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Arci Caccia: Il Presidente Maffei scrive ai soci e ai dirigenti chiedendo di continuare l’impegno di tesseramento

maffei

Il Tesseramento 2021 di Arci Caccia sta procedendo in modo decisamente positivo, con un deciso incremento dopo la parentesi negativa che ha caratterizzato la fase acuta dell’emergenza Covid-19. Per questo, nonostante la stagione venatoria si sia già aperta, il Presidente Nazionale Maffei invita a non abbassare la guardia e a mantenere questo trend decisamente positivo. Per questo, il Presidente ha scritto ai soci e ai dirigenti una lunga lettera di cui riprendiamo i punti salienti:

Quest’anno, con ancora più ragioni, occorre incentivare l’attività di proselitismo e di mobilitazione oltre quella che abbiamo sviluppato nei mesi fino all’”apertura generale”.
Le difficoltà 2021 sono note: pre-apertura, insensibilità dei Ministri competenti, assenza dei piani di conservazione delle specie migratrici, ricorsi, hanno lasciato incerti, una parte importante dei cacciatori, sul “se rinnovare o meno la licenza di caccia”.
L’autunno è il tempo del “passo”, della migratoria e si avvicina la “stagione venatoria” del cinghiale. Anche qui con le note problematicità non risolte da Governo e Parlamento. Questi fatti avrebbero richiesto un percorso unitario del mondo venatorio a livello nazionale per parlare all’Europa. Regione per Regione, invece, langue la partecipazione stabilmente operativa e organizzata per responsabilità delle altre Associazioni Venatorie che, ormai, preferiscono non sollevare il tema dei comuni intenti da realizzare nei territori, pur di sopravvivere a se stesse. Si “abbaia alla luna”, si “minaccia”, per coprire un tragico progredire dell’isolamento nella Società e dai giovani, dai quali non si cerca neppure via d’uscita. Meglio fingere di non saperlo.
Altro che l’unità della caccia, altro che tutela gli interessi dei cacciatori. Siamo purtroppo strumentalmente ridotti all’attività “di facciata” della Cabina di Regia Nazionale. La responsabilità conclamata e documentata è nel quadro precario, debole, incerto, inesistente delle attività unitarie tra Associazioni nelle Regioni e nelle Province. Poi si lamentano di non avere forza contrattuale con la società, le istituzioni. Il motto è “primo” sopravvivere a loro stessi. Si lasciano cadere nel silenzio gli appelli che vengono da importanti “influencer”che propongono di evolvere la “Cabina di Regia” nell’UNAVI o come diavolo vorranno chiamarla! Noi confermiamo quanto già detto e scritto: siamo d’accordo a strutturarci in una democratica e radicata forma di rappresentanza comune.
L’unità si costruisce nel dibattito con i cacciatori e, contestualmente, tra i cittadini. Non è da ristretta “elité” di dirigenti. Il Congresso, vivaddio, ha detto che queste “robe” non ci riguardano mai e ovunque. La FIdC ha autodemolito l’alibi anche dei “panni” interni della CCT. Questa Federazione di Associazioni toscane “incompiuta” della Federcaccia sembrava essere l’handicap all’unità. Si vociferava essere d’impedimento verso qualsivoglia percorso unitario, con approccio critico anche all’interno della Federazione stessa. In recenti appuntamenti esterni in Toscana, la FIdC Regionale e Nazionale incontrano l’Assessore Regionale e poi vanno da Letta, con le sole proprie bandiere a vessilli spiegati.
Forse l’autunno produrrà in loro nuovi pensieri più compiuti verso l’unità realizzabile. Ora, superando interpretazioni “penalizzanti” così come nelle “epistole” inviate all’ARCI Caccia Toscana delle quali non c’è stata traccia nell’intervento di FIdC a Chianciano.
In attesa che il 20 ottobre si concluda, senza successo, la raccolta delle firme per il Referendum contro la caccia, atipico nei promotori più “sedicenti” che, rappresentanti dell’universo ambientalista, di contro, disconoscono. Un Referendum politicamente connotato e schierato come smascherato nella campagna elettorale delle amministrative. Dobbiamo sapere che sbaglieremo a fare da cassa di risonanza – e non
lo faremo – a questa iniziativa che è contro la fauna selvatica. Ancor oggi e malgrado qualche spot di personaggi che guardano alle elezioni, il quesito non è nelle principali attenzioni degli italiani. Altri sono i problemi che abbiamo nel Paese, che riguardano le campagne ed i cittadini che, prima di tutto, vi risiedono. La Cabina di Regia dovrebbe superare i ritardi accumulati anche nell’approccio alle prime verifiche giuridiche, in particolare rispetto all’estensione delle firme digitali forse oltre i confini di legge nonché ai meccanismi di finanziamento abbinati al Referendum. Il Tesseramento, insisto, per noi, non è la “svendita” della Tessera associativa che altri praticano in “odore” di saldo, di liquidazione della loro dignità associativa, anche in disprezzo di loro stessi e della capacità del protagonismo di un’Associazione.Siamo orgogliosi di essere ARCI Caccia e ambire ad un ruolo nel Terzo Settore per essere utili alla Società.
Vi invitiamo ora ad attivare riunioni, confronti, dibattiti, a continuare nel “porta a porta” per parlare agli iscritti, per invitare i cacciatori a conoscere l’ARCI Caccia e le sue idee di cui le tessere sono il Manifesto dei Valori. “Rinnovare la licenza e andare a caccia” è il nostro invito a tutti. A quanti hanno fatto altre scelte diciamo: almeno la vostra Associazione sia partecipata, aperta, analizzi quanto, nella società matura, è indispensabile per una terapia efficace. “Mostrare muscoli” è efficace quando determinano fatti, miglioramenti, amicizia e condivisione. I cacciatori non si arrendono, il nemico non sono le Associazioni ma l’esigenza che viene soffocata di cambiare le Associazioni, di rinnovarle di superare la sclerotizzazione da potere ed eventuali interessi talvolta annessi.

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