Martedì, 18 Aprile 2017 00:00

ANUU: FINALMENTE IL BUON SENSO ARRIVA DALL’EUROPA

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Recentemente durante la Convention di primavera della FACE, tenutasi a Bruxelles, sono stati esaminati i vari punti della Risoluzione adottata dall’Intergruppo “Biodiversità, Caccia, Attività rurali” del Parlamento Europeo, presente pure il rappresentante della Commissione UE – Ambiente, e si è proposta l’attuazione di un elenco delle cacce tradizionali regionali negli Stati membri europei onde “validarle”, una volta per tutte, senza essere costretti a riconsiderarle annualmente, salvo obiettive difficoltà che sorgessero sullo stato di conservazione delle singole specie. Nello stesso senso si era espressa in un Memorandum l’AECT in data 11 marzo 2017, durante l’annuale riunione di Marsiglia, sollecitando la Commissione UE ad applicare le Direttive NATURA (Uccelli e Habitat) in modo flessibile, valutando anche esigenze economiche, ricreative e culturali, nonché ecologiche e scientifiche, non potendo unificare in uno stesso provvedimento quanto può essere opportuno nella regione di Bordeaux in Francia o quello che può essere utile per alcune isole dell’arcipelago finlandese. In questo spirito il recente “Libro Bianco” sull’applicazione della Direttiva Uccelli (n. 2009/147/CE) ha richiamato la sentenza della Corte di Giustizia Europea nella causa C-182/02, e ribadita anche nella causa C-60/05, in cui conferma, così pronunciandosi, la piena validità operativa dell’art 21 della L. 115/2015 laddove, a chiare lettere e senza diversa interpretazione, si fa riferimento “ad un impiego misurato autorizzato dall’art. 9, n. 1, lett. c), della direttiva stessa, così come la cattura e la cessione di uccelli selvatici anche fuori dai periodi di apertura della caccia allo scopo della loro detenzione per essere utilizzati come richiami vivi o per fini amatoriali nelle fiere e mercati” (Guida Interpretativa ed. 2004 p. 3.5.22 – ed. 2008 p. 3.5.23). È in questo spirito che il procedimento EU Pilot n. 2014/2006 è stato archiviato in data 16 giugno 2016 dalla Commissione UE dichiarando la piena legittimità applicativa locale della nuova normativa, bisognevole solo che si faccia buon governo delle disposizioni vigenti, anche a livello regionale, e si ritorni ad operare con saggezza e attenzione sulle richieste del mondo venatorio, ormai alla vigilia di importanti scelte per il nostro Paese.

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