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Luca Gironi

Luca Gironi

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ELEZIONI POLITICHE 2018: IGNAZIO MESSINA SOTTOSCRIVE IL PROGRAMMA DELLA CABINA DI REGIA DEL MONDO VENATORIO

Il candidato del centrosinistra sostiene i contenuti del documento programmatico presentato dalla cabina di regia del mondo venatorio, portando il suo contributo nella difesa e valorizzazione del ruolo sociale ed economico della caccia.

Procedendo in modo serrato con gli incontri con i rappresentanti di partiti, movimenti e coalizioni che si presentano alle prossime consultazioni elettorali del 4 marzo, la Cabina di regia unitaria del mondo venatorio – Caccia, Ambiente, Ruralità (costituita da ANLC, ANUUMigratoristi, ARCI Caccia, Enalcaccia, EPS, FIdC, Italcaccia) e il CNCN – Comitato Nazionale Caccia e Natura, si sono incontrati con Ignazio Messina, candidato dalla coalizione di centrosinistra (sostenuta tra gli altri da PD e Civica Popolare) al collegio uninominale di Brescia per il Senato

I rappresentanti delle associazioni venatorie presenti all’incontro hanno affrontato le questioni più urgenti legate ad una corretta gestione del territorio, dell’ambiente e della fauna in Italia, che si troverà ad affrontare il prossimo Parlamento e il Governo che ne scaturirà.

Accolta con piena consapevolezza e condivisione da parte del candidato, la richiesta di attenzione espressa dalla Cabina di regia per il ruolo dell’attività venatoria e dei cacciatori, riconosciuti come forza sociale indispensabile alla campagna, portatrice dei valori espressi dalla ruralità e volano economico creatore di posti di lavoro e di ricchezza per il Paese.

Al termine dell’incontro, Ignazio Messina ha sottoscritto i punti programmatici presentati dal mondo venatorio, dimostrando di apprezzarne l’impegno a riaffermare con forza il ruolo della caccia in armonia con l’ambiente, la difesa del mondo e delle tradizioni rurali, le sinergie col mondo agricolo, con riferimento alle sue ricadute sul piano economico e occupazionale. In particolare ha espresso la sua attenzione verso il settore produttivo armiero sportivo-venatorio italiano che, oltre a rappresentare una fonte importante di economia e occupazione, è una eccellenza del “Made in Italy”, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Si è inoltre impegnato a contribuire alla creazione di un gruppo di parlamentari che possano avere una interlocuzione continuativa nel tempo su queste tematiche.

FIDC BRESCIA: IDEE DI VOTO PRE-CACCIA

  • Pubblicato in Notizie

I federcacciatori bresciani, consci dell’importanza della doppia scadenza elettorale, chiedono sempre più numerosi indicazioni su quali candidati appoggiare alle prossime elezioni, soprattutto in regione Lombardia. La Giunta di Federcaccia ha così deciso di indicare i nominativi di tre consiglieri regionali uscenti che nei 5 anni appena trascorsi non solo hanno prestato attenzione alle nostre istanze ma hanno sempre lavorato per cercare di migliorare, nei limiti imposti dalla normativa nazionale, la caccia lombarda. Alessandro Sala candidato nella “Lista Civica Fontana Presidente” e Fabio Rolfi candidato nella Lega, entrambi cacciatori ed entrambi iscritti a Federcaccia ci hanno sempre aiutato e sono stati i promotori di importanti emendamenti, ricordiamo per esempio quello della segnatura della migratoria e quello per la necessaria regolamentazione nelle zone di ripopolamento e cattura. Gianni Girelli, candidato nel PD, invece, pur se in minoranza, non ci ha mai fatto mancare un appoggio costruttivo e di mediazione con gli altri membri della sua coalizione. E’ importante quindi che questi consiglieri vengano riconfermati perché hanno dimostrato con i fatti e con il lavoro il loro impegno concreto per la caccia. Ci sono poi altri due candidati cacciatori iscritti alla Federcaccia di Brescia; sono Floriano Massardi, presidente della nostra sezione di Vallio Terme, capannista, capolista della Lega e Germano Pè, nostro iscritto e attivo sostenitore della sezione di Gussago in lista con Fratelli di Italia. La nostra scelta è quindi di appoggiare chi ha lavorato concretamente e chi appartiene alla grande famiglia di Federcaccia. Abbiamo poi incontrato, con reciproca soddisfazione, il candidato della lista Grande Nord Giulio Arrighini che ha ascoltato con grande interesse le nostre richieste e le nostre proposte. Nel Cacciapensieri di settimana prossima pubblicheremo il documento preparato dalle associazioni venatorie nazionali ed indicheremo quali liste lo hanno sottoscritto, nero su bianco, approvandone le proposte.

(WWW.LADEADELLACACCIA.IT)

Arci Caccia: In Toscana si vota per il Parlamento, non per la Regione, non si facciano errori

Siamo grati per l’impegno assunto da alcuni candidati al Parlamento dei diversi schieramenti in Toscana nel merito della gestione faunistico venatoria sostenendo il Manifesto per l’Italia, il paesaggio, l’ambiente e la ruralità.

Il Manifesto sta ricevendo sottoscrizioni autorevoli a testimoniare il radicamento culturale dell’attività venatoria

E’ stata importante la stesura fatta dalla totalità delle Associazioni venatorie nazionali (FIdC, Enalcaccia, ANUU Migratoristi, ARCI Caccia, Liberacaccia, Italcaccia, EPS) e dal CNCN che ha permesso l’interlocuzione con le Organizzazioni Imprenditoriali Agricole Coldiretti, Confagricoltura, CIA che, ancorchè in modo articolato, hanno segnalato interesse e convergenze. In Toscana un percorso con gli agricoltori si era avviato.

Le Federcaccia toscane hanno promosso un documento solitario rispetto alle altre Associazioni presenti in Regione che si riconoscono nel Manifesto unitario dei cacciatori italiani (malgrado la firma della loro Federazione nazionale). Si sentono già in campagna elettorale per le “Regionali” e con il documento del “Gran Ducato” autocelebrano tensioni, espressioni di una “regionofobia” in essere dall’inizio della consigliatura e, ormai, patologica.

È confortante il ripensamento che si esprime nel documento regionale, che propone il tema degli ATC che debbono essere il soggetto gestore delle direttive regionali (aggiungiamo correttamente gestore), senza le maniacali “SRL” o altre invenzioni con le quali si vorrebbe sostituire la gestione sociale con quella privata. Tra i limiti, la gestione degli ATC, ha avuto modalità e scelte che si stanno chiarendo ora aprendo contraddizioni e annesse dimissioni. Le responsabilità di quanti hanno rappresentato l’Associazione venatoria (e annessa ambientalista) di comodo negli ATC, stanno emergendo.

Il coinvolgimento delle Associazioni, assicurato dalla Regione, nel rispetto e per quanto previsto dalla legge, è stato e sarà sempre più garantito grazie alla “presenza aperta” delle riunioni degli ATC. La trasparenza aiuta a sgombrare il campo dagli equivoci lasciati dal passato e un maggiore controllo della Regione sugli atti che riguardano il patrimonio faunistico dei cittadini, sarà utile.

Nazionalmente, sarebbe economicamente positivo riprendere la norma, prevista nella Finanziaria approvata con l’ultimo Governo Prodi, che affidava alle Regioni il 50% delle tasse di concessione governativa per la gestione faunistica. Particolarmente importante dove i soldi versati dai cacciatori vanno quasi totalmente agli ATC. Recuperare e destinare il ristorno delle tasse, alla competenza regionale per una programmazione faunistica “solidale”, rispettosa delle direttive del Governo toscano, non sarà male.

Come propone il Vice Ministro Morando, in una sua dichiarazione, si deve affrontare e superare il “De Minimis” a proposito dei danni all’agricoltura degli ungulati. In Europa, non vogliono intendere che in Italia, gli agricoltori – e meno male – ospitano il “patrimonio faunistico dello Stato”. All’Europa non è chiaro: la selvaggina non è merce.

Le Regioni possono avere un po’ di risorse. In Toscana, insieme ad una rapida operatività della centrale unica di acquisto e alle altre modifiche di legge previste e, purtroppo, ancora non a regime e con alcuni regolamenti da rivedere (cinofilia), potrebbero concorrere a migliorare lo “stato dell’arte”. Alcune delle richieste degli agricoltori che, nei documenti regionali, indicano per gli ungulati le migliorie e una sollecita applicazione della legge in tutte le sue parti, sono idonee per un clima nuovo per il futuro della gestione faunistica. La verifica degli obiettivi raggiunti è indirizzare l’uso delle risorse in capo agli ATC, più agli agricoltori che alle consulenze sarà cosa saggia. Ciò per gli ungulati toscani, in sintonia a quanto si legge sul Periodico della FIdC: “…Volendo trarre delle prime conclusioni da questa esperienza relativamente recente e che potremmo definire pionieristica, si può affermare che i risultati fin qui raggiunti delineano un’esperienza sotto certi aspetti ancora “da consolidare”, ma positiva, con il numero di ungulati abbattuti in crescita, il numero di selettori e cacciatori formati in costante aumento e un graduale sviluppo dell’indotto legato alla vendita della carne…”.

Quando ci saranno le Elezioni Regionali, l’Assessore, gli Uffici, porteranno i risultati delle cose fatte, dell’operato degli ATC.

I dirigenti dei cacciatori toscani allergici alla “Regione” perché speravano in un Assessore “targato”, coloro che della Regione sono stati politici o funzionari o dirigenti e oggi militano in un’Associazione “plurimarchi”, non si cruccino, potranno riproporsi mettendoci la faccia, questa volta candidando sé stessi.

Ora la sfida è contrastare l’animalismo deleterio e radicale.

Qualcuno ha preferito farlo da solista in casa propria. Pazienza: quello che non strozza, ingrassa.

Nell’interesse dei cacciatori si raccolgano dovunque e comunque le adesioni dei politici a favore della caccia. Viva la nostra caccia.

Paolo Malquori

Responsabile Commissione Ungulati Nazionale

 

Alleghiamo il comunicato dell’Appello Nazionale ad aderire al Manifesto per l’Ambiente e la Ruralità promosso dalla Cabina di Regia del Mondo Venatorio, a cui chiediamo a tutti gli esponenti politici di aderire.

https://www.arcicaccianazionale.it/un-manifesto-litalia-paesaggio-lambiente-la-ruralita/

 

https://www.arcicaccianazionale.it/elezioni-politiche-2018-consenso-trasversale-programma-del-mondo-venatorio/

 

Liguria: Il governo impugna nuovamente la legge sul controllo della fauna

Dopo la bocciatura dello scorso anno, arriva un nuovo stop alla normativa sul controllo della fauna della Regione Liguria. Il governo infatti ha deciso di impugnare il provvedimento. Come l'altra volta, oggetto del contendere sono la possibilità di utilizzare cacciatori formati per gli interventi e le modalità di commercializzazione dei capi abbattuti.

http://www.genova24.it/2018/02/caccia-governo-impugna-la-legge-regione-liguria-mai-schiaffo-agli-agricoltori-liguri-194185/

 

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