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ANLC: DA FIDC PIEMONTE PAROLE OFFENSIVE E SENZA SENSO

ANLC: DA FIDC PIEMONTE PAROLE OFFENSIVE E SENZA SENSO

Il comunicato stampa della Federcaccia Piemonte diramato ieri dimostra che lo scetticismo della Anlc nei confronti della tanto sbandierata “Cabina di Regia” era ed è più che motivato.

Quella esperienza, nata per fronteggiare l’emergenza elettorale, si è naturalmente estinta a mezzanotte del 2 marzo, visto che il giorno 3 era il classico giorno di silenzio prima delle votazioni.

Riproporla oggi è solo un vuoto esercizio di retorica privo di significato come dimostra l’assurda e speciosa presa di distanza della Federcaccia Piemonte dalla grande manifestazione di civile protesta organizzata da un ampio schieramento associativo in difesa di tutta la caccia e di tutti i cacciatori.

Non stupisce, quindi, che Federcaccia si dissoci da questa iniziativa pressoché unitaria del mondo venatorio ma stupiscono il tono e i contenuti del comunicato stampa nel quale, con grande disprezzo per la realtà, si afferma testualmente che: «Contrariamente a diverse associazioni che sino ad ora non hanno fatto nulla, Federcaccia Piemonte ha impegnato in questo obbiettivo tempo e risorse economiche non indifferenti. E ha ottenuto risultati tangibili, anche se continuamente contrastati dall’attuale governo regionale».

Per quanto ci riguarda, noi della Libera Caccia non accettiamo lezioni da nessuno e rispediamo al mittente questa infondata e ridicola precisazione, ricordando alla FIdC piemontese che le iniziative legali assunte negli ultimi anni dalla nostra associazione non hanno eguali, né per il tempismo, né per il livello tecnico-legale dei ricorsi, né per l’impegno finanziario profuso.

La grande manifestazione di Torino non impedirà certo di continuare a perseguire altre modalità di confronto con l’amministrazione regionale ma dimostrerà chiaramente che i cacciatori non hanno alcuna intenzione di continuare a subire passivamente i ripetuti tentativi di cancellare i loro sacrosanti diritti riducendo la loro passione ad un ridicolo e costosissimo simulacro dell’attività venatoria.

Ci auguriamo di tutto cuore che gli amici cacciatori che ancora si riconoscono nella incomprensibile politica venatoria della Federcaccia, si rendano conto di questo tradimento e di quanto assurda sia la motivazione di questa defezione. Per aiutarli ad aprire gli occhi riportiamo le ultime righe di un comunicato che, in alcuni passaggi, oltre ad essere offensivo, rasenta davvero il ridicolo: «Ritenendo complessa e complicata la possibilità di essere ascoltati da una Amministrazione sorda, Federcaccia Piemonte conferma che è e sarà sempre in prima linea nella difesa e nella promozione dell’attività venatoria»

Già, sempre in prima linea, tranne che l’8 giugno. Chissà perché.

Roma, 25 maggio 2018

L’Ufficio Stampa

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