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Il presidente Di Marco: “Cacciatori penalizzati ingiustamente. Si discuta subito del merito”.

L’ordinanza del Tar dell’Umbria sul ricorso numero 302 proposto dal Wwf, che di fatto sospende la preapertura e gli abbattimenti degli ungulati, ci lascia a dir poco sconcertati. Non è pensabile, dal nostro punto di vista, che si vadano a colpire i cacciatori di una regione, l’Umbria, che ha emanato il calendario venatorio entro i tempi richiesti dalla legge nazionale 157/92, munendosi di tutti i pareri tecnico-scientifici per ogni singola specie oggetto di caccia e, malgrado tutto, riducendo i tempi della preapertura rispetto a numerose regioni italiane. La preapertura in Umbria, infatti, è prevista per una sola giornata a e mezza, ovviamente anche in questo caso con il parere favorevole dell’Ispra.

Riguardo i prelievi degli ungulati e i relativi piani di abbattimento dei tre Atc umbri, giova ricordare il fatto che il Piano faunistico venatorio regionale è tuttora vigente, poiché in prorogatio dal 2014. Si tratta dunque di uno strumento tuttora valido, come riconosciuto dagli stessi magistrati del Tar, anche se obsoleto come da noi più volte sottolineato. Ribadiamo, ancora una volta, l’urgenza di una ridefinizione radicale del Piano faunistico venatorio regionale, come previsto dalla legge nazionale 157/92. Al di là di questo inciso, tuttavia, sta di fatto che non esiste alcun elemento scientifico che possa mettere in dubbio la bontà del calendario venatorio umbro, compilato ed emanato nei crismi delle norme europee, nazionali e regionali oltreché dei dati forniti dalla scienza.

Assurda ci appare, ancora una volta, questa penalizzazione, questo attacco al mondo venatorio che da anni si avvale di tutti i percorsi scientifici attivabili, dei pareri degli organi ufficiali e – fatto non di poco conto – del lavoro impagabile dell’Ufficio Avifauna Migratoria della Federazione Italiana della Caccia. Ciononostante, la Regione Umbria aveva inteso limitare, prudenzialmente, la preapertura – come detto – ad una sola giornata e mezza: un provvedimento che non ha evidentemente inciso nelle valutazioni della magistratura amministrativa, la quale – oltre al danno la beffa – ha sospeso il calendario relativamente alla preapertura stessa e al prelievo degli ungulati, rinviando la discussione del merito alla data del 4 dicembre… Ciò significa penalizzare in ogni caso il mondo venatorio, riducendo il discutere ad un mero confronto giurisprudenziale e distaccando ancor di più i cittadini dalla burocrazia.

Chiediamo pertanto a gran voce che l’udienza per decidere nel merito venga anticipata a una data precedente il mese di settembre, oggetto del contendere, mentre annunciamo già da ora la nostra costituzione in giudizio ad adiuvandum al fianco della Regione. Domani mattina – 27 luglio – si terrà la seduta della Consulta faunistico-venatoria regionale: sentiremo dall’assessore Cecchini il punto della situazione e la solleciteremo ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per garantire il rispetto di un diritto costituzionale, una concessione riservata ai soli cittadini di comprovata onestà quali sono i cacciatori. Siamo già pronti, in tal senso, a coinvolgere anche il nostro ufficio legale nazionale.

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