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CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA: LO SGABELLINO!

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Frequentando le armeria di tutta Italia, ho notato che tra gli scaffali colmi di munizioni, accessori per le armi, abbigliamento dedicato e tanto altro ancora, un accessorio, che in primo momento potrebbe sembrare fuori luogo, è sempre presente: lo sgabellino per sedersi! Se ne trovano di tutte le forme , costruiti coi materiali più disparati, con prezzi che variano dalle poche decine di euro ai cento e più.
Ma è davvero un accessorio così importante, tanto da accaparrarsi una piccola fetta di mercato? Dopo aver cacciato in battuta per oltre mezzo secolo, posso affermare che si, è davvero un accessorio importante, per non essere definito addirittura indispensabile. Le battute di caccia al cinghiale, indipendentemente che si svolgano in Maremma, sull’Appennino, nelle Isole, nell’Oltre po’ pavese, nel Salento o sulla Sila, si somigliano un po’ tutte, l’azione di caccia è pressoché la stessa. Vengono sempre impegnati molti cacciatori tra poste e braccaioli e un gran numero di cani. Di solito la braccata si svolge in un territorio molto esteso, spesso addirittura di centinaia e centinaia di ettari. A volte i partecipanti sono impegnati per tutto l’arco della giornata, dall’alba al tramonto e durante quelle bellissime e coreografiche megabattute può capitare ch, mentre in una zona infervorano le canizze e si susseguono gli abbattimenti, in un’altra non si senta niente, neanche gli spari degli scaccini. Credetemi se vi dico che non si può stare tutto quel tempo fermi in piedi o peggio ancora a muoversi qua e là. Lo sgabellino aiuta a mantenersi riposati e soprattutto concentrati su cosa accade intorno a noi. A patto di rimanere sempre all’erta e con il fucile imbracciato, per non farci cogliere impreparati, sin da quando il suono del corno decreta l’inizio della battuta e sino a quando ne segnala la fine. Le poste normalmente vengono assegnate per anzianità, per meriti o per sorteggio. Quelle per anzianità spettano ai vecchi cacciatori o a chi, per un motivo o per un altro, non può camminare molto. Quelle per merito si assegnano di solito nelle piccole squadre a quei cacciatori che hanno dimostrato la loro abilità con un’alta media di abbattimenti e che negli anni si sono guadagnati la fiducia di tutti gli altri componenti della squadra. Le poste per sorteggio si assegnano ovviamente nelle grosse squadre o durante le grandi battute organizzate tramite biglietti o palline numerate o per semplice conta, con lo scopo di non penalizzare, di non fare favoritismi e per evitare spiacevoli disguidi e malcontenti. Dove e come piazzarle lo decide il Capocaccia a suo insindacabile giudizio, e quando ad un cacciatore viene dato un tratto di bosco da sorvegliare è come se ad un militare venisse affidata una consegna. Si tratta di una responsabilità molto seria per due motivi, prima di tutto per il fattore sicurezza. E’ superfluo sottolineare e ricordare che in battuta si caccia in tanti e che si usano armi potenti. Un calibro medio da carabina ha una gittata di qualche chilometro, mentre le normali palle asciutte in piombo calibro dodici, se colpiscono un tronco, un sasso o uno specchio d’acqua con una determinata angolazione, hanno dei rimbalzi imprevedibili. Quindi, prima di tirare il grilletto, bisogna stare molto attenti a dove e a che cosa si spara, perché nel bosco non ci sono soltanto i cinghiali, ma anche uomini, cani ed altri selvatici, magari protetti, come daini e caprioli. Inoltre non dobbiamo dimenticare che la Posta ha la responsabilità ed il dovere di abbattere i cinghiali che cani, canai e braccaioli, con coraggio e tanta fatica, cercheranno di spingergli contro. Alla posta lo sgabellino è una dotazione, se non indispensabile, almeno molto utile, ma deve avere le caratteristiche giuste per poter essere definito “da caccia”! Se ne trovano di tantissimi tipi, quelli a treppiedi in cuoio e legno sono i migliori.

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Belli, pratici, funzionali e davvero molto, ma molto robusti. Poi ci sono quelli monopiede pieghevoli, metallici da “pescatore”, telescopici in alluminio e addirittura incorporati a dei piccoli zaini. Ma a volte si scatena anche la fantasia umana! Quando le poste si avviano per prendere posizione ti ritrovi ad avere davanti dei colleghi cacciatori che per sedersi si portano dietro di tutto, dagli sgabelli in legno che usavano i loro bisnonni per mungere le pecore a delle comodissime poltroncine da ufficio girevoli con tanto di spalliera e braccioli opportunamente modificate. Se ci s’impegna a partecipare ad una battuta collettiva lo si deve fare con serietà e con passione, cercando di mantenere un comportamento eticamente corretto e non tralasciando qualsiasi accorgimento utile al buon esito della battuta stessa. Magari anche con la… poltrona giusta! Devo ammettere che, se dovessi scegliere tra l’aver dietro una bella radiolina con annesso auricolare e un comodo sgabellino, preferirei di gran lunga quest’ultimo! Comunque, tralasciando le nostre stravaganze logistiche, vorrei ritornare al compito principale del cacciatore appostato durante una battuta: abbattere il cinghiale. Dopo che ci verrà assegnata la posta, per prima cosa dobbiamo farci vedere da quella precedente e da quella seguente, accordandoci sui rispettivi angoli di tiro e fin dove dovrà tirare un cacciatore oppure l’altro. Non c’è niente di più fastidioso del colpire un cinghiale in molti senza sapere poi chi lo ha abbattuto realmente. E’ bene pulire le linee di tiro oppure no? Lascio ad ognuno la propria scelta. Io appartengo alla corrente che sostiene di eliminare i rami e gli arbusti dai trottoi dove potrebbe arrivare il Re, per poi magari utilizzarli per farne anche un piccolo riparo.

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Ho visto che nel bosco e peggio ancora nell’intricatissima macchia mediterranea avere la maggiore visuale possibile può fare la differenza se poter tirare ad un cinghiale oppure no. E’ chiaro che non bisogna potare tutte le piante che abbiamo intorno, ma è sufficiente eliminare qualche ramo che impedisce di scoprire bene quelle zone che in base alla nostra esperienza riteniamo strategiche. Lo stesso andrebbe fatto dove ci sistemeremo coi piedi. Tenere pulito significa non fare rumore durante i piccoli spostamenti e anche evitare scivoloni o cadute in fase di punteria e tiro d’imbracciata. Permettetemi ancora un ultimo consiglio e poi credo di aver finito. Stare comodamente seduto durante le fasi meno concitate di una battuta non è nè brutto né criticabile. Questo però non deve essere un motivo per rilassarci troppo, perchè oltre a correre il rischio di addormentarci (scherzo, ma non troppo!), potrebbe capitare di farci sorprendere da un bel solengo che si sta avvicinando furtivo ignaro del pericolo, proprio perché noi, stando seduti e quindi perfettamente immobili, non avendo fatto nessun rumore lo abbiamo rassicurato ad avvicinarsi !

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