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L’ALPENSTOCK….IL MIGLORE COMPAGNO DEL CACCIATORE DI MONTAGNA Il Bastone che può salvarti la vita

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Chi non è mai stato in montagna almeno una volta, come semplice turista oppure per fare una bella settimana bianca? In quel caso avrà sicuramente notato che in tutti i negozi di articoli sportivi, di souvenir e addirittura in qualche ferramenta ben fornita, vengono venduti dei bastoni artigianali da passeggio. Questo accade ovviamente solo in montagna, dove è possibile fare delle lunghe e salutari passeggiate ma sempre in un ambiente selvaggio dove fare un passo falso potrebbe essere addirittura fatale. Normalmente i bastoni in commercio sono in nocciolo, ma se ne possono trovare anche costruiti con altri legni. Noi puristi tradizionalisti quelli in plastica e/o in metallo non li prendiamo neanche in considerazione! Si racconta che nel lontano 1574 sia stato un tedesco, un certo Josias Simmler, a inventare il bastone lungo da montagna e a dargli il nome Alpenstock, da Alpinus Baculus, Bastone Alpino.

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Originariamente si usava accompagnato con un'accetta da legna che serviva agli alpinisti per tagliare i gradini nel ghiaccio, ma l'uso di eccellenza era il sondaggio dei buchi e dei crepacci nei nevai. L'alpinista sondava il terreno prima di proseguire, in modo da evitare passaggi pericolosi o instabili. Un altro utilizzo, un pochino più pericoloso, era la discesa dai pendii nevosi, la cosiddetta tecnica di discesa a "raspa", con l'uso del bastone a mo' di timone. Oggi quel semplice ma utilissimo accessorio è diventato il “terzo braccio” di tutti gli amanti delle escursioni montane, in particolare dei cacciatori, che si affidano all’Alpenstock per moltissimi scopi ed esigenze che potrebbero presentarsi lungo il loro cammino. A cosa serve il bastone lungo da caccia? Principalmente per sorreggerci e aiutarci durante la cerca, in particolare nelle discese e nei ripidi pendii, ma può anche aiutare nel trasposto della selvaggina, come appoggio per sparare e, perché no, anche per difenderci contro brutti incontri. Non a caso è dotato di un robusto puntale in metallo e, nonostante le dimensioni e la leggerezza, è robustissimo. L’Alpenstock nasce come semplice bastone, ma col tempo è stato modificato secondo esigenza e più in particolare secondo i più disparati gusti estetici. Oggigiorno quasi tutti i bastoni che accompagnano i cacciatori di montagna sono rifiniti con apicali in corno o scolpiti con soggetti naturalistici. Se ne possono trovare talmente belli da poter essere definiti delle vere e proprie piccole opere d’arte. Come abbiamo accennato, un buon bastone si può trovare anche in commercio, ma l’ideale sarebbe quello di costruirselo da solo, secondo i propri gusti. Anche perché, tutto sommato, non è difficile né costruirlo né trovare la materia prima per farlo. Dobbiamo cercare un bel ramo di nocciolo della lunghezza e del diametro giusti, non è necessario che sia drittissimo, perché a quello c’è rimedio. Il periodo più indicato per eseguire la potatura del nocciolo è quello invernale, compreso tra la fine della caduta delle foglie e l'inizio della fioritura. Il nocciolo è una pianta abbastanza comune in tutta Italia, non dovrebbero esserci troppi problemi a trovare un paio di fusti adatti al nostro scopo. In mancanza di rami di nocciolo si potranno usare altri legni, ovviamente simili come caratteristiche.

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Non ho mai capito bene quanto le fasi lunari influiscano sul taglio dei rami, qualcuno dice che è meglio prenderli con la luna calante altri viceversa.. ma l’importante è riuscire a trovarli oppure farseli regalare da un amico. Come ho fatto io con un certo signore di nome Sandro Flaim che forse qualcuno di Voi conosce! A tale proposito vorrei cogliere l’occasione per ringraziarlo ancora del bellissimo regalo e della Cortesia che mi ha fatto, regalandomi un bell’Alpenstock con il manico in corno di camoscio e un ramo per costruirne un’altro: Grazie Amico mio! Una volta procurato il ramo giusto appena tagliato, dovremo fare subito due operazioni. Per prima cosa andrà accorciato alla lunghezza giusta, che di solito varia da 150 ai 180 cm, poi sarà necessario legarlo ad un tubo rigido per raddrizzarlo e predisporlo per la stagionatura. Potremo modellarlo a nostro piacimento, utilizzando del filo di ferro oppure delle robuste fascette in plastica stringi cavo, Quando il ramo è fresco, appena tagliato, è ancora umido, vivo e pieno di linfa, e quindi raddrizzarlo sarà molto agevole. Per quanto riguarda il periodo di stagionatura, da far fare al ramo in un luogo asciutto ma non assolato, c’è chi sostiene che ci vogliono addirittura sei – otto mesi, ma il mio carissimo amico Giuseppe Rumerio, uno dei più abili scultori in legno di Ortisei, che di stagionature se ne intende, sostiene che tre – quattro mesi sono più che sufficienti per stabilizzare qualsiasi tavola. Passato questo periodo il bastone è pronto per essere lavorato, per ricevere un bel puntale in metallo e uno spezzone di corno sull’altro capo. La scelta del modello è soggettiva, si possono fare degli ottimi Alpenstock con corni, o spezzoni di essi, di camoscio, di muflone, di capriolo e di cervo, ma per esperienza personale e visto il diametro dei bastoni, le corna di daino si prestano meglio delle altre. Un’ultima cosa.. c’è a chi piace il ramo liscio “scortecciato”, come ad altri lasciato al naturale. Qualcuno gli dà persino una fiammata di fuoco vivo! Ovvio che ogni soluzione è buona, ma l’importante sarà portarlo sempre con noi , affidarsi a lui e volergli bene con un vecchio e fedele compagno di avventure!

 

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