Venerdì, 04 Maggio 2018 00:00

CCT: GARANTIRE LA RICERCA PER IL FUTURO DELLA CACCIA ALLA SELVAGGINA MIGRATORIA

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La Maremma in passato è stata terra aspra di briganti, boschi e paludi. Queste condizioni inospitali per l’essere umano però, sin dai tempi della temibile malaria, erano altresì un habitat più che idoneo per l’avifauna e per altre specie mammifere, inclusi gli ungulati come il cinghiale. Laddove si annidava una mulattiera o un sentiero silvestre, ecco riconoscere alcune zone di cosiddetto “Malpasso” denominazione frequente nei toponimi del Catasto Leopoldino. Oltre alla sua accezione etimologica, poteva stare anche ad indicare una zona impervia dove il passaggio era difficile e la natura faceva da padrona con solennità. Dalla posizione strategica che il nuovo centro di ricerca maremmano possiede e da alcune considerazioni storiche locali nasce la “Stazione ornitologica del Malpasso”, risultato dall’unione di forze tra ATC Grosseto, Provincia di Grosseto e l’Associazione Progetto Migratoria. Il centro ornitologico che possiede una notevole posizione strategica lungo le rotte migratorie autunnali e primaverili, cercherà di indagare con diverse tecniche di monitoraggio, sugli spostamenti dell’avifauna selvatica. Situato in località Argentiera (nell’area contigua del Parco della Maremma) e aderendo al progetto di inanellamento su scala nazionale dell’ISPRA denominato MonITRing, la stazione ornitologica sarà operativa durante tutto il corso dell’anno, andando a coprire dunque sia i periodi migratori che quelli di riproduzione e svernamento degli uccelli presenti in zona. I dati verranno raccolti utilizzando sia la cattura e l’inanellamento scientifico oltre all’osservazione diretta e il relativo report fotografico e a tecniche di registrazioni acustiche. Lo stesso centro ornitologico vuole aprire la strada alla sperimentazione su campo di nuove tecniche di monitoraggio che utilizzino oggi come non mai le più recenti tecnologie. L’importanza della raccolta dei dati con una accreditata valenza scientifica, rappresenta la base per un futuro dove la gestione faunistica e venatoria dell’avifauna migratoria non sarà più solamente legate a scelte empiriche ma avendo la possibilità di saggiare importanti decisioni in primis legate al benessere delle specie selvatiche. Il centro ornitologico del Malpasso ha iniziato le proprie attività di monitoraggio a partire da venerdì 15/01/2016 seguendo le indicazioni dettate dal protocollo ISPRA.
Il contributo economico messo in campo dalla CCT, consentirà in termini concreti un importante supporto al mantenimento ed al proseguimento nel tempo, di questo centro che coinvolge tra l’altro, tanti appassionati cacciatori impegnati volontariamente nella preziosa raccolta dei dati e nello svolgimento di attività didattiche e sociali. Un luogo di eccellenza, che qualifica il mondo venatorio dimostrando come per tante attività esso svolga un ruolo determinante e concreto per la ricerca, l’interesse generale, la conservazione ambientale e faunistica.

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