Luca Gironi

Luca Gironi

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Alla luce dell’incremento esponenziale ed incontrollato delle popolazioni di lupo (Canis lupus) su molte aree del territorio nazionale e dei gravi danni che le predazioni stanno provocando alle attività agricole, di allevamento, alla fauna selvatica, al turismo, ma anche per scongiurare eventuali attacchi alle persone da parte di questo grande carnivoro che si sta avvicinando sempre più ai centri abitati, l’on. Maria Cristina Caretta ha presentato alla Camera dei Deputati una interrogazione al Governo affinché venga attuato immediatamente un efficace Piano di gestione e di contenimento del lupo su tutto il territorio nazionale così come avviene in tutta Europa. Nell’interrogazione l’on. Caretta ha chiesto anche al Governo che vengano risarciti i danni causati dalle predazioni dei lupi sul territorio italiano entro e non oltre sei mesi dall’accertamento effettuato dalle autorità competenti.
I nostri allevatori - ha dichiarato l’on. Caretta - sono già provati dalle difficoltà causate dalla grave crisi economica e non possono affrontare ulteriori costi legati alle predazioni dei branchi di lupi. Questa grave situazione porterà all’abbandono delle nostre aree rurali distruggendo il sistema socio economico. Il Governo deve intervenire urgentemente con l’approvazione di un Piano di gestione e di contenimento del lupo - continua l’on. Caretta - in modo da garantire la compatibilità tra la presenza controllata di questo grande carnivoro e le varie attività umane.

Segreteria on. Maria Cristina Caretta

Esce sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Toscana il regolamento che da ora in avanti regolerà i processi autorizzativi delle prove cinofile. Il regolamento mette ordine in una materia di grande interesse, creando una serie di paletti che creeeranno forse qualche grattacapo agli organizzatori.

Alleghiamo la delibera:


In merito al dibattito che si è aperto sull’annunciato nuovo piano faunistico della Regione Puglia il Presidente Regionale Giuseppe De Bartolomeo ha dichiarato:
“Nei giorni scorsi, sono apparsi comunicati messaggi e autoproclamazioni su vari social e audio locali (e chi più ne ha più ne metta!) nei quali si annunciava la “lieta novella” del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale… Annunciazione!!!
Iniziamo con dire agli amici cacciatori (senza tessera di appartenenza) la verità: si tratta solo di una “bozza” e che pertanto, nel merito si potrà procedere al suo emendamento successivamente e a seguito dell’avvio della procedura VAS.
Tuttavia, solerti “messaggeri” annunciano che alcune associazioni venatorie hanno espresso voto favorevole ed altre contrario. Diciamo noi nomi e cognomi.
L’ARCI Caccia, unitamente alle associazioni agricole, al CPA, questa volta seguita dal WWF, con l’Ekoclub/FIDC che si è astenuto, hanno espresso il loro parere contrario manifestando le perplessità ed argomentando nel merito.
Contrariamente a quanto raccontano i “falsari” di verità: l’ARCI Caccia NON HA INTENZIONE DI MOLTIPLICARE GLI ATC.
Ha depositato un documento con il quale veniva motivato un giudizio negativo, tra l’altro per la riperimetrazione degli ATC che così come prevista dalla bozza di piano non trovava fondamento né giuridico né tecnico, ma era solo frutto di una divisione (anzi, spartizione) e di non meglio precisate ragioni.
Documenti depositati confermano quanto dichiarato e smascherano i falsari.
A volte è più facile buttare fumo negli occhi di qualcuno e fango su altri per autocelebrarsi e giustificare la ricerca di qualche tessera in più, e con insuccesso, perché i cacciatori non si lasciano abbindolare da imbonitori.
L’ARCI Caccia, ha espresso parere negativo sulla bozza di piano e questo ha generato lo stupore, l’incredulità e i mal di pancia di associazioni autolesioniste che hanno dichiarato di votare il piano faunistico così come proposto.
Lo stesso Assessore si propone di ripensarlo per migliorarlo.
Al netto quindi delle dichiarazioni di chi dimentica di sedere ad un tavolo istituzionale intrattenendo chiacchere da bar sui social, l’ARCI Caccia preferisce documenti che non possono essere smentiti: “scripta manent”.
Avv. Giuseppe De Bartolomeo
Presidente Regionale ARCI Caccia Puglia
Componente CTFVR della Puglia

FIdC Piemonte conferma la volontà di seguire altre modalità di confronto con l’amministrazione regionale, ma riconosce a tutti i cacciatori libertà di pensiero e di azione.

Fatta segno in queste ultime settimane di attacchi spesso strumentali che perseguono più interessi di bottega che quelli dei cacciatori, la Federcaccia regionale piemontese ribadisce la propria posizione in merito alla manifestazione programmata per il prossimo 8 giugno a Torino, perché convinta che anche con altre azioni da intraprendere si possano perseguire gli obbiettivi da questa prefissati, ma ribadisce anche di lasciare piena libertà di aderire a quanti fra i suoi tesserati riterranno giusto farlo.

La grande manifestazione del 10 giugno 2016, che ci ha visti in prima linea come organizzatori, ci ha insegnato che aldilà del successo dei numeri in piazza poco ha contribuito a spostare le posizioni della Regione. Anche in base a quella esperienza abbiamo deciso che la via da seguire era ed è quella di investire nella tutela dei cacciatori con ricorsi legali a salvaguardia della libertà di poter esercitare un diritto sancito dalla legge. Contrariamente a diverse associazioni che sino ad ora non hanno fatto nulla, Federcaccia Piemonte ha impegnato in questo obbiettivo tempo e risorse economiche non indifferenti. E ha ottenuto risultati tangibili, anche se continuamente contrastati dall’attuale governo regionale.

Convinti della necessità di questa linea, abbiamo già allertato i nostri legali e siamo pronti a tutelare tutti i cacciatori, non solo i nostri iscritti, se la nuova legge regionale sarà contraria o lesiva dei nostri diritti e della normativa, agendo dove si possono riportare risultati certi, ovvero nei tribunali.

Stupisce molto adesso, e dovrebbe far riflettere anche altri, che alcune componenti dell’associazionismo che ora si schierano per la manifestazione, per quattro anni di questa Amministrazione regionale non abbiamo mai partecipato con adesioni concrete alle varie azioni prodotte in difesa della caccia, forse per paura di disturbare “il manovratore” amico.

Federcaccia è una associazione basata sulla democrazia e sul rispetto di tutte le opinioni. Quindi riaffermiamo convintamente il principio di lasciare la libertà di partecipazione a tutti i nostri tesserati a iniziative come quella dell’8 giugno. Ma parimenti riteniamo che anche i nostri punti di vista meritino attenzione e rispetto.

Ritenendo complessa e complicata la possibilità di essere ascoltati da una Amministrazione sorda, Federcaccia Piemonte conferma che è e sarà sempre in prima linea nella difesa e nella promozione dell’attività venatoria. Auspichiamo che al di là della manifestazione l’iniziativa comune delle Aavv possa trovare la stessa coesione e solidarietà in atti tangibili prodotti nelle opportune sedi.

FEDERCACCIA PIEMONTE

I consiglieri regionali di Fratelli d'Italia, Paolo Truzzu e Gianni Lampis, hanno presentato una interrogazione in Consiglio Regionale contro le discriminazioni operate nei confronti dei cacciatori dall'Agenzia Forestas nel perimetro e nelle aree limitrofe al Parco di Gutturu Mannu.

Alleghiamo l'articolo:

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/05/21/cacciatori-discriminati-interrogazione-di-fdi-in-consiglio-region-68-731314.html

 

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