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Da Arci Caccia un no deciso all’integralismo e all’intolleranza animalista

arcicaccia logo co1In merito alla continua, ripetuta intolleranza animalista della quale si è fatto interprete anche il consigliere Regionale Veneto del PD Andrea Zanoni, il Presidente Nazionale dell’ARCI Caccia – Piergiorgio Fassini – ha dichiarato:

“Non ci faremo trascinare nella reiterata, sterile polemica praticata alla ricerca di una visibilità autoreferenziale e non volta a risolvere i gravi problemi che gravano sui cittadini italiani. Mettere la “caccia” tra i problemi e non tra le risorse di questo Paese è un falso, una manipolazione del pensiero degli italiani che, non nei sondaggi ma nelle “urne”, hanno dimostrato quanto ritenevano inutile e dannoso spendere denaro dei contribuenti per referendum contro i valori dell’economia rurale prima ancora che contro la caccia.

Prendere atto delle espressioni del popolo non fa comodo a chi cerca, attraverso la “predazione mediatica” di darsi un ruolo. Non siamo noi a dirlo ma i fatti: l’esasperazione animalista, il boicottaggio ai controlli delle popolazioni delle specie selvatiche con il risultato di incidenti d’auto e rischi di epidemie e, così, l’interdizione alla ricerca scientifica anche con la sperimentazione con specie animali, la criminalizzazione di una equilibrata alimentazione anche con carni (se selvatiche sono anche più salutari). Questi sono segnali di un fondamentalismo aggressivo della prospettiva di una migliore qualità di vita, anche da offrire alle nuove generazioni, che boicotta la ricerca di una consolidata e stabile armonia tra uomo e specie animali selvatiche, da costruire e gestire grazie alle conoscenze scientifiche per garantire biodiversità e sopravvivenza a tutte le specie del creato. Questa è umanità saggia e sapiente, responsabile ed artefici possono essere solo donne e uomini. Pensiamo sia fuorviante negare la storia dell’uomo che è fatta anche di caccia e di rispetto, di gestione della fauna selvatica e degli animali in genere.

La domanda che ci poniamo nel rispetto di tutte le posizioni personali (l’intolleranza è violenza che praticano altri) è una. La politica sia di sinistra che di destra ed il sindacato vogliono abdicare il loro ruolo di gestione e governo per farsi sostituire dalla dittatura degli animali?

Se così fosse, si prospettano solo guai per i cittadini del mondo di oggi. Quelli di domani non ci saranno”.

Arci Caccia Toscana: Febbraio Tempo di Capanni, rinnovi, nuove collocazioni e aggiornamento del geoscopio regionale

Tordo PuraArci Caccia Toscana ricorda a tutti i cacciatori che entro il 28 Febbraio dovranno essere inviate ai competenti uffici regionali i documenti per il rinnovo degli appostamenti fissi alla minuta selvaggina, a palmipedi , trampolieri e colombacci. Per espletare la pratica occorrerà compilare e inviare in Regione apposito modulo e allegare il pagamento della tassa di concessione di 56,00€ con apposito bollettino postale sul CCP 109504 intestato a Regione Toscana – Tassa per l’esercizio venatorio.

Dal 1 al 31 Marzo potranno essere inviate, tramite apposito modulo le richieste per la concessione di nuovi appostamenti delle tre tipologie. Al modulo dovranno essere allegate 2 marche da bollo da 16 €, le coordinate del nuovo appostamento e allegare il pagamento della tassa di concessione di 56,00€ per ciascun appostamento, compresi quelli complementari.

A questo link, inoltre, trovate la situazione degli appostamenti fissi esistenti al 31/01/2020: http://www502.regione.toscana.it/geoscopio/cacciapesca.html

Moduli e bollettini sono reperibili nell'articolo apparso sul sito di Arci Caccia : https://www.arcicaccianazionale.it/arci-caccia-toscana-febbraio-tempo-di-capanni/

Da Vicenza botta e risposta tra Arci Caccia e Federcaccia sull'unità del mondo venatorio

cacciando logo red

Federcaccia nella giornata di ieri ha diffuso questo comunicato:

FIDC. PER STARE INSIEME CI VUOLE RISPETTO, NON VUOTO PROTAGONISMO

“Leggo, con sorpresa,il comunicato di Arcicaccia in preparazione del proprio Congresso nazionale.Oggi a Vicenza, in occasione della manifestazione HIT, è previsto un incontro tra le Associazione venatorie per favorire l’estensione sul territorio dell’esperienza della Cabina di Regia” dichiara il presidente nazionale diFederazione Italiana della Caccia Massimo Buconi.

“Perfare qualcosa insieme, ed è un dovere verso la caccia e i cacciatori, la condizione minima è il rispetto reciproco. Altrimenti non è uno sforzo sincero,ma solo offensiva propaganda per conquistare un pizzico di quella visibilità cercata ma non più garantita né dal consenso né dalle idee. Mi auguro – prosegue Buconi– che da stasera siano ripristinate le condizioni di praticabilità dello stare insieme, pur con le diversità date dalla propria storia e dalla propria sensibilità, di cui ognuno è legittimamente orgoglioso”.

“Tutto quello che serve a far parlare la caccia con una unica voce che le dia maggiore considerazione e capacità contrattuale con le Istituzioni e la società civile avendo a cuore gli interessi dei cacciatori ci vedrà sempre partecipi con convinzione e onestà intellettuale. Ma si deve andare oltre e aprire una fase concreta di confronto e unità che porti al più presto a una unica sigla, non contenitore di altre sigle, ma realmente associazione unica dei cacciatori italiani. Per il loro bene Federcaccia è disposta a sedersi a un tavolo e a dare vita a questo processo. Chi predica e lancia accuse, o siede a uno stesso tavolo per altri motivi, è pronta lavorare con noi e a perseguire gli obbiettivi di una vera unità?” conclude il presidente Federcaccia.

 Ufficio stampa Federazione Italiana della Caccia

risponde Arci Caccia con questo comunicato diffuso oggi:

La Federcaccia chiede unità? Noi ci siamo, aspettiamo proposte concrete

Speriamo che il confronto avvenuto alla Fiera di Vicenza abbia sgombrato la mente della Federcaccia dalle polemiche sterili e aiuti a costruire una rappresentanza unitaria degli interessi del mondo dei cacciatori italiani. La Federcaccia vuole sciogliersi e mette a disposizione questa scelta per un percorso di costruzione di una nuova e terza realtà associativa, da costruire a pari condizioni con le altre che vorranno partecipare? C’è la volontà di costruire ex novo una rappresentanza in grado di incidere sulla società per riacquisire quel ruolo di protagonisti della gestione della fauna selvatica e della biodiversità, che i cacciatori possono svolgere assieme agli agricoltori? Se così è, siamo colpiti positivamente dalle parole del Presidente Nazionale di Federcaccia Massimo Buconi. La notizia che Federcaccia è disponibile a parlare della costituzione di un nuovo e alternativo modello che raggruppi il mondo venatorio per dare servizi unitari, assistenza e ruolo culturale ai cacciatori sotto una nuova diversa bandiera da scegliere insieme è la più gradita delle sorprese. Se ormai siamo oltre le tentazioni annessionistiche che hanno caratterizzato gli ultimi anni, noi siamo pronti fin d’ora a sederci ad un tavolo che tratti la transizione dagli attuali soggetti verso un nuovo democratico contenitore che raccolga la volontà e gli interessi dei cacciatori per metterli all’attenzione dell’operazione costituente superando la logica dei pacchetti delle tessere e degli interessi di “apparato” dirigente. Per questo aspettiamo suddetto tavolo, garantendo già da ora la nostra adesione. Arci Caccia può sciogliersi, lo abbiamo detto più volte, contestualmente alla Federcaccia. Le culture coesisteranno su basi di parità e rispetto e radicata democrazia della partecipazione. Nell’immediato, rilanciamo una richiesta immediatamente attuabile: la costituzione della Cabina di Regia in tutte le Regioni d’Italia, con coordinatori a rotazione e anche l’adesione di Fidc a quella Toscana.

 

Toscana: La Cabina di Regia presenta le proprie proposte al Consiglio Regionale

cabina di regia toscana logoNel pomeriggio di ieri le Associazioni Venatorie sono state ascoltate dalla 2° Commissione Consiliare che si occupa di caccia, territorio e agricoltura. La Cabina di Regia ha presentato nell’occasione le proprie proposte, lette a nome di tutti da Eugenio Contemori di Enalcaccia, a cui sono seguite le integrazioni proposte dalle altre componenti. Molti sono stati i temi toccati, dalla richiesta di poter istituire Aree Addestramento Cani temporanee e non, ad una risoluzione dei problemi sorti in Regione coi richiami vivi, passando per la richiesta di una riformulazione dell’articolo 28 bis, quello che riguarda la caccia agli ungulati. Le richieste hanno riguardato anche gli Atc, chiedendo una migliore trasparenza nella diffusione di verbali e delibere, oltre che la garanzia del diritto a essere rappresentate in Atc per tutte le Associazioni Venatorie Riconosciute.

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