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Luca Gironi

Luca Gironi

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Bologna: la città metropolitana chiama alle armi i cacciatori contro i cinghiali

I cinghiali in Emilia Romagna stanno diventando una vera e propria piaga, per questo la città metropolitana di Bologna corre ai ripari con una vera e propria chiamata alle armi. I cacciatori in possesso delle opportune abilitazioni saranno coinvolti negli abbattimenti assieme alla polizia provinciale.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2018/03/06/news/bologna_cercansi_cacciatori_volontari_per_ridurre_il_numero_dei_cinghiali-190600101/

 

Associazioni Cacciatori Trentini: si chiarisca sulla Presidenza.

Non sono quantitativamente irrilevanti le autorizzazioni rilasciate dalla Giunta provinciale per consentire ai propri dipendenti di assumere incarichi sia retribuiti sia a titolo gratuito.

La questione, chiamata a interpretare il corretto svolgimento del rapporto di pubblico impiego, riconoscendo da un lato la preparazione e la professionalità del personale spendibile anche all’esterno e dall’altro a non pregiudicare il fedele assolvimento dei compiti istituzionali alle dipendenze dell’amministrazione, desta per lo scrivente l’opportunità di un approfondimento, cui si accinge la presente interrogazione.

La domanda qui posta riguarda la necessità o meno dell’autorizzazione per svolgere attività conseguenti alla nomina elettiva in associazioni di categoria o comunque rappresentative di significativi settori della popolazione. Perché è scontato che tali incarichi, assunti con encomiabile disponibilità e lodevole spirito di servizio, richiedono adempimenti e tempo. Si sa che queste attività, per loro natura, non pongono limiti agli impegni.

E’ il caso, tanto per citare un esempio, dell’Associazione cacciatori trentini, la cui presidenza – che tra l’altro ha la durata di un quinquennio – è stata come noto assunta da un dipendente provinciale inserito nel ruolo dirigenziale. Di tale incarico, sempre citato ad esempio, non si è trovata traccia negli elenchi degli incarichi autorizzati dalla Giunta provinciale.

CALABRIA: A BREVE LA NUOVA LEGGE REGIONALE SULLA CACCIA

Il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, ha partecipato, insieme al consigliere regionale delegato alle politiche agricole, Mauro D’Acri, ad un incontro sul tema: “Caccia, Turismo Venatorio, Agricoltura e Biodiversità in Calabria: una coesistenza necessaria, per valorizzare le potenzialità dei territori”. I lavori del convegno, organizzato dalle Associazioni Venatorie attive della provincia di Cosenza presso il “Museo del Presente” di Rende, sono stati introdotti da Andrea Cuzzocrea, presidente Provinciale di Ente Produttori Selvaggina, che ha illustrato le problematiche e le richieste del settore, sottolineando il grande contributo che le associazioni venatorie possono offrire per la difesa e la valorizzazione del patrimonio faunistico della nostra regione.

Nel corso del suo intervento Oliverio ha annunciato che è pronto il nuovo testo di legge regionale che regolamenterà il settore e su cui, subito dopo le elezioni, sarà avviato un confronto serrato e aperto con tutte le associazioni venatorie regionali per la definizione del testo finale della nuova legge sulla caccia che dovrà essere approvata nel più breve tempo possibile. Il presidente della Regione, inoltre, ha parlato del Piano faunistico regionale, che ha definito “uno strumento necessario per la programmazione e il governo delle problematiche inerenti al settore, già all’attenzione della Giunta regionale”.

“All’interno di questa impostazione -ha aggiunto- bisognerà affrontare il problema del ripopolamento delle specie autoctone che dovrà avvenire non più attraverso l’importazione, ma tramite la riproduzione sul territorio. Due altri problemi, inoltre, che devono essere immediatamente affrontati, riguardano la formazione dei “selecontrollori” e il fenomeno della sovrappopolazione del cinghiale. Un fenomeno, quest’ultimo, molto serio e che sta arrecando notevoli danni ai nostri territori, minacciando l’incolumità dei cittadini e degli automobilisti e l’economia del mondo agricolo. Un fenomeno assai grave, quindi, a cui vogliamo dare una risposta tempestiva e concreta. In questo senso intendiamo accelerare tutte le procedure per predisporre al più presto appositi piani di prelievo, a cui si collega la formazione dei “selecontrollori”. A tal proposito abbiamo già interloquito con i rappresentanti dei parchi nazionali affinché venga definito al più presto un piano di intervento riguardante le aree protette ricomprese nei parchi. A tale problematica si lega anche quella relativa alla formazione delle guardie venatorie giurate volontarie. Da oltre quindici anni non si effettuano più i relativi corsi di formazione. Anche su questo problema intendiamo investire. Riveste vitale importanza, infine, la costituzione dell’Osservatorio regionale faunistico-venatorio, uno strumento che ci consentirà di governare tutta la problematica regionale, articolata provincia per provincia, e che potrà offrire anche nuove opportunità di lavoro ai nostri giovani. Anche per quanto riguarda le ATC è nostra intenzione procedere, subito dopo la fase di commissariamento, alla regolarizzazione degli organismi, tenendo in considerazione gli orientamenti di tutti i cacciatori. Le ATC sono uno strumento importante, che possono e devono svolgere tutte quelle funzioni che prima venivano svolte dalle Province”.

“Da parte nostra -ha concluso il presidente Oliverio- c’ è massima disponibilità ad avviare un confronto aperto, condiviso e partecipato, che dovrà servire a mettere a punto e ad attivare, insieme alle associazioni, strategie e strumenti che consentano di regolare al meglio l’attività faunistica nella nostra regione. L’unica bussola che ci guida è di far prevalere gli interessi di tutti”.

IL CD-477 SULLE POSIZIONI DEI CANDIDATI RIGUARDO GLI APPASSIONATI DI ARMI

Tenendo fede all’impegno che il CD-477 ha preso con i cittadini elettori, diamo conto dell’attenzione che i partiti politici hanno riservato alle tematiche di nostro più diretto interesse, tra cui quella della legittima difesa.

Nel solco della nostra azione assolutamente apartitica abbiamo contattato in più occasioni partiti, presidenti dei gruppi parlamentari e singole personalità politiche: come immaginavamo le risposte sono state ben differenti tra loro… quando ci sono state.

Ora che siamo prossimi alla fatidica data del 4 marzo è giunto il momento di tirare le somme affinché i cittadini elettori che detengono ed usano legittimamente armi possano conoscere le posizioni di coloro che andranno a votare e quindi esprimere il loro voto in maniera consapevole.

Alla prova dei fatti, in sintesi, abbiamo potuto riscontrare disponibilità e serietà da parte di un solo partito: la Lega. E’ stata la Lega infatti che ci ha accolti con attenzione quando ancora eravamo un’associazione sconosciuta, che si è resa disponibile in concreto alla difesa dei nostri diritti in momenti delicati coinvolgendoci attivamente (come quando sembrava dovesse sbloccarsi la discussione del ddl Granaiola-Amati), che ha dato seguito con una serie di incontri proficui alla nostra proposta sulla legittima difesa ed infine il cui segretario ha sottoscritto pubblicamente (unico tra tutti) l’impegno a favore dei possessori di armi estendendolo a tutto il suo partito.
Deludenti sono state le posizioni assunte da partiti che pubblicamente si sono frequentemente dichiarati in favore del nostro mondo e dei nostri diritti, ma che non hanno mostrato poi alcuna disponibilità di dialogo con chi per la difesa di questi diritti si impegna quotidianamente.

Riguardo invece a giovani movimenti che sono entrati in Parlamento al grido di “uno vale uno”, ci saremmo aspettati un approccio completamente differente nei confronti nostri e soprattutto dei più di due milioni di cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare sull’inviolabilità del domicilio, dalla quale si potrebbe più propriamente desumere che in realtà su determinati temi… due milioni vale zero.

La difesa dei diritti dei cittadini onesti che detengono armi e la mancata attenzione ad oltre due milioni di cittadini elettori che hanno chiesto una modifica delle norme sulla legittima difesa non sono questioni marginali: se non è stato dato ascolto a milioni di cittadini onesti nei mesi precedenti, come possiamo pensare che gli sarà dato ascolto dopo le elezioni?

Nel comunicato integrale, pubblicato sul sito www.comitatodirettiva477.it, viene descritto più approfonditamente quanto sopra sintetizzato e vengono elencati i numerosi candidati che hanno assunto impegni concreti nei confronti del mondo sportivo e venatorio.

Il 4 marzo si deciderà la sorte dei diritti dei cittadini che detengono ed usano legittimamente armi: essere informati è il primo requisito per poter esercitare efficacemente il proprio diritto di voto e difendere conseguentemente tutti gli altri.

(www.ladeadellacaccia.it)

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