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ANLC: NESSUN CASO DI ABBATTIMENTO DI IBIS A POPULONIA

ANLC: NESSUN CASO DI ABBATTIMENTO DI IBIS A POPULONIA

La “Paginata” a grande effetto con la quale il Tirreno annuncia una notizia che non corrisponde assolutamente a verità, mostra chiarissimo, sia a noi semplici cittadini che ai rappresentanti delle Istituzioni di Piombino e della Val di Cornia, il maldestro tentativo di strumentalizzazione operato da parte di personaggi di spicco dell’animalismo locale.
Certe notizie, che l’opinione pubblica potrebbe bere come oro colato, riguardo ad abbattimenti di Ibis Eremita sul Promontorio di Populonia non hanno fondamento. Sul nostro Promontorio non sono mai accaduti casi di questo genere e se ne possono chiamare a testimoni tutti gli Agenti preposti al controllo, dalla Polizia Provinciale, ai Carabinieri Forestali e a tutti gli altri Corpi, sia di volontariato che delle Forze dell’Ordine.
Di tutti i casi richiamati nella summenzionata “paginata”, solo in quello di San Vincenzo, di alcuni anni fa, è stato accertato trattarsi di persona con licenza di caccia, che è stata abbondantemente sanzionata e punita. L’Ibis Eremita non assomiglia a nessuna delle specie attualmente oggetto di caccia. Non essendo nemmeno un animale commestibile è da escludersi che un cacciatore, che tenga al proprio Porto d’Armi, commetta una scemenza simile, soprattutto oggi, quando attraverso la collaborazione in essere tra Progetto Waldtrapp ed Associazioni Venatorie viene raggiunto da una informazione capillare. Infatti, attraverso i vari social network ed in special modo i gruppi whatsapp di cui ormai sono dotati  gran parte dei cacciatori e sui quali vengono puntualmente segnalati gli spostamenti degli Ibis, aiutando i responsabili del Progetto di reinserimento dell’Ibis Eremita nella localizzazione dei soggetti fuori rotta o in difficoltà.
La collaborazione fra cacciatori e Progetto Waldtrapp ha portato a risultati che fanno onore al mondo venatorio Toscano e locale: gli incidenti (perché a nostro avviso solo di questo può trattarsi) sono stati ridotti al minimo, solo due in Toscana. Nel primo caso, quello di Prato, è solo stato trovato in un cassonetto il rilevatore gps del quale gli ibis sono dotati e non si può certo dire che non sia stato un bracconiere ma può essere accaduto di tutto e, quando non ci sono prove evidenti, non si può accusare nessuno. L’altro caso, accaduto nella zona di Poggio all’Agnello non ha avuto conseguenze mortali per l’esemplare di Ibis che è stato trovato ferito e anche di questo, nessuna prova a carico di chicchessia. Considerato che gli Ibis, in periodo di caccia aperta, volano sulla testa di ben 70.000 cacciatori Toscani crediamo che sia dimostrato l’irreprensibile comportamento della categoria, altro che “Istituzioni latitanti e illegittimità dilagante”.
Nel concludere, siamo perfettamente consapevoli del tentativo di strumentalizzazione messo in atto dall’Articolo de "Il Tirreno” del primo febbraio 2018: ai nemici della caccia arreca molto fastidio, anzi tanta rabbia, il fatto che gli ingiustamente accusati cacciatori del Promontorio di Piombino riescano ormai da un secolo a tutelare tutta quanta l’area in oggetto. Il Promontorio Piombino-Populonia è la dimostrazione lampante che caccia, natura e tutte le altre attività connesse all’uomo possono convivere pacificamente senza il bisogno assoluto di racchiudere il tutto sotto una campana di vetro dove tutto è proibito e dove si deve PAGARE per l’ingresso. E’ questo che infastidisce gli animalisti locali, che prendono a pretesto una lettera dei responsabili del Waldtrapp indirizzata alla Regione dove si chiede solo più controllo. Su questo, con noi si sfonda una porta aperta.
Rispediamo al mittente le accuse e, per quello che ci riguarda, continueremo a collaborare con la Dott.ssa Nicoletta Perco del Progetto Waldtrapp (contattata da noi oggi telefonicamente) e con tutti i Corpi di Viglianza nel monitorare gli Ibis in transito nella prossima migrazione. Per essere un cacciatore degli anni 2000, bisogna avere una fedina penale immacolata ed avere regolari facoltà psico-motorie, altrimenti la licenza di caccia viene negata dal Questore. Nessun’altra categoria può vantare un simile grado di pulizia morale ed irreprensibilità. Si cominci a valutare questo, quando si vedono persone col fucile a tracolla ed un canino scodinzolante ai piedi. Prima di dire altre castronerie, si pensi a collegare la tastiera ai cervelli e soprattutto a raccontare il vero, stiamo valutando, infatti, di adire a vie legali.


Presidente Regionale Associazione Nazionale Libera Caccia Toscana
Alessandro Fulcheris

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