Sabato, 25 Novembre 2017 00:00

Pistoia: anche Fidc si aggiunge alle altre associazioni per criticare i controlli nel Padule di Fucecchio

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Dopo le valli bresciane, oggetto per anni di campagne antibracconaggio dai risultati più mediatici che concreti, l’attenzione del WWF sembra essersi ora spostata sul Padule di Fucecchio, dove - con grande enfasi e spazi sulla stampa – è stato organizzato un campo con le stesse finalità e grossomodo gli stessi risultati.
“L’importanza naturalistica e la ricchezza di biodiversità del Padule, zona unica in Italia e forse in Europa devono essere tutelate e valorizzate – afferma il presidente della Federcaccia di Pistoia Franco Biagini – e i cacciatori sono i primi a saperlo bene e a metterlo in pratica. Se non fosse per la loro presenza e il loro impegno gratuito per tutto l’anno in cambio di poche giornate di caccia, anche questo territorio con molta probabilità si trasformerebbe rapidamente in un’area inospitale per la fauna acquatica, sia stanziale che migratoria, così come è successo con moltissime aree umide sottratte ai cacciatori in favore di questa o quella associazione animalista e oggi in stato di assoluto abbandono”.
“La Federcaccia con le sue guardie è costantemente presente nel territorio del Padule proprio per evitare illeciti, e la stessa presenza dei cacciatori è un primo importante e fondamentale baluardo contro i bracconieri – ha continuato Biagini – Ben vengano dunque i controlli, purché non siano soltanto il modo di applicare un’ideologica ostilità e presunzione di colpevolezza per una intera categoria di cittadini che esercita una attività legittima, regolamentata dallo Stato e dalle leggi e riconosciuta in tutta Europa come un valido esempio di gestione di ambiente e fauna”.
“Confondere le due figure, bracconieri e cacciatori – conclude il presidente FIdC - serve solo a inasprire gli animi e avere spazio sui media, ma non certo a tutelare fauna e ambiente. Per questo siamo pronti a dare tutta la collaborazione necessaria, ma con altrettanta fermezza a vigilare che nell’esercizio delle loro funzioni i volontari in azione nella zona non oltrepassino quanto loro consentito dalla legge e dalle norme del vivere civile”.

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