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Trent’anni a caccia con le carabine REMINGTON

Il mondo è bello perché è vario e in democrazia, per fortuna, abbiamo abbastanza libertà di scelta.
Nel magico mondo della caccia poi, esistono un’ infinità di filosofie e di pensieri ed ogni singolo cacciatore è sempre pronto a difendere a spada tratta le proprie convinzioni.
C’è chi giura sulla superiorità di una razza canina, sulla qualità di certi accessori, sui particolari di una determinata ottica e sulle eccezionali caratteristiche balistiche dell’arma che ha scelto come fedele compagna di caccia.
Ritengo sia giusto che ognuno di noi abbia le proprie preferenze e le proprie simpatie perché se tutti avessimo avuto gli stessi gusti  ci saremmo ritrovati a correre dietro alla stessa donna!
Mentre io, invece, ho sposato Nadia ed ho acquistato, una dopo l’altra, ben quattro carabine Remington!
DSCN6387Do per scontato che quando un cacciatore acquista un’arma lo fa convinto e, dopo averci pensato bene, soltanto il tempo gli confermerà se la sua scelta è stata più o meno giusta.
Io la prima Remington la presi una ventina d’anni fa e ne sono rimasto soddisfatto come per l’ultima  che ho comperato poco tempo fa.
La “capostipite” era in calibro 243 Winchester e, dopo averla provata a dovere, l’avevo soprannominata la mia “Jad terrier”, perché era piccola ma decisamente cattiva.
La 243 con pochissime accuratizzazioni (tutte alla portata di qualsiasi appassionato) sparava molto bene, così, quando decisi di acquistare un calibro maggiore, la scelta ricadde automaticamente sempre sulla Remington. Presi una BDL Custom Deluxe Left Hand “mancina” in calibro 7 mm Remington Magnum.
2004 0612Image0035Poi, non ancora soddisfatto (o forse perché lo ero troppo), decisi che anche una Seven in calibro 308 W sarebbe stata la benvenuta nella mia rastrelliera.
Per festeggiare il terzo millennio (ogni occasione è buona!) decisi che era ora di prendere una carabina moderna, di quelle in acciaio inox e la calciatura in polimeri. Guarda caso, quella che mi piacque di più fu ancora una Remington: la bellissima 700 BDL Stainless Synthetic in calibro 270 Winchester.
Ditemi voi se sono o non sono un cliente affezionato della prestigiosa Casa di Ilion (NY) e della Paganini S.p.a. di Torino? C’è a chi piace cambiare (arma ed ottica, ma anche: macchina, casa, lavoro e…moglie!) e chi invece, come il sottoscritto, quando si trova bene con un prodotto continua ad usarlo imperterrito e con rinnovato entusiasmo.
Le mie Remington si sono sempre comportate bene sia a caccia sia in poligono, quindi, pur avendo diverse carabine, sono tuttora le mie preferite. La Remington è la più grande ditta produttrice di armi e di munizioni leggere del mondo ed anche se nei suoi cataloghi incluse per qualche tempo persino macchine da cucire e da scrivere, è dal lontano 1816 che girano dei fucili  con il suo marchio.
La carabina modello 700 venne commercializzata intorno al 1963, dopo che erano state apportate una serie di modifiche alle precedenti versioni 721 – 722 e 725.
Ed oggi, ad oltre quarant’anni dalla sua nascita, la 700 e tutte le carabine da essa derivate, sono le armi rigate più vendute al mondo. Il motivo di tanto successo credo che non dipenda soltanto dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, ma anche dalla loro robustezza, dall’affidabilità, dalla precisione e dalla semplicità di manutenzione.
La sua particolare azione tipo Mauser, anche se pesantemente criticata per la fragilità dell’estrattore a fascetta, con due poderose alette di chiusura sulla testa dell’otturatore, viene spesso utilizzata nella preparazione di armi “Custom” e da Bench Rest. Inoltre l’M 40 è tuttora il fucile dei tiratori scelti SWAT e del corpo dei Marines.
Le bolt action Remington sono tra le pochissime carabine di serie che montano degli scatti a due leve completamente regolabili, simili in tutto e per tutto a quelli usati nelle competizioni.BILD2283
Questa secondo me è una delle loro migliori caratteristiche, ma per ottenere veramente degli ottimi scatti a “rottura di cristallo” è necessario operare perfettamente e contemporaneamente su tutte le tre viti di regolazione presenti nel pacchetto.
La vite situata nella parte posteriore dello scatto permette la regolazione della lunghezza. Quella posta nella parte anteriore in alto regola la corsa del grilletto, mentre la vite anteriore bassa regola il peso dello sparo.
Accuratizzare lo scatto di una carabina Remington a nostro piacimento è abbastanza facile, ma va fatto con impegno e con un minimo di competenza; peccato che per farlo sia necessario separare la meccanica dalla calciatura.
Anni fa la Casa madre ha messo in commercio anche un tipo di stecher monogrillo “alla francese” ed anch’io sulla mia 243 ho montato un Canjard simile, ma credo che dopo una giusta regolazione lo scatto originale vada più che bene in un’arma da caccia.
Come tutte le carabine statunitensi, anche quelle della famiglia “700” adottano tre diverse azioni (short, medium e magnum) e quattro differenti lunghezze di canne: 470, 560, 610 e 660 mm. Possono avere la calciatura in legno verniciato (con la stessa resina epossidica delle palle da Bowling, DuPont RK-W),  rifinito ad olio all’europea, in polimeri o in Kevlar e dotate di caricatore amovibile, a sportellino oppure a scomparsa all’interno della calciatura stessa.
Le carabine Remington hanno un’estetica particolare (specialmente quelle “laccate”) che può piacere come non piacere, ma va comunque detto che vantano delle buone finiture sia esterne sia interne, che sono costruite con degli eccellenti materiali (tutti gli acciai sono del Gruppo DuPont al Cr-Mo o al Ni-Cr), funzionano bene ad ogni latitudine e, salvo rari casi (con quando adottano canne Bull Barrell, Varmint e in da Big Game) sono anche armi molto ben bilanciate.
Se confrontiamo i pro e i contro di una carabina 700 BDL Deluxe ci accorgiamo che i primi surclassano i secondi, ma nei “contro” ci sono dei difetti che potevano, anzi che dovevano, essere da tempo perfezionati.
Per quanto io sia un “Remingtonista”, non posso assolutamente perdonare al grande colosso americano la pessima sicura a due posizioni, gli orrendi inserti bianchi nel calcio e le mire buttate lì per caso.
Di solito non uso la cinghia di trasporto e questo è un bene quando  si utilizza una carabina Remington, perché con l’arma in mano ci si  accorgerebbe subito se l’otturatore si fosse aperto inavvertitamente, ma quando vado a caccia in montagna e porto la mia SS 270 W in spalla, non potete immaginare quanto mi arrabbio quando mi accorgo che stavo cacciando con l’arma in sicura, scarica e con l’otturatore aperto!
Poter aprire e chiudere l’otturatore in sicurezza può essere conveniente per scaricare il serbatoio “a scomparsa” della mia Seven, ma è risaputo nell’ambiente armigero che, in armi di un certo pregio, dovrebbe esistere anche un dispositivo in grado di bloccare oltre allo scatto anche l’otturatore.
Per gli inserti bianchi tra coccia, calciolo, puntale e il legno, credo che anche alla Reminton si siano quasi definitivamente convinti che non era certo il massimo in fatto di estetica.
Basta vedere il look delle nuove Mountain, Classic, ADL, CDL, APR, ABG e  LSS. La tacca di mira ed il  mirino sono accessori di cui farei tranquillamente a meno in una carabina ad otturatore destinata alla caccia a lunga distanza contro bersagli fermi, ma se proprio vogliamo metterceli, che almeno siano funzionali.
La tacca di una 700, pur essendo completamente regolabile in elevazione e deriva, è di difficile acquisizione.
Forse era previsto un inserto a V di colore bianco, ma in tutti i modelli che ho visto, devono esserselo dimenticato. Stesso discorso per il mirino.
Un altro pregio-difetto di tutte le carabine Remington è che sparano bene con un tipo di munizione e meravigliosamente con un altro.
Cosa significa? Significa che con i loro passi di rigatura (Twist), i lori vivi di volata, i loro profili di canna, ecc, le Remington sparano meglio con una munizione piuttosto che con un’altra.
Se già possedete una carabina “700” o da essa derivata, oppure se avete deciso di acquistarne una, prima di decidere qual è la munizione che fa al caso vostro provatene più tipi.
Credo che se nella ferramenta sottocasa trovassi esposti degli attacchi per montare un’ottica sopra ad una carabina Remington non mi stupirei affatto, perché ne esistono tanti modelli e tutti di facilissima reperibilità.
Sono praticamente gli stessi che montano le carabine Howa, Smith & Wesson, Weatherby, BSA e Sabatti. Acquistai la 243 Winchester per la caccia al capriolo, la 7 mm Remington Magnum per daino e cinghiale, la Seven calibro 308 W come arma da accompagnatore – recuperatore e per ultima presi la 270 Winchester SS “bianca” esclusivamente per la caccia al camoscio.
Sulle prime due ho montato, sempre su attacchi fissi Leupold STD, due ottiche  Swarovsky 6 x 42, sulla Seven un onesto Meopta 6 x 42 e sulla specialistica 700 BDL Stainless Synthetic non poteva che esserci un superbo Leupold Silver Vari X III 3,5 – 10 x 50.
Con la sola esclusione della 308 che uso pochissimo (gli preferisco la 243!), tutte le altre carabine mi hanno sempre soddisfatto e in occasione dei periodici controlli al poligono non hanno mai fatto riscontrare alterazioni anomale delle loro tarature.
Le Remington rientrano nella fascia media del mercato perché costano un prezzo giusto, ma devono vedersela con diverse e spietate concorrenti. Io tutte le volte che compro un fucile giuro sempre che è l’ultimo, ma poi il mattino dopo quando mi faccio la barba vedo che mi sta crescendo il naso come Pinocchio!
Non prevedo a breve “nuovi arrivi” in rastrelliera ma devo confidarvi un segreto (e per carità non ditelo a mia moglie): è da parecchio tempo che sto accarezzando l’idea di prendere una carabina in calibro 338 Winchester Magnum e la vorrei un po’ particolare.
Magari col calcio laminato e la meccanica in acciaio inox, oppure con finitura “Parkerizzata” e calcio in Kevlar.
Non ci crederete, ma nel nuovissimo catalogo della Remington  ho visto un paio di modelli che farebbero  proprio al caso mio!
 
Colgo l’occasione per salutare il Sig. Domenico Gallo della ditta Paganini spa di Torino telefono 011 8177860, www.paganini.it , per il tempo che mi dedica tutte le volte che ne ho bisogno.     
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