Lunedì, 26 Febbraio 2018 00:00

127 I CACCIATORI FORMATI CON IL PROGETTI SELVATICI E BUONI DI FONDAZIONE UNA COL PATROCINIO DI FIDC BERGAMO

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Si è concluso il 3° corso ‘persona formata’ con l’ultima lezione pratica presso il ristorante ‘Selva di Gelso’ di Clusone, dove lo chef Ivano Gelsomino ha intrattenuto i corsisti con uno ‘show cooking’ completamente dedicato alla valorizzazione delle carni di selvaggina mostrando le varie fasi relative alla preparazione di tartare e carpaccio di daino e cervo.“Le carni di grossa selvaggina – afferma lo chef – hanno caratteristiche nutrizionali uniche e, se correttamente gestite nelle varie fasi, si possono valorizzare anche con preparazioni a base di crudite’”.

“Alle 5 lezioni del corso hanno partecipato 46 iscritti proveniente principalmente dal Comprensorio Alpino Valle Seriana – afferma Piergiorgio Gamba, Presidente Commissione ungulati Valle Seriana-. Siamo molto soddisfatti della partecipazione aggiunge il Presidente Francesco Bassannelli- le lezioni teoriche e pratiche sono state un ottimo momento di formazione su un tema molto attuale ed anche il nostro Comprensorio si sta adeguando con una cella frigorifera per garantire un’idonea conservazione e frollatura ai capi prelevati”.

“Quello di Clusone è stato il terzo a conclusone del corso previsto tra le azioni di formazione del progetto ‘Selvatici e buoni’ – ricorda Luca Pellicioli di Fondazione Una Onlus – che ha permesso complessivamente di formare in provincia di Bergamo, da ottobre ad oggi, ben 127 cacciatori tra cui anche alcune guardie della Polizia Provinciale che hanno acquisito la qualifica di persone formate sulla base della delibera X/2612 del 2014 di Regione Lombardia”.

Il corso ha previsto anche la realizzazione di un manuale con immagini e slide delle lezioni che è stato fornito a tutti i partecipanti insieme alla consegna dell’attestato di partecipazione dato al termine della serata direttamente dalle mani di Lorenzo Bertacchi, Presidente Federcaccia Bergamo tra i partner dell’evento, che ha sottolineato come la formazione del cacciatore rappresenta il primo anello per lo sviluppo della filiera delle carni di selvaggina.

Nell’ambito del progetto, supportato da Fondazione UNA ed altri partner, nei prossimi mesi proseguiranno altre iniziative con specifiche azioni rivolto ai macellai ed ai ristoratori in modo da stimolare la piena conoscenza e valorizzazione del prodotto.

Grazie alla collaborazione dei cacciatori, sempre tra le azioni del progetto, negli ultimi mesi sono stati raccolti campioni di materiale biologico che andranno ad integrare quanto già svolto nell’ambito del monitoraggio sanitario degli ungulati, con particolare riferimento alle caratteristiche igienico sanitarie delle carni, con analisi condotte dall’Università di Milano.

Alla serata conclusiva ha partecipato anche altri partner del progetto tra cui Giacomo Dubiensky Presidente del Comprensorio Alpino Valle Borlezza, Pier Duci del Comprensorio Alpino Valle di Scalve e Danilo Frosio del Circolo UNCZA Prealpi Orobiche.

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