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Mercoledì 8 agosto il Consiglio dei Ministri ha impugnato la nuova legge piemontese sull’attività venatoria, l.r. n.5 del 12/06/18; ora toccherà alla Corte Costituzionale attestarne la legittimità.
A.N.L.C. è stata la prima associazione venatoria a darne notizia quella stessa sera, e ciò ovviamente non è un caso, ma è doveroso rimarcarlo non perché si voglia vantare un qualche primato, o ci si senta in gara in questa singolare corsa a saltare sul carro del vincitore, piuttosto perché ciò non è che l’immediata conseguenza di un lungo e tribolato percorso che ha visto la nostra associazione sempre in prima linea nella difesa dei cacciatori.

Nel caso del Piemonte è dal 2014 che l’Associazione Nazionale Libera Caccia combatte contro gli atteggiamenti penalizzanti e discriminatori della politica regionale verso i cacciatori, e l’ha fatto nei tribunali con sette diversi ricorsi al TAR, dei quali gli ultimi due sostenuti integralmente da sola, e non più insieme alle altre AAVV con le quali di norma si dividevano in egual misura i costi.
Non solo, l’iter che ha consentito al ddl 01/12/15 n.182 di trasformarsi nella legge regionale n.5, ci ha visti sempre impegnati a sollecitare “attenzioni” dalla parte politica, e ad offrire la nostra collaborazione a loro, tanto da inviare ad Assessore, Uffici Tecnici, e Consiglieri di Regione Piemonte un documento contenente le osservazioni dell’Ufficio Tecnico Legislativo Fauna Selvatica A.N.L.C.
Ciò è avvenuto lo scorso 6 aprile, e dunque in tempi più che sufficienti perché vi fosse ancora la possibilità di apportare correttivi al disegno di legge.

Nulla è accaduto però, ed ecco che la nostra decisione di promuovere, e sostenere insieme ad altri, la manifestazione dell’8 giugno a Torino, denominata “La Caccia s’è desta”, appariva più che motivata.
Quel giorno a Torino bisognava esserci, ed infatti Libera Caccia era lì, in prima fila e con il Presidente nazionale Paolo Sparvoli e il regionale Giovanni Gallinaro a rivendicare il rispetto per i diritti di cacciatori piemontesi e italiani.
Con noi c’era praticamente tutto il resto del mondo venatorio piemontese e nazionale, con l’eccezione singolare di Federcaccia nazionale, e di quella regionale che ha persino osteggiata la manifestazione sino all’ultimo; ma in quella piazza a sfilare c’erano anche numerosi politici, regionali, nazionali ed europei, che hanno poi partecipato insieme a noi all’infruttuoso incontro con il Presidente di Regione Piemonte Sergio Chiamparino, e l’Assessore alla caccia Giorgio Ferrero.

S’è subito capito che arrivati a quel punto la politica avrebbe dovuto assumersi le sue responsabilità, mentre i politici presenti a Torino l’8 giugno, invece, hanno certamente compreso le ragioni dei cacciatori piemontesi, impegnandosi proprio in quell’occasione a sostenerle nelle sedi istituzionali.
Libera Caccia ha quindi iniziato un serrato dialogo con esponenti politici vicini al Governo, e da questi, ma ovviamente solo dopo la pubblicazione della nuova legge regionale, ha ricevuta sollecitazione a fornire un nuovo supporto tecnico-legislativo che aiutasse ad individuare le debolezze insite nell’articolato, e porre in luce tutti quegli articoli, o parte di essi, che presentassero incongruenze o contrarietà a norme di leggi nazionali ed europee, e addirittura della stessa Costituzione della Repubblica Italiana.

Ai primi di luglio un’approfondita relazione, decisamente corposa nei contenuti e nei riferimenti di legge, veniva consegnata al presidente di A.N.LC. Piemonte, affinché la facesse pervenire agli uffici ministeriali competenti.
Il resto è storia nota, e da quello che ci è stato riferito da fonti molto affidabili la documentazione prodotta da Libera Caccia si è rivelata molto preziosa, se non indispensabile, per giustificare l’impugnazione della legge.

A.N.L.C. ringrazia il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e i Ministri per gli Affari Regionali Erika Stefani e dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, per l’impegno profuso a difesa della legalità e dei diritti di caccia e cacciatori, e garantisce che non farà mai mancare il suo impegno.
«La strada da fare è ancora molto lunga – hanno affermato il presidente Paolo Sparvoli, molti della presidenza e diversi consiglieri nazionali - ma noi ci siamo e, statene certi, non molleremo di certo proprio ora».
La Caccia s’è desta.

Roma 14 agosto 2018

I cacciatori trentini, restano in attesa della sentenza del Consiglio di Stato ma intanto, i capannisti, anche se penalizzati dal dover scegliere il capanno in forma esclusiva, incassano una vittoria: potranno costruire appostamenti più ampi e dotarli di stufa, una vittoria importante in una regione dove il clima non è certo tra i più miti.

http://www.ladige.it/popular/ambiente/2018/08/15/caccia-capanni-pi-grandi-riscaldati-stufa

 

In attesa della pronuncia del Consiglio di Stato, a cui la Provincia di Trento si è rivolta per opporsi alla sentenza del TAR che ne ha messo in discussione la legge sulla caccia, i cacciatori Trentini, vista l'imminente stagione venatoria, saranno chiamati a scegliere se aderire in forma esclusiva alla caccia vagante o da appostamento.

http://www.trentotoday.it/attualita/caccia-appostamento-vagante-legge-trentino.html

 

In una nota l'Unione delle comunità montane del Piemonte, ha fatto sapere che darà attuazione alla nuova legge sulla caccia. La legge, che è stata sottoposta a imugnazione dal consiglio dei ministri, per UNCEM non è in discussione nelle sue parti fondanti, come ad esempio quelle riguardanti la riorganizzazione degli ATC e dei CA, quindi le comunità montane l'attueranno già da questa stagione venatoria.

http://www.torinoggi.it/2018/08/14/leggi-notizia/argomenti/politica-11/articolo/caccia-uncem-pronta-a-dare-attuazione-al-testo-di-legge.html

 

Lunedì, 13 Agosto 2018 00:00

TOSCANA: ACCOLTE LE PROPOSTE DI LIBERA CACCIA

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C'è voluto un po' di tempo ma alcune delle richieste presentate da Libera Caccia Toscana e dai consorzi delle squadre del cinghiale degli ATC Fiorentini sono state accolte. La Libera Caccia Toscana ringrazia l'Assessore Remaschi, che si assunse il compito di perorare le richieste consegnategli nell'incontro del 26 settembre 2017 a Bagno a Ripoli, e tutta la Giunta Regionale Toscana.
Con l'approvazione della delibera 877 del 30/07/2018, che apporta delle modifiche sulle modalità del piano di controllo sulla specie cinghiale ai sensi dell'art. 37, si è ridotto il tempo necessario per attivare la braccata, infatti basterà che sia stato effettuato un solo altro tipo di intervento di contenimento, e non più cinque, è stato aumentato il numero dei partecipanti alla battuta da cinquanta a sessanta e, cosa molto importante, potranno essere usati cani non ancora brevettati e non iscritti all'Enci.
Spesse volte la nostra Associazione è stata critica nei confronti delle scelte adottate dall'Amministrazione Regionale in materia di Caccia, la legge Obbiettivo su tutte, ma siamo sempre pronti a riconoscere i meriti e plaudire le decisioni frutto di una giusta concertazione.
Con l'ultimo incontro effettuato in Regione è stato intrapreso un ottimo percorso che speriamo proseguirà con il prossimo del 29 agosto. Le cose da migliorare sono ancora molte, a partire da una VERA caccia di selezione al cinghiale, basata su censimenti, con piani di abbattimento suddivisi per periodi, per sesso e classi di età e con un fermo biologico, di almeno quattro mesi; sarebbe utile trovare il modo di poter effettuare, autorizzati dall'ATC, dei foraggiamenti limitati nel tempo e georeferenziati;
per ultimo, ma non meno importante, chiediamo l'innalzamento del numero dei componenti dei comitati di gestione a 20 persone. Questo per garantire una pluralità, che alla luce di ciò che è accaduto in alcuni ATC toscani, permetterebbe un miglior controllo e vigilanza.

Antonio Goretti

Il calendario venatorio abruzzese non fa in tempo ad uscire che subito il WWF minaccia il ricorso. Secondo gli animalisti, infatti, il calendario è troppo permissivo rispetto a quello dello scorso anno.

https://www.chietitoday.it/cronaca/calendario-venatorio-2018-2019-abruzzo-critiche-wwf.html

 

(aun) – perugia, 10 ago. 018 – “La caccia di selezione alle specie capriolo e daino è da ritenersi sospesa a partire dalla data del 12 agosto e fino a nuova disposizione”. È quanto comunica l’Assessorato regionale alla Caccia.

La comunicazione è stata inviata agli Ambiti territoriali di caccia di Perugia e Terni e alle associazioni venatorie regionali ricordando l’ordinanza del Tribunale amministrativo dell’Umbria sul ricorso presentato dal Wwf riguardo al calendario venatorio per la stagione 2018/2019 e il successivo decreto del Consiglio di Stato, a cui ha fatto appello la Regione Umbria, che ha rinviato alla Camera di consiglio del 6 settembre la discussione del merito.

Arci Caccia Lombardia, per bocca del suo Presidente Regionale Moretti, esprime viva preoccupazione non solo per il commissariamento dell’ATC, ma anche per le circostanze poco chiare in cui questo ha avuto luogo.

“Molto poco è trapelato delle circostanze che hanno portato al commissariamento, ARCI-Caccia non ha nessun rappresentante in quel consiglio e, visto il modo con cui sono state fatte lo scorso anno le nomine, devo dire che non me ne dolgo.
Federcaccia ha voluto, salvo qualche rara eccezione, e grazie soprattutto alla politica compiacente, il monopolio della gestione di tutti ATC e dei CA, ed ora se ne assuma tutte le responsabilità. I motivi per cui si è arrivati alla messa in minoranza del Presidente non sono così chiari. Pare di capire si tratti di divergenze sul programma di gestione. Che poi significa in che modo spendere la non indifferente somma messa in bilancio. La nostra preoccupazione riguarda solo il fatto che questa diatriba, tutta interna a Federcaccia, possa avere ripercussioni sul funzionamento dell’ATC e quindi adare a discapito dei cacciatori.
Non conosco nessuno dei dieci Consiglieri che compongono il Comitato di Gestione e quindi non posso esprimere giudizi ma una cosa su cui esprimo tutte le mie perplessità riguarda la scelta di Legambiente di esprimere il proprio rappresentante in seno al CdG dell’ATC Unico di concerto con tutte le associazioni animaliste e anti caccia presenti in Provincia di Brescia. Dopo il percorso intrapreso a livello nazionale dentro a “Fondazione UNA” ed ai vari progetti intrapresi anche con il mondo venatorio avrei preferito una scelta più meditata.”

Sabato, 11 Agosto 2018 00:00

Arci Caccia Toscana: Aspettando la preapertura

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Arci Caccia Toscana, come tutte le Associazioni Venatorie, attende la pubblicazione della delibera della preapertura. Non sembrerebbero esserci sorprese, con una delibera che dovrebbe ricalcare quanto uscito negli anni precedenti. Anche noi, come le altre associazioni, abbiamo presentato le nostre osservazioni a questa delibera e al Calendario Venatorio. Alcune delle nostre proposte sono state accolte, come la modifica del calendario del cinghiale su Firenze, che con un anticipo di due giorni, permette di guadagnare un fine settimana e il ripristino dei tre mesi continuativi per la caccia in braccata. Per la preapertura, abbiamo chiesto l’immediato inserimento dello storno e la possibilità di cacciare nelle aree boschive anche da appostamento temporaneo, provvedimenti che dovrebbero essere andati in porto. Purtroppo, apprendiamo che non è stato possibile inserire piccione e tortora dal collare tra le specie oggetto di prelievo in deroga, per mancanza dei tempi previsti dalla normativa il primo e per mancanza di denunce di danni la seconda. Chiediamo quindi che la Regione, si attivi nei tempi previsti, almeno per la stagione venatoria 2019-20 e lanciamo un appello a cacciatori ed agricoltori perché vengano segnalati i danni da tortora, che sicuramente esistono, ma probabilmente finiscono confusi con quelli fatti dal piccione torraiolo. Chiediamo, inoltre, che la Regione, come chiesto dallo stesso Assessore Remaschi, ripristini il limite annuale per l’allodola a 100 capi annui, riteniamo, infatti troppo restrittivo il limite posto attualmente a 50 dalla delibera del calendario venatorio. Esprimiamo soddisfazione, infine, per l’accoglimento dei nostri suggerimenti per quanto riguarda le modifiche delle procedure di attivazione dei piani di controllo degli ungulati. Avevamo chiesto uno snellimento delle procedure che consentissero interventi più rapidi e ci sembra che la Regione, con l’ultima delibera, abbia provveduto in tal senso.

Arci Caccia Toscana

Con una lettera inviata il 9 agosto, all’indomani del Consiglio dei Ministri che ha visto impugnare la Legge regionale del Piemonte sulla caccia, il presidente nazionale di Federcaccia Gian Luca Dall’Olio ha voluto ringraziare la Ministra per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani per il suo interessamento alla vicenda.

“Desidero esprimerLe i miei più sentiti e profondi ringraziamenti a nome mio personale e dei cacciatori piemontesi e italiani tutti – scrive Dall’Olio – per la sensibilità e la disponibilità da Lei dimostrate nei confronti delle istanze presentateLe in merito alle questioni venatorie del Piemonte durante l’incontro da Lei avuto con il nostro presidente regionale Bruno Morena”.

“Ho trovato il suo interessamento fondamentale – conclude il presidente FIdC – per ricondurre gli atti del Consiglio Regionale del Piemonte nell’alveo del rispetto dei principi costituzionali a garanzia e tutela di tutti i cittadini e non solo della categoria che pro tempore rappresento”.

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