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RAI 3? A letto...senza cena!

RAI 3? A letto...senza cena!
Grande clamore ha destato la trasmissione di RAI 3Indovina chi viene dopo cena”, andata in onda la scorsa settimana, lunedì 4 dicembre.
La terza puntata del programma condotto dalla giornalista Sabrina Giannini era dedicata all’attività venatoria, ma si parlava anche di bracconaggio e di lupi, ritornati a popolare la nostra penisola e nuovamente minacciati dai cacciatori. 
Erano tutti spunti per inserirsi nel montante filone animal-ambientalista che da un po’ di tempo ha preso di mira il nostro mondo e la nostra passione, e lo si è capito dopo pochi minuti, rimarcato da uno…stile della casa…che spesso fanno della terza rete RAI un serbatoio privilegiato per quelle idee, faziosi e partigiani come sanno solo essere da quelle parti.
Insomma, alla fine ne è venuto fuori un pericoloso minestrone, ovviamente vegano, di false informazioni, dove l’unica preoccupazione della solerte giornalista è stata quella di demolire l’immagine dei cacciatori, dipinti come truculenti e sanguinari personaggi, interessati solo al carniere e non alla difesa di fauna ed ecosistema. Nessun serio supporto scientifico a suffragare le tesi sviluppate dalla Giannini, e questo che si trattasse del problematico cinghial, piuttosto che dell’opportunista e stra-protetto lupo.
Il processo mediatico naturalmente è avvenuto senza la presenza dell’imputato in aula, o con un minimo di contraddittorio, nemmeno si fosse svolto in un’aula di quei tribunali nordcoreani dove Kim Jong-un liquida nemici ed avversari, piuttosto che negli studi della televisione di Stato sostenuta dal canone e pagata con i soldi di tutti i contribuenti. E i cacciatori certo lo sono.
Non staremo qui ad elencare tutte le terrificanti p*******e snocciolate nel corso della puntata, perché in molti l’hanno vista in diretta, preannunciata com’era stata sui social, o il giorno dopo scaricandola dal web; ma ci preme qui rimarcare come questa volta la misura sia stata considerata colma da tutto il mondo venatorio, e le reazioni non abbiano tardato a giungere.
L'hanno fatto quasi tutte le associazioni venatorie singolarmente, ma anche assieme in un durissimo comunicato congiunto emesso due giorni dopo la trasmissione, e nel quale rimarcavano la gravità di quanto diffuso dalla TV di Stato, che dovrebbe fare “informazione pubblica” e garantire equanimità di giudizi.
Le AAVV hanno precisato che si rivolgeranno alla direzione RAI ed anche a Partiti e Gruppi Parlamentari perché la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi intervenga, facendo chiarezza e garantendo par condicio e pluralismo delle idee.
A tutto ciò s’aggiunge la segnalazione all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e il conferimento del mandato ai propri legali di valutare se esistano gli estremi per intentare un procedimento legale per diffamazione nei confronti della conduttrice e della Rete.
Troppo, troppo poco?
Noi non lo sappiamo, ma certo era un passo dovuto e l’approviamo totalmente, non fosse altro che per il rispetto dovuto a quelle migliaia di cacciatori (e meno male che la trasmissione andava in onda dopo le 23) che si sono sentiti coinvolti ed offesi, bollati come fossero volgari delinquenti o rubagalline di poco conto.
Non sappiamo certo come andrà finire la vicenda, e nemmeno se infine qualcuno adotterà provvedimenti nei confronti della conduttrice o di RAI; forse, ma quella è un’idea nostra, quella schieratissima giornalista andrebbe punita come si faceva un tempo con i bambini discoli: a letto subito, ma…senza la cena!  
Ed ovviamente senza nemmeno vedere la TV, specialmente quand’è sintonizzata su RAI 3.
 
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