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Luca Gironi

Luca Gironi

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Raggiunto accordo tra ENCI e ISPRA per l'uso dei cani nel monitoraggio faunistico


Giovedì 26 gennaio, ore 10.00, presso la sede ENCI di Viale Corsica 20 a Milano: presentazione
Accordo per la collaborazione in attività di catalogazione dei dati faunistici e per il miglioramento
delle prove cinotecniche di selezione, siglato tra l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana e l’Istituto
Superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Il cane ha da sempre supportato l'uomo in tante attività utili, ma è solo di recente che le sue
potenzialità sono state valorizzate in azioni di monitoraggio e conservazione della fauna e
dell'ambiente in generale.
L'utilizzo dei cani per la ricerca scientifica rappresenta un supporto di grande valore funzionale.
Le unità cinofile, infatti, possono essere utilizzate sia come monitoratori di fauna di pelo e di piuma,
sia come detection dogs di specie aliene.
Il loro contributo alla tutela e conservazione della fauna e della biodiversità appare, quindi,
insostituibile nell'ottica di conservazione delle specie a rischio di estinzione, così come di controllo
delle specie aliene.
Spesso i metodi tradizionali di rilevamento di specie aliene particolarmente dannose (es. insetti,
fauna alloctona etc), come l'osservazione o il trappolaggio, risulta difficoltosa per lo sforzo umano
richiesto, ed i risultati sono deludenti. L'utilizzo dei cani con approfondite competenze in detection
è più efficace e con costi sensibilmente ridotti.
Per quanto riguarda, invece, il monitoraggio a scopo di censimento di specie di interesse, accanto
alle unità cinofile da rilevamento pellets fecali, risultano utilizzabili con profitto e costi ridotti, ad
esempio, cani da ferma, che consentono di rilevare ed osservare le specie oggetto di interesse
mediante ferma a distanza, e quindi in maniera non invasiva.
Cani, invece, con approfondite competenze in tracking, consentono di essere utilizzati per il
rilevamento delle tracce e l'individuazione dei percorsi effettuati dai selvatici.
L’impiego di cani specializzati in tracking, trailing e detection, può essere, infine, un efficace
strumento per supportare l’uomo nella lotta contro il bracconaggio. Le unità cinofile,
opportunamente addestrate al lavoro su pista e traccia, sono altresì in grado di seguire una pista
umana a partire dall’odore lasciato su trappole o dalle impronte sul terreno.
Le unità cinofile specializzate in detection, possono essere addestrate, oltre che ad individuare
specie protette o aliene, alla ricerca di armi occultate e munizioni.
La ricerca scientifica e la protezione faunistico ambientale hanno oggi dei grandi alleati
rappresentati dai cani e dai loro conduttori.


Sono intervenuti:

Dino Muto, Presidente ENCI - Presentazione accordo


Silvio Marelli, Vice Presidente ENCI - “Il valore delle verifiche zootecniche per la collaborazione
con Ispra”

Barbara Franzetti, Ispra - “Importanza della catalogazione dei dati faunistici”


Alfio Guarnieri, esperto giudice ENCI - “Il contributo delle prove cinotecniche ENCI per l’implementazione ed aggiornamento di una specifica Banca Dati Nazionale, prospettive di sviluppo dell'accordo”


Francesco Riga, Ispra - “L'utilità dei cani a sostegno della ricerca scientifica e della protezione
faunistico-ambientale” 


Roberta Bottaro, addestratore ENCI - “L'impiego del cane nel monitoraggio faunisticoambientale:
la formazione in tracking e detection”


Serena Donnini, esperto giudice ENCI - “Scat detection dogs: primo progetto ENCI di Unità Cinofile
per il monitoraggio della lepre italica

Coldiretti Grosseto: La caccia di selezione al cinghiale è la benvenuta, aiuterà gli agricoltori

Soddisfazione di Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto, per la delibera che da il via alla caccia di selezione nelle aree non vocate della provincia di Grosseto. La proliferazione dei cinghiali ha raggiunto proporzioni allarmanti e uno stop dell'attività di contenimento sarebbe stata veramente deleteria. Fortunatamente la delibera che manda a regime la legge obbiettivo consentirà di portare avanti il lavoro di eradicazione nelle aree agricole, in cui la presenza del cinghiale crea solo danni, ha continuato Renna.

 

http://www.ilgiunco.net/2017/01/26/la-caccia-di-selezione-ai-cinghiali-e-la-benvenuta-aiutera-gli-agricoltori/

DA FENAVERI NECESSARIE PUNTUALIZZAZIONI SULLE NOTE DEL MINISTRO GALLETTI SUI CALENDARI VENATORI

Con due note inviate il 22 dicembre 2016 e il 17 gennaio 2017 il Ministro dell’Ambiente Galletti è tornato a occuparsi di calendari venatori, e più precisamente della mancata chiusura al 20 gennaio da parte di alcune Regioni del prelievo di Cesena, Tordo Bottaccio e Beccaccia, richiamando al rispetto della Direttiva 2009/147/CE e dell’articolo 18, comma 1-bis, della 157/92, oltre al noto caso EU-Pilot 6955/14/ENVI aperto dalla Commissione Europea.

Quello che però, fra le altre cose, il Ministro non ha ricordato ai destinatari delle sue note è la circostanza che il TAR Liguria, il TAR Toscana e il TAR Marche hanno con uniformità di giudizio annullato il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri che riguardava tali tre Regioni, ritenendolo illegittimo, confermando la possibilità di applicazione del paragrafo 2.7.10 della Guida UE sulla caccia che permette di discostarsi dai dati nazionali in presenza di specifici studi.

Tre sentenze dei TAR che sono esecutive a tutti gli effetti, in quanto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, pur avendo proposto appello dinanzi al Consiglio di Stato, non ne ha richiesto la sospensione cautelare degli effetti.

Quindi la Presidenza del Consiglio dei Ministri è tenuta comunque a rispettare i principi di diritto di cui alle sentenze emesse nei suoi confronti dal TAR Liguria, dal TAR Toscana e dal TAR Marche.

Questa, come altre precise e circostanziate eccezioni sono state mosse da FENAVERI al Ministro, tramite una lettera inviata alla sua attenzione, che alleghiamo in forma integrale

Una nota di apprezzamento, per concludere, nei confronti dell’apertura da valutare con attenzione e cautela, espressa da Ispra e sostenuta dal Ministro Galletti per la predisposizione di un nuovo studio sulle rotte migratorie atto a uniformare già dalle prossima stagione venatoria le date di chiusura dei calendari venatori.

Roma, 25 gennaio 2017 – FENAVERI – Federcaccia, Enalcaccia, Arci Caccia, ANUUMigratoristi

PROGETTO CESENA: UN PROGETTO PER AVERE PROVE SCIENTIFICHE SUL COMPORTAMENTO DELLA CESENA

  • Pubblicato in Notizie

FIDC Lombardia e Ufficio Avifauna Migratoria, in collaborazione con l’Università di Milano, hanno intrapreso una ricerca inedita sulla cesena in Lombardia, per valutare la fenologia migratoria, gli areali di riproduzione e il comportamento invernale. Il progetto è iniziato ad inizio dicembre per monitorare le migrazioni delle cesene in tutta Europa ed essere quindi in grado di dare risposte anche all’ISPRA.

Il progetto è nato dopo il decreto legislativo del Consiglio dei Ministri che lo scorso anno aveva anticipato la chiusura del prelievo della cesena al 20 di gennaio suscitando proteste nel mondo venatorio.

Per esperienza i cacciatori e Federcaccia sa che la cesena inizia la migrazione a febbraio inoltrato ma la nostra esperienza non basta, serve ora una certificazione scientifica. Abbiamo quindi deciso di affidare una ricerca scientifica all’Università di Milano, dipartimento di Bioscienze, al professor Diego Rubolini, uno dei massimi esponenti di Ornitologia in Italia. Lo studio prevede che 21 cesene siano munite di ricevitore GPS a partire dal periodo cacciabile (i primi GPS sono stati applicati a novembre). I ricevitori lasciano 30 segnali, con una frequenza che stabilita dai ricercatori, necessari per capire il viaggio di ritorno delle cesene verso il luogo di nidificazione. I risultati saranno, frutto di dati empirici interpretati grazie alle competenze degli studiosi che stanno lavorando a questo progetto, saranno da ritenersi attendibili al 100%.

Per Federcaccia investire soldi, energie e tempo è l’unico modo per ottenere risultati utili, se non necessari, per poter difendere la caccia.

(www.ladeadellacaccia.it)

FENAVERI ASCOLTATA IN COMMISSIONE AMBIENTE SULLA RIFORMA DELLA LEGGE 394/91

Presentate al Presidente della VIII Commissione (Ambiente, territorio e Lavori Pubblici) on. Realacci e al relatore della Riforma on. Borghi le osservazioni del mondo venatorio sul Disegno di Legge in discussione

Nel pomeriggio del 23 gennaio, le associazioni venatorie riunite in FENAVERI - Federazione Italiana della Caccia, Enalcaccia, Arci Caccia e ANUUMigratoristi - sono state ascoltate nel corso delle audizioni programmate presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame in sede referente della proposta di legge recante “Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 e ulteriori disposizioni in materia di aree protette” alla presenza del Presidente della Commissione stessa, on. Ermete Realacci, del Vice presidente Tino Iannuzzi, del Relatore on. Enrico Borghi e dei componenti della Commissione intervenuti.
Nell’occasione la Commissione ha avuto modo di esprimere parole di apprezzamento per la rappresentanza unitaria interpretata dalla FENAVERI, ragione determinante che ha portato all’accoglimento della richiesta di audizione.
Presenti per la FENAVERI il Presidente Gian Luca Dall’Olio (Federcaccia) e i Vice presidenti Lamberto Cardia (Presidente Enalcaccia) e Sergio Sorrentino (presidente Arci Caccia). Assente per un improvviso impedimento il presidente ANUUMigratoristi Marco Castellani.
In vista dell’incontro è stato anticipato a tutti i membri della Commissione un documento tecnico-giuridico contenente le osservazioni alla modifica della 394/91 approvata dal Senato, oltre che una breve introduzione dello spirito che anima l’intervento delle Associazioni Venatorie riunite in FENAVERI.
Nel corso del dibattito con i membri della Commissione c’è stato modo di approfondire e toccare i punti ritenuti più importanti che necessitano di un intervento correttivo per giungere a un impianto normativo condiviso che non solo non sia penalizzante per il mondo venatorio, ma che anzi riconosca l’importanza e l’insostituibile ruolo espresso dalla figura del cacciatore intesa non nella sua componente ricreativa ma di operatore che presta gratuitamente la sua opera socio economica rilevante a tutela dell’ambiente, dell’agricoltura, della sicurezza e della conservazione.

Roma, 24 gennaio 2017 – FENAVERI – Federcaccia, Enalcaccia, Arci Caccia, ANUUMigratoristi

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