Menu
RSS

facebooktwitteryoutubehuntingbook

ANLC Piemonte non cede il passo

Dopo l'intervista al presidente nazionale di Libera Caccia, ora anche il Piemonte lancia l'allarme.
"Siamo sotto attacco", aveva dichiarato Paolo Sparvoli alla tv Caccia & Dintorni, lamentando come il mondo venatorio stesse subendo i peggiori attacchi da molti anni a questa parte, e a rimarcare come la situazione sia davvero grave è anche Giovanni Gallinaro, presidente ANLC Piemonte, la regione dove forse i cacciatori sono stati maggiormente penalizzati dalla politica.
 
45163651 247033549324030 6261258428539207680 n"La legge regionale n.5 sulla caccia" dice Gallinaro "è la peggiore d'Italia, e pone delle limitazioni che altrove non esistono, quasi che i cacciatori piemontesi non dovessero avere gli stessi diritti dei colleghi di altre regioni italiane. Come Libera Caccia abbiamo sempre difeso i diritti dei cacciatori, e in Piemonte non ci siamo mai sottratti ai nostri doveri, ricorrendo al TAR ogni volta che ci sembrava che questi fossero violati. Abbiamo ottenuto molte vittorie, e a dicembre pure la questione del divieto di cacciare alcune specie consentite dalla 157/92, ma escluse dal Piemonte, verrà esaminata dalla Corte Costituzionale." 
"Dopo l'8 giugno" continua il dirigente venatorio piemontese, "ci siamo attivati perchè il Governo, così come ci era stato promesso da alcuni suoi rappresentanti quel giorno, impugnasse la legge regionale. Abbiamo fatto pervenire agli uffici ministeriali un'approfondita relazione dei nostri legali, che sappiamo essere stata molto utile. Alla fine ci siamo riusciti, ma sappiamo che non è ancora finita, e che sarà ancora durissima. Fortuna vuole che il prossimo anno si rivoterà per la regione, e dunque l'assessore Ferrero e il presidente Chiamparino potrebbero tornarsene a casa.
Noi certo...li aiuteremo a trovare la strada!"
 
Ma il presidente non vuole lasciare nulla al caso, e annuncia nuove iniziative:
"A fine anno organizzeremo un altro convegno come quello di Alessandria per parlare della caccia in Piemonte, e dei suoi futuri sviluppi. Inviteremo i rappresentanti delle altre associazioni venatorie piemontesi presenti con noi a Torino l'8 giugno scorso (c'erano praticamente tutte quelle riconosciute e non riconosciute, con la sola eccezione di Italcaccia e Federcaccia), quelli delle associazioni agricole, ed ovviamente anche i cacciatori interessati. Ci saranno molti politici che già ci hanno garantito la presenza, nazionali e regionali, e che ci potranno dire cosa intendono fare concretamente per la nostra attività. Le elezioni sono dietro l'angolo e loro lo sanno bene."
 
Un' ultima notazione per la questione dei giubbotti alta visibilità e delle bretelle retroriflettenti, divenuti un obbligo con la legge n.5 19/06/18 e che tanta confusione hanno generato tra i cacciatori e la stessa vigilanza venatoria, che ha elevato numerosi verbali.
"La vicenda è assurda" chiosa Gallinaro," e, mentre altri ci ironizzavano sopra, noi come Libera Caccia abbiamo emesso numerosi comunicati.
Gli amici di Enalcaccia poi, giustamente, hanno richiesto chiarimenti alla Regione, e la risposta avuta è stata sconcertante, perché sembra che i cacciatori debbano andare per boschi bardati come cantonieri, e con bande retroriflettenti avanti e dietro, nemmeno cacciassero di notte.
Bene ha fatto, e lo ringraziamo, il consigliere regionale Vignale a presentare un emendamento di legge per escludere l'uso di queste bande durante l'attività di caccia in ore diurne."
 
E dunque Libera Caccia non starà con le mani in mano: La Caccia s'è desta
 
anlc
  
Torna su

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura