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Luca Gironi

Luca Gironi

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CORSA LA 11^ COPPA ITALIA PER CANI DA SEGUITA SU VOLPE FEDERCACCIA

 

Si è tenuta all’interno della Zac di Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, la finale nazionale della 11a edizione della Coppa Italia per cani da seguita su volpe. I concorrenti finalisti, ospitati presso la splendida location dell’agriturismo Villa Santa Caterina, provenivano tutti dal centro-sud Italia, area nella quale la caccia alla volpe è più sentita e praticata. Una nota di gioia autentica e di speranza l’età media dei concorrenti, quasi tutti giovani o giovanissimi, e ciò nonostante tutti preparati!, che hanno dato vita con i loro cani a equipaggi molto motivati e competitivi.

Le cifre distintive della manifestazione sono state correttezza e sportività, che hanno rafforzato il clima di amicizia e apprezzamento fra gli avversari.

I giudici Marco Di Ventura, Emilio Lumare, Lello Buco, Antonio Pranteda, Felice Santacroce, Anna Vulcano, Carlo Cascino e Stefano Tofone hanno svolto con professionalità, imparzialità e grande competenza il loro compito, non limitandosi a stilare qualifiche e classifiche per le tre categorie del concorso (Mute, Coppie e Singoli), ma fornendo consigli ai concorrenti, tutti convinti del carisma e della competenza tecnica con cui hanno assolto alla loro funzione.

Tutti hanno unanimemente sottolineato la bellezza, la selettività dei terreni e l’ottimale densità del selvatico perseguito.

Un particolare elogio è andato a Luigi Chiappetta, appassionato praticante da sempre di questa specialità venatoria e veterano organizzatore di finali di campionato. Grazie alla sua esperienza tutto si è svolto alla perfezione: dalla scelta dei terreni, sui quali tutti, senza eccezioni, hanno avuto occasione di incontro, alla rapidità con cui si sono succeduti i cambi di turno.

Nella categoria Singolo, bella vittoria per la squadra di Ascoli Piceno composta da Angelo Bruni, conduttore del Beagle Gigio, e da Gianluca Cipollini e Marco Censori con 163 punti; a seguire i crotonesi Francesco Pulerà, conduttore del segugio italiano a pelo ruvido Diana, Gaetano Medaglia e Francesco Pulerà jr, e gli altri ascolani Giuseppe Raschiatore, conduttore del beagle Ultima, Gianluca Peperini e Armando Peperini. Nelle Coppie, si aggiudica il titolo la compagine di Cosenza, con Denny Librandi, conduttore dei segugi maremmani Brico e Billy, Antonio Gianni Librandi e Francesco Caloiero; argento per Crotone con Francesco Pisani, conduttore del segugio maremmano a pelo duro e del segugio italiano a pelo duro Darma e Bruno, Salvatore Pisani e Vincenzo Pisani; bronzo a Salerno con Antonio Di Maio, conduttore dei segugi italiani a pelo ruvido Loris e Ledy, Giuseppe Delle Donne e Antonio Verzola. Un altro team calabrese vince nelle Mute: sono i crotonesi Giovanni Campisi, Domenico Cavallo, Pantaleone Simila e Luigi Rotondo con i segugi italiani Vespa, Red, Gemma e Bacco. Podio d’onore per gli ascolani Angelo Bruni, Nazzareno Ficcadenti, Giuseppe Malizia e Aldo Carlini. Gradino basso per gli altri crotonesi Francesco Cavallo, Giuseppe Mancuso, Carmine Ivan Maida ed Emilio Chiappetta.

Presenti come sempre a fare gli onori di casa, c’erano: il presidente della Sezione provinciale di Cosenza Francesco “Ciccio” Greco; il suo vicepresidente Marcello Canonaco, nonché presidente dell’Atc Cs3; il presidente della FIdC Calabria Giuseppe Giordano, accompagnato da Mimmo Iero e Tancredi Labate; Angelino Madia, presidente della Sezione provinciale di Crotone; infine, gradito ospite, il presidente provinciale della Pro Segugio Cosenza, Emilio Chiappetta. In rappresentanza del Nazionale, non poteva mancare il vicepresidente Tonino D’Angelo, che si è complimentato per lo splendido successo della manifestazione, una delle tante iniziative FIdC tese a conservare e diffondere i valori antichi di sportività e correttezza federali, per far sì che il cacciatore sia percepito come insostituibile attore nel gestire e mantenere l’integrità e la bellezza delle locali realtà rurali.

Luigi Chiappetta ha voluto ricordare i tre amici Ivo Angeli, Gennaro Giuffrè e Armando Alfano, presenti nell’ultima edizione di quattro anni fa, ma oggi impegnati in cielo ad altra gara. Infine ha voluto ringraziare tutti i partecipanti, gli ospiti ,i giudici, il delegato Alessandro Spaccasassi per la preziosa collaborazione e Tonino D’Angelo per il sostegno e la presenza.

Una citazione d’obbligo e un ringraziamento particolare è andato al main sponsor di tutte le manifestazioni nazionali Federcaccia, la Big Hunter, cui si sono aggiunti a livello locale la Canicom e Nino Martino (armeria Casa del Cacciatore) e la New dog Food, mangime per cani.

Tutti gli equipaggi partecipanti hanno fornito prestazioni di rimarchevole livello tecnico ed estetico portando alla stesura della classifica.

Due parole vanno spese in favore della caccia alla volpe con i cani da seguita, pratica che nel tempo, inspiegabilmente, ha visto ridursi i suoi cultori. Sottolineo che tale specializzazione venatoria vede l’impiego del segugio, di tutte le razze, da quelle più antiche a quelle emergenti, ricca quindi della godibilità tecnica ed estetica che caratterizza l’uso del cane da seguita. Si svolge su un selvatico indiscutibilmente probante per la sua innegabile selvaticità e la sua proverbiale scaltrezza, la cui presenza non conosce flessioni numeriche su tutto l’areale europeo. Presenta risvolti di utilità nella gestione venatoria, per il mantenimento dell’equilibrio all’interno delle biocenosi tra predatori e prede. La caccia alla volpe appare dunque come una delle cacce del domani e andrebbe potenziata ed incentivata. Un invito in questo senso è rivolto alla Dirigenza Nazionale affinché si attivi anche attraverso la modifica del regolamento per permettere una maggiore partecipazione al campionato da parte di tutti i cacciatori appassionati. (A.S.) (www.ladeadellacaccia.it)

Brescia: Presto una nuova normativa sul prelievo selettivo del cinghiale

Dopo uno stop forzato, causato dal solito ricorso di un gruppuscolo animalista, che aveva sollevato il problema della partecipazione dei cacciatori assieme agli organi di vigilanza, si è riunito il Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza con il compito di trovare una soluzione che permetta, al più presto, di riprendere gli abbattimenti. 

http://www.vallesabbianews.it/notizie-it/(Provincia)-Abbattimento-cinghiali,-presto-una-nuova-normativa-44215.html

 

Orbetello: Nasce l'AFV della laguna

La caccia è una tradizione radicata nella Maremma Toscana. La Laguna di Orbetello è un tempio della caccia agli acquatici e i cacciatori preziose sentinelle di un ambiente fragile. Per preservarla i cacciatori, di concerto con l'amministrazione comunale, promuovono la creazione di un' AFV sul territorio dell'area umida.

Alleghiamo l'articolo:

http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2018/01/26/news/in-riva-alla-laguna-nascera-un-azienda-faunistica-venatoria-1.16400180

 

ANUU: I PICIFORMI

Una monografia sui Picchi. In Italia sino ad oggi ne è stata pubblicata solamente una da parte del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino intitolata “Guida ai picchi del mondo” di Frugis, Malaguzzi, Vicini e Cristina. Va, quindi, elogiato l’Ente Parco Adda sud perché ha patrocinato la realizzazione di un’interessante pubblicazione ornitologica e naturalistica con l’ausilio di validi esperti del settore. I Picchi nella storia sono stati a volte considerati creature benefiche, altre volte creature capaci di presagire brutti eventi, altre volte dei veri e propri giustizieri. Rimane sempre il fatto che queste specie alate hanno sempre destato curiosità tra gli uomini sin dai tempi più antichi. Attualmente, per chi li conosce, sono aiutanti benefici per la salute degli alberi perché si nutrono di insetti xilofagi che rodono il legno e minano la stabilità delle piante. Queste specie ornitiche, oltre che nei boschi, si osservano anche nei parchi cittadini, nei giardini e, addirittura, durante la brutta stagione, anche sui terrazzi attirati da qualche leccornia messa a loro disposizione. Sono folletti tambureggiatori ed infaticabili perforatori di cortecce. Col loro becco sanno scavare una cavità nei tronchi degli alberi dove depongono le uova e allevano la prole. La cavità, finita la stagione riproduttiva, non viene abbandonata ma rioccupata e utilizzata da altri animali come rifugio oppure come sito per nidificare. Le foto di Marchitelli dedicate ai nostri amici alati dal becco appuntito impreziosiscono la pubblicazione, già di per sé ricca di capitoli molto esaurienti dedicati all’ambiente da loro frequentato come il bosco, analizzandone la situazione nel mondo, in Italia, in Lombardia e nel Parco Adda sud, passando poi a temi quali l’importanza degli alberi morti e del loro rapporto con i picchi. Si entra nel “pieno” del volume quando i capitoli trattano del picchio vero e proprio, analizzandone la topografia, la morfologia, le origini, il linguaggio utilizzato per contattare i propri simili, per poi dedicare una parte molto importante all’analisi di tutte le specie presenti sul territorio italiano, e incentrandosi, poi, su quelle presenti nel Parco. Sono analizzate, inoltre, anche quelle specie presenti nel Parco che, pur non appartenendo alla famiglia dei picidi, possiedono caratteristiche simili o abitudini di vita uguali ai picchi. Nei capitoli conclusivi sono presenti una serie di consigli su come osservare queste fantastiche specie alate attraverso la tecnica del birdwatching, dopo una buona consultazione dei siti web adatti e una ricca bibliografia utilizzata anche per la stesura del testo. Il volume (“Quel tamburellar nel bosco…” di Antonio Massimo Marchitelli – Parco Adda sud – Foto a colori – pagg. 174) può essere richiesto direttamente al Parco Regionale Adda sud telefonando al numero 0371-411129, oppure tramite il sito web: www.parcoaddasud.it. (Walter Sassi)

SARDEGNA: TROVATO UN ALTRO CINGHIALE POSITIVO ALLA TRICHINELLA, L'ASSESSORATO ALLA SANITÀ, UDP E IZS RINNOVANO L'APPELLO PER IL CONSUMO DI CARNI E SALUMI CONTROLLATI

 

Un altro cinghiale abbattuto a Orgosolo, in località Maheddu, è risultato positivo ai controlli sulla Trichinella effettuati nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS) di Nuoro, su un campione prelevato dall’animale da parte dei cacciatori. Si tratta del secondo caso, nel giro di due settimane, in cui il pericoloso parassita è stato ritrovato nei cinghiali selvatici, sempre in agro di Orgosolo. Appena venti giorni fa, invece, la trichinella era stata rinvenuta in due macro-campionature effettuate su un branco di maiali domestici al pascolo brado abbattuti, lo scorso 9 gennaio in località Pradu, durante un operazione di controllo del territorio promossa dall’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna in collaborazione con la Prefettura e la Questura di Nuoro e con il personale dei corpi di polizia nazionale.

Consumare solo carni controllate. L’ennesimo ritrovamento dimostra che la presenza della trichinella fra suini domestici bradi e cinghiali è sempre più allarmante tanto che l’assessorato dell’Igiene e Sanità, l’UdP e l’IZS rinnovano l’appello a cittadini e consumatori: “Verificate sempre la provenienza sicura delle carni e dei salumi acquistati. Verificate che vengano da allevamenti certificati e rispettosi delle normative igienico sanitarie e veterinarie. Con la trichinella non si scherza: può infatti causare serie complicanze alla salute dell’uomo e, in casi estremi, può provocarne il decesso”.

La Trichinellosi è una zoonosi parassitaria del genere Trichinella. Presente in tutti i continenti tranne che nell’Antartico, è stata segnalata in più di 100 specie di mammiferi, 13 specie di uccelli, 3 specie di rettili. Colpisce più di 2.500 persone all’anno. Il parassita è presente in Sardegna, finora segnalato solo in agro di Orgosolo, dal 2005. Da allora ha causato il ricovero in ospedale, in tre distinti episodi, di 26 persone che avevano consumato carni di suino domestico non controllate. (www.ladeadellacaccia.it)

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