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Benelli 828 U beccaccia

Benelli 828 U beccaccia

 828 U per la caccia alla beccaccia di Vittorio Balzi

828 U beccaccia intero min

Cacciare la beccaccia non è facile, la troviamo per lo più in un ambiente parzialmente ostile al cacciatore e il suo volo veloce e zigzagante è caratterizzato da traiettorie imprevedibili che la portano ad apparire e scomparire nel folto con estrema rapidità. Non a caso oltre che “regina del bosco” la Scolopax Rusticola (Beccaccia Eurasiatica, il genere Scolopax comprende sei specie distribuite in quasi tutti i continenti) è definita da molti anche il “fantasma”, parola che deriva dal greco phantasma ossia “apparizione”.
Una volta la caccia alla beccaccia era consentita anche all’alba e al tramonto, ma oggi la cosa giustamente vietata perché in quegli orari il volo del selvatico è eccessivamente regolare ed esso costituisce quindi un bersaglio troppo facile contrariamente a quanto accade di norma, quando il volo è veloce e zigzagante.
Che si vada da soli o col cane, servono riflessi pronti, una buona mira e padronanza del fucile. Questo deve garantire rosate larghe, folte e ben guarnite, anche essere svelto alla spalla, leggero, maneggevole, di brandeggio fulmineo e senza tendenza a sbandierare quando si segue il bersaglio. La leggerezza e la distribuzione delle masse sono molto importanti perché contribuiscono a garantire le indispensabili caratteristiche dinamiche e aumentano la resa del seguace di S. Uberto impegnato in quella che è una vera e propria caccia ai fantasmi. E visto che il cacciatore di beccacce è anche uno sportivo e un “esteta” non è certo un male se lo “schioppo piuma” ha linee filanti e aggraziate, si distingue per eleganza ed è un prodotto di qualità. Per dirla con un termine che non passerà mai di moda, il cacciatore di beccacce appartiene alla schiera dei gentlemen, termine che in un lontano passato indicò i cittadini inglesi appartenenti alla nobiltà, come pure quelli autorizzati a portare armi anche se non nobili. Il termine gentleman è diventato di uso corrente per indicare chi ha educazione, aspetto e modi distinti e ha ora il significato equivalente a quello dell’italico “gentiluomo” ovvero chi, nell’insieme del suo comportamento, ha tratti signorili e perfettamente corretti.
Il gentiluomo cacciatore non si accontenta di un qualsiasi fucile, ma ne vuole uno che oltre a massimizzare il rendimento sul campo soddisfi le sue peculiari esigenze comportamentali ed emozionali. Anche lui, come tutti ha i suoi sogni e i suoi bisogni, cosa in Benelli non dimentichiamo mai e infatti abbiamo una gamma molto vasta ed articolata che per quanto riguarda la caccia alla beccaccia comprendeva fino ad oggi più di un semiautomatico specifico; ma adesso che il sovrapposto 828 U marcia a regime ed è arrivato il momento delle versioni specializzate non potevamo esimerci dal proporne una dedicata alla “regina”, che proprio per la sua specializzazione potrà dire la sua nelle caccie di movimento, in quelle col cane e tutte le volte che ci addentriamo tra le ombre del bosco.

 

828 U B lato DX min
Il nuovo modello si chiama BECCACCIA e si differenzia a colpo d’occhio dallo 828 U Black per la diversa tonalità nell’anodizzazione della bascula (qui vira verso il marrone) e le canne da 24” ovvero cm 61. A distinguere esteticamente il BECCACCIA ci sono anche scritte e grilletto dorati e la testa stilizzata della beccaccia nella coccia sotto alla pistola del calcio in noce con fiammature esaltate a laser. Il disegno della pala e quello dell’asta non sono mutati e portano la stessa zigrinatura intagliata che troviamo sugli altri sovrapposti della famiglia. Questa zigrinatura favorisce la saldezza della presa, non è fastidiosa neppure sparando molto e consente un più agevole riassetto del mano nel caso che la presa fosse inizialmente non corretta o comunque quando il cacciatore decide di modificare l’impugnatura.
Come su tutti i nostri fucili, il disegno dell’asta aiuta a contrastare ancora meglio il rilevamento, a riportare più rapidamente in mira il fucile ed a gestire al meglio il fucile. La calciatura, in noce con fiammatura esaltata a laser e finitura opaca, è sovrapponibile a quella del normale 828 U e come tale è caratterizzata dal Progressive Comfort e da una possibilità di regolazione semplicemente inusitata.
Variare la lunghezza dei calci di un sovrapposto non è una grande novità, lo è però se quella variabilità è legata ad un sistema di moderazione del rinculo e del rilevamento e lo è ancora di più considerando che oltre ai calcioli ho anche i naselli intercambiabili e posso modificare piega e vantaggio a mio piacimento. Il tutto fa parte del sistema Progressive Comfort (brevettato) che comprende: moderatore di rinculo, naselli e calcioli intercambiabili, variazione micrometrica di piega e vantaggio con 40 possibili combinazioni originate da 5 piastrini piega (45/50/55/60/65) e 4 piastrini deviazione (+6/-6, +3/-3, +6/-6 -1/2 drop, +3/-3 -1/2 drop).
Il Progressive Comfort vero e proprio è un sistema di ammortizzazione differenziato collegato direttamente al calciolo in poliuretano microcell ad assorbimento d’urto ed inserito in una cavità nella parte posteriore della calciatura. Il sistema di ammortizzazione è realizzato in tecnopolimero e risulta costituito da un’asta prismatica con un grado di libertà dotata di braccia che vanno ad interferire con delle travi a sbalzo che, quando l’asta viene spinta, dal calciolo, verso l’interno del calcio, si flettono sotto l’azione delle braccia di contrasto e così facendo assorbono parte dell’energia del rinculo. È quindi la deformazione delle travi a sbalzo che, riducendo la velocità di rinculo del fucile, fa spendere parte dell’Energia Cinetica che altrimenti si scaricherebbe tutta sulla spalla. Le travi a sbalzo sono divise in due gruppi: uno di travi più sottili e uno di travi di maggior sezione; Il primo entra subito in azione attenuando gli impulsi di minore entità, il secondo entra in funzione quando la flessione delle travi “sottili” è al massimo.
Il LOP (lengh of pull) “base” è di mm 365 e può essere incrementato sostituendo i calcioli; il calcio ha naselli intercambiabili in poliuretano grazie ai quali il tiratore può assumere la posizione della testa per lui più indicata, viene ad essere massimizzato il confort e minimizzato il rischio di sordità che, con i fucili, deriva in primo luogo dalle vibrazioni che il calcio trasmette alla mandibola e da questa passano al cranio. Il nasello intercambiabile è tale senza bisogno di attrezzi, la sostituzione è rapida e riducendo e smorzando gli urti e le vibrazioni trasmesse dalla pala del calcio riduce il rischio di danni uditivi e massimizza il comfort del tiratore.
Il Progressive Comfort dello 828U è stato progettato ad hoc per il sovrapposto ed è ottimizzato per le cariche con 30-36 grammi di pallini anche ad alta velocità. Questa scelta non significa che il Progressive Comfort non lavori con le cariche minime (24 grammi) o con le baby e le magnum: smorza significativamente la sensazione di rinculo con qualsiasi tipo di cartuccia, ma rende al massimo con quelle della gamma 30-36 perché sono le più usate e perché sono quelle con le quali è più probabile che dobbiamo trovarci a sparare una coppiola in rapida successione. Ottimizzando la resa per queste cariche abbiamo ridotto al massimo anche i corrispondenti intertempi perché abbiamo ridotto al massimo sia la sensazione di rinculo che l’impennamento. Anche questo particolare allestimento dello 828 U è abilitato per l’uso dei pallini di acciaio e di quelli non tossici in generale con durezza al cuore ˃ 40 HV, non che questi siano consigliabili per la beccaccia, ma ci sono sempre i condizionamenti imposti dalle varie normative (Benelli vende in tutto il mondo) e il fucile non è certo limitato alla caccia alla regina del bosco.

828 U B 01 min


Tutti gli 828 U sono camerati 12/76 perché il pubblico preferisce sempre e comunque la cameratura magnum anche quando l’uso dei cartuccioni da mm 76 non è previsto. Nel caso del BECCACCIA abbiamo un peso di 2.650 grammi e anche col Progressive Comfort la piacevolezza dell’arma al tiro non sarebbe esaltante, ma anche se non tireremo mai le poco probabili cannonate mette conto di ricordare che la cameratura magnum può rivelarsi utile nel caso si utilizzino delle 12/76 con pallini di acciaio che in certi casi sfruttano il maggior spazio interno per aumentare il molleggio riducendo la sensazione si rinculo. E a proposito di rinculo è bene ricordare che sotto questo profilo le cartucce con pallini di acciaio sono più simili a quelle slug, anch’esse utilizzabili nello 828 U, che sollecitano maggiormente la spalla del tiratore. Ecco quindi che il Progressive Comfort ha un’ulteriore ragione di essere perché rende meno “faticoso” e meglio controllabile un fucile leggero anche quando lo stesso non è alimentato con i caricamenti di elezione.
Il fucile da beccaccia deve anche essere abbastanza leggero, sia per ovvie questioni di porto prolungato e di aumento del rendimento nell’impegnare bersagli particolarmente difficili, sia perché l’ambiente nel quale ci muoviamo non è dei più agevoli. E se ci facciamo largo nella vegetazione mentre con l’altra mano teniamo il fucile, oppure se dobbiamo saltare un fosso, ma anche semplicemente se ci muoviamo col fucile pronto per essere imbracciato e portato in mira la leggerezza ha il suo perché. Attenzione però che non sia una leggerezza insostenibile perché un fucile troppo leggero scalcia e comunque rende più difficile il tiro; sul nostro sovrapposto da acchiappafantasmi ci possiamo permettere il peso piuma perché abbiamo il Progressive Comfort.
La PTmax (massimo della media delle pressioni) per un lotto di cartucce 12/70 o 12/76 non deve superare i 1.050 bar, mentre la PK (massima pressione ammissibile per una singola cartuccia) deve essere inferiore a 1.200 bar. Sullo 828U abbiamo sparate cartucce con PK fino a 2.500 bar senza alterazione degli spazi di testa e per ottenere questo eccezionale risultato abbiamo rivoluzionato gruppo canne, chiusura e bascula.
Iniziamo dalla chiusura. Questa è assicurata da una piastra in acciaio che inferiormente porta un aggetto orizzontale foggiato a culla e dotato di due risalti posti uno per lato. Ad arma in chiusura la piastra impegna inferiormente il gruppo con l’aggetto orizzontale mentre la sua parte superiore entra in una sede ricavata sotto alle due appendi superiori del gruppo canne. In questo modo il vivo di culatta è letteralmente sigillato e l’insieme piastra-canne costituisce un’unità a se stante che sotto rinculo carica la faccia della bascula.
I perni di rotazione non lavorano durante lo sparo e in effetti servono “solo” per far ruotare il gruppo canne, che ad arma in chiusura non può ruotare perché due appendici di un elemento ad U collegato alla chiave entrano in corrispondenti sedi dentro le appendici supero-posteriori del gruppo canne.
Anche se non lavoranti allo sparo, i perni di rotazione sono super resistenti e facilmente sostituibili in quanto parte integrale di piastrine in acciaio alloggiate nei fianchi della bascula. Probabilmente potevamo risparmiarci le relative complicazioni, ma la nostra filosofia concettuale si basa da sempre sull’idea del “dare di più e di meglio” come caratteristiche e prestazioni, prevede quindi anche di garantire robustezza da cassaforte coniugata con facilità di intervento pure nel caso la necessità di questo intervento costituisca un’evenienza decisamente improbabile.
L’asse di rotazione del gruppo canne è piuttosto alto (più o meno sulla mezzeria della canna inferiore) e questo potrebbe far ricadere fra quelle ad orecchioni la bascula dello 828U; in realtà si tratta di una bascula sui generis che delle bascula ad orecchioni conserva però il vantaggio della ridotta altezza, cosa che non solo è vantaggiosa sul piano formale, ma assume anche una valenza sostanziale in quanto contribuisce ad accorciare il braccio intercorrente tra la Forza che “spinge indietro” e quella che contrasta la spinta. La riduzione del Momento meccanico (attitudine di una forza a imprimere la rotazione a un oggetto) è vantaggioso per la durata della bascula (di fatto praticamente illimitata) e per il concorso alla riduzione dell’impennamento.
Stando ai più, il vero vantaggio del sovrapposto rispetto al semiautomatico non sono tanto le due differenti strozzature quanto la minore lunghezza complessiva, a parità di lunghezza della canna, derivante dal fatto che la bascula è più corta di una carcassa e, grazie anche alla configurazione complessiva, il sovrapposto avrebbe, coeteris paribus, un vantaggio in termini di inerzia durante il brandeggio, di velocità nell’imbracciata e di puntabilità istintiva . In tutto questo c’è del vero, riteniamo però che le generalizzazioni siano almeno talvolta assoggettabili a dibattito e che parlando delle caratteristiche dinamiche non si possa prescindere dal posizionamento del centro di gravità e dalla morfologia delle singole parti che si interfacciano con l’utente. Sullo 828U BECCACCIA le canne sono da cm 61 e per quanto tutte quelle degli 828 U siano in configurazione “leggera”, rispetto alle versioni con canne da 66 o 71 (con queste ultime il fucile “fa bilancia” in corrispondenza dei perni di rotazione) abbiamo un sensibile arretramento del centro di gravità. Ciò significa anche una maggiore velocità di salita alla spalla e una più rapida messa in mira, che può essere modulata secondo le preferenze/esigenze del cacciatore grazie al fatto che lo 828 U è l’unico sovrapposto al mondo sul quale si può regolare (finemente) piega la piaga del calcio che sul fucile di serie prevede mm 35 al nasello e mm 55 al tallone. La possibilità di regolare piega e vantaggio, come pure quella di modulare il tiraggio rendono lo 828 U un sovrapposto che si può tagliare su misura per l’utente e questo contribuisce ad esaltare le doti dinamiche proprie di un sovrapposto leggero e con canne “leggere” lunghe cm 61.
La chiusura dello 828U è semplicemente incrollabile nel tempo e garantisce inusitati margini di sicurezza; visto il tipo di ancoraggio della piastra al monoblocco era giocoforza necessario che lo stesso possedesse superlative caratteristiche meccaniche, come pure superlative dovevano essere le caratteristiche meccaniche dei “tubi” perché è inutile avere un “tappo” a prova di bomba se poi la “bottiglia” non è all’altezza del “tappo”. Scelta dei materiali e trattamenti termici hanno consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati senza aggravio ponderale perché il monoblocco dello 828U è completamente diverso da quelli tradizionali nei quali i tubi sono innestati nei manicotti del monoblocco; sullo 828U sono le “appendici” del monoblocco ad essere innestate nei tubi.
Il monoblocco dello 828U è un pezzo di forma complessa realizzato all’utensile con tolleranze strettissime (come del resto tutto il fucile che, lo ricordiamo, ha canne completamente intercambiabili che si montano e smontano con la stessa semplicità di quelle dei nostri semiautomatici) e caratterizzato dalla presenza di due “protuberanze” cilindriche sulle quali vengono investiti i tubi canna. La lunghezza dal vivo di culatta alla parte frontale delle appendici è tale da comprendere le camere di cartuccia; il raccordo è quindi realizzato all’interno del tubo canna e allo sparo la “soluzione di continuo” (dopo la saldatura la giunzione è praticamente invisibile) viene coperta dalle pareti del bossolo che si svolge. La giunzione è quindi realizzata in corrispondenza della campanatura della canna, la parte più robusta in assoluto perché, dopo la camera di cartuccia, è quella nella quale le pressioni sono più elevate.
Nel realizzare lo 828 U abbiamo voluto eliminare alla radice tutte le potenziali criticità del sovrapposto e per questo abbiamo rivoluzionata anche l’asta e l’espulsione del bossoli. Sulla versione dedicata al cacciatore gentiluomo abbiamo però eliminata l’espulsione mantenendo solo la parziale estrazione quando le canne sono fatte basculare. Ripristinando l’estrazione manuale abbiamo facilitata la vita al cacciatore che ora non deve più fare equilibrismi per prendere al volo i bossoli espulsi o trasformarsi in “cercatore” per trovare quelli che sono finiti chissà dove; per contro, visto il tipo di caccia, la velocità di ricaricamento è sostanzialmente ininfluente e la mancanza degli ejector non si sente.
Di norma i sovrapposti (anche lo 828 U) sono regolati per avere coincidenza del punto di mira con i centri di rosata delle due canne sulla distanza dei 35 metri. È un lavoro complesso e oneroso che comporta sempre un certo grado di tolleranza sui risultati, tanto più che variando marca e tipo della cartuccia, ma anche peso della carica e numerazione dei pallini si possono riscontrare apprezzabili variazioni nelle “regolazioni”. I prodotti più economici hanno in genere maggiori margini di indeterminazione, un’indeterminazione che non scompare neppure con i prodotti di alta classe perché lavorando bene la si può restringere, ma non eliminare. Per le canne degli 828 U volevamo ridurre ai minimi termini il margine di indeterminazione, ovvero fare in modo che il tiro sia giusto con tutte e due le canne e con variazioni minime quali che siano tipo di propellente, tipo di borraggio, peso della carica di pallini e loro numerazione.
Le canne vibrano allo sparo e le canne dei sovrapposti hanno più punti di vincolo che incidono sul regime vibratorio dei tubi. Per massimizzare la resa balistica è necessario che il regime vibratorio delle canne sia quanto più possibile costante; sullo 828 U abbiamo lavorato su tale parametro in tre modi: bindella in fibra di carbonio (qui con mirino in fibra ottica di colore verde, lungo per meglio raccogliere la luce) con ancoraggi che non creano punti di vincolo, tecnologia della saldatura e trattamento di sottoraffreddamento che elimina le tensioni interne tanto dei tubi come delle giunzioni.
Un’elevata resa balistica e la giustezza del tiro che resta costante anche al variare dei caricamenti sono indiscutibili vantaggi, ma questi vantaggi devono restare tali anche nel tempo e con l’uso pesante; la costanza delle regolazioni e la prevenzione dell’innescarsi di tensioni interne sono state uno degli obiettivi posti per lo sviluppo e la messa a punto del sistema di accoppiamento dei tubi (saldatura e regolazione delle canne) insieme alla robustezza da cassaforte, ma nel rispetto dei pesi e della loro distribuzione.
Per quanto riguarda i “tubi”, come noto siamo fedeli ai profili tradizionali con forature 18,3-18,4 perché nelle nostre sperimentazioni abbiamo constatato come le canne overbore possono si garantire dei vantaggi con alcuni specifici caricamenti con contenitore, ma non si tratta mai di vantaggi consistenti e nello stesso tempo ci sono caricamenti con contenitore per i quali i vantaggi si annullano diventano “negativi” perché sono i profili tradizionali ad essere vantaggiosi. Per converso, passando ai caricamenti senza contenitore, abbiamo riscontrato che i profili tradizionali sono sempre in vantaggio, sia in termini di velocità che di distribuzione dei pallini, perché con essi non c’è mai la precessione dei gas rispetto alla carica di pallini.
Parlare solo delle “forature” (tradizionale od overbore) può essere limitativo e a volte perfino deviante in quanto in un’anima non conta solo il diametro in asta, ma contano anche le scelte fatte riguardo ai profili dei raccordi, la tipologia dello strozzatore e il modo nel quale lo stesso è montato sulla canna, la qualità esecutiva, i materiali, l’assenza di movimenti parassiti delle canne, l’anomalia nel regime vibratorio. Sui fucili Benelli tutti questi “particolari” sono curati al massimo, tanto che tutte le canne dei semiautomatici e quelle dei sovrapposti montano strozzatori Criochoke sottoposti a tempra criogenica, lunghi cm 7, internamente molto curati e accoppiati ai “tubi” in modo che qui possiamo definire come esemplare perché soffermarci sugli strozzatori sarebbe molto lungo e complesso. Sappiamo però che chi legge queste note ha le idee chiare su cosa sia un buon strozzatore e cosa si intenda con accoppiamento esemplare, ci resta quindi solo da ripetere che così come accade sulle canne Crio dei nostri semiautomatici, anche le canne di tutti i sovrapposti sono sottoposte a trattamento di sottoraffreddamento, cosa che influisce non solo sulla giustezza del tiro e sul mantenimento della giustezza nel tempo, ma ha anche positivi riflessi sul piano della resa balistica.
Grazie al lungo e dolce raccordo e al trattamento criogenico gli strozzatori Criochoke garantiscono una superiore vita utile e rosate più ampie e più guarnite, con una più omogenea distribuzione del piombo. Il fucile viene consegnato con strozzatore Cyl. montato sulla canna inferiore (la prima canna) e con strozzatore **** su quella superiore, ma nel corredo troviamo anche uno strozzatore *** e uno Ampliator, “figlio” di quello sviluppato per il semiautomatico Beccaccia Supreme, ma lungo cm 7 come gli altri strozzatori a corredo dell’arma.
L’Ampliator è uno strozzatore raggiato ad effetto dispersante che anche per i tiri brucianti a breve distanza permette di utilizzare pure cartucce dotate di contenitore. Questo strozzatore dispersante è efficace ed efficiente sia con cartucce che hanno borra contenitrice sia con munizionamento tradizionale o bior. Con i vari tipi di munizionamento le rosate sono sempre molto ampie, ma allo stesso tempo omogenee e prive di quella tendenza ad avere la parte centrale meno guarnita che si riscontra spesso proprio con gli strozzatori dispersanti o con le cartucce ad effetto dispersante dotate di separatore a croce. Da ricordare infine che, nonostante sia “indifferente” rispetto alla presenza o meno del bicchierino la rigatura agisce sempre sulla carica di piombi e non si corre il rischio di “rasatura” del contenitore (non viene impegnato dalla rigatura) con conseguente procedere dello stesso in moto traslatorio invece che roto-traslatorio.

 

 

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