Lunedì, 12 Marzo 2018 00:00

CCT: “LA CACCIA IN UN PAESE CHE CAMBIA”

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Un terremoto elettorale che può aprire nuovi scenari per i cacciatori.

Le elezioni politiche dello scorso 4 marzo rappresentano – a tutti gli effetti – un passaggio storico del Paese.

Il 50% dei cittadini ha espresso una netta volontà di cambiamento. I Partiti che hanno governato il paese negli ultimi 15 anni escono dalle urne fortemente ridimensionati. La Toscana non fa eccezione rispetto ad un cambiamento politico netto. Domenica scorsa è nata indubbiamente la Terza Repubblica. Non sappiamo ancora se l’avvio di questa fase – con tutto il suo carico di incertezze, a partire dalla difficoltà di formare un nuovo Governo – porterà miglioramenti e benefici o al prolungamento di uno stallo dannoso per il paese. Al netto delle valutazioni politiche di ciascuno, sappiamo però che la richiesta di una politica diversa, finalmente capace di offrire risposte concrete alle reali sofferenze di una larghissima platea di persone in carne ed ossa, ha risuonato in modo assordante. Con questi risultati anche i politici più sordi saranno costretti ad imparare di nuovo ad ascoltare. È paradossale, ma è cosi: la politica, che per mestiere dovrebbe avere ben piantati i piedi per terra (magari con la testa in alto) ha perso invece di vista la realtà delle cose.

La caccia e la gestione faunistica sono state condizionate da questo decadimento; il crepuscolo delle idee ha favorito l’affermazione di culture distanti dalla realtà. Il nuovo Parlamento è un po’ lo specchio di questa dicotomia, almeno per il tema che tanto ci sta a cuore.

I nuovi eletti sapranno connettersi con quanto di vero incombe sulla gestione faunistica? Sapranno misurarsi – specie se verranno chiamati a governare il Paese – con la necessità di ricostruire gli equilibri ambientali e faunistici? Sapranno riporre l’emotività e l’ideologia per rapportarsi con senso del reale ai problemi che attengono la salvaguardia della biodiversità? Noi ce lo auguriamo, convinti che la responsabilità del governo costringe a maturare e ad evolvere posizioni e convinzioni, a misurarsi con i fatti, la loro concretezza, la loro oggettività.

I cacciatori si augurano che si formi velocemente un governo nel pieno dei suoi poteri; è interesse primario del paese. I cacciatori saranno osservatori attenti e pungoleranno con proposte e valutazioni puntuali l’azione del nuovo Esecutivo e del nuovo Parlamento.

La CCT, con il suo appello elettorale, ha posto anche il tema di un cambiamento nella gestione della politica venatoria in Toscana. Le importanti adesioni al nostro appello di candidati che rivestono un ruolo politico primario in Toscana, di governo e di opposizione, alimenta la speranza di un cambiamento deciso; noi saremo, giorno dopo giorno, a sollecitarlo con forza. Un aspetto infine, ci preme sottolineare: l’esperienza della Cabina di Regia delle Associazioni Nazionali deve necessariamente indurre a costruire una rappresentanza nuova e finalmente unitaria del mondo venatorio organizzato.

Non è più possibile che mentre tutto cambia l’associazionismo dei cacciatori rimanga sempre uguale a sé stesso. Occorre – urgentemente e drammaticamente – l’unità dei cacciatori.

La CCT la pratica quotidianamente, ed è nata per questo. Non serve l’unità del “primum vivere”, ma l’unità che sappia riportare al centro l’iniziativa di valorizzazione della caccia, con la forza della verità, della cultura e della scienza. Il momento è ora. È vitale saperlo cogliere.

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