell’esimio presidente.

D quell’anno con diversi incarichi farò parte del consiglio del Gruppo Cinofilo Genovese di cui sarò vice-presidente dal 1978 anno in cui muore Cajelli, fino ai primi anni del’90.

Nel 1968 ottengo il prefisso Ligusticus e vengo nominato giudice di caccia per tutte le razze da ferma.

Nello stesso anno vado per la prima volta a caccia sulle Alpi. Da amici cacciatori di camosci vengo invitato nella loro baita in valle Stura con un permesso giornaliero, allora ottenibili con facilità.

Scopro le bianche e dopo una giornata piena di emozioni ed anche paura per essermi cacciato tra rocce a picco, impossibili da salire e inquietanti da scendere, tornerò alla baita con tre bianche in carniere e nella mente i fotogrammi delle guidate palpitanti e delle ferme straordinarie del mio giovanissimo Ginco, fratello di Miki, ma di una cucciolata ripetuta. Nasce così un amore intenso e duraturo la cui passione continua tuttora ad ardermi dentro.

Nel 1969, a distanza di 10 anni dalla maturità in cui ho lavorato alla Olivetti, prima come addetto alle vendite e poi come concessionario, mi iscrivo alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano pur continuando a gestire l’azienda precedentemente istituita.

Nel 1975 ottengo la laurea in Medicina Veterinaria, cedo l’azienda e da libero professionista mi dedico a cani e cavalli da sport.

Le cucciolate iscritte dalla costituzione dell’allevamento a tutto il 1975 sono solo cinque, il lavoro mi impegna e ho poco tempo per la caccia e per la cinofilia.

Nel 1979 vengo nominato giudice per prove classiche e a grande cerca per cani delle razze inglesi.

Nel 1980 istituisco la Coop. Alta Valle Sturla con lo scopo di sfruttare le aree marginali dell’Alta Valle Sturla attraverso l’impiego di animali al pascolo costituito dall’allevamento di vacche di razza Limousine, cavalli Bardigiani ed asini Dell’Amiata tutt’ora esistente.

Sono particolarmente attratto ed interessato alle popolazioni animali domestiche a limitata diffusione e di conseguenza in pericolo di estinzione, quali le razze canine italiane meno diffuse, la genovesissima vacca Cabannina, l’asino dell’Amiata ed il cavallo Bardigiano che hanno in Liguria e nel genovesato una non trasurabile radice d’origine.

Allo scopo di tutelare e diffondere il Cavallo Bardigiano e l’Asino dell’Amiata, nel 1986 costituisco la Società Ippica del Bardigiano dove con l’addestramento e la promozione si preparano alla commercializzazione i prodotti dell’allevamento.

Dal 1985 al 1990 sono chiamato a far parte del “Comitato Nazionale Allevamento” istituito dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana. Per me è un grandissimo onore perché gli altri componenti sono dei maestri nel senso pieno del termine, da loro imparerò cinofilia a tutto campo.

Nel 1988 promuovo, presso la Società Ippica del Bardigiano, un’attività ludica e terapeutica per disabili con l’uso del cavallo Bardigiano e dell’asino dell’Amiata; tale iniziativa è tutt’ora viva e operante e ha dato origine all’associazione ARIOSTO che autonomamente svolge l’attività riabilitativa per un numero rilevante di pazienti.

Nel 1990 pubblico il libro “Il Pointer” edito dalla De Vecchi di Milano.

Nel 1991 sono invitato quale relatore al 1° Convegno Scientifico sulle Anomalie Ereditarie in Cinotecnia, organizzato dall’ Ente Nazionale della Cinofilia Italiana.

Nel 1996 edito da A.G. Asterisco, pubblico il manuale “Elementi di preparazione alle gare di fondo” per cavalli.

Dal 2004 faccio parte della Commissione Tecnica Centrale del Libro Genealogico del Cavallo Bardigiano.

Dal 1968 ad oggi ho allevato 25 cucciolate di pointer orientate all’ottenimento di soggetti da caccia.

Tuttavia alcuni di essi, hanno partecipato anche alle prove e tre sono diventati campioni di lavoro.

Ho giudicato un buon numero di prove sia di caccia sia classiche o a grande cerca in Italia ed all’estero.

Da decenni sono socio del Pointer Club senza aver mai ricoperto cariche dirigenziali.

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Luca Gallo

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GALLO TASSIDERMIA Via G. Oberdan 4, 20081 Abbiategrasso -MI-

Tel: 029465797 Cell: 3939368364 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Luca Gallo nasce a Saronno nel 1969.

Già da bambino scopre la passione per la zoologia grazie al padre Roberto, guardia caccia provinciale e tassidermista per hobby.

Impara le basi della tassidermia e all'età di 13 anni riesce a preparare il suo primo esemplare: uno Scoiattolo, che ancora custodisce gelosamente.

Negli anni successivi frequenta assiduamente il Museo di Storia Naturale di Milano, dove impara l'anatomia animale ed alcune valide tecniche di preparazione.

Nel 1991 insieme al padre, ottimo preparatore di avifauna, decide di aprire una ditta di tassidermia. La sua passione per i mammiferi gli permette di specializzarsi prestando particolare attenzione alla loro anatomia. Un lavoro certosino, che gli consente di guadagnare la fiducia dei più importanti musei italiani e di molti privati. Il lavoro di Luca è apprezzato anche nelle più importanti gare di tassidermia, dove il professionista fa incetta di premi e riconoscimenti.

Socio e misuratore ufficiale del Safari Club International, socio dell'Associazione Tassidermisti Italiani, presta la sua valente opera a vari musei e solo ai più grandi cacciatori italiani.

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Giovanni Damiano

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Giovanni Damiano è nato quarant’anni fa a Milano. Dopo studi giuridici, oggi vive e lavora a Saluzzo, in Provincia di Cuneo. Sposato con Cristina, è papà di Maria che - seppur piccola - già lo aiuta nella gestione del canile. Appassionato di montagna, che frequenta con i suoi setter inglesi e nella caccia di selezione, ama la buona cucina e le buone letture, prediligendo i testi di Buzzati, Rigoni Stern e Saint Exupery. Ha conseguito l’abilitazione alla conduzione del cane da traccia due anni or sono, così come il permesso di caccia in Francia. E’ da molti anni attivo collaboratore della rivista “La caccia al cinghiale”. Dalla filosofica e profonda saggezza del mondo classico ha fatto sua la frase “So di non sapere”.

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Franco Subinaghi

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Franco Subinaghi nasce nel 1951 a Milano, dove studia al liceo scientifico Gonzaga e in seguito c/o la facoltà di Scienze delle preparazioni alimentari.

Di professione è agente di commercio nel campo degli olii essenziali e materie prime destinate all'industria profumiera, cosmetica e aromatiera.  Acquisice la prima licenza di caccia nel 1967, a 16 anni e con la firma del padre, e il suo primo cane da ferma a 18 anni. Come cacciatore-cinofilo "nasce" beccaccinista, nelle risaie della Bassa lombarda e piemontese ma, nel contempo, la casa di famiglia sul Lago di Lugano, parte italiana, lo porta a "guardare verso monte", a forcelli, coturnici e pernici bianche che caccia sulle Alpi Comasche, in Valtellina, nel Canton Ticino e sulle Alpi Marittime francesi. La sua grande passione è la beccaccia, che caccia sui monti della Val d'Intelvi, con l'intermezzo di qualche viaggio in Croazia, Albania, Sud della Francia.  Dall' '83 è socio del Club della Beccaccia.

Dall'inizio degli anni '80 si trasferisce nella sua casa di Cima di Porlezza (CO). Unico compagno di caccia, dal 2003, è suo figlio Brian, beccacciaio altrettanto appassionato.

Con l'eccezione di un unico pointer nei primi anni '70, i cani di Franco sono stati i setter inglesi e sopratutto gordon: i nerofocati, che negli anni hanno soppiantatato gli inglesi nelle sue preferenze, sono infatti la sua vera passione cinofila, che coltiva cercando sempre di migliorare il livello dei suoi ausiliari, perlopiù femmine, che addestra da sè, con l'aiuto del figlio. Ha cacciato, con i suoi gordon, praticamente tutta la selvaggina da penna idonea al cane da ferma.

Altra sua passione è la pittura venatoria, nelle tecniche ad olio, acrilico, tempera, acquerello e pirografo.

Il suo libro, " Il Diavolo Nel Lariceto - 45 anni di caccia - ", è di prossima pubblicazione

 

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Flavio Galizzi

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CURRICULUM VITAE

GENERALITA’

Flavio Galizzi
nato a S. Pellegrino Terme (BG) il 13/09/1948
 

STUDI E INCARICHI

Diploma di maturità magistrale e Studi Universitari presso l’Università Cattolica di Milano ad indirizzo linguistico - umanistico.
Insegnante elementare in pensione con 38 anni di sevizio.
Coordinatore e responsabile di numerose iniziative didattiche all’interno della scuola.
Per oltre venti anni Presidente della Commissione Biblioteca del Comune di San Pellegrino Terme e della Commissione Museo
Socio fondatore del Museo Brembano di Scienze Naturali di San Pellegrino Terme.
Raccoglitore e preparatore delle collezioni di paleontologia e di entomologia relative ai lepidotteri della Valle Brembana e responsabile della Commissione del Museo per il settore scientifico.
Attestato di idoneità per Operatore Didattico per i Servizi Educativi del Sistema Museale “Triassico.it” del Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo.
Accompagnatore “esperto” di ungulati, iscritto all’Albo Provinciale della Provincia di Bergamo.
Socio fondatore dell’Associazione Culturale “Coltellinai Forgiatori Bergamaschi”, attiva e nota a livello nazionale per la diffusione della conoscenza e studio delle antiche tecniche di forgiatura dell’Acciaio Damasco, e della promozione e conoscenza del “Coltello Bergamasco”, che ha avuto le sue origine proprio nella Valle Brembana.
Buona conoscenza della lingua francese.
Conoscenza scolastica della lingua inglese.
Buona conoscenza dei supporti informatici.

COLLABORAZIONI

*Collaboratore della Rivista OROBIE fin dalla sua fondazione. In particolare:
a) Curatore per 14 anni della rubrica mensile “Vita del bosco” dal 1990 al 2004, e pubblicazione di numerosi servizi sulla fauna.
b) Curatore dal 2005 al 2009 della Rubrica “Pezzi da museo”.
c) Curatore dal 2010 al m2011 della Rubrica “Tradizioni”.
d) Pubblicazione di numerosi articoli sulla Fauna del territorio bergamasco.
*Collaboratore dal 2002 al 2004 della Rivista VIVERE LA MONTAGNA (Zurigo), per la quale ha curato la rubrica “I segreti del bosco”
*Coordinatore responsabile della Redazione della rivista quadrimestrale “CACCIA IN VAL BREMBANA”, edita dal Comprensorio Venatorio Alpino Valle Brembana, dalla sua fondazione nel 1997 al 2004 e dal 2007 ad oggi.
*Collaboratore dell’ANNUARIO CAI Alta Valle Brembana, dal 1996 ad oggi, per i testi sulla Fauna.
*Collaboratore e referente dal 2008 del Progetto “Fattoria d’analisi d’ambiente a Mezzoldo” del Liceo Scientifico F. Lussana di Bergamo e Legambiente Bergamo, in qualità di “esperto” del Museo di Scienze di San Pellegrino per l’aspetto faunistico e di “Accompagnatore esperto per la caccia agli Ungulati” della provincia di Bergamo, per le uscite guidate all’osservazione in natura degli ungulati selvatici della Valle Brembana, presso il Rifugio Madonna delle Nevi, a Mezzoldo (BG).
* Collaboratore della pubblicazione annuale Quaderni Brembani, del Centro Storico Culturale Valle Brembana “Felice Riceputi”
* Collaboratore delle rivista “Cacciare a palla” dal 2008, CAFF Editrice, Milano.
*Collaborazioni diverse con Istituti Scolastici e Associazioni Culturali.

PUBBLICAZIONI

Realizzazione di 40 schede didattiche sull’avifauna bergamasca per la Provincia di Bergamo, 1988.
Pubblicazione Schede didattiche sulla fauna della provincia di Brescia, distribuite in tutte le scuole della provincia: 1° serie anno 2001 (Avifauna) - 2° serie anno 2002 (Ungulati e tetraonidi) – 3° serie 2003 (I predatori, gli opportunisti e le minacce ecologico-ambientali).
Pubblicazione didattica di 32 pagine, con i disegni di Stefano Torriani, su “FAUNA SELVATICA E AMBIENTI NATURALI DELLA BERGAMASCA” per la Provincia di Bergamo, anno 2003, distribuita in tutte le scuole della bergamasca.
Curatore dei testi, per la parte faunistica, del libro NATURA BERGAMASCA per la Provincia di Bergamo, Editore Ferrari Grafiche, anno 2004.
Curatore dei testi del Documentario naturalistico “LA NATURA CI SORPRENDE”, di Baldovino Midali, 3° Premio Orobie Film Festival 2007.
Collaborazione e Curatore dei testi del libro: NATURA – IMMAGINI - EMOZIONI, foto di Baldovino Midali, Editore Moma Comunicazione (BG), 2008.
Curatore e autore dei testi del Documentario naturalistico “L’ACQUA E LE STAGIONI DEL PARCO”, premio Orobie Film Festival 2009 e Selezionato dalla giuria al Concorso Trento Film Festival sulla Montagna (2009).
Curatore e autore dei testi del Documentario naturalistico “LA DANZA DELLA NATURA”, di Baldovino Midali, (2012).

Curatore e autore, per la parte faunistica, dei testi relativi alla fauna delle Orobie del Progetto “MONTAGNA SICURA”, edito da GAL – Com. Montana Valle Brembana – Parco delle Orobie Bergamasche. Anno 2009.
Curatore delle descrizioni naturalistiche della pubblicazione “Sui sentieri della libertà”, “Itinerari tra storia e natura nei luoghi della Resistenza in Valle Brembana”; a cura della Tavola della pace Valle Brembana, ANPI Valle Brembana e CAI Bergamo, sottosezione Valle Brembana.
Curatore e autore dei testi del libro “DAMASCUS”, Tecniche di forgia, anno 2010, Antonello Rizzo Editore, Lecce.
Realizzazione di brevi opuscoli sulla fauna, sui funghi e le erbe della salute della Valle Brembana, per la Comunità Montana Valle Brembana.

Referenze venatorie

Cacciatore in Zona Alpi dal 1976
Cacciatore di selezione agli ungulati dal 1992
Esperto Accompagnatore dal 1996
Coordinatore responsabile della Rivista Caccia in Val Bremabana, del Comprensorio Alpino Valle Brembana, dal 1997; fondatore della rivista.
Collaboratore della Rivista CACCIARE A PALLA, dal 2008

NOTE CARATTERIALI
Predisposizione ai rapporti interpersonali e al lavoro in gruppo.
Buone capacità di comunicazione e mediazione.
Provate capacità organizzative e gestionali.

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Alessandro Goggi

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Alessandro Goggi nasce a Vigevano nel 1988. Vive in un piccolo paesino piemontese al confine con la patria dei beccaccini, la Lomellina, che si chiama Isola Sant’Antonio. Terminato il liceo classico a Tortona, si iscrive alla facoltà di scienze chimiche all’università di Pavia, dove sta per laurearsi. É grazie al nonno, al padre e allo zio che Alessandro si avvicina alla caccia e al mondo della ricarica, tanto da spingerlo a fare la propria tesi di laurea sulle polveri da sparo.

Collezionista con il padre e lo zio di oggetti riguardanti il mondo venatorio, si è specializzato nella storia dei polverifici e delle polveri italiane ricercando informazioni anche sui testi della biblioteca paterna, che conta più 2000 volumi riguardanti la caccia.

Caccia con setter e breton il fagiano e la beccaccia, dedicandosi nella parte terminale della stagione alla caccia al colombaccio con il capanno. La sua grande passione rimane comunque il beccaccino.

Sostenitore di una caccia etica e ecosostenibile, ha sempre promosso con il padre la cultura del mondo venatorio partecipando a molte fiere e feste della caccia con stand dedicati alla storia e all’arte venatoria.

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