Lunedì, 04 Febbraio 2013 00:00

Col . Felice Delfino

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Il Col.Felice Delfino ha scritto,senza ombra di dubbio, il libro più rieditato e letto dai cacciatori italiani sull’Addestramento del cane fa ferma. Nato nel cuneese nel 1875, della sua vita, non esistendo scritti di sue biografie, poco si sa e si conosce; sappiamo che ha frequentato l’Accademia militare di Modena; diventato poi Capitano,viene decorato al Valor Militare nella guerra mondiale del 15-18 e che, cacciatore e cinofilo appassionatissimo, nei vari trasferimenti nei posti di comando assegnati al suo grado, oltre alle incombenze militari, trovò molto tempo  per cacciare sui monti -sua caccia preferita - e spazio per allevare ed addestrare con successo i suoi cani da ferma e molti cani di amici cacciatori, cani che  a detta di questi ultimi, erano irrecuperabili alla caccia.
Appassionatissimo di cinofilia, collaborò con alcune riviste del settore(in primis, con Il Cacciatore Italiano) per articoli sui cani e nel 1910, sollecitato da molti amici estimatori delle sue capacità di addestratore,  scrisse un libro sul suo procedimento di addestramento del cane da ferma, che venne pubblicato nel 1911 sotto lo pseudonimo di KAFF, preceduto da una breve descrizione delle razze da ferma dell’amico Dott.Augusto Garino(AUGURIO), esperto cinofilo.
 
  • AugurioKaff –CANI DA FERMA. ADDESTRAMENTO – 1911, Carlo Pasta Editore,Torino, in 16 di pagine 140,illustrato da V. Torrielli.

  • Il libro ottenne subito un ottimo  successo e l’Autore nella prefazione scrive,quasi chiedendo scusa ai lettori: “Appena ultimati gli studi scolastici..e militari, la caccia e l’addestramento dei cani non mi lasciavano tempo per la lettura dei libri e giornali…L’addestramento dei cani è un argomento intimamente connesso con la caccia; ed allora anch’io potevo scrivere le mie idee senza eleganza di linguaggio,attingendo i termini del gergo un po’ da tutte le regioni. Comprendo che se avessi maggior familiarità col bello scrivere, esprimerei meglio il mio pensiero, ma io ho bazzicato poco nelle letture  dei grandi maestri di lettere”.
 
Ma quali saranno, vi chiederete, queste  nuove idee e suggerimenti del Delfino sul metodo di addestramento del cane da ferma che tanto successo diedero al Libro?
 
Facciamo un po’ di storia. Nei precedenti tre secoli le metodologie convenute dagli addestratori del tempo sono rimaste, più o meno e con poco varianti, le stesse: l’ubbidienza alla CHIAMATA, al DIETRO, al VIA, al TERRA( oggi poco o non più in uso) alla partenza del selvatico e allo sparo, la FERMA DI CONSENSO, Il RIPORTO al comando, il COLLEGAMENTO col cacciatore  e ad altre poche cose di minor importanza.
La particolarità del metodo di allora consisteva, con pochissime eccezioni, di educare il cane con sistemi coercitivi e, spesso, con l’uso di una frusta o peggio, ..coi pallini in casi di cocciutaggine del cane in certi esercizi, quale la rincorsa ripetuta del selvatico o lo scarso collegamento coll’addestratore.
No, il Delfino aborre e respinge categoricamente questi metodi  ed il procedimento per ottenere correttezza ed obbedienza e procedere nell’ addestramento alle varie fasi di istruzione,dopo aver ben studiato il carattere del cane, basa totalmente il suo metodo sulla PAZIENZA e …sull’AMICIZIA  nei confronti del cane, anche con i soggetti più refrattari  e con temperamento difficile, e compendia il suo metodo con questa massima,che riporta alla fine del libro: La frusta potrà bensì domare il cane,  ma non potrà mai spiegargli ciò che da lui si vuole.
Rileva e consiglia un’ altra  considerazione molto importante: Non correggere mai il cane nell’impeto della collera e neppure correggere con troppa severità.
 
Nel proseguimento del suo allevare cani ed addestrarli, trova il tempo per leggere anche testi di allevatori/addestratori inglesi e francesi, quali l’Arkwrigt, Bellacroix  e  P.Caillard, nei quali libri si legge sì come deve comportarsi il cane da ferma nell’azione corretta, ma non si trova una guida ben definita per raggiungere quelle correttezze, né si trova cenno delle più comuni resistenze che presentano cani con temperamento difficili.
A dire il vero, concetti più concreti e più profondi li trova in Arkvrigt nel suo libro sul pointer, ma non trova ancora nel capitolo “Addestramento” una guida sufficientemente dettagliata per un istruttore novizio quale può essere un semplice cacciatore .
Continuando così l’attività di giornalista, scrivendo articoli sempre più convincenti ed interessanti sull’addestramento dei cani da caccia  ed affiancando agli scritti l’ allevamento e  la conduzione di cani da caccia in prove e nelle sue cacce alpine, il Delfino completa il suo percorso di scrittore del tema, pubblicando quello che poi si rivelerà il trattato più letto e rieditato in Italia sull’addestramento dei cani da ferma.
Esaurito  ormai da molti anni il primo libro sopra riportato, su nuove sollecitazione di molti estimatori,  amici e cacciatori lettori dei suoi articoli, nel 1931 pubblica a Genova un nuovo libro con il titolo:
 
  • ADDESTRAMENTO DEL CANE DA FERMA – Edito dallo Stab. Graf. Federico Reale, in 8, che è il rifacimento, ampliato  della sola seconda parte del libro pubblicato nel 1911 con la collaborazione di Augurio ( Augusto Garino).
  • E' il libro che lo lancerà definitivamente nel mondo della Cinofilia importante.
  • Nel 1938 lo stesso libro, ormai esaurito, verrà rieditato in 2° Ediz. dall’Istituto Grafico Bertello di Borgo S. Dalmazzo,in 8 con 177 pagina e 39 illustraz.
  • Nel 1943,nuova e 3° Ediz., sempre con Ist.Graf. Bertello,in 4 di 263 pagine con l’aggiunta di 15 capitoli in appendice, dove spiega passo a passo, in modo più completo, la sua metodologia di addestramento
  • Nel 1953,in 4° Ediz(quinta per l’Autore).,sempre con Bertello, riveduta e corretta ed ampliata di una Seconda Parte in Appendice,stampata in 1000 copie numerate, in 4 con 398 pagine e 47 illustrazioni.
  • Nel 1961, visto il successo e l’asaurimento delle copie stampate nelle edizioni precedenti dalla Bertello di Genova, l’Autore viene contattato e sottoscrive un più importante contratto con  l’EDITORIALE OLIMPIA dell’Editore Vallecchi di Firenze,che nel campo venatorio pubblica ormai i libri dei più importanti scrittori sul tema della caccia, e nel contempo cede tutti  i diritti di pubblicazione del libro –Addestramento  del Cane da Ferma .Nello stesso anno, l’Ed.Olimpia pubblica in 6° Ediz.  il libro in versione ancora più ampia e completa,in formato 8, con 503 pagine e con moltissime illustrazioni esplicative  nel testo.
  • Nel 1964 l’Edit. Olimpia riediterà una nuova Edizione, la 7°. In 4 di 504 pagine,completando,arricchendo e suddividendo il volume in 3 parti:1°- la Funzione del cane da ferma, 2°- il procedimento d’istruzione usato dall’Autore, 3°- la guida pratica per l’addestramento.
  • Aggiunge in Appendice circa 200 pagine di episodi di caccia,che rendono il volume molto più completo e interessante alla lettura per i racconti delle sue cacciate con i suoi addestratissimi cani da ferma.
  • Questo volume poi sarà rieditato con lo stesso testo dalla Editoriale Olimpia(fallita nel 2011) nel corso degli anni fino alla  15 ° EDIZIONE e, a mio avviso, nella  più bella versione del libro ,in 4 grande di 550 pagine,ben rilegata e con una bella sovra copertina a colori, riproducente  un pointer in ferma, nell’ 11° edizione del 1991.
  • Nel 1948 – LA CACCIA ALLA STARNA PRATICATA CON METODO- il Delfino pubblica questo volumetto  in 16 di 51 pagine,edito da “ Il Cacciatore Italiano,edizione Cinegetica di Milano,in cui offre al lettore,con ricchezza di particolari nelle varie situazioni di terreni e di caccia, i suoi migliori consigli per cacciare coi cani da ferma le allora abbondanti starne.
  • Nel maggio del 1968 il Delfino muore a 94 anni a Cuneo, e ai suoi funerali partecipa la miglior rappresentanza della cinofilia italiana ed estera, riconoscente per l’importante e preziosa Opera che il Delfino ha dato  e scritto per la Cinofilia.
Posso  affermare, da vecchio cacciatore alpino codaiolo, che il cacciatore cinofilo che non ha letto il libro del Delfino sull'addestramento del cane da ferma...non è un Cinofilo ?
 
Lo dico !                             Romano Pesenti
 
 
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