Mercoledì, 24 Aprile 2013 00:00

Roberto Lemmi

Scritto da  Romano Pesenti

Il pittore - illustratore Roberto Lemmi è l’artista che, con il pennello o la matita in mano, ha marciato  per oltre trent’anni del secolo scorso in parallelo alla vita di tantissimi cacciatori .

 

Dal 1936, da quando cominciò la sua collaborazione artistica con l’Editore Enrico Vallecchi, con le sue 342 opere riportate sulle copertine della rivista Diana e coi suoi migliaia e migliaia di disegni sui libri editi dell’Editoriale Olimpia, fino al 1971- anno della sua scomparsa- questo grande pittore,  con la sua arte ,e con nostre forti emozioni,  per più di trent’anni, ci ha accompagnati nella nostra vita culturale venatoria.

 

E’ stato, per noi cacciatori italiani, senza alcun dubbio, il più grande e ammirato  fra i pittori animalier del ‘900.

 

Roberto Lemmi nasce a Firenze nel 1901.  Terminati gli studi primari, frequenta l’Accademia  di Belle Arti nella città natale e, da appassionato naturalista e cultore dell’arte di Diana, perfeziona le sue tecniche di disegnatore/pittore.

E’ in questo periodo che inizia a  collaborare, sia sull’argomento venatorio, sia su altri temi,  con le più importanti case editrici fiorentine e toscane.

 

Della sua vita personale si conoscono poche cose. Uomo di carattere molto riservato e schivo, gentile ma di poche parole, elegante nel vestire e signorile nell’atteggiamento, non si concede però facilmente alle confidenze, neppure con gli amici compagni di caccia.

La  licenza venatoria la ottiene già a sedici anni, cacciando starne e beccacce nei territori del Valdarno. 

Con l’avanzare dell’età, si legge che spesso al fucile  e allo sparo preferisce un’attenta osservazione o l’uso della macchina fotografica,  per interpretare e rappresentare, dallo sviluppo delle  immagini, il meglio per la sua pittura.

E’ molto pignolo e attento alla natura, alle scene venatorie e al comportamento degli uccelli in  volo  che, nei suoi quadri, vuole il più possibile vicino alla realtà.
 

Dopo gli studi e per la sua innata predisposizione  all’arte, la pittura e il disegno non hanno per lui più segreti ed è padrone in tutte le tecniche pittoriche: dalla tempera all’olio, dall’acquarello al pastello, alla tecnica mista, alla china e alla matita per i disegni in bianco e nero.

 

Il Lemmi, oltre che come pittore, si afferma anche nell’illustrazione, sia nei libri per ragazzi sia per romanzi di autori famosi. 

E’ pure disegnatore di fumetti, di vignette umoristiche ed illustratore  di sfondi di grandi diorami, ed eccelle  anche nell’esecuzione pittorica di cartelloni pubblicitari  per alcune importanti aziende Italiane, tra le quali Fiat, Piaggio, Beretta, Mosquito, Belfe Abbigliamento, Perugina, Buitoni, Castor ecc.

Alcuni suoi schizzi e bozzetti  non passano inosservati e tanto piacciono al grande editore Enrico Vallecchi, che nel 1936  il pittore viene da lui contattato e, da quella data, inizia uno straordinario sodalizio collaborativo con l’editore, per illustrare, come già sopra riportato,  le copertine della rivista Diana ed i libri editi dell’Editoriale Olimpia.

 

Ogni copertina, interpretando le migliori scenografie venatorie con belle azioni di caccia o di comportamento della selvaggina in ambienti naturali,  arricchiti da meravigliosi   paesaggi, sarà una magnifica opera pittorica di natura animalier: il tutto, tendente a valorizzare gli aspetti culturali ed artistici dell’arte cinegetica.

 

Il connubio di cacciatore e pittore lo favorisce e lo agevola nell’ interpretare, nel migliore dei modi, i movimenti degli animali, così come gli atteggiamenti del cacciatore in attesa del frullo di una brigata di starne, il volo di una beccaccia o la tipica postura del cane in catalettica ferma.

Insomma, grazie alla  passione per la caccia, nel suo lessico grafico si fondono le armoniose ed emozionanti realtà dell’azione, della rappresentazione della natura, raffigurata con sfumature di tenui o vivaci colori sempre adeguati alla scena dipinta.

E’ sì  un pittore creativo, ma nei suoi dipinti non si lascia mai trasportare da visioni fantastiche o irreali: la sua pittura è quanto mai per noi emozionante ed espressiva, ma mai fuori dalla realtà, seppur ricca di lirismo e sentimento.

Un critico d'arte afferma: " Il Lemmi è un "esteta" della caccia. Ha il dono di imprimere nella mente gli ambienti, i momenti, le forme e i colori che traduce attraverso un rigoroso realismo e ferma nelle immagini del taccuino che porta sempre con sè. Lemmi insegue la perfezione e l'armonia che è la sostanza stessa della natura nell'ambizioso tentativo di raggiungerla. (Gianna Marotta)

La rivista Diana  a quei tempi, per la partecipazione letteraria di tanti autori famosi nel campo venatorio, era la più famosa e letta. L’arrivo del Lemmi  le darà un  nuovo forte impulso ed importanza,  perché l’anima dell’artista, al di là della semplice rappresentazione  della caccia, arricchisce  le  immagini pittoriche  anche con valori etici ed artistici, che ne fanno un prodotto culturale e sociale, decretandone un maggior successo editoriale.

 

Il tocco facile e felice di questo grande Animalier, che sa armonizzare colore e immagine, ha fatto di lui uno dei maggiori pittori illustratori di caccia del 900 perché, con il tanto talento di artista e sensibilità di cacciatore  naturalista, ha saputo coniugare arte e caccia nel migliore dei modi.

Quelle sue scene dipinte testimoniano i nostri sogni di cacciatori, perché  nelle sue immagini sa trasferire il fascino degli ambienti, ricchi sì di romantiche e poetiche rappresentazioni, ma di una natura tanto reale, che fa tornare nella nostra mente quei momenti  sognati o veramente vissuti .

 

Le sue raffigurazioni sono vere, i suoi animali sono vivi, i suoi personaggi parlano, gli ambienti sono rappresentati con fedeltà di colore e di forme, ma anche con una pennellata disinvolta; da vero toscano, riesce a infondere nelle sue opere poesia e sentimento,  rendendole molto gradevoli.

 

Oltre ai moltissimi quadri (anche per le copertine della rivista ) e disegni, ha prodotto per Olimpia anche molte bellissime stampe di caccia, litografie firmate, cartoline a soggetto naturalistico  e cinofilo, calendari venatori (Beretta) e molte pubblicità del settore, non tralasciando altre collaborazioni artistiche, con pseudonimi diversi (Guido , Libert e Max), con altre case editrici per illustrare libri e quant’altro di vari argomenti.

 

Di lui hanno entusiasticamente scritto i più gradi critici e scrittori del suo tempo - e di oggi -, ma mi piace ricordare qualche commento di personaggi importanti del nostro mondo.

L’amico Adelio Ponce De Leon, che l’ha personalmente conosciuto e frequentato per la pubblicazione del suo libro - ” Il Beccaccino”,  illustrato da Lemmi nella copertina e con disegni nel testo, così di lui ci dice: “Meticoloso fino all’eccesso, del beccaccino volle conoscere il preciso comportamento sul terreno, il frullo, prima e dopo lo zig zag, il gnech..gnech, il volo in gruppo o isolato e volle, soprattutto. una descrizione dettagliata sulla picchiata a piombo, e conoscere con pignoleria la sistemazione ed i colori delle piume sul capo, sul collo, sul dorso e sul ventre e delle penne sulle ali e sulla coda. Una meticolosità esagerata. Ne uscirono, però disegni perfetti.” (Da Prefazione sul libro: “Emozioni dipinte”)

 

Giuliano Incerpi, direttore per moltissimi anni dell’Editoriale Olimpia, scrive: ”L’Artista, molto spesso, è stato considerato “ un fornitore d’opera”. Il frutto del suo lavoro, il risultato di un connubio ideale fra due anime sensibili: la sua e quella del suo committente. Nel nostro caso, Roberto Lemmi, che qui celebriamo, incontrò Enrico Vallecchi nella seconda metà degli anni trenta. Ambedue grandi appassionati di caccia, erano innamorati della campagna e della vita vissuta con semplicità. Chi scrive li conobbe entrambi e da loro trasse numerosi e preziosi insegnamenti. Al loro lavoro, al loro impegno vada un segno di gratitudine per aver reso più lieve l’esistenza di tantissimi di noi che abbiamo vissuto, da cacciatori, un’epoca felice.” (Da: Roberto Lemmi. Pittore e illustratore della natura. -2006, Edit.Olimpia).
 

Il Lemmi,  incaricato dall’editore di disegnare una beccaccia su una delle tante copertine di Diana, in una intervista fattagli  dallo scrittore Piero Pieroni, narra un episodio particolare di caccia  allo scolopacide: -”Cacciando con un amico, questi sparò a una beccaccia e la raccolse appena disalata: lo pregai, anche se mi parve crudele, di risparmiarle ancora per un po’ la vita e la portai a casa. Visse per un paio di giorni con i grandi occhi che sembravano diventare sempre più tristi di ora in ora, e infine morì, più che per la ferita, per la libertà che le avevamo tolta.”(Da un articolo di Pieroni su Diana:” R. Lemmi cacciatore”)

Questo per far comprendere quanto il Lemmi fosse pignolo e preciso nel dipingere un animale..

 

Per onorare il Pittore e le sue opere sono stati scritti alcuni libri, soprattutto da parte dell’Editoriale Olimpia, che ne aveva i diritti esclusivi.

Dopo alcune mostre itineranti promosse dalla casa editrice per celebrare il Centenario della rivista Diana, con l’esposizione di suoi quadri e disegni  in giro per l’Italia  la fama di Lemmi  ha avuto  il meritato riconoscimento e plauso di tantissimi cacciatori, che tanto hanno sognato di fronte alle sue copertine di Diana e ai suoi disegni sui libri venatori.

Muore a Firenze nel 1971

Appassionato bibliofilo venatorio e di arte animalier, in un bel giorno degli anni 2000 in corso, incontrando a Milano l’amico Carlo Zangheri - lui stesso bibliofilo ed appassionatissimo di Ornitologia e di arte animalier –parlando di arte venatoria, gli prospettai un’idea che da tempo mi frullava nella mente: produrre un libro sulle copertine del Lemmi.

Si entusiasmò all’idea e, da subito, demmo inizio al programma di  lavoro.

Trovare tutte le Diana, rappresentanti le opere delle tantissime annate (dal ‘36 al ’71) della rivista su cui il pittore aveva illustrato la copertina, non era certamente cosa facile, ma quando c’è entusiasmo e voglia di realizzare qualcosa, la volontà fa miracoli. Coinvolgemmo  alcuni amici collezionisti della rivista, e nel giro di un paio di anni, nel 2008 venne alla luce il nostro libro             -Roberto Lemmi- EMOZIONI DIPINTE.

Ottenuto il consenso alla pubblicazione  da parte dell’Editoriale Olimpia, e presentato poi  da Bruno Modugno su Sky- Caccia e Pesca, il libro ebbe tanto successo fra i bibliofili e fra i cultori del Lemmi, che fummo costretti a moltiplicarne  la tiratura in più edizioni.

 

Veniamo ora ai libri sul Lemmi.

 

Parecchi anni dopo l’intervista  realizzata  dal Pieroni al Lemmi, un bellissimo ed illustratissimo libro, con il testo scritto dal Pieroni e  con le immagini illustrate dal Lemmi- scelte  fra  le sue tante opere pittoriche e disegni - , per volere dell’Editore, venne pubblicato in 10.000 copie:

 

Nel 1978 – i selvatici da vicino- visti da Roberto Lemmi e Piero Pieroni – Editoriale Olimpia, in 4, rilegato, con bellissima sovra coperta a colori disegnata da Lemmi, di 205 pagine, illustrate con molti quadri del Lemmi a colori e in bianco e nero, con innumerevoli disegni di selvaggina e di scene di caccia, con altrettanti scritti di Pieroni a commento delle immagini.

Un libro, come si dice nella prefazione, precursore di un argomento che ha cominciato a rispondere alle domande del grosso pubblico  su una nuova scienza: l’etologia.

Veramente un bellissimo libro, che andò a ruba fra i collezionisti e  fra gli appassionati del Lemmi  e che si esaurì in breve tempo.

Ancora oggi è un’opera di difficile reperimento.

 

Nel 2006- Nel segno di Diana-Roberto Lemmi Pittore e illustratore della natura -  Editoriale Olimpia, in 4,rilegato di 79 pagine.Libro con prefazioni di Matteo Renzi, R.Cacciapuoti, F.Timo, ecc.), con scritti nel testo di G.Incerpi, C.Scheggi,M. Ramanzini ecc., edito in occasione del Centenario di Diana  e di una mostra  di alcune (una quarantina) opere del Lemmi a Firenze Limonaia nel Palazzo Medici Riccardi.

 

Nel 2007- Pittori e scultori alla Corte di Diana - Omaggio a Roberto Lemmi e Guido Cacciapuoti  -Editoriale Olimpia - l’Arte Animalier del ‘900, in 4 di 188 pagine.

Libro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, in occasione di una Mostra nel Museo del Corso di Pittori Animalier del 900,tra cui il Lemmi, anche per continuare a ricordare  il Centenario della rivista Diana.

Nel libro sono riportate una sessantina di pagine con opere a colori di  R. Lemmi, con commenti di G.Incerpi e altri Autori, con  biografie e alcuni quadri e sculture  dei vari pittori e scultori presenti nella Mostra di Roma.

 

Nel 2008 - Roberto Lemmi - EMOZIONI DIPINTE - Gli Autori, Milano, in 4 di 707 pagine.

Libro prodotto su mia idea (R.P.) e realizzato con Carlo Zangheri, con la collaborazione attiva di Giorgio Bracciani, Giorgio Fontanella, Bruno Sgarzi e Remo Venturini: bibliofili e/o collezionisti di Diana.

Libro stampato in due versioni: una in brossura normale ed una di lusso, rilegata e telata con iscrizioni in oro nel dorso e sulla copertina.

Il libro riporta su carta patinata le 342 opere (tutte le copertine di Diana dal ’36 al ‘71) a colori       (le prime in b.n.) del Lemmi, con alcune altre sue opere  pubblicate sulle copertine della rivista fino al 2006.

A fianco di ogni opera del Lemmi - a piena pagina a destra - , sono riportati sulla pagina a  sinistra alcuni  ricordi di caccia di noi sei coautori e molti racconti  scritti dai più importanti Autori della Letteratura Venatoria, tutti  naturalmente adeguati all’immagine del quadro lì riportato.

 

Nel 2009 – ROBERTO LEMMI- La politica del frammento – un catalogo della Mostra, tenutasi presso il Museo Tridentino di Scienze Naturali a Trento, in 16  di una sessantina di pagine con alcune opere del Lemmi presenti nella mostra, con presentazione scritta di Sandro Flaim, presidente UNCZA e scritti di altri autori.

 

Nel 2012- Vita ed Opere di ROBERTO LEMM I- Edita dal Museo Naturalistico di Jesolo, in 4 rilegata, di 317 pagine riportanti  la vita ed alcuni quadri, disegni, schizzi, bozzetti e pubblicità del Lemmi.

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