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ANLC TOSCANA E I CINGHIALI ALL’ISOLA D’ELBA

ANLC TOSCANA E I CINGHIALI ALL’ISOLA D’ELBA

Quello che sta succedendo all’Isola d’Elba sta per rasentare il ridicolo.
Veniamo ai fatti: nel corso dell’elaborazione delle nuove aree vocate da parte della Regione Toscana, l’Ufficio caccia e l’ATC di competenza territoriale hanno trovato un accordo sulla stesura delle carte tematiche relative proprio alla vocazionalità della specie sul territorio, seguendo le indicazioni impartite dalla LR 10/2016 che dà delle definizioni ben precise (aree vocate alla specie sono tutte le zone boscate, aree non vocate sono tutte le zone agricole e quelle zone che potenzialmente potrebbero diventarlo).
Il passaggio successivo è stato mandare tutto all’Ufficio Ambiente essendo l’Autorità competente per la VAS che ha redatto lo “STRALCIO ANTICIPATORIO DEL PIANO FAUNISTICO VENATORIO REGIONALE AREE VOCATE ALLA SPECIE CINGHIALE (Sus scrofa), Verifica di assoggettabilità a VAS”. Da questo documento risulta che le aree vocate al cinghiale all’Isola d’Elba verrebbero eliminate come richiesto in una Lettera inviata dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, e sostenuta anche da Legambiente, che sostiene l’importanza di eliminare il cinghiale dall’Elba essendo “specie Aliena”(o come in un articolo del mese di gennaio scorso di Legambiente fu definito “sus scrofa attila”…..andando a ipotizzare l’importazione della sottospecie balcanica, ma senza prove genetiche alla mano).
L’eliminazione delle aree vocate permetterebbe, secondo loro, l’eradicazione del cinghiale dall’isola, ma forse non sono ben presenti le possibili attività che sono permesse in aree non vocate alla specie. La legge 10/2016 dice che in aree non vocate è possibile svolgere attività di selezione (una nota tecnica, la caccia di selezione è nata come un metodo di caccia conservativa) e caccia in forma singola. Da due anni a questa parte, cioè da quando la legge è operativa con questi metodi sono stati abbattuti sull’isola un numero di animali bassissimo. Perché? Perché la caccia di selezione è possibile farla in ambienti aperti, dove ci sono le distanze di sicurezza; lo stesso la forma singola, ha bisogno di spazi di macchia aperta, non macchia mediterranea chiusa.
La caccia in braccata nelle aree vocate, che sono completamente boscate, permette di togliere dal territorio una media di 400 animali all’anno con una attività a costo zero che dura solo tre mesi.
Forse qualcuno non ha chiaro l’obbiettivo che ci dobbiamo porre:
- Vogliamo togliere completamente il cinghiale? dateci i mezzi per farlo (gestione con le braccate controllate o con le girate controllate anche nel parco)
- Vogliamo togliere le aree vocate per non far cacciare in braccata i cacciatori? Non pensate minimamente di abbassare la densità del cinghiale perché la Legge non dà i metodi possibili per farlo.

Associazione Nazionale Libera Caccia Toscana

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