Mercoledì, 08 Maggio 2013 00:00

Tiziano Spigariol

Scritto da  Romano Pesenti

Recentemente a Longarone(BL), durante la Fiera della Caccia e con il supporto  del Museo Itinerante della Caccia di Andrea Ceri,  sono stati presentati tre nuovi libri di argomento venatorio.

Il primo qui pubblicato è scritto da Tiziano Spigariol, un singolarissimo e simpatico personaggio.. d’altri tempi.

Tiziano nasce nel 1952 a San Lazzaro nelle vicinanze di Treviso. Discendente da una famiglia patriarcale di agricoltori trevigiani, per essere più vicino alle sue radici, lui si dichiara più volentieri “contadìn”, perché per essere coltivatore e allevatore occorre essere a contatto quotidiano, fisico e spirituale, con le piante e gli animali.

Afferma, infatti, che alle piante e agli animali che crescono bisogna saper parlare.

Dopo gli studi superiori, per alcuni anni svolge la professione di insegnante di Abbigliamento presso il Centro di Formazione Professionale di Lancenigo (TV) e svolge  le mansioni di coordinatore per il Triveneto del “ Committee  Of European Clothing Technical Managers” (Organo Internazionale Tessile).

Cultore delle sane tradizioni nostrane, è fondatore e presidente della “ Congrega del Tabàro”(tabarro), un’Associazione che non ha fini né pubblicitari né commerciali, ma che si prefigge di recuperare  e rivalutare alcune antiche tradizioni legate all’abbigliamento, al buon vivere e alla buona...cucina, con radici di cultura del passato, di amicizia vera e di buona socialità della sua terra.

Tiziano è un omone con baffi e barba folta e sembra un Personaggio importato dall’ottocento . E’ riconosciuto come l’ ”Omo del Tabàro”, ma  è, senza ombra di dubbio, un uomo poliedrico, un tradante cacciatore, pescatore, contadino di nascita, ricercatore ed esteta per vocazione, artigiano polivalente per mestiere e,soprattutto, uomo dalle multiformi  attività letterarie e culturali. Scrittore di libri sulle tradizioni del suo territorio, poeta di liriche in lingua italiana e in dialetto veneto - che ama recitare nelle riunioni  della Congrega o in occasione di manifestazioni culturali in Veneto- ed è pure cantante e attore.

Nel 1973, l’esordio con la sua prima pubblicazione dal titolo  “ La mia interiorità “ ; nel 1980  “Poeti seduttori”, un libro di poesie in lingua italiana;  nel 1998 poesie in dialetto e in lingua italiana: “Par dir” , “Missioti”  e nel 2002 “ Maùro”. 

Nel 2007 scrive anche tre monologhi che, con l’aiuto di un amico musicista,  musicherà con i titoli:  “Mi digo mi”, “l’Acqua ze de tuti”, ”San Martin”, che propone nelle piazze in vari paesi.

Il riconoscimento più ambito lo riceve nel 2007 quando, con notevole successo di pubblico e di consensi, riesce a mettere in scena nel settecentesco Teatro Accademico di Castello (TV) la sua opera in dialetto veneto: “L’Acqua ze de tuti “.

Attualmente vive a Mogliano Veneto e conduce un’attività di sartoria artigianale a Preganziol, riproponendo fogge e abiti caratteristici del passato. (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Su un attestato di un suo premio vi è scritto:

Quello di Tiziano Spigariol, è un “dire” che rivendica  “la possibilità della vita”,ancorati a salde radici d’appartenenza e ad autentici valori; ed è un grido, forte, che al contempo diventa un invito ad avere coraggio per essere se stessi, fino in fondo.

Tiziano è un  vulcano, un  Uomo del “fare”.

Nasce contadino :..scarpe grosse, cervello fino.

Il suo libro di caccia.

TRADANTI – Edito da Piazza Editore di Silea (TV) tel.0422-363539 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Tradanti, (dal verbo “trar”, tirare, ma forse meglio dal latino’ tradere’), che in veneto significa “cacciatori” e raccoglitori di cose della natura. Sono 26 piacevolissimi racconti, e  sono pennellate della sua vita contadina, memorie, ricordi e nostalgie. Storie di caccia, di pesca, di cani e di amici, con bozzetti di altri argomenti (pesci, rane e funghi) e poesie in dialetto veneto; 95 pagine che si leggono tutte d’un fiato.

Romano Pesenti

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