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Cacciando

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Il sistema di identificazione dei calibri

Per identificare una cartuccia per carabina a canna rigata, il sistema europeo prevede due parametri fondamentali: diametro e altezza del bossolo, misurati in millimetri. È previsto anche un codice che dia informazioni sul tipo di fondello. Normalmente, il bossolo rimless non ha alcun suffisso; per il fondello rimmed, viene aggiunta una R; per il fondello cinturato viene aggiunta una B; per il rebated viene talvolta aggiunto il suffisso Rb o Rr. Così, il calibro 9,3x74R rappresenta una cartuccia con un bossolo vuoto alto 74 mm, largo alla bocca 9,3 mm, con orlo sporgente. Il calibro 7x57 ha un bossolo vuoto alto 57 mm e largo alla bocca 7 mm, con scanalatura (rimless).

Tragedia nel Lecchese

Cacciatore attaccato da due molossi si ferisce mortalmente.

E’ successo a Bosisio Parini, nel lecchese, dove un cacciatore milanese di 53 anni, è morto nel tentativo di difendere i suoi ausiliari  aggrediti da due “cani corsi”  fuggiti da una vicina villa.
I molossi, animali da oltre mezzo quintale, secondo quanto riportato, stavano sbranando i due cani del cacciatore quando questi,  insieme al suo compagno di caccia, interveniva brandendo il fucile come fosse una clava.
Un colpo, partito inavvertitamente dall’arma carica, lo colpiva all’addome provocandone la morte.
L’amico riusciva a sparare, uccidendo uno dei molossoidi e ferendo l’altro.
Inutile l’intervento del 118 e dei Carabinieri di Merate.
Al momento nei confronti dei proprietari dei cani non è stata mossa alcuna accusa, ma qualora emergessero delle responsabilità rischierebbero l’accusa di omessa custodia di animali.
La notizia è anche apparsa sulla pagina web del quotidiano “Il Giorno” che la classifica come incidente “…connesso all’attività venatoria.”
(www.ilgiorno.it)
 

Tar Lombardia: revocata la sospensiva riprendono le catture

Con l’ordinanza n.1580/2012 del 20 novembre 2012 il TAR Lombardia, sezione IV di Milano, ha  respinto, in maniera definitiva,  la domanda cautelare avanzata nello scorso ottobre dalla LAC.

Tale provvedimento aveva sospeso le catture dei richiami vivi negli impianti attivi in ben otto Province lombarde (Bergamo, Brescia, Milano, Monza Brianza, Como costituitesi in giudizio, più Lecco, Varese e Mantova che invece non l’avevano fatto).
Ora, con il provvedimento del TAR, gli impianti potranno essere riattivati e le catture potranno riprendere da subito.
Soddisfazione da parte dei cacciatori lombardi per l’esito della vicenda, in relazione ad un’attività prevista dalle normative vigenti e di antiche tradizioni .

 

No all'uso dei richiami vivi: presentate 20.000 firme

La notizia è apparsa su Bresciaoggi e illustra l’iniziativa della Lac (lega abolizione caccia) che ha presentato le sue ventimila firme a Bruxelles, al Parlamento europeo
La richiesta di questi cittadini italiani è quella di abolire l'uso dei richiami vivi nella caccia da capanno alla selvaggina migratoria.
Unitamente alla richiesta di vietare possesso e utilizzo degli uccelli catturati, e che secondo la Lac sarebbero la gran parte, o allevati per scopi venatori, sono state anche presentate tre relazioni scientifiche redatte da veterinari per sottolineare maltrattamenti e sofferenze cui sarebbero sottoposti i volatili catturati nei roccoli.
I promotori della raccolta firme chiedono che il Parlamento europeo intervenga ad impedire il possesso di uccelli selvatici  catturati o allevati  perché “ le modalità di stabulazione avvengono in condizioni incompatibili con la loro natura e sono produttive di gravi sofferenze, e un divieto dell'uso dei richiami vivi nella caccia grazie all'inserimento degli stessi nell'allegato dei mezzi vietati dalla Direttiva 2009/147/CE sulla tutela dell'avifauna.”
Lac conclude segnalando come tale pratica risulterebbe contraria al Trattato di Lisbona che riconosce gli animali quali esseri “senzienti”.

 

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