Martedì, 06 Maggio 2014 00:00

Sulle tracce di Giodi

Scritto da  Marco Sartori
Sulle tracce di Giodi è prima di tutto un bel racconto di caccia: moderno, tecnico e appassionante. Riassume in sé un po’ tutto ciò che riguarda la caccia di selezione e i principi su cui essa si fonda: sopra ogni cosa, la ricerca e il rispetto per il selvatico.  

Il protagonista, in maniera molto realistica, è un cacciatore come tanti che non nasce con la sapienza infusa e muove i suoi primi passi nell’attività venatoria, come molto spesso accade, seguendo uno zio anziano e appassionato di migratoria. Inizia con la brama del tiro, con la gioia per il carniere. Poi matura, poi capisce. All’inizio è solo un bambino, alla fine è un uomo.

Un uomo che affronta il mondo, che lotta onestamente per ritagliarsi i suoi spazi con un lavoro dignitoso, ma che si scontra con una realtà che è ben più amara di quanto egli possa sopportare. E’ ben evidente un triste spaccato dei nostri tempi in questa storia: la delusione, il disorientamento, un dolore sociale che porterà il protagonista, ormai invecchiato, ad un allontanamento completo, ad un’immersione nella natura incontaminata e selvaggia dominata da regole crude ma ineludibili.

Muovendosi su un’aspra montagna in compagnia di lupi, camosci, caprioli e cervi, il vecchio protagonista e il suo occasionale accompagnatore riscopriranno il gusto di una caccia intesa come ricerca interiore, alla riscoperta delle radici dell’esistenza.

Sulle tracce di Giodi è frutto di una profonda riflessione e dell’esperienza di Paolo Simeoni, originario di Valdobbiadene, alla sua prima esperienza letteraria. Un autore che può dire ancora molto e che si merita tutto il nostro supporto di lettori. Se è vero che il successo di un libro è dato dall’abilità con cui è stato scritto, è altrettanto vero che oggi come oggi tanto fa la strategia commerciale con cui viene promosso.  Purtroppo la casa che produce il nostro Giodi non è specializzata in letteratura venatoria e quindi difficile aspettarsi da essa una pesante opera di promozione. Cerchiamo di compensare un po’ con il nostro impegno: un libro vivo è un libro che viene letto. E io mi auguro che questo possa essere un titolo presente nelle librerie di tutti i cacciatori perché è in grado di trasmettere principi buoni, come dimostrano le parole che riporto:

Per un vero cacciatore cacciare non significa abbattere tutto quello che incontra. La caccia è molto di più, è la consapevolezza e la volontà di rispettare e saper raccogliere quello che è ritenuto corretto prelevare.

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