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Luca Gironi

Luca Gironi

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Umbria: Arci Caccia informa che ha inizio il monitoraggio della Beccaccia 2018

  • Pubblicato in Notizie

 

 

Con l’inizio dei movimenti dei primi flussi migratori, inizia il monitoraggio per la specie beccaccia, il monitoraggio viene organizzato e si svolge in collaborazione con l’Associazione Beccacciai d’Italia in attuazione del progetto ALI D’ITALIA.

Possono aderire al monitoraggio solo i cacciatori che abbiano frequentato e superato con successo corsi di almeno 6 ore frontali tenute da tecnici di comprovata esperienza e in possesso di professionalità specifiche per le materie trattate (con obbligo di presenza ed esame finale) e su programma approvato dall’ISPRA, anche se non avevano mai partecipato prima alle attività di monitoraggio. Il monitoraggio viene organizzato e si svolge in collaborazione con l’Associazione Beccacciai d’Italia che promuove le stesse attività anche in altre regioni italiane.

L’attività di monitoraggio viene svolta in maniera volontaria da cacciatori e cinofili che hanno partecipato a specifici corsi di formazione su programma approvato dall’ISPRA

Il monitoraggio si svolge in due fasi: raccolta delle ali, nello specifico dell’ala destra, i cacciatori raccolgono le ali e vengono inviate all’Osservatorio Faunistico Regionale per essere “lette” secondo il metodo di determinazione dell’età verificando la sospensione della muta dellepiume.

La fase successive prevede il monitoraggio in aree prestabilite con cane da ferma al quale possono prendere parte solo ed esclusivamente i cacciatori che hanno conferito tutte le ali delle beccacce abbattute e la scheda relativa allo sforzo di caccia secondo le modalità indicate nelle sezioni precedenti. Non tutti i cacciatori che consegnano le ali e le schede ICA sono obbligati a partecipare a questa fase del monitoraggio, che è comunque su base volontaria. Pertanto saranno autorizzati ad espletare tale monitoraggio con cane da ferma solo i rilevatori che avranno effettuato entro il 31/12 di ciascun anno la prima consegna di ali e schede relative allo sforzo di caccia. Possono essere utilizzati allo scopo solo cani appartenenti a razze da ferma, di età non inferiore a tre anni, di buona esperienza e rendimento sulla specie (ogni cane dovrà superare un test di abilitazione su prova pratica da effettuarsi alla presenza dei coordinatori locali individuati dall’Associazione Beccacciai d’Italia e/o di altro esperto delegato dalla Regione Umbria). Il monitoraggio si svolge nelle unità di rilevamento identificate dalla Regione Umbria in collaborazione con l’associazione Beccaccia d’Italia e con i cacciatori rilevatori umbri, le cui cartografie sono disponibili sul sito della Regione Umbri.

Per ogni uscita di monitoraggio va compilata una scheda che è scaricabile dal sito della Regione Umbria allo stesso indirizzo già indicato: http://www.regione.umbria.it/turismo-attivita-sportive/progetti-dimonitoraggio-caccia.

Le ali raccolte vanno consegnate al referente di zona oppure direttamente al Servizio Foreste, Montagna, Sistemi naturalistici e faunistica alla Dott.ssa Giuseppina Lombardi, unitamente alla scheda di sforzo di caccia di cui al punto precedente in buste di carta di adeguate dimensione (inserendo anche una pallina di naftalina) compilando attentamente il frontespizio che si trova scaricabile in formato A4 dal sito della Regione Umbria allo stesso indirizzo già indicato: http://www.regione.umbria.it/turismo-attivita-sportive/progetti-di-monitoraggio-caccia, oppure sul sito www.arcicacciaumbria.it sezione progetti.

“Negli anni ci siamo impegnati come Arci Caccia nell’organizzare corsi di formazione per monitoratori della specie beccaccia, in quanto riteniamo sempre più necessario la conoscenza delle specie oggetto di caccia e

devo dire che negli anni, tantissimi cacciatori hanno partecipato ai corsi di formazione, segno di una mentalità e di una cultura che sta cambiando evolvendosi in maniera positiva rispetto alle dinamiche faunistiche.

Lo strumento del monitoraggio della specie è fondamentale per conoscerne lo stato di conservazione e raccogliere informazioni utili in linea con le Direttive Europee, l’apporto volontario dei cacciatori è fondamentale nella raccolta dei dati, che dovranno diventare sempre più preparati e disponibili alla collaborazione con gli enti preposti, vista anche la recente nota di ISPRA che rispondendo ad una diffida del CPA della Sardegna, ha chiaramente detto che la disponibilità di risorse, capacità strumentali, finanziarie e di personale di Ispra, non permettono lo svolgimento di indagini dirette sul campo e a scala nazionale”.

Pertanto ci auspichiamo che fin dai prossimi mesi i cacciatori possono essere coinvolti anche nel monitoraggio di altre specie selvatiche, un lavoro di responsabilità che i cacciatori dovranno essere in grado di svolgere sempre di più.”

Toscana: ANLC risponde ai portatori di illazioni

In questi giorni si sono fatte illazioni su presunte "unioni" tra Libera Caccia e Arci Caccia, credo che sia mio dovere, come dirigente Nazionale di Libera Caccia smentire certe voci e fare chiarezza.
Avere degli intenti comuni tra associazioni venatorie non mi sembra una cosa scandalosa, come non lo è cercare di avere un dialogo con il mondo agricolo per non arrivare ad uno scontro muro contro muro.
Avere un confronto sulle idee e promuoverle congiuntamente, mantenendo ognuno il proprio nome, la propria indipendenza e la propria autonomia, non cercando di prevalere l'una sull'altra con lo scopo di portarsi via tesserati, credo che sia un approccio corretto su come si debba confrontarsi.
Per questo motivo pubblico qui sotto il documento integrale, così potrete dirci cosa per voi è condivisibile e cosa non lo è. Siamo disponibili ad accogliere suggerimenti e adesioni per far sì che il mondo venatorio e quello agricolo- rurale trovino nuovamente un accordo concreto e funzionale.


Antonio Goretti

Arci Caccia Puglia: Tra i guai del Paese c’è anche l’integralismo animalista



Con atto del 3 ottobre scorso la Regione Puglia ha autorizzato il prelievo in deroga dello “storno”. Tale provvedimento, più che legittimo, fortemente invocato dalle associazioni agricole prima che dalle associazioni venatorie, si pone in una posizione che funge da spartiacque tra l’esigenza di arginare i danni (oramai conclamati) per gli agricoltori, provocati da questa specie che risulta anche “stanziale” in molte parti della regione Puglia, e le istanze venatorie, tutte nei canoni della caccia programmata.

Desta profondo stupore il contenuto dell’incredibile nota dell’Associazione WWF che, rinnovando una sua ideologia pregiudiziale, disconosce gli interessi dell’economia agricola della Regione e bolla tale provvedimento regionale come “un regalo alle doppiette”.

In verità, il mondo venatorio, di regali, negli ultimi anni, ne ha visti veramente pochi, anzi, oggigiorno non si perde occasione per rosicchiare sempre qualcosa in più ad un mondo venatorio flagellato dall’integralismo animalista e supportato da studi strumentali che sembrerebbero avere la verità rivelata e non il ruolo consultivo che gli compete.

Spesso i “pareri” non sono proprio confortati dai censimenti e dagli studi, sul campo.

Tuttavia, proprio a seguito di una necessità di arginare il fenomeno storno, la Regione ha reputato opportuno, non necessario, essere coadiuvati e confortati dagli studi dell’Università di Bari.

Ebbene, la conclusione di questi studi, intellettualmente onesti, ha dato ragione alle richieste degli agricoltori e dei cacciatori, evidenziando la necessità di abbattere un determinato numero di capi.

Il comportamento ondivago, fondamentalista, strumentale del WWF è ormai consolidato e finalizzato alla propaganda. Gli studi scientifici, vanno bene solo quando a favore del mondo ambientalista “fanatico”, in questa occasione si chiede addirittura un riesame in autotutela alla Regione del “provvedimento”. Abbiamo scoperto la scienza di comodo!!!

L’ambientalismo del NO fa male agli italiani ed è un problema molto serio per l’agricoltura.

 

Avv. Giuseppe De Bartolomeo

Vice Presidente Nazionale

(Delega Area Legale – Migratoria – Deroghe)

Presidente Regionale ARCI Caccia Puglia

Campania: Si parla di caccia senza i cacciatori

 

Le Associazioni campane scrivono alla Regione per chiedere spiegazioni sulla tavola rotonda sulla gestione degli ungulati svoltasi oggi. Argomento della interessante iniziativa, la gestione degli ungulati. Peccato che si parlasse di caccia senza nessun coinvolgimento dei rappresentanti dei cacciatori.

Avv. Franco Alfieri
Capo della Segreteria del Presidente della
Regione Campania
Delegato Agricoltura e Caccia
Egregio Dott. Alfieri,
abbiamo appreso dalla stampa dell’impegno del CRIUV che ha promosso una Tavola Rotonda per il piano di gestione ed il controllo del cinghiale in Campania, esclusivamente con il coinvolgimento di alcuni tecnici e ricercatori ai quali il CRIUV ha deciso di rivolgersi.
Poniamo e sottolineiamo all’attenzione della Regione che l’organizzazione dell’evento ha escluso, pregiudizialmente, tutte le rappresentanze dei portatori d’interesse, di donne e uomini che, quotidianamente, soffrono i danni della
sovrappopolazione di questa specie che è, per legge nazionale e regionale, parte delle specie cacciabili affidate alla gestione degli ATC e, loro tramite, anche ai danni della fauna selvatica. Affrontare queste problematiche seriamente ed efficacemente significa dare riconoscimento e valorizzazione alle tecniche di caccia, a partire dalla braccata, che sono state sperimentate nel riequilibrio della specie con risultati positivi ove ben applicate.
Risorse pubbliche destinate a simposi e seminari che escludono le Associazioni e le comunità interessate, facciamo fatica a leggerli quali interventi di approfondimento che possono produrre atti concreti; senza i cacciatori che riducono l’impatto, anche economico, della fauna selvatica patrimonio dello Stato e dei cittadini sulle produzioni agricole.
Tecniche, teorie avulse dal contesto e dagli uomini che debbono intervenire, si sono dimostrate, purtroppo, velleitarie ed inconcludenti, sostenute ancorchè con formulazioni scientifiche.

Stigmatizziamo l’approccio all’approfondimento così come è stato promosso e riteniamo utile che la Regione possa confortare i cittadini con la conoscenza, dei costi e dei benefici per la comunità, del lavoro della Tavola Rotonda del 10 novembre.


Distinti saluti


I Presidenti delle Associazioni
Giuseppe Parvolo ANUU
Enrico Rosiello ARCICACCIA
Francesco Pascarella ENALCACCIA
Filippo Venditti EPS
Andrea Ferrara FEDERCACCIA
Raffaele De Chiara ITALCACCIA
Luca Morelli LIBERACACCIA

LIPSIA: TERMINA L'ASSEMBLEA DELLA FCI

Al termine dell’Assemblea Generale della FCI di Lipsia, ritengo doveroso informare i Soci sull’andamento dei lavori e sulla partecipazione della delegazione ENCI.

Grazie all’incessante lavoro e ai successi ottenuti dagli allevatori italiani e all’attività sostenuta dal Consiglio Direttivo ENCI, da ciascun consigliere sul territorio, sia in Italia sia all’estero, coadiuvato dal quotidiano lavoro degli uffici, la nostra delegazione ha potuto contare su una profonda solidità di rapporti e sul prestigio riconosciuto a livello internazionale.

ENCI ha potuto dunque contare sul sostegno di numerosi delegati che hanno consentito, tra l’altro, le nomine di cui abbiamo già detto con precedente comunicato in importati organismi tecnici e di controllo.

Nella giornata odierna la delegazione ENCI ha promosso interventi migliorativi sulla bozza del nuovo statuto FCI in discussione. In particolare ENCI ha lavorato per la migliore integrazione del concetto del benessere animale con l’attività di selezione degli allevatori del cane di razza. La mozione di ENCI, presentata in apertura dei lavori, ha consentito un significativo confronto, durato molte ore, tra i rappresentanti di Paesi provenienti da ogni continente, ciascuno con la propria sensibilità su questo decisivo argomento. Al termine della lunga e proficua discussione, i lavori per la modifica dello statuto sono stati aggiornati ad una prossima assemblea straordinaria FCI che dovrà affrontare esclusivamente la discussione sul nuovo statuto secondo quanto proposto proprio dall’ENCI già nei giorni antecedenti all’assemblea e, con maggior determinazione, nella giornata di ieri e in quella odierna.

Il futuro della cinofilia mondiale, infatti, non può in alcun modo passare per una assemblea nella quale argomenti di vitale importanza per tutti gli allevatori e per ogni kennel club finiscano per essere approvati senza la dovuta attenzione. Su questi argomenti ENCI, alla fine, ha trovato il sostegno dei vertici della FCI, che pubblicamente si ringraziano, oltre che della stragrande maggioranza dei delegati.

Il Presidente Dino Muto

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Ambiente

Enogastronomia

Attrezzatura