I NUOVISSIMI SOVRAPPOSTI S.I.A.C.E. FRATELLI GELMINI MITHOS “PARADOX” CAL. 28
- Scritto da Marco Benecchi
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Nell’estate del 1885 il colonnello inglese George Vincent Fosbery, grande cacciatore e appassionato di armi, depositò il Brevetto di un fucile giustapposto da caccia calibro 12, in grado di sparare “senza pregiudizi” sia i pallini sia le palle asciutte singole con la precisione di un grosso Express. Il progetto fu presentato come: “il perfezionamento delle canne da fucile". L’invenzione consisteva nel ricavare alla parte strozzata delle canne, un certo numero di righe “spiralate”, secondo il diametro dell'anima del fucile e la lunghezza della palla impiegata. Inoltre, l'inclinazione di tali righe doveva essere fatta in proporzione alla lunghezza della strozzatura e al calibro. L’idea ebbe molto successo perché a quei tempi, durante la grande Epoca coloniale britannica, gli inglesi erano a caccia un po’ dappertutto nei Cinque Continenti. E chi si recava in quegli angoli sperduti di mondo aveva bisogno di ottime armi, che fossero in grado di sparare con precisione a palla e, all’occorrenza, anche a pallini. La rigatura delle canne lisce, o meglio la “raggiatura” dell’ultima parte di esse, contribuiva moltissimo alla precisione nel tiro a palla, ma aveva anche un effetto dispersante nelle cariche a munizione spezzata. Nel finire dell’800 e nei primi anni del 900 questa caratteristica era considerata più un difetto che un pregio, poi, con il proliferarsi della caccia alla beccaccia nel bosco coi cani da ferma, la possibilità di poter disporre di un’ampia e compatta rosata a brevissima distanza fece rispolverare il vecchio progetto.

Oggi nell’era (per non dire della moda) dei piccoli calibri lisci, i fratelli Gelmini hanno deciso di includere nella loro produzione una serie completa di sovrapposti Mithos “Paradox”, destinati alle cacce nel fitto. Daniele e Ferdinando prendono l’eredità lasciatagli da papà Ivano e zio Giuseppe Gelmini, due grandi uomini appassionati di caccia e di armi che, dopo aver appreso i segreti del mestiere nelle piccole botteghe artigiane della Valtrompia (Giuseppe come calcista ed Ivano come armaiolo meccanico), nel 1958 fondano la Fabbrica d’Armi S.I.A.C.E. La loro passione è sempre stata quella di poter realizzare raffinate doppiette a cani esterni e interni in tutti i calibri lisci, con calciature di pregio ed incisioni eseguite esclusivamente dai maestri incisori bresciani. Poi, alcuni anni dopo, ci fu il grande salto, la sfida più impegnativa, quella di cimentarsi nella costruzione del re dei re di tutti i fucili: l’express giustapposto a doppie canne rigate di medio – grosso calibro. Il successo che hanno riscosso subito quelle splendide armi in tutto il mondo ha ampiamente premiato tutti i loro sforzi. La costruzione della maggior parte dei fucili che la famiglia Gelmini ha in catalogo avviene su specifica richiesta del cliente, il quale può decidere tutte le caratteristiche della sua arma fin nei più piccoli dettagli sia estetici sia pratici. Pur essendo sempre alla ricerca di nuove soluzioni tecniche, la S.I.A.C.E. si definisce un’azienda “orgogliosamente artigiana” e l’impegno costante fa crescere l’attività ed ampliare la produzione.

L’operosità e il gusto creativo, uniti all’esperienza dei fratelli Gelmini e alle nuove tecnologie, hanno portato alla creazione dei nuovissimi sovrapposti Mithos Paradox in vari calibri. Come ci si poteva aspettare, il risultato è stato un prodotto di ottima qualità, assoluta affidabilità e proverbiale robustezza. I sovrapposti Paradox calibro 28 sono degli ottimi fucili, ben rifiniti ma essenzialmente molto pratici e funzionali. Stiamo parlando di armi da caccia, destinate ad un uso intenso in ambiente boschivo, quindi che non devono temere gli agenti atmosferici e resistere a lunghe giornate d’uso gravoso. Concettualmente i sovrapposti Paradox 28 derivano dal già ben collaudato Mithos 12, un fucile da caccia particolarmente robusto, dotato di canne in acciaio speciale lappate, cromate internamente e con doppia chiusura a slitta, che garantisce maggiore sicurezza d’uso. Il Paradox 28, con i suoi 2.000 gr di peso, è ben bilanciato e molto maneggevole. Imbracciandolo istintivamente viene sotto mira che è un piacere e la precisione, alias convergenza delle due canne a brevissima distanza è davvero notevole. Il modello scelto per le nostre prove in calibro 28 possiede una sola delle due canne, la inferiore, raggiata per 200 mm costruito espressamente per la caccia alla Regina del bosco! Oggigiorno questa tipologia di armi lisce-rigate non sta avendo una buona diffusione, perché la maggior parte dei cacciatori “forse” non ne conosce neanche l’esistenza, quando invece sarebbero molto adatte per il tiro a brevissima distanza. In Italia, per la caccia nel bosco prevale la filosofica delle canne corte e cilindriche, dimenticandoci spesso delle elevate prestazioni che possiedono le moderne cartucce da caccia, anche le cosiddette Dispersanti! La maggior parte delle munizioni usate per nel fitto, indipendentemente dalla lunghezza dei tubi e dal tipo di piombo, cominciano a fare delle ampie rosate soltanto dopo decine di metri. L’estetica del Paradox è semplice, piacevole per le giuste proporzioni e per le sobrie rifiniture. Molto bella la chiave di apertura traforata. Il Mithos Paradox 28 rientra in una fascia di mercato medio-alta, quindi è destinato a un’ampia clientela che ama cacciare con delle armi particolari, “fuoriserie”, che abbiano un certo stile oltre alle ottime le prestazioni. Sui lati e sul petto di bascula spicca una piccola, piacevole, beccaccia in volo, ornata da leggerissime incisioni floreali. La bascula è interamente realizzata in Ergal Aerospaziale. Ovviamente nei punti maggiormente sollecitati, come il contatto tra bascula e fondelli delle cartucce, è stata inserita una piastrina di rinforzo in acciaio temprato ultraresistente. Questo accorgimento serve ad avere una chiusura molto robusta, abbinata a un peso contenuto dell’arma. Tutte le finiture possono essere personalizzate su richiesta del cliente, in particolare il tipo d’incisione e il grado dei legni. L’accoppiamento tra meccanica e calciatura è impeccabile. Non si notano incertezze nell’esecuzione dell’incassatura come nei collegamenti delle piccole minuterie. Tutte le superfici interne in acciaio sono rifinite a bastoncino. Niente viene lasciato al caso. Il calcio a pistola e l’astina sono in noce balcanico di buona qualità, tirato lucido e rifinito a mano. Deviazioni e pieghe possono essere richieste su misura dal cliente. Ottimo il zigrino a passo fine eseguito a mano e un sottile calciolo in gomma antirinculo. Gli estrattori possono essere sia manuali sia automatici. Gli scatti sono sempre netti e puliti, senza grattamenti sia che si usi un modello bigrillo sia quello dotato di monogrillo meccanico. Le canne sono lunghe 620 mm e portano le dimensioni totali dell’arma a circa 1100 mm. L’ottimo grado di finitura interna e la perfezione geometrica dei tubi conferiscono alle canne un’ottima precisione di tiro. L’unione viene eseguita in monoblocco e le semi bindelle sono saldate a stagno. Tutti i particolari, compresa la chiave di apertura, la croce, il grilletto, il percussore integrato nel cane ecc. sono stati progettati in funzione dell’impiego e del calibro dell’arma. Anche le canne sono costruite con lo stesso criterio, perché a loro è affidato il compito finale, quello più importante, di garantire un’ottima dispersione dei pallini alla giusta distanza. La vera novità di questi sovrapposti sta nel fatto che ogni piccolo calibro ha la sua bascula dedicata, una bilanciatura perfetta e un peso finale contenutissimo. La sicura è manuale a cursore sul dorso che funge anche da selettore nella versione monogrillo..
CONCLUSIONI:
Il prezzo di tutti i fucili prodotti dalla S.I.A.C.E. dei Fratelli Gelmini varia sempre in funzione delle caratteristiche richieste dal cliente, caratteristiche che possono essere sia estetiche sia meccanico – funzionali. Per il prezzo definitivo delle armi “Fuori Serie”, ci si deve sempre accordare con il Costruttore al momento dell’ordine.
S.I.A.C.E. DI GELMINI GIUSEPPE E IVANO E C. SNC.
FABBRICA D'ARMI E RIPARAZIONI
VIA G. Matteotti, 125 7 127
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