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Luca Gironi

Luca Gironi

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Chiude la stagione, puntuali polemiche e falsità

 

Come ogni anno, al termine della stagione venatoria, puntualmente arrivano dossier vari da parte delle diverse sigle abolizioniste. Appuntamento imperdibile, quello dell’Associazione Vittime della caccia, con i suoi numeri su incidenti e disgrazie che hanno visto protagonista un’arma da caccia. E ovviamente non manca chi si presta più o meno ingenuamente a riprendere questi dati e riproporli in varie salse attraverso i media. Quest’anno, prendendone uno a caso, abbiamo scelto quello apparso su una delle pagine internet de “il fatto quotidiano” a firma di Fabio Balocco.
Non è nostra intenzione tuttavia contestare i dati dell’Associazione riportati dall’autore. Non perché li troviamo corretti, anzi. Anche se c’è da dire che negli anni, puntualmente smentiti dalle AAVV e dal CNCN, si sono fatti più accorti a “sparare” cifre abbondantemente gonfiate.
Non lo facciamo perché il problema non è quante vittime di incidenti denunciano, in quanto i morti meritano rispetto e speculare sul loro numero è vergognoso, soprattutto se lo si fa in difesa della mera ideologia animalista. Per noi, se a fine stagione ci fosse da registrare anche solo un incidente di poco conto sarebbe sempre troppo, per cui il nostro mondo vuole esprime profondo cordoglio per le vittime e, al contempo, cercare di lavorare sempre più sulla questione della sicurezza. Non è un caso che uno degli impegni maggiori delle Associazioni venatorie è proprio quello di innalzare sempre e costantemente il livello di attenzione dei praticanti, tanto che il trend degli incidenti di caccia, quelli veri, negli anni è in diminuzione.
Ci sono molti sport – a proposito Balocco: la caccia non è, come scrive lei, uno sport. È passione, tradizione, socialità, condivisione della natura! Una cosa ben diversa anche se comprendiamo lei non possa capirlo – e attività all’aria aperta che purtroppo fanno ogni anno un numero di vittime più alto e con costi sociali assai più elevati: sci, raccolta di funghi, escursionismo, alpinismo, nuoto… perfino, pensi un po’, il tennis. Per non parlare degli incidenti domestici, prima causa di morte e invalidità nel mondo.
Questa però non è una giustificazione. Semmai un motivo di riflessione sul perché di tanta attenzione a quel che succede ai cacciatori.
Quello che contestiamo dell’articolo sono le valutazioni sulla caccia come attività nel suo complesso, nessuna delle quali suffragata da un minimo di oggettività.
La caccia, Balocco, in Italia non ha mai portato all’estinzione di nessuna specie, anzi, se molte sono aumentate – parliamo di cervi, caprioli, daini, ma anche di lepri e altre specie – è proprio perché una corretta e attenta gestione anche attraverso il prelievo lo ha consentito.
Ci pare quantomeno curioso che proprio un avvocato possa scrivere che la caccia è “anche violazione della proprietà privata grazie ad un obsoleto articolo 842 del Codice Civile”. Se è un comportamento consentito dalla legge, dove sta la violazione?
Sugli equilibri ecologici causati dall’introduzione di animali da parte dei cacciatori vogliamo parlare di gabbiani e pappagallini in città, di nutrie, di scoiattolo grigio americano e altre simpatiche specie aliene che l’Europa ci chiede di eradicare e che la deriva animalista e il buonismo salottiero di questo Paese impedisce di fare? L'Italia - sempre pronta al grido di "l'Europa lo vuole" – a imporre provvedimenti restrittivi i più disparati specie in tema di attività venatoria, in questo caso chissà perché fa orecchie da mercante. Sarebbe paradossale se dopo aver paventato costosissime infrazioni europee a carico dei cittadini per "colpa" di supposti privilegi concessi ai cacciatori, mai giunte, ne arrivasse ora una vera per questa inadempienza.
Pensi, lo dice perfino l’Ispra, quell’istituto che animalisti e anticaccia citano con zelo religioso quando riduce i tempi di caccia o il prelievo di una specie, ma che improvvisamente diventa stolta e inascoltabile quando chiede di procedere con i prelievi.
La caccia e i cacciatori non alterano l’ambiente, come lei dichiara in chiusura del suo articoletto. O meglio, in certi casi riescono a farlo. Migliorandolo, recuperando aree e zone depresse e abbandonate, tenendo sotto controllo le specie opportuniste e invasive che decimano i prodotti di campi e il lavoro degli agricoltori.
Concludiamo parafrasandola: ideologia e preconcetti, un mix micidiale che altera i fatti. E uccide la verità.
Distinti saluti.

Cabina di regia unitaria del mondo venatorio - Caccia, Ambiente, Ruralità

A Roma da giorni è in atto una misteriosa moria di storni

La presenza degli storni a Roma non è una novità e porta ogni giorno decisi problemi di convivenza. Ma da qualche giorno uno strano fenomeno sta interessando la zona di Porta Pia, ogni mattina, al risveglio, i romani trovano decine di storni morti ovunque, nei giardini e nelle strade. La cosa sta creando non poco allarme, soprattutto per le implicazioni di carattere sanitario. I tecnici del comune stanno indagando per trovare le cause di questo fenomeno.

http://www.romatoday.it/cronaca/storni-morti-roma.html

 

Braia: politiche venatorie per arginare la presenza dei cinghiali in Basilicata

  • Pubblicato in Notizie

 

“In attesa del dato definitivo reputiamo opportuno comunicare gli ambiti strategici attraverso cui, grazie al lavoro degli uffici dipartimentali e degli attori a vario titolo coinvolti, stiamo affrontando il problema cinghiali correlato ai danni alle colture per provare, come accade in altre regioni, a trasformarlo in risorsa economica”

“Oltre 9400 cinghiali complessivamente abbattuti in attività venatoria e di controllo, in Basilicata nel 2017. Oltre 1200 capi sottoposti a controllo trichina, di cui 737 conferiti a uno dei 3 macelli autorizzati alla lavorazione della selvaggina, per il primo anno in Basilicata. Un trend positivo, di crescita di numeri dei capi abbattuti, rispetto agli anni precedenti, frutto di una organizzazione sempre più efficace avviata verso la creazione della filiera completa lucana, a conferma l’utilità delle azioni messe in campo per le politiche venatorie volte ad arginare il fenomeno della presenza numerica elevata della specie cinghiale nella nostra Regione.”

Lo comunica l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia.

“In attesa del dato definitivo - prosegue l’Assessore Braia - reputiamo opportuno comunicare gli ambiti strategici attraverso cui, grazie al lavoro degli uffici dipartimentali e degli attori a vario titolo coinvolti, stiamo affrontando il problema cinghiali correlato ai danni alle colture per provare, come accade in altre regioni, a trasformarlo in risorsa economica.

Queste le direttrici principali: formazione, informazione, sensibilizzazione, educazione dei cacciatori e dei selecontrollori, massima tracciabilità per la sicurezza alimentare dei consumatori di carne di selvaggina, nello specifico di cinghiale e prevenzione del rischio di trichinellosi umana, attivazione della filiera oltre che applicazione di tutti gli interventi previsti dalla norma nazionale.

A ciò va aggiunta la battaglia che stiamo portando avanti con il Governo al fine di modificare i limiti imposti dalla legge nazionale 157/92 e ampliare i tempi della caccia la cinghiale nel periodo venatorio.

ABBATTIMENTI IN PERIODO VENATORIO

Ad oggi, sono circa 8600 i cinghiali abbattuti in attività venatoria nell’anno 2017, contro i 7801 capi del 2016. Sono questi i primi dati forniti al Dipartimento Politiche Agricole e Forestali, seppure ufficiali non ancora completi, dai 5 AATTCC regionali: è infatti ancora in atto la fase di verifica e controllo dei registri degli abbattimenti a chiusura dell’anno venatorio.

ABBATTIMENTI IN ATTIVITA’ DI CONTROLLO

Nel 2017, inoltre, in attività di selecontrollo nei 600 siti di prelievo posizionati sul territorio a caccia programmata, sono stati abbattuti 753 cinghiali. Un dato emblematico rispetto ai 150 del 2016, pari ad un aumento del 502% in attività di controllo e concreta manifestazione che la strada intrapresa per arginare il fenomeno è quella corretta.

FILIERA E CONTROLLI

Sono oltre 1200 i capi sottoposti a controllo per la trichinella. Si passa da 0 casi verificati nel 2016 a 737 capi sottoposti a controllo, che ricordiamo essere a totale carico della Regione Basilicata e non del cacciatore, conferiti a Tito al presidio dell’Istituto Zooprofilattico Speciale con il quale abbiamo attivato una convenzione, e poi conferiti al macello autorizzato ed alla società che gestisce la filiera della carne di cinghiale.

Un aumento dei controlli e delle analisi effettuate si registra anche in provincia di Matera dove sono 497 i capi sottoposti a controllo trichina dai veterinari dell’Associazione Allevatori Regionale, contro i 279 del 2016. Sono ulteriori dati importanti sul tema della sicurezza sanitaria e alimentare che ci aiutano a fare un censimento più veritiero che ci consenta di arrivare ad una determinazione più realistica del numero effettivo di cinghiali abbattuti nel corso dell’anno, facendo finalmente emergere il non dichiarato.

SQUADRE

Sono 373 squadre autorizzate alla caccia del cinghiale. Gli AATTCC registrano ad oggi squadre che hanno dichiarato un carniere di oltre 150 capi abbattuti ma al contempo anche squadre che non hanno registrato alcun capo, un dato che appena possibile sarà analizzato e correlato alla distribuzione territoriale, anche al fine di comprendere in quali aree della Regione è maggiormente concentrata la popolazione della specie Sus Scrofa.

FORMAZIONE

A seguito della Delibera di Giunta con cui abbiamo approvato la disciplina per i corsi e la formazione, sono già 58 i cacciatori ad aver ottenuto l’abilitazione a conduttore di cane limiere, al termine del primo corso per la qualifica regionale, ed altri corsi sono programmati nelle prossime settimane per le centinaia di richieste pervenute.

Ad oggi, rispetto al 2016 in cui non è stato possibile utilizzare anche la tecnica della girata per mancanza di cani, sono già 17 i cani limiere abilitati, grazie al Protocollo d’Intesa tra la Regione Basilicata e l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) per la specializzazione ed impiego di unità cinofile in ambito faunistico venatorio.

Per le oltre 50 ulteriori richieste pervenute nel mese di febbraio saranno calendarizzate giornate di prova con presenza di giudice Enci, al fine di aumentare la dotazione di cani da poter utilizzare in attività di controllo e gestione della specie cinghiale.

PROVVEDIMENTI

Il Piano di Controllo Regionale sarà approvato nei prossimi giorni, prevedendo sia la caccia di selezione che le attività di controllo.

Relativamente ai danni da fauna selvatica, sono in istruttoria le richieste di risarcimento danni alle colture agricole così come le richieste di indennizzi per danni ai veicoli, con liquidazione per un importo di 130 mila euro. Inoltre sono stati impegnati 100.226,93 per la liquidazione di ulteriori beneficiari.

Sono stati assegnati 460 mila euro agli AATTCC, quale quota per risarcimento danni alle colture agricole causati da fauna selvatica, ed ulteriori 8 mila euro sono stati liquidati per il risarcimento danni alle colture agricole nelle oasi di protezione. Sono state liquidate 196 richieste per danni causati da fauna selvatica ed inselvatichita al patrimonio zootecnico (L.R. n.23/2000) per un totale di 92.872 euro.”

 

IN PREPARAZIONE IL I MEETING INTERNAZIONALE DELLE CACCIATRICI


Per il 10° anniversario della loro fondazione, il Gruppo Cacciatrici Trentine organizza il 1° Meeting internazionale delle Cacciatrici che si terrà dal 31 agosto 2018 al 2 settembre 2018 a Trento e dintorni! Indicativamente il programma prevede:

Venerdì 31 agosto: arrivo e sistemazione in hotel.

Sabato 1 settembre: mattinata dedicata alla visita della città di Trento, tardo pomeriggio Tavola rotonda sul tema della caccia e ambiente. Saluto delle autorità presenti e intervento dei relatori. In serata Gran Galà delle Cacciatrici con invitati.

Domenica 2 settembre: mattina, programma in fase di organizzazione, pomeriggio partenze.

“Sarà un occasione per parlare di Caccia al femminile – dicono le organizzatrici – e scambiarci le nostre diverse esperienze”, che chiedono intanto alle appassionate di mettersi in contatto con loro per dare una prima adesione di massima.

(www.ladeadellacaccia.it)

Piemonte: prosegue l'iter della nuova legge sulla caccia

Piemonte, prosegue l'iter della nuova legge sulla caccia, con l'esposizione delle relazioni in Consiglio Regionale. I relatori di maggioranza ed opposizioni hanno presentato le loro osservazioni, quella del M5S spicca per le richieste particolarmente restrittive verso i cacciatori di una regione dove i cacciatori sono già alle prese con una legislazione tra le più penalizzanti in Italia.

http://www.torinoggi.it/2018/02/01/leggi-notizia/argomenti/politica-11/articolo/in-consiglio-regionale-il-ddl-sulla-caccia-svolte-le-relazioni-introduttive.html

 

Normative

Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura