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Federcaccia: un plauso all'aumento dei massimali minimi delle assicurazioni

In questa nota, sotto riportata, Federcaccia plaude all'aumento dei massimali assicurativi minimi previsti per legge. Una misura che porterà probabilmente un aumento del costo delle tessere più economiche, contraccambiate da tutele più alte.

Fra i numerosi emendamenti presentati alla Legge di Bilancio ne troviamo uno a firma del senatore Ferrazzi (Pd) che si propone di modificare i massimali minimi dell’assicurazione RC obbligatoria per l’esercizio dell’attività venatoria, ancora fermi al 1992.

“La proposta avanzata, che speriamo trovi accoglimento, porta le cifre minime per cui è obbligatorio assicurarsi a valori sicuramente più congrui alla attualità e soprattutto ai risarcimenti che vengono fissati in seguito a eventuali incidenti” ha affermato il presidente nazionale Massimo Buconi commentando l’emendamento.

“Dal 1992 ad oggi quelle cifre non sono state mai aggiornate, il che a ben pensare è una cosa priva di senso. Basti pensare nello stesso periodo quante volte sono stati aggiornati i massimali minimi di legge per la RC auto. Moltissimi cacciatori più accorti, da tempo non si accontentano più di essere solo in regola con la legge ma si tutelano in modo completo e previdente, per sé e per gli altri. Per questo consideriamo questo emendamento una proposta di buon senso utile sia ai praticanti che a tutta la società” ha concluso il presidente.

Costituita la Cabina di Regia del Mondo Venatorio in Toscana

Dare finalmente un segnale di unità del mondo venatorio, lavorare per portare avanti posizioni condivise con spirito collegiale, in un raggruppamento dove le associazioni abbiano pari dignità e le posizioni espresse saranno frutto di una sintesi sempre possibile tra le persone di buona volontà. I presidenti di 5 delle 7 Associazioni Venatorie riconosciute presenti in Toscana (ANLC, ARCI Caccia, Enalcaccia, EPS e Italcaccia) si sono riuniti il 3 dicembre a Siena per riaffermare con forza il ruolo del mondo venatorio in armonia con l’ambiente, il mondo rurale e quello agricolo a partire dai tavoli di concertazione messi in campo dalla Regione e anche in vista delle prossime consultazioni elettorali. Lo hanno fatto consapevoli della necessità di dare una svolta alle richieste di unità che vengono dai cacciatori, perché solo formando un fronte compatto la caccia potrà trovare ascolto nel mondo politico e mostrarsi credibile nei confronti dell’opinione pubblica. Due condizioni basilari per dare un futuro alla nostra passione, assediata dal degrado dell’ambiente, dalla cattiva gestione e da un ambientalismo astratto, salottiero, urbano, ormai schiacciato su una vuota filosofia animalista. Per agire in modo ancora più efficace hanno deciso di dare vita a una Cabina di Regia che vede riunite la maggior parte delle Associazioni Venatorie nazionali riconosciute, rappresentanti una buona metà dei cacciatori toscani, che sono radicate su tutto il territorio agro-silvo-pastorale della nostra Regione e aperte al contributo di quelle forze e di quei portatori di interesse che si riconoscono, vivono e operano nel mondo rurale e agricolo e nel rispetto dei suoi valori. Una Cabina di Regia unita sulle cose che contano e che da oggi in poi moltiplicherà gli sforzi, per rilanciare una immagine corretta, reale e non manipolata dell’attività venatoria. Ponendo l’accento su quanto i cacciatori già fanno per la tutela e la conservazione della fauna e dell’ambiente e su quanto potrebbero fare se maggiormente coinvolti nelle operazioni di gestione di tutto il territorio agro-silvo-pastorale, comprese le aree protette.
Certo resta l’amaro in bocca per la mancata adesione di Federcaccia e Anuu, anch’esse invitate alla riunione che, in modo tardivo, hanno declinato l’invito, pretendendo di essere invitate come CCT. Questa che si è formata è la Cabina di Regia delle Associazioni Riconosciute e la CCT, a quanto ci risulta, non possiede questo requisito, in quanto associazione di secondo livello formata in parte da associazioni riconosciute e in parte da formazioni prive di riconoscimento giuridico.
La porta resta comunque aperta e l’adesione di Anuu e Fidc verrà accolta in qualunque momento, in questa che sarà una casa di vetro, dove le decisioni e le posizioni espresse saranno manifestazione di una sintesi tra le varie anime, senza nessun azionista di maggioranza.
Questo il patto sottoscritto dai cinque Presidenti Regionali, con una unanimità di vedute e una disponibilità a collaborare sui temi più importanti tale da far intravedere un roseo futuro per i cacciatori toscani.

Coronata da successo la partecipazione di Confavi alla fiera di Forli.

Si è conclusa con un indiscutibile successo per la Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane la partecipazione a “Caccia & Country Fishing Expo”, la manifestazione fieristica organizzata presso la Fiera di Forlì dal 29 novembre al 1^ dicembre u.s.

A ricevere i numerosi visitatori sono state le volontarie ed i volontari della CONFAVI che, oltre a provvedere alla distribuzione delle inconfondibili borsette giallo vivo, hanno garantito un’adeguata accoglienza presso lo stand CONFAVI allestito in modo impeccabile dai responsabili della Confederazione capeggiati dal sig. Monducci, tanto da attirare l’attenzione dei numerosi rappresentanti istituzionali che hanno visitato il nostro stand.
Vivo interesse da parte di numerosi visitatori anche per le proposte assicurative di CONFAVi e per l’organizzazione della Confederazione che si sta rapidamente radicando su tutto il territorio nazionale.

 

UFFICIO STAMPA CONF.A.V.I.
Confederazione delle Associazioni
Venatorie Italiane

Thiene, li 2 dicembre 2019

A Roma la 58a assemblea nazionale Federcaccia

federcaccia

Donne, giovani, comunicazione, valorizzazione del ruolo sociale dei cacciatori. Oltre al rafforzamento dell’impegno scientifico-gestionale e giuridico per una corretta programmazione venatoria, poggia su questi temi il programma di lavoro della prima associazione venatoria italiana condiviso dai dirigenti nazionali. Assegnata a Bruno Modugno la più alta onorificenza della Federazione, quella di “Gentiluomo cacciatore”
Roma, 2 dicembre 2019 – Si respirava un clima di entusiasmo e fattiva partecipazione nella sala che ha ospitato i lavori della 58a Assemblea straordinaria, lo scorso sabato 30 novembre, prima assise nazionale del nuovo mandato dopo quella elettiva dello scorso maggio. Un fitto ordine del giorno, scandito con precisione mitteleuropea - come ha fatto notare qualcuno dei presenti con un sorriso compiaciuto - dal giovane presidente regionale della Sardegna Davide Bacciu, per l’occasione presidente dell’Assemblea, ha impegnato i presidenti regionali e provinciali intervenuti all’appuntamento. Alcune interessanti relazioni hanno preceduto la precisa e puntuale relazione del presidente nazionale Massimo Buconi. Particolarmente apprezzato il progetto di comunicazione integrata a livello nazionale illustrato da Paolo Pini, amministratore della Casa editrice Greentime, che accanto alla creazione di una rete di comunicatori diffusa su tutto il territorio nazionale - nell’occasione si è tenuta la loro seconda riunione operativa - avrà una parte fondamentale nel raggiungimento di un più elevato livello di diffusione e promozione dei temi della caccia sia all’interno sia, soprattutto, all’esterno del nostro mondo, andando a incidere in modo più sensibile sull’opinione pubblica.
Un lungo applauso ha accolto la presentazione da parte della coordinatrice Isabella Villa del Coordinamento nazionale delle cacciatrici Federcaccia, destinato ad accogliere tutte le cacciatrici, cinofile e simpatizzanti per dare alla componente femminile del nostro mondo una sempre maggiore visibilità e coinvolgimento concreto in tutte le attività della Federazione. Seguito con particolare interesse l’intervento del consulente assicurativo, un focus sui sinistri occorsi nelle passate stagioni, che ha messo in evidenza come la causa di infortunio più alta non siano le armi da fuoco, ma le cadute e come la fascia di età più colpita non sia quella più elevata.
“Avere un’idea più precisa degli infortuni - ha sottolineato il presidente Buconi - serve non solo a offrire ai nostri tesserati prodotti assicurativi sempre più mirati e quindi migliori, ma anche a contestare le accuse pretestuose più diffuse nei nostri confronti dagli anticaccia. Daremo sempre maggior spazio alla ricerca scientifica finalizzata al sostegno di una pratica venatoria sostenibile e rispettosa della biodiversità - ha proseguito - valorizzando e continuando a investire nell’ufficio Studi e ricerche Faunistiche e agro-ambientali, vero fiore all’occhiello della nostra Federazione. Con il contributo delle sue indicazioni struttureremo meglio gli interventi giuridici non solo a sostegno, ma cercando di anticipare gli odiosi e in larghissima parte strumentali ricorsi ai calendari venatori individuando regioneper regione i nostri punti di forza e di debolezza. Sempre in questo campo stiamo lavorando per organizzare un convegno giuridico di alto livello per analizzare dove sta andando la giurisprudenza in tema ambientale, venatorio e di benessere animale. Non sarà ovviamente un momento per i cacciatori ma per addetti ai lavori, avvocati, magistrati, giuristi, che abbia anche un valore di aggiornamento e formazione su un tema delicato, di quasi quotidiana applicazione, ma in realtà ben noto solo a pochi esperti. Accanto alla comunicazione e all’universo femminile - ha poi sottolineato il presidente - abbiamo dato il via a un progetto rivolto ai giovani. I giovani sono il nostro futuro non solo come cacciatori ma anche come dirigenti e meritano tutta la nostra attenzione. Vogliamo dare vita a un meeting di giovani cacciatori dove potranno conoscersi, confrontarsi e dirci cosa pensano e cosa vogliono dalla caccia di domani. È nostro dovere dargli voce e ascolto e Federcaccia è ancora una volta aperta e disponibile ad assumersi questa responsabilità”.
Un breve e libero dibattito, vero cuore di ogni riunione federale, ha fatto seguito all’applaudito intervento del presidente e preceduto l’unico adempimento statutario previsto, ovvero l’approvazione del bilancio di previsione, avvenuta con un solo astenuto.
Un momento di piacevole commozione ha segnato l’assemblea con l’attribuzione a Bruno Modugno, uomo di cultura e decano dei giornalisti venatori italiani, del titolo di “Gentiluomo cacciatore”, la massima onorificenza della Federcaccia prevista per chi con la propria vita e il proprio esempio ha portato lustro alla caccia. Un titolo che Modugno, insieme ai pochi altri insigniti di questo riconoscimento, merita pienamente.
E in questa ottica, proprio a partire da questa assise, è stata introdotta un’altra onorificenza, quella de “Il cacciatore dell’anno”, al fine di concedere un riconoscimento a quei soci che si sono distinti per particolari meriti conseguiti in atti o per il proprio impegno in materia faunistico-venatoria, ambientale, etica o sociale che abbiano portato onore nella società alla Federazione e alla figura del cacciatore. La prima è stata attribuita a Gino Ranieri, per il ruolo di coordinamento della squadra di volontari da lui assunto durante l’intervento di salvaguardia nella zona protetta di Valle Mandriole (Valle della Canna) in seguito all’emergenza ambientale che ha colpito l’area umida. Altri riconoscimenti, questa volta per la loro attività all’interno della Federazione sono stati attribuiti ad alcuni presidenti provinciali e comunali. “Presidente dell’anno” sono così stati nominati: Carlo Cappellari, provinciale Valle d’Aosta; Francesco Antonio Greco, provinciale Cosenza; Corrado Figura, provinciale Siracusa; Paolo Barbera, comunale Gallico (RC); Moreno Bertocci, comunale Pescia Fiorentina (Gr).
L’Assemblea è stata anche il momento per consegnare un piccolo ma sentito riconoscimento, agli atleti e ai tecnici che hanno rappresentato l’Italia agli ultimi Campionati del mondo di cinofilia, concludendo così in un clima di festa un appuntamento importante nella vita associativa della Federcaccia.

Ufficio stampa Federazione Italiana della Caccia

Toscana: Cara Cia, la caccia pubblica non si tocca

toscana

Abbiamo letto con estrema perplessità le agenzie che riportano quanto emerso nel convegno organizzato dalla Cia a Firenze giovedì 27 novembre. Se concordiamo con i dirigenti dell’associazione quando chiedono a gran voce una revisione della legge 157/92 e un potenziamento della filiera della carne di selvaggina, non possiamo assolutamente condividere qualsiasi idea che vada in direzione di una privatizzazione della caccia e della gestione faunistica. Quindi combatteremo ogni ipotesi che preveda un rapporto di proprietà tra selvaggina e proprietari dei fondi, possibilità di intervento “privatistico” degli agricoltori nei contenimenti e ancor di più la formazione di “gruppi armati” di operatori stipendiati che si sostituiscano alla gestione pubblica dei cacciatori. Certo, siamo solidali con gli agricoltori che vengono danneggiati dagli ungulati, infatti, i soldi degli indennizzi vengono dalle nostre tasche, ma ci opporremo con ogni mezzo a qualsiasi tentativo, plateale o mascherato, di andare verso un’abolizione dell’articolo 842, fondamento dell’attività venatoria come la conosciamo. Così come ci siamo opposti all’autorizzazione per emendamento di nuovi istituti privati in spregio della programmazione faunistica. Piuttosto, rivolgiamo un forte appello agli agricoltori per affrontare insieme le problematiche Venatorie, ribadendo la centralità della caccia sociale. Restiamo in attesa della convocazione di quel tavolo di lavoro comune, per cui, anche la Cia Nazionale si era impegnata.

Arci Caccia Toscana, Enalcaccia Toscana, ANLC Toscana e Italcaccia Toscana

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