Cacciando

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Jim CORBETT

Ma chi non conosce Jim Corbett !

Credo sia uno degli autori del 900 che abbia avuto per i suoi libri, anche fra i ragazzi delle scuole medie e della mia e spero vostra gioventù, il più alto successo per le sue avventure nella giungla indiana a caccia di tigri e di leopardi antropofagi. Io quei libri li divorai…

Conosciamolo più da vicino.

Nasce in India a Naini Tal, un paesetto tranquillo tra le abetaie che coprono i primi contrafforti dell’Himalaya, a circa duemila metri di altezza. La famiglia, di origine inglese, trasferitasi alla fine dell’800 dall’Inghilterra nell’allora colonia Inglese per lavori di una loro impresa di spedizioni (Postmaster), trascorreva l’estate sui monti e qui a Naini Tal nel 1875 nacque Edward James, da tutti poi chiamato JIM. I suoi primi vent’anni trascorsero su tra i monti di Naini Tal e nel piano a Kaladunghi, nei pressi della Giungla, dove i Corbett abitualmente abitavano, paese con sullo sfondo le immacolate cime del “tetto del mondo”.

Appassionato di animali e natura, in essa, in gioventù, passava la maggior parte delle sue giornate e lì imparò subito ad imitare alla perfezione moltissimi versi ed i richiami degli animali della giungla e soprattutto imparò ad amare…le tigri, che nella foresta seguiva senz’armi per conoscerne la vita e -si dice che – conobbe così tanto familiarmente le loro abitudini, quanto noi conosciamo quelle del gatto di casa…

Il nome di Jim Corbett apparve sui giornali per la prima volta agli inizi del 900, quando le Autorità del Kumaon annunciarono che la tigre antropofaga, che per due anni aveva terrorizzato e ...mangiato molta gente nei villaggi di quella immensa Regione, era stata finalmente uccisa. Tra il 1907 ed il 1939 a quella se ne aggiunsero altre 12, ferocemente attive in vari distretti, che prima di incontrare Corbett, erano riuscite ad uccidere un migliaio di persone.

Un giornalista dell’epoca, malgrado le celebrate imprese di caccia di Jim, così di lui ne parla:” Sarebbe tuttavia un errore vedere nella figura di Corbett un cacciatore di professione; egli era piuttosto un innamorato della natura, della quale comprendeva le severe leggi della sopravvivenza”. Non uccideva per sport.

Era un uomo semplice e tranquillo, che normalmente, seguendo le orme della famiglia, si guadagnava da vivere facendo lo spedizioniere di merci e posta in una stazione ferroviaria. Colonnello nel British Indian Army, fu nominato comandante in due Regioni dell’India, soprattutto per il controllo del petrolio, ma non si ricordano sue azioni belliche e, seppur decorato al valor militare, è da tutti riconosciuto per le sue imprese di cacciatore di tigri e di leopardi mangia-uomini. Nel tempo e nella biografia ufficiale è però più ricordato ed onorato come un grande Ambientalista, protettore della natura in tutti i suoi generi; degli animali della Jungla indiana e - in particolar modo - delle tigri del Bengala. Su sua insistenza e per il suo attivo impegno in questo settore, in India verrà nel 1936 istituito un Parco col nome di Hailey National Park che poi nel 1957, dopo la sua morte, in suo onore verrà denominato “Jim Corbett National “Park.” Nel 1968, a una specie di tigre assai rara verrà dato, in riconoscenza alle sue attività per questi animali, il nome di “panthera tigris corbetti”.

Ebbe sempre il più grande rispetto per le belve cui dette la caccia, ben sapendo che tigri e leopardi non avevano scelto di diventare antropofagi, e che se ciò accadeva, lo era per molteplici ragioni che Corbett, conoscendo abitudini e vita di questi animali, ben descrive nei suoi scritti e che ,con la lettura dei suoi libri, lascio a voi lettori scoprirne i motivi.

Si dice che mai uccise questi animali con odio e che, secondo le sue parole, era per lui “ una sgradevole necessità”.

“Nei tanti villaggi, sottoposti all’insidia di questi feroci animali, quando cala la notte, incombe uno spaventoso silenzio : nessun movimento di gente, nessun suono o rumore nei dintorni delle capanne. Tutti gli abitanti se ne stanno dietro le porte sbarrate e in molti casi, per maggior protezione, con porte interne rinforzate e in aggiunta a quelle esterne.” Regna il terrore fino all’alba…

Nel 1926 nel Garhwal, si scrisse : “Nessun ordine di coprifuoco è mai stato più strettamente rispettato di quello imposto dal leopardo antropofago di Rudraprayag…”

Sullo sfondo di questo duello, che ha già il sapore della leggenda, vive e muore la gente di Garhwal, che ormai fatalmente ritiene il leopardo “ uno spirito del male”.

Questa è da otto anni la situazione in questa regione di centinaia chilometri quadrati ed il Governo ha già messo in atto tutto quanto era in suo potere, ma senza risultati. Tocca quindi a Jim Corbett mettere a tacere la belva…Il leopardo è un animale estremamente astuto, conosce perfettamente il suo territorio e le possibili insidie umane e sfugge alle trappole, ai veleni e agli agguati degli uomini disposti a difesa dei villaggi. E’ solo l’esperienza e la profonda conoscenza delle abitudini degli animali antropofagi e della giungla che Jim riuscirà a sconfiggere velocemente l’animale in quanto sa che ogni giorno che passa, l’elenco delle vittime si allunga.

Il popolo non comprende i comportamenti solitari di caccia di Corbett, spesso accompagnato dal suo cagnolino Robin, ma capisce che tutto quello che questo strano uomo bianco fa, lo fa rischiando in proprio la sua vita nel loro interesse, e gli ubbidiscono e lo aiutano in quella lotta per loro impossibile. Molti lo venerano ed è da tutti riconosciuto come un “sadhu”, un uomo santo.

A distanza di più di settant’anni a Rudraprayag si celebra ancora ogni anno una festa in ricordo di Jim e delle sue gesta.

Nel 1947, l’India diventa indipendente e viene dilaniata da una feroce guerra civile.

Corbett, ormai settantenne, si trasferisce con una sorella(non si è mai sposato) a vivere in Kenia, e lì dedica gli ultimi anni della sua vita a fotografare gli animali della savana, a produrre documentari naturalistici, a diffondere suoi articoli in difesa dell’ambiente africano e dei suoi animali e, soprattutto, per scrivere sue memorie: i ricordi della sua avventurosa vita di cacciatore di belve antropofaghe in India.

Il suo primo libro, “Man-Eaters of Kumaon “, inviato nei primi anni della seconda guerra mondiale sotto forma di manoscritto ad un editore inglese, sarà successivamente pubblicato nel ’44 in America ed otterrà un immediato successo commerciale. In pochi anni, sarà tradotto in 27 lingue.

Le successive opere, seppur criticate dagli intellettuali dell’epoca (..invidiosi per il successo) per lo stile non sempre inappuntabile , ottennero dai lettori un enorme successo, sia per le emozioni che sapeva suscitare, sia per la precisione delle sue azioni e osservazioni, che danno alle sue pagine un’autenticità che molti scrittori di professione, che lo criticano, dovrebbero invidiargli.

Stile di scrittura semplice, asciutto, mai ridondante, ma preciso e avvincente.

Carbett morì in Africa a Niery in Kenia nel 1955 all’età di ottant’anni.

Hemingway, che lesse tutte le sue opere, considerava la storia del leopardo che mangiava gli uomini un vero capolavoro.

Il grande giornalista sportivo Gianni Brera, nella prefazione del libro- Le Mangiatrici d’uomini del Kumaon-, edizione del 1967, scrive : “Personalmente ho ricavato dalla lettura di questo libro emozioni indimenticabili…e mi sento sinceramente onorato di figurare accanto a Jim Corbett, autore di tanto capolavoro. E mi creda sportivamente il lettore: non io, nessuno l’ha voluto imbonire!”… Merita l’ennesima ristampa.”

Che altro possiamo dire?

Ringraziamolo il buon Jim, per i bei libri che ci ha lasciato e per le belle ore di emozioni venatorie che le sue meravigliose pagine ci hanno permesso di trascorrere in gioventù fra..o dopo, una noiosa o pesante lezione di scuola con qualche prof troppo esigente o pedante, e riconosciamogli con gratitudine gli alti meriti per le molte vite salvate da quelle feroci fauci a tanti poveri ed indifesi uomini di una terra lontana in tempi lontani…

 

Romano Pesenti

  

Le sue Opere: in lingua INGLESE:

-1935 –Jungle Stories- prodotto privatamente in sole 100 copie- Libro rarissimo.

-1944- Man-Eaters of Kumaon- Edito da Oxford University Da questo libro fu poi prodotto a Hollywood un film,che per scarsa regia e cattiva recitazione degli attori..fece fiasco.

-1947 – The Man –Eating Leopard of Rudraprayag –Edito da Oxford University. Anche da questo libro vennero prodotti a Holliwood due film in anni diversi. L’ultimo nel 2005,con ottimo successo.                

-1952 – My India –Edito da Oxf. University

-1953 – My Lore -     “

-1954 – The temple Tiger and more Man-Eater of Kumaon –Edito da Oxf. University

-1955 – Tree Tops – Edito Oxf. Univ.

-1978 –Jim Corbett India (postumo)

 

In lingua ITALIANA


-1947-LE MANGIATRICI D’UOMINI DEL KUMAON–Edito da Longanesi-MI in 8. 361 pag. Rieditata nel 1955 e nel 1967 con una bellissima Prefazione di GIANNI BRERA.

-1976 -sempre da Longanesi

-1951-IL LEOPARDO CHE MANGIAVA UOMINI**- Edito da A. Mondadori – MI in 16, 223 p.
             Rieditato nel 1967 sempre da Mondadori.
             **Rieditato nel 2002 da Neri Pozza-MI- in 8,pag.205,con disegni e cartine geogr.

-1970 –LA TIGRE DEL TEMPIO -Edito da Zanichelli in 8, pag.291 (libro raro)

   

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Vittorio Tedesco Zammarano

Il Colonnello Tedesco Vittorio Zammarano è senza dubbio il più grande scrittore di caccia grossa italiano. 

Nacque a Roma nel 1890 da famiglia nobile e finite le scuole primarie frequentò l'Accademia militare di Modena, dalla quale uscì con il grado di Luogotenente. Col grado di Capitano partecipa alla prima guerra mondiale  del 15-18 e, valorosissimo combattente, più volte viene decorato sul campo,Cinofilo e cacciatore appassionato anche della caccia minore, viene in seguito negli anni

21-25  inviato in guerra in Libia col grado di Ten.Colonnello, in qualità di comandante delle truppe coloniali .Visse molti anni in Africa e nelle colonie, tra le quali la Somalia, si dedicò a lungo alle esplorazioni, mappando il territorio per il Governo Italiano e molto alla caccia, scoprendo varie specie di animali africani.

Il suo nome compare su numerose pubblicazioni geografiche e zoologiche..

Nei momenti di riposo, tra una spedizione e l'altra fra i ribelli delle colonie, da valente scrittore, trovò il tempo per scrivere  molti libri di caccia grossa, che sono resoconti avventurosi, diari veritieri delle sue cacciate in Africa, comprendendo tra le sue opere anche due  romanzi  di caccia e un libro di caccia per i ragazzi. 

Oltre che brillante scrittore fu un bravo documentarista e, con l'aiuto dell'amico operatore cinematografico Aurelio Rossi, produsse vari documentari sull'Africa e alcuni suoi libri, poi  pubblicati in Italia, fecero da trama per alcuni avventurosi films di cacce africane. 

Ritornato a Roma nella sua grande casa, piena di trofei, di cui fornì anche molti importanti Musei italiani,morì nel 1959.

 

Le sue Opere.

Nel 1920 pubblica la sua prima opera con la Editrice Alfieri e Lacroix di Roma-Milano - IMPRESSIONI DI CACCIA IN SOMALIA ITALIANA - in formato 4 di 198 pagine.

Praticamente descrive le cacce a tutte le specie incontrate in quel territorio africano e, con la sua verve di bravo scrittore, fa rivivere al lettore le emozioni provate e i pericoli corsi dal cacciatore di grossi animali.

Il libro sarà poi rieditato nel 1929 e nel 1932 dall'Editore Agnelli di Milano.

Nel 1922,sempre con Alfieri e Lacroix, dà alle stampe  -ALLE SORGENTI DEL NILO AZZURRO -con 208 illustrazioni e 3 cartine geogr., in 4 di 355 pagine. E' un interessante  diario di viaggio e di caccia attraverso l'Etiopia con finalità esplorative e naturalistiche.Rieditato in seconda ediz. a Milano dalla Casa Editr. Ceschina nel 1936.

- HIC SUNT LEONES- nel 1924 per la Anonima Libraria Italiana di Roma, in 4 di 312 pagine. Un anno di esplorazione per la Regia Società Geografica Italiane con la partecipazione di famosi scienziati italiani ed avventurose cacce in Somalia,con note zoologiche di nuove specie di animali. E' il suo  libro più letto e famoso. Verrà rieditato con ampie aggiunte e cartine geogr. da Mondadori  nel 1930. 

Nel 1929 pubblica - IL SENTIERO DELLE BELVE. IMPRESSIONI DI CACCIA IN AFRICA ORIENTALE- con Mondadori,in 4 di 343 pagine.con 228 illustrazioni.

Libro di avvincente lettura dove la caccia ai grossi animali è narrata con somma abilità nei momenti più pericolosi ed emozionanti. Di questo volume ne è stata fatta una tiratura di 100 esmplari di lusso numerati e con carta speciale. Verrà rieditata nel 1934 in seconda edizione.

Nel 1930 - FAUNA E CACCIA - per il Ministero delle Colonie , Ufficio Studi e Propaganda, stampata a Roma dal Sindacato It.Arti Grafiche, in 8 di 222 pagine,con descrizione della grossa fauna della Libia.Eritrea e Somalia.

Sempre negli anni 30 (il libro non porta data) Zammarano scrive e pubblica il primo romanzo che sfiora la caccia  e racconta vicende di personaggi e di animali di tiibù  beduine- HAUERTZE'E MIO SOGNO - con Anonima Libraria Ital. di Roma,in 8 di 205 pagine

Nel 1934 scrive e pubblica il suo secondo romanzo d'Africa. -AZANAGO' NON PIANSE - con Modadori,in 8 piccolo di 275 pagine.E' la storia di Azanagò, figlia di un re africano e di un cacciatore. Questo libro sfugge e non viene segnalato sulla Bibliografia del Ceresoli .

Nel 1942  ristampa sempre con la U.T.E.T. di Torino - CUORE SALDO A CACCIA GROSSA -un'opera per fanciulli che narra avventure di caccia grossa, già stampata nel 1934, ma corretta in questa nuova edizione e rieditata per la terza volta  poi nel 1945. E' un libro con racconti di cacce con grossi animali selvatici , di piacevolissima lettura, che ebbe un buon successo tra i ragazzi.

Nel 1955 a Firenze la Vallecchi Editore pubblica - CAROVANE - in 8 grande di 197 pagine.

Sono 8 racconti di cacce africane e piacevoli ricordi di quei posti dell'Autore. Il libro, malgrado l'anno più recente delle altre pubblicazioni di Zammarano, risulta molto raro.

 E...dulcis in fundo..., ecco l'ultima opera di Zammarano,che è una delle più importanti e lette  - ANCHE I GIGANTI SI INGINOCCHIANO - edito dall'Editoriale Olimpia nel 1958, un anno prima della sua morte. In 4 di 472 pagine. Sono le sue cacce dal Mediterraneo all' Equatore (Libia,Somalia ed Eritrea, con 109 illustrazioni da fotografie e cinematografie(ricavate dal film) dell'Autore.

Che dire di più. Zammarano è il pilastro della Letteratura Venatoria Italiana per la Caccia Grossa.

 

Chi volesse informazioni e/o precisazioni scriva a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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